Pensioni di mercato.

Quando in un sistema economico si introducono dei cambiamenti, difficilmente si ha a che fare con fattori lineari. La sequenza di cambiamenti non costituisce un sistema “conservativo”, come direbbero i fisici, ragione per cui un cammino chiuso non necessariamente riporta al punto di partenza.

Un esempio tipico e’ l’introduzione dei fondi pensionistici nel mercato europeo.

Tradizionalmente, i fondi pensionistici sono un’istituzione americana e/o britannica, cui lentamente si sta convertendo il resto della vecchia europa, sebbene con sistemi ancora “misti” fra welfare pubblico e gestori privati.

La cosa che si sottovaluta spesso e’ il peso finanziario di un fondo pensionistico. Per capirlo occorre chiarire questo: un fondo pensionistico non e’ semplicemente un “prodotto finanziario” che la banca vi vende; tecnicamente parlando e’ una vera e propria azienda, cioe’ un’entita’ giuridica con una classe dirigente e una personalita’ giuridica.

Di fatto, la creazione di fondi pensione consiste ed equivale alla creazione di enormi finanziarie, con capacita’ di investimento immensa, e margini di manovra limitati soltanto da rese a lungo termine e piuttosto basse.

Il fatto che nei fondi pensionistici (i piu’ scelti sono quelli obbligazionari, ma c’e’ l’inghippo(1)) abbiano queste due caratteristiche (resa a lungo termine E basso rendimento) permette a queste aziende di investire i soldi secondo logiche di rischio diverse.

Come se non bastasse, la mole immensa di questi fondi permette loro di distorcere il mercato, con ripercussioni che ci riguardano pesantemente. Vediamo di fare un esempio pratico.

Dunque, principalmente un’obbligazione rappresenta un debito. Il debito delle aziende verso le banche non e’ solo un affare tra banca e azienda, perche’ influenza , per esempio, il mercato immobiliare.

Quando una PMI ha dei problemi di fido , generalmente la banca chiede garanzie. Se anche non si tratta di un’ipoteca formale, si tratta della fidejussione personale dei soci, che garantiscono con le proprieta’ personali. In caso di contesa, la fidejussione si trasforma immediatamente in poteca giudiziaria.

Questo non fa altro che immobilizzare ulteriormente degli immobili: dal momento che la proprieta’ immobiliare e’ di fatto una capacita’ debitoria, la somma dei debiti non si tradurra’ altro che in una quantita’ sempre maggiore di immobili che non possono cambiare proprietario (perche’ garantiscono un debito) , ovvero che vengono tolti dal mercato.

Aumentando i prezzi delle case. a parita’ di PIL pro capite, la variazione di prezzi delle case puo’ essere usata come indicatore “qualitativo” dell’indebitamento medio delle aziende locali.

Spannometricamente parlando, l’esame della situazione immobiliare di Milano e Torino mi dice che le aziende milanesi sono di gran lunga piu’ indebitate rispetto a quelle torinesi, ovvero le aziende torinesi siano piu’ sane finanziariamente.

La difficolta’ che gli imprenditori meridionali ad accedere al credito e’ proprio uno dei fattori che tengono piu’ bassi i prezzi degli immobili, anche a fronte di una crescita demografica superiore.

Questo esempio per dire che la situazione debitoria delle aziende non fa altro che influire sul mercato immobiliare; la sua crescita estrema non e’ altro che il sintomo di un piu’ grande indebitamento .

L’indebitamento e’ di fatto rappresentato (per le grandi aziende) da obbligazioni, cioe’ da un’operazione con la quale l’azienda dice “se mi dai tot oggi fra qualche tempo ti daro’ tot piu’ una resa”.

Sinora, nella valutazione di obbligazioni, gli investitori non hanno mai potuto valurare positivamente il boost: un’azienda raider potrebbe decrescere altrettanto velocemente di quanto cresce.

Un istituto che debba garantire una resa su BREVI periodi , anche se la resa e’ piccola, trova sempre difficolta’ a rivolgersi ad aziende in stato di boost, perche’ in ultima analisi il rischio su un breve periodo e’ altrettanto alto che sul lungo periodo.

Un’azienda che invece garantisca una resa bassa, potrebbe essere interessata al boost .

Direte voi: e il rischio?

Il rischio e’ bilanciato nel tempo.

Un tempo di 30 anni nel quale garantire resa permette alle aziende di giocare un gioco completamente differente rispetto al gioco che potrebbero giocare dovendo garantire le stesse rese nel breve periodo.

E’ vero che l’utente di un fondo pensione potrebbe decidere di cambiare gestore; faccio presente che anche questo “rischio” e’ bilanciato su tempi lunghissimi, rispetto ai normali tempi della finanza speculativa.

Il crescere dei fondi pensione europei rendera’, quindi piu’ interessanti le aziende boosting.

