La ribellione delle polveri.

Le reazioni scomposte al fenomeno “Acquabomber” mostrano sempre di piu’ una societa’ del tutto impreparata allo scontro asimmetrico. Le prime reazioni sono state quelle di “cercare il nemico”. Cercare un’associazione, una organizzazione, che fosse responsabile degli attentati.

Cosa che non solo non e’ necessaria, ma non e’ nemmeno scontata. Anzi, e’ improbabile. Organizzare mediante comunicazioni una rete simile di attentati in tutto il paese passando inosservati e’ pressoche’ impossibile. A meno che polizia e servizi segreti non siano un gran branco di pisquani.

Siccome tendenzialmente non si tratta di un gran branco di pisquani, e’ quasi certo che NON si tratti di un fenomeno organizzato.

E qui casca l’asino.

LA visione di politica antiquata e obsoleta del nostro governo, ma piu’ che altro della classe dirigente nel complesso, e’ basata su alcune convinzioni che NON hanno piu’ fondamento.

La prima e’ che l’individuo di per se’ sia irrilevante, fino a quando non entra in un gruppo e non organizzi azioni di gruppo.

Questo era vero in tempi passati, quando un certo fordismo politico, economico, mediatico e strutturale permetteva SOLO a grossi gruppi di produrre effetti visibili. Oggi siamo nella soceta’ dell’ansia, e un
pericolo per quanto irrilevante sul piano statistico e’ sempre ingigantito di un fattore pari allo share televisivo.

Un omicidio diviene un omicidio per ogni casa, una bottiglia avvelenata diviene una bottiglia in ogni casa.

L’individuo oggi e’ molto “pesante” anche se e’ privo di organizzazione.

La seconda convinzione apodittica e’ che i gruppi di persone , o le persone stesse, si muovano per obiettivi comuni solo e soltanto se hanno un’organizzazione strutturata che li muove come pedine mediante una propaganda. Questa tesi esclude in toto il “comune sentire”, ed esclude in toto che persone unite da un “comune sentire” possano darsi, senza comunicare, obiettivi comuni.

Al contrario, l’esperienza storica dovrebbe mostrarci che le rivoluzioni sono nate anche in situazioni di ESTREMA difficolta’ di comunicazione. E le sole teorie della probabilita’ non spiegano come mai le masse vi si uniscano. Deve esistere, “millerianamente” parlando, una forza che le allinea tutte nella stessa direzione.

L’ultima convinzione apodittica della nostra classe dirigente e’ quella di considerare marginali tutti quei fenomeni sociali che raggiungono piccole percentuali di consenso. Quando il sistema politico era proporzionale, c’erano in parlamento partiti col 1%. Questi partiti erano spesso caratterizzati da una militanza estremamente dura e determinata: erano piccoli, ma molto arrabbiati.

Il sistema maggioritario fa scomparire questi partiti dalla scena, quasi non esistessero. Il problema e’: le persone che ne facevano parte, esistono ancora o no? I partiti non esistono piu’, ma…le persone?

Sono scomparse cambiando sistema di conteggio dei voti? La loro rabbia e la loro frustrazione e’ scomparsa solo cambiando il metodo di conteggio?

Allo stesso modo, tranne eventi ansiogeni, il sistema mediatico tende a farci vedere solo quei fenomeni sociali che raggiungono delle forti magnitudo. Il resto ci viene nascosto.

E non sempre e’ minoritario.

E’ ovvio che se andiamo oggi a intervistare chi fa compere natalizie, intervisteremo tre tipi di persone:

1)Faccio piu’ regali dello scorso anno.
2)Faccio lo stesso numero di regali dell’anno scorso.
3)Faccio meno regali, ma qualcuno lo faccio.

La quarta categoria, quella di “quest’anno non faccio regali” viene esclusa perche’ non si trova fisicamente di fronte ai negozi per essere intervistata.

Viene esclusa dai media, viene esclusa dai rilevamenti statistici, e siccome ormai i censimenti vengono fatti “alla cazzo di cane” questa categoria e’ una categoria di invisibili.

Lo stesso PIL e’ incalcolabile, in quanto percentuali di PIL nell’ordine delle DECINE di punti percentuali sono dichiaratamente “sommersi”. Cioe’ invisibili, o quasi. Mi verrebbe da chiedere, come matematico, in che modo si calcoli il PIL con la precisione del decimo di punto dopo aver calcolato che decine di punti percentuali del PIL stesso sono completamente occulti….

