Uriel: il cambio di sesso e i teoremi di Turing

Premessa: questi commenti sono stati postati originariamente su metaforum.it e vengono riportati solo in quanto attinenti ad Altri Robot, libro del il gran sacerdote di Hermes e Afrodite Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar.

 

Uriel: …non so mai cosa dire quando mi presento. Boh, ci si conoscera’.

Utente: Ma… sei un uomo? Ed io che pensavo fossi una fanciulla! Sorry, arcangelo Uriel. angel.gif P.S. Molto grazioso anche il tuo vecchio avatar.

Uriel: Uhm…. se avessi deciso di cambiare sesso sarei assomigliato alla sorella di… una squadra di rugby neozelandese. Cosi’ ho deciso di non farlo e di tenermi la mia fisicita’ da mediano di mischia. Difficile ma mediamente efficente, almeno sul piano sociale. E poi non avrei sopportato di essere cosi’ debole, fisicamente. Non posso
pensare di aver paura di ogni strada buia o di stare in ascensore con un uomo.

Utente: Beh, non esageriamo… io non avrei paura a star chiusa in ascensore con un uomo, a meno che non fosse un pazzo o assomigliasse all’incredibile Hulk!

Uriel: Uhmm… puo’ darsi che tu non abbia paura, ma questo dipende anche da quanto tu tolleri o meno avere persone addosso…. non lo prendere come un insulto, mi riferisco ad altro. Quello che voglio dire e’ che , ad esempio, nell’allocazione dei percorsi donne e uomini scelgono diversamente. Se si tratta di andare a piedi, di notte, da un punto all’altro della citta’ quasi nessun uomo si fa problemi, mentre moltissime donne se ne fanno. Puo’ sembrarti strano, ma questa sensazione (a volte irrazionale, e’ vero) di forza e’ piuttosto fondante nella psiche maschile. Tutte le mie amiche transessuali, durante i periodi di assunzione di ormoni, vedevano calare la forza fisica e si sentivano deboli, e la cosa pesava enormemente loro. Non e’ un problema leggero come pensi, diciamo.

Utente: Sono rimasta raggomitolata dietro quella siepe per un tempo lunghissimo finché, da una casa vicina, è uscita una coppia che si dirigeva verso una macchina. A loro ho raccontato brevemente quello che mi era accaduto e ho chiesto di essere riaccompagnata a casa. Un’esperienza traumatica… mai più dimenticata.

Uriel: Ecco. Uno dei motivi per i quali non avrei tollerato il cambio di sesso…. quindi, tornando IT, temo dovrai rassegnarti ad un Uriel maschio. 04.gif

Utente: Smettere qualcosa perchè si deve ha sempre un  sapore diverso.Mi son fatto una ‘grattugiatina’ di fatti tuoi:  son tuoi questi (wolfstep)? recenti?

Uriel: Si’, li ho scritti io. Tempo fa un medico continuava a farmi domande su un mio malessere , del tipo “ma ha avuto casi di [tocchiamo palle] in famiglia?” . E cosi’ mi sono chiesto cosa mi sarebbe piaciuto aver fatto prima di [tocchiamo palle] e mi sono detto “pubblicar eun libro”. Per dire che non ne sono pienamente soddisfatto e il prossimo sara’ migliore. Comunque l’ho scritto io, si’. Mi divertiva ipotizzare dei robot diversi da quelli di Asimov, che come sai sono impossibili sul piano logico.(parlo delle tre regole di asimov)

Utente: Smettere qualcosa perchè si deve ha sempre un  sapore diverso.

Uriel: Ti diro’, semplicemente il Rugby ha dato al mio corpo una forma che mi e’ diventata una prigione qualche anno dopo. E ho iniziato ad odiarlo.

Utente: E invece non so… Pensavo che le tre leggi della robotica fossero tutt’ora alla base della progettazione dell’intelligenza artificiale : non è così?

Uriel: L’intelligenza artificiale come si intende oggi, (reti SOM, reti neurali BP, FP etc, Dicotomizzatori Inferenziali, e cosi’ via) non e’ ancora abbastanza complessa per porre quei problemi. Le reti neurali artificiali piu’ potenti costruite assommano qualche migliaio di neuroni artificiali e qualche milione di sinapsi artificiali. Un lombrico stupido. LE regole di Asimov sono errate perche’ cozzano contro il primo e secondo teorema di Turing, e si prestano ad un errore logico che si chiama “antinomia”. Nessun sistema di calcolo, comunque, potrebbe funzionare con delle leggi errate.

