Storia della Nuova colonna infame…..

Ndr: ci sono numerosi pezzi con questo titolo o con altri titoli molto simili. Lo ripubblico comunque a titolo di completezza

Avete presente gli ultimi giorni dell’avventura sovietica?

Era successo, 70 anni prima, che qualcuno avesse rifondato l’economia su alcune teorie. Queste teorie avevano anche la pretesa di essere scientifiche, e dunque si creo’ in URSS tutta una classe accademica che le approfondi’ riempiendole di astrusi tecnicismi, fino a farne una dottrina complessa e autogiustificante. Il risultato era che non appena qualcuno osava mettere in dubbio tale teoria, spuntava qualche parruccone accademico a dirgli che lui pensava cosi’ perche’ ignorante.

“Se non vedi che abbiamo ragione noi, o non sai o non capisci”.

Come scrive lo stesso Gorbachev “noi discutevamo settimane e settimane su come far arrivare un minimo di dentifrici nei negozi dello stato, e se solo osavamo dire che le cose stavano peggiorando, ci trovavamo i teorici del comunismo a spiegarci che non era vero, e che quei dati erano frutto di una qualche fenomenologia normale.
Tiravano fuori la NEP e la crescita del dopoguerra e spiegavano che ci aspettava un futuro radioso.
Ogni volta che chiedevamo spiegazioni ricevevamo plichi incomprensibili di tecnicismi accademici, ma la realta’ rimaneva quella: non sapevamo come rifornire i negozi di dentifricio. E non erano certo questi studiosi a spiegarci come.”

Questa situazione, indubbiamente estrema, e’ abbastanza classica. Da un lato lo status quo si crea un mondo accademico che lo sostiene dal lato ideologico.Anche se le teorie sono errate.
Dall’altro chi deve fare i conti con la realta’ si rende sempre piu’ conto di come quelle teorie siano scorrette, e non portino proprio a niente.Ma non puo’ dirlo per non essere tacciato di “errore”.

Solo che l’ortodossia accademica e’ finanziata proprio dalla classe di ricchi soloni che sostiene, ed e’ pagata per teorizzare una giustificazione per il sistema di cose in vigore. Cosi’, chiunque osi dire “ma e’ sbagliato, qui tutto va a rotoli”, viene sistematicamente zittito dalle cariche piu’ autorevoli del mondo accademico: “ignorante, ignorante, sei solo un’ignorante”.

E potete anche fare a meno di provarci: questi signori lavorano a tempo pieno alla creazione di un’incomprensibile sistema di tecnicismi incomprensibili, tale che una discussione con loro finisce sempre allo stesso modo. In qualche modo, esiste un “inviluppo stocastico” che non avete considerato, per non parlare della “pilocatabasi”, o dell’ “avunculogratulazione meccanica”. E non insistete, perche’ potrebbero anche diventare maneschi e perseguirvi… siete dei provocatori, ecco cosa siete.

Forse ci sembrano cose del passato, o di regimi lontani e desueti. E in generale, ci sembra tipico di quei regimi che sostengono una teoria errata: creano una classe accademica che li giustifichi.
E quanto piu’ la teoria e’ errata, quanto piu’ tale classe sara’ resa autorevole. Piu’ il Re e’ nudo, piu’ i giornali scriveranno bene del suo vestito.

Ma questo, pensiamo, non puo’ accadere a noi.
Invece sta accadendo anche a noi.

Ad un certo punto della storia del capitalismo, si e’ creata una classe di economisti fine a se’ stessa. Si e’ creata una finanza speculativa, che produce valore senza produrre alcunche’ di utile.
L’economia funziona cosi’: qualcuno produce beni, e poi li vende. Migliori sono i beni, e minore e’ il prezzo, e piu’ ne vende. Sul mondo della produzione si sviluppano certe quantita’ di servizi, anche finanziari, che sono un’effetto secondario del mondo della produzione.
Come si dice oggi, i servizi sono “un’effetto collaterale” della produzione.

Il problema di questi economisti moderni e’ che non sanno come produrre. Non sanno come si produce. Pretendere che quei signori distinguano un divano da un metro cubo di cemento e’ semplicemente ridicolo. E’ prodotto, e basta, lo si mette in una scatola colorata e si vende, punto. Perche’ mai divremmo occuparci di cose assurde come sapere che cosa ci sia dentro la scatolina? Questa e’ la loro forma mentis.
Sanno solo gestire cio’ che e’ fatto da altri, perche’ sono fatti per esistere nel mondo dei servizi, in quell’ “effetto collaterale” che esiste senza che siano loro stessi a generarlo. E questo e’ normale, perche’ loro non sono il mondo della produzione. Ma ….

