Cronache della fine…

Leggo oggi allarmati soloni gridare che i ragazzi non si iscrivono piu’ alle facolta’ scientifiche. Sembra che tutti preferiscano quelle umanistiche, o quelle legate al mondo del danaro.

Le spiegazioni, ovviamente, grondano di quella diplomazia bizantina tipica di quando non si vuole urtare interessi e orgogli di casta.

Vi dico apertamente, da persona uscita da una facolta’ scientifica, il perche’ fanno BENE a non iscriversi ad una facolta’ scientifica.

Prima di tutto, le prospettive. Hanno ben da dire i soloni della statistica che i laureati guadagnano di piu’ rispetto agli altri. Chi ha chiamato un’idraulico in vita sua sa bene che e’ vero il contrario.

Ma il problema e’ il ruolo aziendale. Quando l’ingegnere, o il matematico, o il fisico, vengono assunti in italia, vengono assunti in una nazione che non ha cultura imprenditoriale, ma solo cultura MERCANTILE.

La scena tipica si ha durante un colloquio vendita. Il cliente ovviamente fa delle domande, del tipo “ma la vostra cosa fara’ questo e questo e quello”? Il venditore risponde “si, si, si, si SISSISISISISISSSSSSSSSSIIIIIIIII!”

Il tecnico risponde “SE ci sono questi requisiti, e SE le cose vengono fatte cosi’, FARA’ QUESTO, QUESTO e QUELLO”. Il venditore lo zittisce, dicendo che “non si preoccupi, fa TUTTO”. E il tecnico “beh, non proprio tutto, diciamo che SE ci sono queste condizioni…”.

Ora, probabilmente avrete intuito che il problema sta nel fatto che la mentalita’ del tecnico consiste nel basarsi sul dato. E il dato tecnico spesso non si cambia. Morale della storia: l’indomani il venditore che e’ pagato a provvigioni e vuole farsi le ferie va dal capo a dire che voi fate ostruzionismo alle sue vendite. Che siete “negativi” e che non avete “capito lo spirito aggressivo e positivo dell’azienda”.

Morale della storia: quando si tratta di decidere su qualcosa, l’ingegnere non viene mai interpellato. Si occupa di produzione. O meglio, viene relegato li’. Ma il quaio viene li’: che essendo un’azienda MERCANTILE, in italia, per produzione si intende “TAGLI alla qualita’”.

Cioe’, il mercante italiano di fare un buon prodotto se ne sbatte. Se ne sbatte di venderlo, e basta. E cosi’, un’ingegnere che tira fuori le sue tabelle e dice che le cose si fanno cosi’ e cosa’, rompe solo le balle. LE
cose fatte bene costano.

E per di piu’, gli ingegneri hanno il brutto vizio di fare solo gli ingegneri. Cioe’, non sono del tipo “qui tutti devono saper fare tutto”, tipico delle aziende a corto di personale (per risparmiare) italiane.

Allora, in produzione si preferisce il perito industriale con esperienza. Lui sa , a braccio, cosa tagliare e cosa lasciare. Lui sa che quella boccola li’ non serve a niente (se poi qualcuno ci lascia le penne saranno problemi suoi che non usava antinfortunistica, tanto non la usa nessuno, e quindi non paga nessuno) e sa a braccio che invece di una vite da 4 mm basta una da 3.

A braccio.

E cosi’, l’ingegnere (o il laureato in genere) diventano figure delle quali importa poco a tutti. Ricerca? Quale ricerca? “Noi siamo una piccola azienda, ci basiamo sulla fantasia dell’italiano”. Cioe’ sul nulla, cioe’
sul raccontare palle ai clienti.

Risultato, il nostro ingegnere se non fa straordinari guadagna meno dell’operaio capofficina appena fa un turno di sera. Solo che l’operaio capofficina, a 35 anni, lavora ormai da 15 anni, e si e’ potuto sposare, fare casa e fare figli. L’ingegnere, a 32 anni, e’ neolaureato e vive in affitto. Sposarsi e figli non se ne parla fino a 40.

Allora, problema: supponiamo che uno voglia sposarsi giovane, mettere su casa, avere dei figli. Supponiamo che abbia gia’ una fidanzata e che anche lei sia d’accordo. Ha due scelte:

1)Mettersi a lavorare subito. A 25 anni avra’ ottimo reddito, busta paga consolidata che permette il mutuo, e potra’ sposarsi e avere figli dopo essersi permesso una vita abbastanza lussuosa dai 20 ai 25.

