Berlusconi.. l’innominato

E’ buffo come la politica ti arrivi addosso anche se non hai la TV. Leggo in giro le ultime dichiarazioni da parte dell’ Innominato. A sentire lui, l’Italia sarebbe in “Bonus” perche’, anche se strapiena di debiti, ha un capitale pari ad 8 volte il PIL e uno stile di vita tra i piu’ elevati d’Europa.

Ora, che questa sia una boiata pazzesca non c’e’ motivo di spiegarlo, e dubito che l’ Innominato non lo sappia. Ma allora perche’ parla in questo modo?

Per comprendere il senso di una dichiarazione cosi’ enorme bisogna osservere bene l’ “imprenditore” che rappresenta il target elettorale dell’ Innominato. E capire che le parole di un premier hanno un effetto di tipo evocativo: evocano, cioe’, la realta’ nella quale vive il cittadino.

Maggiormente le parole ricalcano, anche per metafore, la realta’ vissuta e maggiore e’ il loro potere evocativo. Le parole dell’ Innominato evocano la realta’ nella quale versano la stragrande maggioranza degli imprenditori che rappresentano la base di Fi.

Si tratta generalmente di un imprenditore che e’ strapieno di debiti. Oh, non immaginatelo come un cencioso. Si tratta semplicemente di aziende che lavorano sul fido bancario, e che qui e la’ chiedono mutui e leasing.

Il risultato e’ che tutti i loro conti correnti sono fissi su un segno negativo. Fissi su un segno negativo significa che anziche’ usare il fido per scendere sotto lo zero, comprare beni e rivenderli salendo SOPRA lo zero per via del margine, questi signori lavorano in full immersion: sono al limite inferiore del fido dopo aver comprato, e quando hanno rivenduto si trovano poco sotto lo zero, quando va bene. Nella media si trovano a meta’ strada tra il pareggio e il massimo del debito.

La loro strategia consiste nell’inseguire il pagamento. Essi stringono un affare, ricevono un ordine, una commessa, e la cosa che si chiedono e’ “adesso ci pago quella scadenza la’”. Circa il 50% delle scadenze vengono pagate in puntuale ritardo, che supera un gia’ innaturale ritardo nel pagamento, noto come “sessanta giorni fine mese”. Cioe’ si paghera’ quanto avuto solo dopo due-tre mesi. E anche in ritardo: si perde la RIBA, la banca fa un pasticcio, scuse e guai non mancano mai….

Ed ecco che io vi ho evicato lo spettro della miseria, direte voi. E invece no: parlo dell’ 80% degli imprenditori italiani. Proprio cosi’, le persone che vedete con la macchina grossa, la donna piu’ o meno scosciata a fianco, il gadget all’ultima moda, il vestito all’ultima moda.

Queste persone sono come l’ Italia. Come l’ Italia hanno un sacco di debiti, ma come l’italia hanno uno stile di vita elevatissimo, e come l’italia hanno tanti beni: macchina di grossa cilindrata, villa, capannone per l’azienda.

Ecco che allora diventa chiaro il discorso dell’ Innominato. Questa persona non sta parlando della nazione, ma dei cittadini. Sta dicendo loro: non vi preoccupate se siete pieni di debiti, perche’ avete comunque “un bel bilocale quartiere residenziale immerso nel verde” una macchina di lusso, e fate un bello stile di vita. Vedrete che la soluzione per salvare capra e cavoli si trova, non date retta a quelli’ la’…

E questo e’ il potere evocativo con il quale l’ Innominato sta parlando al proprio elettorato. Un elettorato che e’ , finanziariamente, nelle stesse condizioni del paese: indebitato ma con uno stile di vita da ricco. Indebitato di liquidi ma possidente in capitale.

La cosa si puo’ vedere anche nell’altro senso. Quando la Banca Centrale Europea richiama l’italia al rispetto del patto di maastricht, non fa altro che evocare in queste persone lo spettro di quell’antipatico funzionario di banca che ogni tanto li chiama perche’ hanno sforato del fido.

Possibile che un direttore di banca non capisca che io non posso dire di no a mio figlio quando vuole il cellulare nuovo, a mia moglie quando vuole un vestito nuovo, al mio edonismo quando voglio andare in ferie?

Questo e’ il fastidio che viene evocato dalle richieste virtuose. Quando si dice che bisogna fare dei tagli sullo stile di vita, a questi signori viene evocato lo spettro che li accompagna sempre: quello che la cuccagna prima o poi finisca.

