gli italiani se ne vanno…

All’ultimo censimento gli italiani erano circa , ancora, 57.000.000 .

Voi direte: e’ normale, siamo a crescita zero.

Palle.

Perche’ a crescita zero sono gli italiani, ma i censimenti tengono conto dei residenti, ovvero degli stranieri.

Se tra il penultimo e l’ultimo censimento la crescita e’ stata zero, E SONO ENTRATI 5 MILIONI DI IMMIGRATI,  mi aspetto 5 milioni di persone in piu’ nel censimento.

Invece, la popolazione e’ rimasta stabile.

Cosa significa? E’ ovvio: cinque milioni di italiani hanno lasciato l’Italia.

Cinque milioni. Se non fossero distribuiti per eta’, sarebbero i nati di 10 anni. In pratica, e’ come se tutti quelli nati fra i due censimenti se ne fossero andati.

Ci sono state molte immigrazioni e molte emigrazioni nella storia. Ma quella di oggi , e’ una emigrazione diversa.

Perche’ non stanno emigrando i soliti analfabeti con la valigia di cartone. Stanno emigrando tecnici.
No, non “cervelli”. Non stanno emigrando solo persone che faranno i ricercatori. Stanno emigrando quelli che sanno fare i ponti, le centrali, i tralicci, le ferrovie, i telefoni, le auto, i programmi.
Ormai trovare una persona competente in questo paese sta diventando un incubo. Cerchi un ingegnere e ti si presentano 4 geometri , un muratore, e uno con la laurea del CEPU. Cerchi un programmatore, e ti si presentano due script kiddies, uno che non sa cosa sia “programming in the large” , e uno che conosce l’html perche’ ha fatto un corso alla regione. Cerchi un sistemista e ti si presenta uno che ha installato Windows XP una decina di volte.Fiat riesce a fare ormai solo city car, perche’ il SUV le e’ vietato, le berline anche, ormai fanno solo macchinette, altro non possono piu’ fare. Autostrade SPA cerca partner stranieri perche’ non ha lo know-how per costruire nuove autostrade. I nostri treni li fa la Bonbardeer Aereospace. Molte scuole straniere hanno iniziato a rifiutare i nostri laureati ai master, e i nostri diplomati ai test di ammissione.

Se emigrano solo i grandi cervelli, la nazione rimane senza uno stato dell’arte. Senza brevetti. Ma se emigrano i tecnici, e ne emigrano MILIONI, quanto si potra’ andare avanti ancora?

Quanto manca perche’ i servizi scendano al di sotto del livello critico oltre il quale non c’e’ piu’ il “sistema”?

Tra quanto l’acqua potabile arrivera’ solo a giorni alterni, come capita gia’ in meridione e nel terzo mondo? Tra quanto gli ospedali non riusciranno piu’ a tenere una profilassi decente? Quanto funzioneranno ancora i telefoni? Per quanto tempo i treni rispetteranno un orario, anziche’ fare come fanno in alcuni paesi africani, dove partono non appena hanno abbastanza passeggeri?

Certo, arrivera’ tutto lentamente, molto lentamente. Un calo graduale della qualita’ dei servizi, cui ci abitueremo. Piano piano le scuole abbasseranno sempre piu’ gli standard. Piano piano, il livello di diritti, il livello di parita’ uomo-donna decrescera’ , un po’ per volta. Ormai una donna per farsi notare puo’ solo spogliarsi.

A questi ritmi di EMIGRAZIONE degli italiani, il disastro e’ inevitabile. Ma se al prossimo censimento la popolazione dovesse essere ancora di 57.000.000, come dicono le proiezioni, e il numero di ingressi di immigrati continuera’ a questi ritmi, dovremo considerare un italiano che se ne va per ogni straniero che entra.

Per quanto tempo potremo sostituire le braccia degli immigrati ai cervelli dei tecnici, senza che il sistema scricchioli?

Uriel — dal sito IL CAMMINO DEL LUPO
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