NON comprate azioni ENEL, e neanche giornali.

Circa un anno fa, il paese veniva paralizzato da un blocco della corrente elettrica che produsse un fermo di 12 ore (dove ando’ bene) , di 18 ore (dove ando’ cosi’ cosi’) , di 24 ore (dove ando’ proprio male). Le ragioni erano: poche centrali, linee elettriche insufficenti, sprechi di energia.

E’ passato un anno.
Sono state costruite nuove centrali?
No.
Sono state avviate nuove linee di distribuzione elettrica per alta potenza?
No.
Sono state messe in atto strategie volte a razionalizzare e ridurre i consumi?
No.
Il consumo e’ aumentato o diminuito?
Aumentato.

Quindi, siamo in una situazione peggiore rispetto a quella dell’anno scorso , e c’e’ il rischio di un altro black-out. O meglio, c’era fino a qualche giorno fa. Poi, ci dicono, e’ piovuto, e grazie a questi cinque millimetri medi di acqua, la nazione e’ salva.

Siamo sicuri che bastino 5 millimetri di pioggia per salvare i bacini di raffreddamento delle centrali? Appare assai improbabile, visto che la settimana prima mancavano all’appello il 25% delle precipitazioni medie invernali.

Allora, come mai una pioggerellina (se addirittura facciamo la media su scala nazionale, poco piu’ di una rugiada) ci ha salvati?

Ci ha salvati per una ragione molto semplice: stanno per essere messe sul mercato le azioni ENEL. E poiche’ il pollo da spenna… pardon, il parco buo…pardon, il risparmiatore e’ l’uomo qualunque, all’uomo qualunque deve arrivare uno specifico messaggio: compra ENEL.

Il caso Berlusconi ci ha costretti a chiederci che genere di effetti abbia il controllo dell’informazione sulla politica. Questo perche’ essendo la politica democratica un fenomeno di massa, chi influenza le masse influenza la politica.

Ma oggi c’e’ un secondo genere di fenomeno di massa: l’economia. Mentre un tempo la borsa e l’azionariato erano appannaggio di pochissimi, i quali si affidavano a canali di informazione specializzati, oggi il meccanismo del’azionariato diffuso trasforma l’economia stessa in un fenomeno di massa.

E’ necessario quindi interrogarsi , chiedendosi se per caso un meccanismo analogo a quello che ha portato Berlusconi al potere non possa anche venire sfruttato per spennare il popolo bue. E la risposta e’ si.

Non c’e’ alcun motivo per considerara “sana” e “sicura” un’azienda come ENEL. Enel e’ un baraccone di incompetenze sindacalizzate, di personale assunto per raccomandazione, di malfunzionamenti e di disservizi. Negli anni passati aveva addirittura abbracciato la filosofia del multiservice, mettendosi a fare internet, cellulari, pomodori e zucchine.

Con il nuovo amministratore delegato il messaggio e’ stato: ENEL fa solo energia, ci staccheremo (a condizioni vantaggiose) da tutti gli altri servizi, e diventeremo un’azienda sicura come e’ sicuro che voi pagherete una bolletta questo mese. La stampa ha coniato un termine “economia della bolletta” per indicare queste aziende che sarebbero al sicuro per il semplice motivo che forniscono servizi di base, cioe’ che riscuotono la bolletta ogni mese.

Questo e’ per forza vero?
Niente affatto: la bolletta non basta per niente a dire che un’azienda sia sicura. Anni fa, c’era un’azienda chiamata SIP. Riscuoteva puntualmente bollette, ma era in una situazione di bilancio catastrofica. Se non fosse stata ancora azienda di stato, sarebbe FALLITA.

COme fu salvata? Usando come banca il cittadino: una geniale signora divenne AD, e invento’ il metodo dei conguagli e dei consumi “stimati”. Per i due anni successivi nelle bollette degli italiani arrivavano i consumi “prevedibili”, “previsti” , “presunti” (ovviamente gonfiati) e la situazione veniva poi appianata dal cosiddetto “conguaglio”.

Con questo furto legalizzato di interessi (quanto anticipato dal cittadino non veniva restituito con interessi, e in quel periodo il tasso era ancora al 4%) SIP recupero’ proprio quel 4% che le serviva per sopravvivere.

