Gli inventori dei polli da batteria…

Molti attribuiscono a me l’espressione “polli da batteria”. E’ vero, nel senso che ad usarla per descrivere la vita dell’uomo moderno sono stato sicuramente tra i primi. Il concetto, invece, lo ha inventato un certo
Enrico Cuccia. Qualdo gli si parlava dell’uomo comune che lavora, mette i soldi in banca per il futuro, egli lo definiva dispregiativamente “parco buoi”.

Per “Parco Buoi” il patron della finanzia Emiliana intendeva quei poveri sfigati destinati a tirare il carro per tutta la vita, senza mai avere alcuna gratificazione, se non di aver contribuito alla ricchezza dei furbi,
di quelli che dirigono le banche.

Cuccia viveva e lavorava a Ravenna, citta’ emiliana. E non ci vuole molto a capire come se Cuccia ha fatto scuola, la sua sia una scuola emiliana.

Ma cosa insegnava questo simpatico uomo a chi lavorava con lui? Insegnava questo: milioni di stronzi lavorano come matti tutta la vita nel tentativo di mettere da parte qualcosa. Essi custodiscono gelosamente i loro risparmi, perche’ sanno che la loro vita potrebbe dipendere proprio da questi: ti ammali, il servizio pubblico non funziona, e devi operarti da un privato. Cosa fai? Rompi il salvadanaio. Hai il bimbo che necessita di cure dentistiche. Il dentista sembra dracula, ma cosa fai, lasci il bimbo con la
bocca malformata? E rompi il salvadanaio.

Il salvadanaio, frutto di risparmi durissimi, di lavoro a denti stretti, di sacrifici enormi, e’ prezioso, per questa gente. E ovviamente, viene custodito con la dovuta cura. Un tempo si aprivano i libretti di risparmio,
o i conti postali. Di fatto erano meri contenitori di soldi, senza servizi aggiunti e quindi senza spese.

Salvadanai.

Oggi, tutti hanno un costosissimo conto corrente, che da’ loro l’impressione che i soldi si “consumino”. E cosi’, molti pensano (o temono) che il loro salvadanaio sia in pericolo.Ti trovi meno soldi del previsto, e non sai il perche’.

Ed eccoti la strategia inventata dai vari Cuccia, per il “parco buoi”. E’ una strategia che serve a togliere ai “buoi” i loro preziosi risparmi, da quali si ostinano a non volersi separare: che bastardi che sono questi padri di famiglia.

Allora, come si fa? Semplice: da un lato si fa in modo che tra spese e altro si verifichi una reale usura del denaro, cioe’ che i soldi lasciati nel savadanaio diminuiscano, dando l’impressione ai buoi di lavorare per niente.

Poi, si crea un boom artificiale. Speculativo. La niu’ cialtronomi, ad esempio. Iniziano ad investirci prima i piu’ ricchi, che hanno maggiore dimestichezza con l’operazione, e che quindi partono per primi. Poi, quando il bue vede il vicino che si compra la macchina grazie ai Bond argentini, vede la vicina che si rifa’ le tette grazie alle azioni Tiscali, vede quelli del piano di sotto che comprano la moto al figlio grazie a Telecom, allora inizia a pensarci.

Solo che lui non ne sa niente. Il bue ha bisogno di “consigli”. E puntualmente gli arrivano dal suo “private banker”, dal suo “broker”, o semplicemente da quel pezzo di merda del suo impiegato di banca.

I buoi arrivano in borsa per ultimi. Vengono vendute loro le pezze peggiori della torta (anche violando le leggi come nel caso Cirio) e in quel momento l’operazione si conclude.

Arriva la crisi. Puntuale, sistematica, artificiale quanto il boom , non appena il parco buoi rompe il salvadanaio e investe, arriva la crisi. Non appena i banchieri contano che un buon numero di buoi ha dato loro il salvadanaio, e’ il momento di far partire la mietitrebbia.

Come sotto una falce che miete il grano, milioni e milioni di saladanai, frutto di una vita di lavoro, di calli alle mani, di ferie rinunciate, di malattie non curate, di vestiti non comprati, cadono sotto il crack.

Non importa che sia Bin Laden con i suoi kamikaze , o che sia la Enron, o che sia la Wordcom a dare inizio alla mattanza. I buoi sono nel recinto, e’ ora di scannarli. Che sia legale o meno, tanto non paga nessuno, mai. Questa e’ la lezione che la gente come Cuccia, ma particolarmente lui, ha lasciato a questa terra. Non ci vuole molto a capire che tutti, o quasi, i supermanager emiliani vengano da li’. E non solo quelli emiliani, ma in questo momento di quelli parlo.

Ne parlo perche’ un’intera citta’ sta per essere sventrata, riddotta alla miseria, distrutta nelle sue certezze, annientata nel suo tessuto economico. L’ombra della terribile falce sta gia’ oscurando Parma. Essa cala inesorabile, e sta per falciare migliaia e migliaia di poveri buoi.