….ma ultimamente sono arricchiti. E nel delirio di onnipotenza di una persona dalle mani badiliformi per ragioni genetiche ed asceso al gotha della finanza (ho usato un’espressione gentile per indicare il figlio di contadini arricchiti che si laurea) , si sono illusi di poter fare a meno di tutti. E’ il primo passo della tamarraggine da ricchezza improvvisa: “io non ho bisogno di nessuno”. Figuriamoci se io per vivere ho bisogno del tuo sporco lavoro, tze’! Ma io sono DOTTORE, sa? Come si permette?

Ultimamente, queste persone sono cosi’ arricchite di presunzione da arrivare a teorizzare un sistema di servizi a prescindere dalla produzione. In effetti, la produzione e’ sporca, e’ costosa, e specialmente bisogna capirci qualcosa. Mentre l’economista non sa distinguere una lavatrice da un’automobile, ma sia chiaro che sa dirvi molto bene cosa fare dei soldi che esse costano.

Detto come va detto, per produrre veramente beni occorrono due sacrosanti coglioni tra le gambe. Per fare il banchiere potete anche lasciarli a casa…. ma questo a loro non si dice. Volete che una classe di imbecilli che non sanno come si produce un chiodo percepisca la propria inferiorita’, forse? Guardateli bene con mentalita’ medica: il loro scheletro e’ ancora ampio, le loro mani ancora quadrate: non sufficiente numero di generazioni ha ancora sancito la scomparsa di un patrimonio genetico di contadini. Dita deformate da generazioni di badile armeggiano sui computer delle finanziarie e ancora ci vorranno generazioni perche’ alle loro donne calino quei robusti fianchi da massaia contadina…

ma loro capiscono di niu economi. Ma essi sono dottori. Non piu’ ragionieri, sia chiaro. Sono dottori oggi, capito? Lei non sa chi sono io, yes! Wow.

Cosi’, questa classe ipertrofica si e’ illusa negli ultimi anni di poter vivere senza produzione.
Hanno appoggiato piu’ o meno apertamente la delocalizzazione dell’industria produttiva nel terzo mondo, dicendo “ecco, noi vivremo di finanza e servizi”. Dimenticando che finanza e servizi sono solo un’effetto collaterale della produzione. Ma le loro teorie dicono il contrario: del resto nel periodo di Neanderthal era pieno di consulenti finanziari, no? Arrivava un tizio con la valigia di pietra e la cravatta di pelle d’orso davanti alla caverna e chiedeva “signora ungabongo, ecco una soluzione geniale per investire le sue conchiglie”.

La catastrofe e’ sotto i nostri occhi. Le cose vanno male. L’economia cresce dello ZERO virgola qualcosa, ovvero zero.
Con i mezzi di rilevamento attuali, a campione, “zero virgola qualcosa” e’ sotto il margine di errore.
In altre parole, non cresce affatto: non esistono i mezzi statistici per misurare il pil con una precisione del decimo. Forse in una tribu’ di poche anime esistono, ma in sistemi piu’ complessi non esistono gli strumenti MATEMATICI per compiere rilevamenti simili.

Se vi dicono che qualcosa e’ “zero virgola tot”, potete anche dire “zero”: il resto e’ semplicemente “errore di misura al lavoro”.

Le nostre economie sono ferme. In crisi. I ceti piu’ deboli fanno sempre piu’ fatica a vivere, ricorrendo ad espedienti che sempre di piu’ sfuggono ai meccanismi di rilevamento. Il valore aggiunto viene regolarmente contraffatto, (pretendere di misurare la crescita del PIL dopo aver introdotto il “valore aggiunto” si commenta da se’, btw) In italia il “sommerso” arriva a decine di punti percentuali sul PIL, e loro pretendono di misurare la crescita del PIL con una precisione del decimo di punto. RI-DI-CO-LO.

Nell’ultimo anno, le famiglie hanno bruciato il 50% del risparmio bancario. Il che significa che c’e’ un’altro anno di ciccia. E poi si arriva all’osso. E dopo?