2)Mettersi a studiare. Si tratta di qualche anno nel quale dovrai vivere da sfigato in qualche citta’ vampiresca dove ti fregano milioni per affittarti un buco “che il mio cane non lo vorrebbe come cuccia”. Si tratta di inseguire una parita’ con gli esami IMPOSSIBILE perche’ le sessioni slittano senza un perche’, perche’ i professori vanno a tiro di culo, perche’ il professore e’ figo e deve farti capire che tu sei solo una merda di studente. Arriverai a 30 anni, chiaramente la fidanzata che avevi a 18 si e’ rotta le palle e ha tre figli (con un’altro) e quella che hai conosciuto all’universita’ si laurea piu’ o meno con te. E questo per vederti passare davanti ogni stronzo che si e’ messo a fare l’idraulico a 18 anni, il quale guadagna piu’ di te, ha una vita piu’ consolidata della tua, a i figli che volevi tu, a la casa che volevi tu. Non vedertelo passare avanti nel lavoro. Vedertelo passare davanti nella vita. Lui coi figli ci parla. Tu no, non hai
tempo. Lui li ha avuti giovane, tu a 40 anni. Quando tuo figlio sara’ veramente alla ricerca di un padre, diciamo periodo adolescenziale, tu sarai VECCHIO, al massimo potrai essere suo nonno.

Oh, si, ma adesso che c’e’ la laurea c’e’ la riscossa. Certo, fra 5 anni avrai una gastrite per lo stress da lavoro, avrai una casa inutilmente centrale perche’ la tua posizione sociale lo richiede, tua moglie non puo’ avere figli perche’ ha la carriera, e passi cosi’ poco tempo a casa che se anche ne avesse partoriti col vicino di casa non te ne saresti accorto.

Per non parlare dell’universita’ in se’, come ambiente.

Io immagino che qualche tempo fa l’Universita’ fosse intellettualmente stimolante. Oggi ve lo scordate. Ai professori degli studenti non frega un cazzo. La loro carriera non e’ legata , NEMMENO IN MINIMA PARTE, al discorso didattico, ma solo a quello accademico.

“Accademico” significa che se fa un convegno internazionale ciulandosi i fondi per i borsisti, e magari nel farlo ci salta un sessione di esami (leggi, 6 mesi della vostra vita buttati nel cesso, e la giovinezza se ne va…) ci ha guadagnato. Mentre se si fa la sessione di esami, e magari anche selezionando bene, non ci guadagna niente.

A questo si aggiunge un’atteggiamento sacerdotale di tutto il mondo accademico. Non so se avete mai notato l’apertura dell’anno accademico. Unica nazione al mondo, l’italia, dove dei dipendenti parastatali si vestono con pellicce in ermellino e sfilano al suono di organi in processione solenne. A spese dello stato. O meglio, dello studente.

Voi ve li immaginate gli impiegati del catasto che aprono l’anno catastale in pelliccia di ermellino, in processione solenne, col suono d’organo? I netturbini? O i ferrovieri? Bene, loro lo fanno.

Poi dovreste vederli quando si appellano: “CHIARISSIMO” Professore, “MAGNIFICO” Rettore….

Cioe’, proviamo a pensare di sostituire questi termini desueti con termini piu’ moderni, e vediamo cosa esce: “FLUORESCENTE Professore”, “SUPERDOTATO Rettore”…..

No, perche’ alla fine la filologia dei termini non e’ mica acqua… ecco, il superdotato rettore in pelliccia d’ermellino riceve i fluorescenti professori in processione solenne anche loro in pelliccia. Sembra un film ****o trans.

Hanno questo insultante atteggiamento da casta sacerdotale anche quando insegnano, ovvero quando rendono la conoscenza PIU’ DIFFICILE DEL NECESSARIO. Ho dato lezioni di matematica a diversi studenti, i quali mi hanno sempre detto “ah, ma cosi’ e’ facile”. Ambeh? Dove sta scritto che la matematica sia faticosa? Se volevamo la fatica vi facevamo contare con le dita, no? Se abbiamo inventato le formule e’ per risparmiare tempo, no? E questo semplicemente perche’ io mi sforzavo di SPIEGARE le cose, e non le mettevo li’ nel cielo altissimo dei pulcherrimi professori universitari dove per carpire il sapere dovete sudare sangue…

Per poi sentirvi rifiutare l’appello per cui studiavate da 6 mesi, per poi vedervi rimandare la sessione di laurea per motivi non meglio specificati…tanto loro sono i baroni e devi stare zitto.

Abbiamo risolto l’incubo del nonnismo in caserma, paragonabile per cultura alla baronia universitaria, trasformando la leva obbligatoria in leva volontaria. In pratica sottraendo le vittime ai carnefici. L’universita’ e’ gia’ volontaria di suo, e quindi e’ chiaro che il problema si risolve da se’: universita’ vuote. Le vittime si sottraggono ai carnefici.

Questo, ci dicono, e’ l’inizio del declino industriale del paese.

Sbagliano.

Questa e’ la FINE del declino industriale. Ma non perche’ finisce il declino.

Perche’ finisce l’industria: la morte guarisce ogni malattia.

Questo guarira’ il declino industriale.

Niente piu’ industria.

Amara la vostra minestra, eh?

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