Lo scannatoio Parma e’ pronto. Parmalat a Parma possedeva tutto. Dirigeva tutto. Aveva le mani in pasta ovunque. Tutto il reddito (peraltro altissimo) di questa citta’ (o quasi tutto) veniva da li’.

Salvadanai grandi e piccoli, intere vite di lavoro, calli alle mani, dipendevano da questa gente. Che non paghera’. Tanzi ha un’ eta’ che ne fa una “testa di ferro”. Non puo’ essere messo in carcere in quanto troppo vecchio: “incompatibile col regime carcerario”. AMMESSO e non concesso che qualcuno chieda mai il carcere per lui!

Il nuovo CDA ovviamente “non ha colpe”. Ottomila miliardi, sono spariti. Vi siete mai chiesti da dove venivano?

Erano i salvadanai di MIGLIAIA di persone. Anche non di parma, e anche inconsapevoli. Migliaia e migliaia di coloro che hanno messo i soldi in banca non sanno che le banche li avevano investiti li’. O forse lo sanno, perche’ sono stati consigliati a “comprare”.

Quello che vediamo non e’ un crack. E’ un’ operazione costruita. 8000 miliardi di vecchie lire non spariscono senza lasciare traccia. “Documenti falsi”, dicono in procura. Cazzate. Non mi raccontate che una societa’ di revisori non sappia annusare una situazione simile. Qui non stiamo falsificando caramelle, questi non sono Jeans griffati falsi che vendono per le strade.

Sapevano tutti. Sapeva Fazio, sapevano i revisori, sapevano i soci, sapevano le banche. Ma da quando in qua ad una banca puo’ essere fatto credere che esista un conto da 8000 mila miliardi se non e’ vero? Ma cosa pensano, che i buoi siano tutti fessi? Si, lo pensano.

Comunque sia, il “giochino Cuccia” ha funzionato ancora. Dopo Cirio, un altro parco buoi viene scannato. E nessuno paghera’ per questo.

La citta’ di Parma era nota per una certa spocchia dei suoi abitanti piu’ snob. Si erano inventati addirittura dei bar dove dovevi ordinare in perfetto inglese un caffe’ oppure non ti servivano, per tenere fuori quei pezzenti che non hanno scritto “dott.” davanti al nome. Per una persona povera, Parma era un vero lager di umiliazioni continue, perche’ tutti ed ognuno non facevano altro che ricordarti i pezzenti che eravate.

Non ho particolare pieta’ per questi “cremini”. Ho pieta’ per i piu’ deboli. Quelli che si erano visti trasferire il TFR, cioe’ la liquidazione, in azioni dell’azienda, e oggi scoprono che tali azioni sono “junk”. Termine elegante, che nei bar alla moda di Parma sarebbe stato tradotto con noncuranza : “immondizia, sporcizia”.

Una vita di risparmi, una vita di lavoro, trasformata in una sigla, TFR, e poi ritrasformata in azioni dell’azienda, e oggi trasformata in IMMONDIZIA.

Il parco buoi ha pagato.

E paghera’ ancora, perche’ Parmalat sta per andare incontro al “risanamento”. Sappiamo benissimo cosa significhi “risanamento”. Significa licenziamenti. Dopo aver trasformato il TFR in “junk”, adesso diventa “junk” anche la loro vita, perche’ saranno licenziati o precarizzati.

La falce si abbatte su Parma.

E volete sapere una cosa? Non se ne sapra’ nulla. L’ Emilia, TUTTA L’EMILIA, vive da ANNI in una tomba mediatica, all’insegna del

“tutto va bene, tutto va meglio, che cazzo ci fai ancora sveglio”.

Non importa se a Parma ci saranno sommosse. Non importa se ci saranno rivolte. Scioperi. anifestazioni. Non importa perche’ l’emilia e’ la tomba mediatica per eccellenza: qualcuno ha deciso che si sta bene, e questo si DEVE DIRE: in emilia si sta bene.

Solo questo.SI puo’ dire. Quando si fanno le statistiche di vivibilita’ non si misurano le effettive prestazioni del sistema, ma si misura la soddisfazione dei residenti. I quali, instupiditi dall’omologazione, continuano a rispondere che tutto va bene, per il semplice motivo che la TV dice che tutto va bene, non si sente mai l’emilia, e allora va tutto bene. E allora domani si dira’ che tutto va bene in TV e la gente e’ soddisfatta, e altra gente dira’ che tutto va bene. All’infinito, la tomba mediatica, una tomba che di cui non si alzera’ il coperchio neanche dopo il crack di Parmalat, ovvero il crack di una citta’ intera!

Ah, si. Stamattina a Bologna non girano gli autobus. Nessuno.

Tranne due parole su Repubblica, la notizia non esiste.

Tomba mediatica, per lo scannatoio dei buoi di Cuccia, e della feccia che lo ha seguito.

Nessun inferno sara’ mai abbastanza per voi.

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