Morale della storia: anche un’azienda basata sulla bolletta puo’ essere in condizioni disastrose.

ENEL e’ tra queste?
Nel medio e lungo termine, SI.

Si’ perche’ stanno nascendo nelle citta’ le aziende municipalizzate capaci di fornire energia elettrica. Tolto l’ambiente urbano, rimane la periferia e la provincia, dove pero’ i costi sono altissimi e i margini ovviamente ridottissimi. Milano e Roma hanno gia’ un concorrente di ENEL. HERA a Bologna si sta preparando ad esserlo. Riuscira’ ENEL a resistere ad aziende che hanno l’appoggio sempiterno delle amministrazioni locali, specialmente se il paese dovesse subire riforme in senso federalista, e perdipiu’ le amministrazioni locali avranno bisogno di soldi?

E ancora Si’, perche’ ENEL non e’ capace di costruire altre centrali. Compriamo energia dall’estero, e non e’ detto che il prezzo sara’ sempre ragionevole. Oltre un certo limite, infatti, ENEL non avra’ piu’ la possibilita’ di trattare il prezzo. Se i consumi italiani dovessero crescere ancora del 10%, il deficit energetico (cioe’ la disperazione) di ENEL sarebbe tale da dover accettare qualsiasi prezzo. Il che potrebbe facilmente VANIFICARE le entrate: si avrebbe un’azienda della bolletta, con un deficit che nemmeno la bolletta puo’ ripianare.

Ma la cosa certa, comunque, e’ che la stampa sta mentendo: la situazione energetica del paese quest’anno e’ PEGGIORE di quella dello scorso anno, con rischi di blackout ancora superiori e di diservizi ancora peggiori. Ma la stampa sta mentendo perche’ non si vuole disturbare la vendita del lotto di azioni ENEL.

Di sicuro, quindi, c’e’ la menzogna. In una situazione di azionariato diffuso e popolare, quanto pesa la stampa? Qualcuno ha indagato la posizione di un giornale come Il Sole 24 Ore? Ci rendiamo conto del fatto che un giornale simile, solo parlando bene di un titolo, puo’ causarne un’aumento di prezzo vertiginoso di durata qualsiasi? Ci rendiamo conto che e’ sufficente controllare due o tre giornali finanziari , e’ sufficente mandare alla radio un Alan Friedman pagato per dire che ENEL e’ bello, per moltiplicare il valore di ENEL?

Siamo gia’ sull’orlo di una speculazione catastrofica nel campo dell’immobiliare. Alcuni Immobiliaristi (Caltagirone, Ricucci e Berlusconi stesso, che non dimentichiamolo e’ un immobiliarista) hanno la proprieta’ di grossi gruppi bancari. Negli anni scorsi hanno costretto le banche a fornire mutui casa come se piovesse, causando un raddoppiare dei prezzi delle case.

Ma e’ raddoppiato il bisogno di case? No. La popolazione italiana e’ stabile. Come e’ stato possibile allora produrre una simile speculazione? E’ stato possibile perche’ tutti i giornali IN CORO si sono messi a dire che il mattone sia un investimento sicuro. Contemporaneamente hanno TACIUTO l’andamento del VERO BENE RIFUGIO, cioe’ del’oro.

Il risultato e’ stato un raddoppiare di prezzo delle case, e un raddoppio secco degli investimenti nel settore. Ma e’ davvero un’investimento a lungo termine, il mattone?

NO.

La popolazione italiana ha una demografia catastrofica. Nei prossimi venti anni moriranno di vecchiaia circa 10 milioni di persone. Circa il 65% di costoro hanno una casetta, frutto dei sacrifici di una vita. Quasi tutti quelli di loro che hanno figli ne hanno uno solo.

Sei milioni e mezzo di italiani, erediteranno una casa nei prossimi 20 anni. A questi bisogna aggiungerci, tra i nati del ventennio successivo, quelli che la possiedono gia’ e i tanti che con i mutui facili di questi anni ne hanno comprata una. Certo gli immobili hanno anche usi commerciali, ma non c’e’ alcun trend economico che faccia pensare ad un RADDOPPIO della richiesta.