Utente: Grazie per la risposta: cercherò info su Turing, per ora in rete ho trovato solo questo..  per quanto riguarda antinomie e affini, hai provato a dare un’occhiata qui?/

Uriel: Allora, si tratta di polemiche molto vecchie tra filosofi e matematici. Ai filosofi molti dei risultati della matematica moderna non vanno giu’, specialmente quelli che riguardano i concetti di infinito, e alcune categorie del pensiero che loro rifiutano di accettare perche’ limitano la loro dialettica. Le funzioni che lo scritto descrive come “definite intuitivamente” furono definite in maniera formale sin dai tempi di Dedekind, e poi Dedekind e Godel definirono il cosiddetto lambda-calcolo, cioe’ un modello di calcolo formalizzato sul quale discussero i loro teoremi. Quell’articolo e’ piuttosto superficiale, e perdipiu’ “pota” le conoscenze che tornano scomode alla tesi che vuole dimostrare. I teoremi di Turing non c’entrano con la tesi di Church, che comunque non viene dimostrata perche’ e’ difficile da dimostrare, e non perche’ sia, come insinua quell’articolo, mal posta. Perche’ se tu mi dici che io non dimostro qualcosa perche’ non ho la definizione degli enti di cui parlo, stai dicendo che ho mal posto il problema, che invece e’ posto benissimo. E’ semplicemente difficile da dimostrare. Ma la tesi di Church tenta di dire semplicemente che i problemi che si possono risolvere mediante una serie finita di procedure siano una classe coincidente con la classe delle funzioni ricorsive, entrambe fin troppo ben definite. I teoremi di Turing di cui parlo dicono, (e lo dicono su un modello di calcolo formalizzato, che all’epoca era la macchina di Turing) che

1)Non e’ possibile costruire un programma A che , senza eseguire un programma B, soltanto leggendo il codice sia capace di prevederne l’esecuzione.

2)Non e’ possiible costruire un programma A, che, senza eseguire il programma B’ , ottenuto mediante modifiche arbitrarie rispetto a B, sia capace di prevedere l’effetto delle modifiche.

Nel caso delle leggi di Asimov, essendo la macchina comunque un sistema di calcolo, si chiederebbe al Robot di sapere che cambiando il proprio comportamento (che sara’ un programma o una istruzione) si evitera’ o si arrivera’ ad un cero risultato. Ma il robot non puo’ sapere in anticipo come cambiare il proprio programma al fine di ottenere qualcosa. Supponiamo di avere un catalogo di programmi, non e’ possibile scegliere quale programma usare per ottenere i risultati che vogliamo. Non e’ possibile in quello che viene chiamato “sistema di calcolo”. Ovvio che poi l’essere umano per esperienza, o altri meccanismi, ci riesca. L’altro errore delle leggi di asimov e’ proprio questo: esse sono u programma che parla di altri programmi. Solo che gli altri programmi comprendono le tre leggi stesse. In pratica sono proposizioni che hanno se’ stesse come oggetto del predicato, cioe’ un’antinomia. Cosi’ come sono le leggi di Asimov non si possono applicare ad un sistema di calcolo. Ammesso che un sistema di calcolo possa capire concetti astratti come quelli enunciati nelle leggi, si intende. Oggi nessun sistema di calcolo afferra il linguaggio umano. Dovresti rendere quelle leggi e trasformarle in un enunciato logico. Solo che l’enunciato sarebbe immediatamente errato: la serie di azioni del robot sara’ un programma, e tu chiedi ad un altro programma di prevederne i risultati. Ovviamente, il teorema di Turing ti ferma prima. Se anche non ti fermasse, a quel punto gli chiedi di cambiare il programma allo scopo di soddisfare delle condizioni. E allora ti fermerebbe il secondo teorema di turing. Leggere Asimov mi piace molto e sono un appassionato di fantascienza, ma Asimov non era un logico, tutto qui. E’ chiaro che un logico avrebbe scritto i robot molto diversamente. Anche io gli ho dato tre leggi, ma perlomeno sono corrette. Anche se danno un bel po’ di problemini al protagonista. smile.gif

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