Detto come va detto, siamo piu’ o meno nella situazione tardo sovietica: lentamente, ma costantemmente, l’economia crolla. Piu’ che crollare, sembra piu’ “corrodersi” perche’ il calo e’ lento, molto lento.
Ma esiste.

E questo perche’ gli ultimi 20 anni di teorie economiche sono un’ammasso di cataclismiche stronzate.
Si tratta di teorie basate su dati falsi, come l’ “inflazione stimata”, o come la “produzione industriale”, si tratta di convenzioni di origine legislativa, di migliaia di altri fattori che formano un’instricabile sistema caotico.

Come in unione sovietica, questo non si puo’ dire. Se proviamo a dire che mancano dentifrici, autorevoli studiosi ci spiegheranno come la produzione di dentifrici sia cresciuta nell’ultimo anno del 0.4%. Proviamo a dire che le femiglie medie sono senza liquidi, e autorevoli studiosi ci spiegheranno come il risparmio sia addirittura aumentato del 0.27%. Cifre che nel mondo della statistica non sono cifre.

Esattamente come nell’epoca sovietica: il governo si riuniva per saccheggiare le riserve militari di dentifricio per riempire i negozi, e sui giornali si pubblicava un bellissimo articolo di come l’abbondanza di dentifricio di quest’anno fosse dovuta ad una nuova produttivita’, frutto meraviglioso del sistema sovietico.
Il fatto e’ questo: il Marxismo era una cavolata, ma almeno tendeva al criticismo. Questa buffonata che ci spacciano per economia moderna, ha perso ogni freno e non ha neppure quello. Continuano a dirci ( e non e’ solo questo governo, anche quello precedente di sinistra lo ha fatto) che le cose vadano bene, benissimo, sempre meglio, quando l’evidenza di tutti noi e’ che vadano sempre peggio.

Ormai il 50% delle pubblicita’ ci spiega come investire i nostri soldi, e solo il rimanente e’ relativo a beni da comprare. Finanziarie e banche e assicurazioni creano un nuovo “prodotto finanziario” al mese, mentre l’industria e’ a corto di soldi e non fa quasi piu’ ricerca. E questo e’ perche l’economia sta venendo condotta sulla base di teorie SBAGLIATE.

E’ successo piu’ o meno questo. Tutto e’ iniziato quando l’economia era semplicemente fondata sulla produzione. Improvvisamente si sono resi conto che molti dei paesi emergenti avrebbero potuto produrre le stesse cose a costi inferiori, per via dei minori costi di produzione. Certo, si sarebbe potuto alzare il reddito procapite dei lavoratori dei paesi emergenti, in modo da parificare le spese di produzione, ma questo avrebbe sollevato anche il loro stile di vita, e l’ecosistema del pianeta non puo’ supportare altri 2 miliardi di persone che vivono come noi.Figuriamoci altri 5.

Per cui , si sono costruiti una teoria risolutiva: i paesi emergenti rimarranno emergenti in eterno (ma dove? avete chiesto loro un parere?) e si occuperanno di produrre. Noi invece faremo finanza, gestiremo i loro soldi. Faccio presente che nessuno obbliga l’industriale indiano o cinese ad investire alla borsa di milano. Tra qualche anno potranno crearsi le loro, di borse. In ogni caso, si sono costruiti questa bella teoria tranquillizzante: nessun problema se loro producono a basso costo, tanto noi faremo solo servizi. Non si sono nemmeno chiesti se per caso non avrebbe potuto nascere un settore servizi all’estero. Scherziamo, quelle scimmie li’? E questa teoria e’ sostenuta ISTERICAMENTE.

Istericamente perche’ e’ l’ultima speranza di una nave che affonda. Capiamoci, i paesi emergenti produrranno beni a prezzi inferiori ai nostri e quando avranno bisogno di servizi si svilupperanno i LORO, a costi altrettanto inferiori! Ma cercate di capirli: il mondo della produzione e’ in crisi: concorrenza spietata dai paesi emergenti. Alzare il reddito procapite di quei paesi ai nostri livelli per pareggiare i costi di produzione e’ impossibile perche’ l’ecosistema non regge miliardi di persone con uno stile di vita elevato. Per di piu’ di cambiare lo stile di vita non se ne parla nemmeno. Dunque, questi signori si attaccano alla pietosa panzana della “services based economy”, o se preferite della “new economy”. E lo fanno per paura: e’ evidente come un ciclo sia finito, ed e’ evidente come adesso la direzione da prendere sia la compatibilta’ ambientale, e l’equa distribuzione della ricchezza. Non c’e’ scelta.

