L’ Europa politica e’ piu’ vicina.

Non sono affatto d’accordo con le interpretazioni date all’esito dei referendum francesi. Certo, e’ morta l’europa di oggi, un’ Europa “sbilanciata verso il vertice”, e inizia a nascere una nuova Europa con una reale politica interna.

Negli ultimi tempi questo processo si era andato affermando sempre di piu’. La presenza di 25 stati, con la possibilita’ di formare alleanze e contemporaneamente la presenza di partiti politici organizzati, avevano dato forma alle prime ombre di politica comonitaria.

Si iniziavano a intravvedere i germi di una visione del mondo, di una capacita’ di presa di posizione, eccetera. Dall’altro lato, pero’, per essere davvero nazione politica l’europa aveva bisogno di una politica. E volendo essere una democrazia repubblicana (o ispirata a valori repubblicani) , la politica non si traduce altro se non nell’esistenza di una opinione pubblica capace di determinare il cammino nazionale.

Questo significa che sinora era mancato un elemento chiave: un’opinione pubblica capace di influire nella politica Europea. Sinora, l’opinione pubblica aveva contato assai poco: i movimenti di pensiero, essendo nazionali, raramente riuscivano ad essere qualcosa con il quale il governo di bruxelles doveva confrontarsi.

Di conseguenza, il governo di bruxelles era sbilanciato verso il vertice: emetteva leggi senza sentire su di se’ il peso dell’opinione pubblica e del suo giudizio. Superburocrati impuniti, avevano le mani libere in qualsiasi materia, essendo praticamente impossibile per l’opinione pubblica esprimere un reale giudizio, e specialmente essendo impossibile influire con l’operato stesso del governo.

Con il referendum francese, il potere centrale si scontra con un nuovo protagonista, che e’ l’opinione pubblica. Il governo di bruxelles, la nomenclatura e i notabili chiamati a scrivere una costituzione (una costituente di poche decine di persone e’ semplicemente ridicola, a ben pensare) si aspettavano che tale foglio di carta sarebbe stato accettato piu’ o meno come le rimanenti tonnellate di burocrazia che finora si erano vomitate per il continente.

Con accettazione, con un moderato idealismo, con un fatalismo indifferente venato da qualche speranza di rivincita sugli odiati (perche’ e’ la verita’) USA.

Invece, per la prima volta, uno dei loro intoccabili documenti, sinora emanati dall’alto dei cieli di Bruxelles (e quindi non sottoposto a giudizio da parte del comune mortale) , sono saliti sulla bilancia, e sono stati giudicati dall’elettore, che ha avuto il potere di dire di NO.

In pratica, finalmente la squadra e’ completa. Gli ingredienti per formare un’europa politica adesso ci sono tutti, perche’ finalmente e’ sceso in campo l’ultimo dei giocatori tanto attesi: l’opinione pubblica.

Ingrediente necessario alla politica democratica, essa ha la capacita’ di essere sia il bastone che la carota del politico: “io ti guardo e ti giudico” , ha detto l’opinione pubblica.

La reazione e’ stata quella tipica degli autocrati piu’ arroganti: “noi andiamo avanti lo stesso”. Cioe’ “l’opinione pubblica non conta nulla”. Divertente, perche’ produrra’ una gran voglia di piazzare una sonora sberla sulla faccia di Barroso, da parte del resto dell’opinione pubblica Europea.

Qualsiasi cosa esca da questo NO, una cosa e’ certa: la generazione del “noi andiamo avanti lo stesso”, e’ finita. Con questo atto, e’ chiaro che la prossima costituzione andra’ fatta ascoltanto i desiderata dei cittadini, e non dei soli governi.

E dovra’ essere cosi’, perche’ solo cosi’ avra’ qualche possibilita’ di passare. E quindi, adesso c’e’ uin’opinione pubblica alla quale il governo risponde. Opinione pubblica che puo’ fermare la costituzione.

Barroso, il povero cretino , deve capire che il messaggio molto chiaro da parte dell’opinione pubblica francese (e spero di quella olandese) e’ questo: “non sei nessuno, decidiamo noi, datti una calmata perche’ alla fine devi chiedere il permesso a noi e i tuoi accordi a porte chiuse coi governi non contano un cazzo”.

Adesso, lo scenario politico e’ completo, i puntini ci sono tutti.

Resta solo da unirli con delle linee.

Quand’e’ che si vota NO, in Italia?

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Un pensiero su “L’ Europa politica e’ piu’ vicina.

  1. […] 31 maggio 2005 – Con il fallimento della costituzione Europea ci stiamo avviando verso un’Europa meno “dall’alto” e più “politica”? Assolutamente No. L’Europa, del post Lisbona, anzi, è andata radicalizzando (seppur con qualche apertura al parlamento) la struttura e la forza dei propri atti ad efficacia vincolate (regolamenti e direttive). […]

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