Si tratta di aziende che emettono obbligazioni con rese alte, nella convinzione di riuscire a pagarle dal momento che stanno per mettere in atto qualche magica azione che le portera’ alle stelle; se tale azione risulta credibile le aziende subiscono un boost, nel senso che le loro obbligazioni si alzano improvvisamente di valore.

Ovviamente questo non basta; molte aziende boosting finiscono col garantire il capitale anche mediante proprieta’ immobiliari: non poche aziende che si occupano di tutt’altro hanno un ramo d’azienda che si occupa di immobili per acquisire valore: per dirne una, Piquadro (che fa borsette e pellame di lusso) e’ stata scalata da un fondo, nel medesimo momento in cui costruiva una nuova sede per 8 milioni di euro e rotti, producendo una holding che di fatto e’ un mix di valore immobiliare E industriale.

Ora, quello che si sta facendo oggi e’ introdurre in Italia e in Europa una nuova tipologia di investitori, i quali sono disposti ad accettare un boost maggiore (anche fantascientifico o speculativo) perche’ il rischio e’ appiattito su tempi piu’ lunghi: se da un lato possono sempre recuperare il danno nel lungo termine, dall’altro un guadagno netto fa loro gioco perche’ le rese che propongono sono basse.

Questa e’ una quasi rivoluzione per il mercato europeo continentale: sinora gli investitori erano preoccupati per i rischi, in quanto la richiesta di resa era piu’ limitata nel tempo. Un rischio alto, anche a fronte di una resa alta, era tipica dei private banker o di soggetti davvero enormi, i quali accettavano rischi nel breve e medio termine.

Queste “nuove” aziende (nuove per il continente, nuove perche’ il loro numero aumenta e la loro dimensione cresce) sono invece piu’ interessate a prodotti che pur avendo un rischio hanno un boost alto nel brevissimo termine.

Con questo non intendo che prima non ci fosse interesse , ma semplicemente che l’interesse aumentera’ ancora, e sara’ spinto da una massa finanziaria enorme.

L media pensera’ che questo produrrebbe un mercato simile a quello USA, dimenticando pero’ che le condizioni di partenza sono diverse. Le aziende europee hanno rapporti molto diversi , con le banche, rispetto a quelle USA, e la differenza e’ ancora maggiore in italia.

La crescita di interesse verso aziende in boosting , se in Europa portera’ cambiamenti limitati, e’ destinata a cambiare profondamente i meccanismi della “rendita” che sono tipici dell’italia. In una situazione ove il boost sia attraente, diventano meno attraenti le attivita’ come l’immobiliare, a meno che non sia “corporate”. L’investimento immobiliare, che prima attirava per il basso rischio i fondi di risparmio (con rese a medio e breve termine), perdera’ interesse rispetto a fondi che possono sopportare meglio il rischio a patto di granularizzarlo moldo.

Il capitale immobile, oggi, e’ a rischio: il capitale immobiliare diventa sempre piu’ attraente se accompagnato da una boosting company (garantisce i rischi) , ma rimane poco attraente se non e’ accompagnato da investimenti, dal momento che nei fatti rende meno per chi puo’ accettare una sconfitta ogni tanto ma ha molto tempo per rifarsi.

Questo di fatto e’ qualcosa di nuovissimo nel nostro paese; dove non si era MAI visto alcun interesse in obbligazioni di aziende boosting, e iprovvisamente l’interesse va nascendo e nascera’ sempre di piu’.

Allo stato attuale, il mercato dei fondi pensionistici italiano e’ immaturo; impreparato alle novita’ legislative, e’ ancora strutturato per il private banker , con un tasso di spesa che lo rende poco allettante per il singolo che voglia versare il tfr.

Il cammino verso un mercato dei fondi pensione maturo accompagnera’ la crescita di interesse verso aziende boosting, e la diminuzione di interesse nei confronti del capitale immobile o di rendita.

Nei fatti, vedremo scricchiolare diversi “grandi” gruppi immobiliari, e vedremo cambiamenti pesantissimi nel mercato immobiliare, specialmente Real Estate.

Ma una cosa e’ certa: se il trend verso i fondi pensionistici continua e si struttura, moltissimi depositi di capitale inerte inizieranno a scricchiolare.

E non e’ detto che in futuro comprare una casa sara’ ancora un investimento sicuro nel lungo termine.

Uriel

(1) Nella stragrande maggioranza dei fondi obbligazionari , il contratto parla di resa garantita ,menziona i fondi, ma non vincola il fondo ad usare tali obbligazioni. In realta’ al cliente viene detto che la resa e’ garantita perche’ la banca compra obbligazioni (che sarebbero “sicure” ) , ma niente obbliga il fondo a farlo: potrebbe anche giocare su mercati ad alta resa con piu’ rischio, a patto di mantenere poi le promesse con l’utente finale.

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