Ora, voi capite che questo modo “maggioritario” di vedere le cose e’ un po’ un nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma cosa succede quando la polvere diviene MAGGIORANZA?

Succede che , come tutti i gruppi, questa maggioranza stabilisce un comune sentire. Un comune sentire significa che non vi e’ bisogno di organizzazione o di comunicazione per produrre azioni a larga scala. Il comune sentire fara’ da ponte e allineera’ in massa tutti i comportamente individuali. E’ come se ci fosse un campo che allinea i dominii magnetici.

Solo che quel campo magnetico e’ culturale, e’ in pratica astratto.

Quando un governo si trova a lottare contro l’astratto, contro qualcosa di cui per narcisismo non ammette l’esistenza, di solito si rivela impotente.

Quando si NEGA che esista un malcontento diffuso, quando lo si NASCONDE sotto il tappeto di un’opulenza solo apparente, il risultato e’ che una molla misteriosa fara’ muovere tutti gli scontenti nella stessa direzione.

Accusare gli “anarchici insurrezionalisti” come organizzazione di essere colpevoli di questosabotaggio e’ ridicolo ed inutile: se questi signori (un gruppo noto ed arcinoto da anni) davvero riescono ad organizzare decine di sabotaggi in tutta italia senza che i servizi segreti e la polizia se ne accorgano, allora si suicidi il ministro degli interni : per la vergogna!

Quello che sta succedendo e’ che tra i giovani delle classi scontente si sta diffondendo un sentire comune: “il sistema fa schifo, colpisci il sistema”.

Quando si e’ saputa la notizia del sabotaggio , milioni di persone, INDIPENDENTEMENTE, ma per sentire comune, hanno pensato “buona idea”.

Magari non si conoscono neppure.

Il problema per la nostra classe dirigente e’ che NON SA FARE a combattere un fenomeno del genere. La lotta contro la protesta sinora e’ consistita nel dividere e smantellare organizzazioni.

Ma se non c’e’ organizzazione da colpire, sono realmente impotenti.

In pratica si stanno trovando di fronte a centinaia di persone che prendono una siringa qualsiasi, vanno in un supermercato qualsiasi e iniettano liquidi diversi comprati in luoghi diversi in bottiglie di provenienza diversa.

L’intelligence e’ inutile: si tratta di un fenomeno del tutto caotico.

E non essendoci i gruppi organizzati, non e’ possibile trattare con loro, non e’ possibile ascoltare le loro richieste, non e’ possibile allearcisi.

L’unica reazione possibile sarebbe un’analisi Marxista, diciamo un’analisi di classe, che spinga la classe dirigente a chiedersi in quale area sociale nasce questo “sentire comune”, perche’ questa classe sociale sia permeabile al sentire comune “distruggi il sistema che fa schifo colpendolo in maniera vandalica”, e risolvere i problemi che generano malcontento.

Ma i nostri governanti non percepiscono l’idea dell’individuo scontento che aderisce ad un movimento senza militarvi. Per loro e’ impossibile.

Anche individuando le aree nelle quali tale malcontento si sia diffuso, anche individuando in quali aree socioeconomiche nasce questa tendenza ad unirsi al sabotaggio, la nostra stupida classe dirigente non fara’ altro che non sia quello di cercare un nemico STRUTTURATO e ORGANIZZATO che ha diffuso
l’idea.

Non si rendono conto, e non si renderanno MAI conto perche’ non hanno in mente l’idea di “individuo” nel senso moderno del termine, che a diffondere l’idea sono gli stessi media che la condannano, e l’adesione e’ dovuta al semplice scontento.

Su chi sabota le bottiglie di acqua e’ certa solo una cosa: questo sistema di cose non gli sta bene.

Se molti si mettono a sabotarle, allora a molti questo sistema di cose non sta bene.

In questa direzione, il sistema e’ indifeso: e’ chiaro che questi eventi sono destinati ad aumentare.

Non sarebbe meglio combattere un pelo l’infelicita’ diffusa di queste persone, invece che combatterne gli effetti, sapendo che comunque il sistema in se’ e’ indifendibile da questo genere di sabotaggi?

Possiamo ribaltare la bottiglia d’acqua e vedere se perde. Il sacchetto di pasta? Lo zucchero? Il sale? Il sistema e’ indifeso.

Quando un sistema ha un punto debole, sa come esso sia palesato, la cosa che dovrebbe fare e’ temere piu’ di ogni altra cosa il malcontento e tentare di risolverne le ragioni.

Altrimenti, a bucare l’acqua saranno tutti, ovvero nessuno.

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