Quello di un direttore di banca che li chiama e dice loro: “senti, poche storie, la tua azienda non va bene, non ci fidiamo piu’ di te, rientra dei fidi”. Perche’ finora per tenere buono il direttore di banca si sceglieva la strada del “fai quel che ti dice”. Il direttore sponsorizza una nuova linea di risparmio, diciamo una polizza sulla vita? Ma sottoscrivila, che te lo tieni buono. La banca ha lanciato il nuovo costosissimo e inutile servizio online via wap? Ma sottoscrivilo con un sorriso, che il direttore poi ti chiude un occhio se sfori il fido….

Ma dentro di se’ questi signori sanno bene che prima o poi arrivera’ il conto. Sanno bene che comunque o lasciano l’azienda indebitata ai figli (nessuno si chiede ancora come mai tanti figli preferiscano andare a fare i dipendenti piuttosto che rilevare l’impresa di papa’: il motivo e’ che l’impresa di papa’ e’stracolma di debiti, tutto qui) oppure prima o poi dovranno vendere qualcosina del loro stile di vita dorato (e falso) per rientrare.

A questi imprenditori, le parole dell’ Innominato suonano come musica nelle orecchie. Gli sta dicendo “vedrete che con un po’ di abilita’ e un po’ di faccia tosta ridurremo i debiti senza toccare i beni accumulati e senza cambiare lo stile di vita eccessivo”. Venderemo le poste, che sono un bene della zia Pina, (ricordate quel pezzo di terra in eredita’?) e tutto andra’ a posto. Per un po’ , ma andra’ a posto. Voi non vi preoccupate, dice loro l’innominato, continuate pure cosi’ che ci pensa il Silvio….

E dall’altro lato suona come un incubo l’inno della sinistra , la continua preoccupazione per il debito. Quando Prodi dice “il debito e’ fuori controllo, rischiamo il crack”, evoca uno spettro che e’ reale per l’ 80% degli imprenditori italiani, il cuo debito e’ fuori controllo per via di uno stile di vita eccessivo e l’azienda rischia il crack.

Quando la sinistra dice che occorrera’ lavoro e sacrifici per rimettere le cose a posto, si evoca l’incubo di una moglie che non ne vuole sapere mezza di rinunciare ai vestiti, di un figlio che esige il cellulare nuovo, di un edonismo che esige le ferie in localita’ esclusive, ai quali bisognera’ dire “la festa e’ finita”.

Dietro il volto ricco, liftato e rassicurante dell’ Innominato c’e’ la necessita’ di rassicurare un imprenditore in difficolta’, in difficolta’ perche’ ha adottato nel tempo una filosofia che era la stessa con cui veniva gestito il paese, e che e’ la stessa che ha portato l’imprenditore a vivere nelle stesse condizioni del paese: indebitato, possidente, finto ricco.

In questo senso sbaglia Prodi a voler rimandare la discussione sul programma. L’ incubo dell’italiano, di quel tipo di italiano, cioe’ i “sacrifici” potra’ essere dissolto solo da qualcuno che arrivi e mostri che “il diavolo non e’ brutto come lo si dipinge”. Se Prodi non esibisce un programma, sara’ gioco dell’ innominato dipingere la sinistra come quel rapace direttore di banca il quale in nome delle regole (delle regole! Suvvia, ma non scherziamo!) vorrebbe sbatterli in miseria chiedendo loro di rientrare dei debiti….

Solo quando si presenta un piano di rientro abbastanza vivibile, grazie al quale si potra’ uscire dai debiti con sacrifici tutto sommato non disumani, (perche’ lo Jacuzzi non e’ una necessita’ fisiologica) allora la proposta di Prodi assumera’ un valore evocativo positivo.

Ma finche’ questa proposta non c’e’, il Prodi sembrera’ un direttore di banca che ti accoglie sorridente in ufficio, ti offre il caffe’, ti chiede come stai, e poi ti chiede di rientrare domani dei debiti.

Occorre che Prodi chiarisca il suo piano di rientro. Oppure, rimarra’ l’evocatore dei peggiori incubi dell’ 80% degli imprenditori italiani. I quali non lo ringrazieranno certo votandolo.

Al contrario l’ Innominato rimarra’ il tranquillizzante signore del “abbiamo fatto cosi’ finora e continueremo, lasciate fare a me’, non date retta a quelli la’”. Certo sarebbe carino se l’innominato spiegasse come mai certe volte l’imprenditore si faccia negare al telefono quando chiama il funzionario di banca…..

Ma agli incubi non si comanda.

Prodi, fuori il programma!
Adesso.

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