Ma questo fa loro paura. Quando si parla di equa distribuzione se la fanno sotto. Quando si parla di compatibilta’ abientale se la fanno sotto.Temono questa svolta, che pure sara’ necessaria a breve. E nell’isteria , per rispondere ai detrattori, si sono inventati un’economia fittizia, l’economia basata sui servizi, la new economy. Una balla. Una puttanata peggiore del marxismo. Qualcosa cui si attaccano istericamente per nascondere il fatto che le cose non possono procedere cosi’ a lungo.

Per nascondere il fatto che la loro fine sia vicina.

Dobbiamo produrre tutti, consumare tutti, e fare entrambe le cose in maniera sostenibile ed equa. Non c’e’ scelta. E loro non lo accettano. Per un semplice motivo: non sanno produrre, e in una economia basata sulla produzione, loro sono inutili in numero alto come quello odierno. Ci zono aziende che hanno piu’ responsabili marketing che responsabili produzione. Non ne servono cosi’ tanti. Per cui dovete capirli, tenteranno di sostenere questa panzana dell’economia basata sui servizi fino alla morte. Ne va del loro lavoro.

Come il Marxismo, la “services based economy” e’ una cazzata e non puo’ funzionare. Senza produzione non c’e’ economia, punto. Ma questo non si puo’ dire: come nel periodo sovietico, una classe di autorevoli parrucconi vi dira’ che siete ignoranti. Ovviamente, la stessa classe di parrucconi non ha alcun RIMEDIO , ma sia chiaro, loro sono dei teorici e non si sporcano certo le mani. Sanno tutto, ma non sanno fare niente. Fateci caso: loro di economia sanno tutto, sanno spiegare tutto, tranne come far andar meglio le cose. Quello no. Se fossero medici, sarebbero patologi: grandi conoscenze del corpo, peccato che arrivano sempre a posteriori. Meravigliose autopsie , ma nessuna cura.

Essi sanno dirvi, DOPO, cosa sia successo. Vi sanno dire anche “durante” cosa stia succedendo. Ma la loro “scienza” non sa fare previsioni. La loro scienza sa riconoscere i problemi ma non risolverli. Loro vi sapranno dire tutto sulla nostra economia, tranne come risollevarla. E’ classico delle classi accademiche prodotte da teorie SBAGLIATE. Quando una classe accademica e’ frutto di una toeria scientifica predittiva, vi sa dire PRIMA cosa succedera’, e quando succede qualcosa di male vi sa dire come uscirne. Loro no. La loro teorie sono sbagliate, e cosi’ non solo non vi sanno avvisare dei disastri, ma non sanno neanche cosa farci. E’ una pseudoscienza, la loro. Come i cerusici del 1600, essi vi sanno spiegare come le stelle abbiano mandato la peste, ma non sanno dirvi ne’ come curarla, ne’ vi hanno saputo avvisare in anticipo del suo arrivo.

Intanto, l’ecomomia affonda lentamente. I dati col segno meno ammontano sempre a diversi punti percentuali, mentre quelli col segno piu’ sono sempre “zero virgola qualcosa”, ovvero zero. Ma le cose vanno bene e “tecnicamente” non si puo’ parlare di recessione….

Ma prima o poi, il dentifricio verra’ a mancare, per usare la metafora sovietica.

Cosa diranno, allora, questi economisti? Oh, e’ storia gia’ vista:

…”si fece appresso alla muraglia delle case, che è subito dopo voltato il cantone, e che a luogo a luogo, tiraua con le mani dietro al muro. All’hora, soggiunge, mi viene in pensiero se a caso fosse un poco uno di quelli che, a’ giorni passati, andauano ongendo le muraglie ;et viddi, che teneua toccato la detta muraglia con le mani”

Ecco, queste saranno le prossime ragioni usate come giustificazione dagli economisti moderni per giustificare i loro fallimenti: qualcuno va ungendo le borse internazionali, ovvero “e’ colpa della Enron”.
Dalli all’untore…

postato da Levoivoddin lunedì, aprile 14, 2003

 

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