Il risultato , poiche’ un immobile ha una vita media di 150 anni, e’ che nei prossimi 20 anni l’investimento nel mattone diventera’ carta straccia. Ma i Ricucci, i Caltagirone, i Berlusconi saranno gia’ usciti dal mercato, per allora. Non saranno usciti dal mercato quelli che hanno un mutuo e le banche che lo hanno concesso. E quelli che hanno buttato i risparmi in una seconda casetta , convinti di aver messo da parte i loro soldi per la vecchiaia (“la affitto e… ho seconda pensione”) . Poveri illusi. Nessuno affittera’ e pochi compreranno, gia’ solo fra 10 anni.

Ma come si e’ prodotta questa speculazione? Si e’ prodotta convincendo le masse di un’idea del tutto assurda, e cioe’ che il prezzo delle case sia destinato a salire nonostante la popolazione sia destinata a rimanere stabile (nella migliore delle ipotesi) o a decrescere.

Come lo si e’ fatto? Lo si e’ fatto mediante i giornali e le TV. Lo si e’ fatto, certo, anche mediante le banche possedute da immobiliaristi, che guarda caso si sono messe a concedere mutui casa con una leggerezza mai vista rispetto a qualche anno prima. Ma il ruolo principale, quello che ha attirato capitali ed investimenti, quello che ha attirato il piccolo azionista a seguire il consiglio della banca e ad “investire nell’immobiliare” e’ stato un massiccio bombardamento di frasi come

“gli italiani cercano rifugio nel mattone”
“il mattone, investimento sicuro”
“il rifugio e’ nel mattone”

Questo bombardamento mediatico e’ riuscito a costruire le fortune di persone come Ricucci, le quali hanno adesso la necessita’ di continuare tale bombardamento, e quindi vanno all’assalto dei giornali come il Corriere. Gli obiettivi sono: tacere del prezzo dell’oro (in questi anni duri, il vero e unico bene rifugio), e continuare a dipingere il mattone come investimento.

Si profila uno scenario di informazione manipolata, non tanto e non soltanto nel settore della politica nel quale alla fine dei conti poi il cialtrone casca sempre, ma nel settore dell’economia.

Milioni di persone chiamate a decidere dove investire il TFR , con la nuova legge sulle pensioni, sceglieranno i fondi che leggeranno sui giornali. Milioni di risparmiatori , chiamati a mettere al sicuro i propri soldi, sceglieranno seguendo quanto dicono i giornali. I giornali oggi possono manipolare fiumi , mari, oceani di denaro, cioe’ l’opinione e l’attitudine dei risparmiatori.

Lo stanno facendo con ENEL, nascondendo dietro una pioggerellina gli stessi catastrofici problemi dell’anno passato, acuiti dal maggiore consumo.

Una sola cosa e’ certa: una pioggerellina nel week end non puo’ cancellare un’emergenza energetica nazionale. Chi lo dice, sta mentendo.

Vi fidate di chi mente?

Non comprate azioni enel. E neanche giornali.

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3 pensieri su “NON comprate azioni ENEL, e neanche giornali.

  1. La parte del mercato immobiliare si sta avverando, pare…

    “[…] nei prossimi 20 anni l’investimento nel mattone diventera’ carta straccia. Ma i Ricucci, i Caltagirone, i Berlusconi saranno gia’ usciti dal mercato, per allora. Non saranno usciti dal mercato quelli che hanno un mutuo e le banche che lo hanno concesso. E quelli che hanno buttato i risparmi in una seconda casetta , convinti di aver messo da parte i loro soldi per la vecchiaia (“la affitto e… ho seconda pensione”) . Poveri illusi. Nessuno affittera’ e pochi compreranno, gia’ solo fra 10 anni.

    grazie alla funzione “random” di Raphael, ogni tanto escono questi post pre-germania, mooolto più interessanti da leggere degli ultimi sbricsbroc.

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  2. Che poi ENEL fino al 2008 ha mantenuto più o meno il prezzo che aveva alla data di questo post e anzi in più occasioni ha pure fatto meglio.
    Dal 2008 non fa testo vista la crisi, ma direi che ne è uscita egregiamente.

    Quanto alla questione case… se scrivo mille profezie è ragionevole che prima o poi qualcuna la azzecco… com’era quella storia del milione di scimmie con le macchine da scrivere? mi sembra avesse un nome questa teoria… chi la aveva enunciata? 😀

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