Soljenitsin

di Uriel Fanelli 4 agosto 2008

Si celebra Soljenitsin perche’ descrisse l’orrore dei Gulag, ma si dimentica di lui una cosa: egli era , o si considerava, un “Raskolnikij”, un “vecchio credente”. Si tratta di una setta di fanatici ortodossi che rifiutano la corrente elettrica, rifiutano ogni modernita’, vivono in un medioevo civile e culturale, e sono intrisi di un mito misticheggiante della superiorita’ della cultura slava, tra cui primeggia ovviamente “la santa madreterra Russia”.

Dopo la caduta del comunismo Soljenitsin sperava che la Russia sarebbe caduta nel medioevo mistico ed ipernazionalista da lui auspicato. Poiche’ questo non avvenne, preferi’ l’esilio (dorato) negli USA.

Ma la visione del mondo dei Raskolnikj e’ cosi’ arretrata e bigotta che ogni uomo di sinistra dovrebbe averlo odiato. Perche’ se e’ vero che Sonjenitsin era contro il comunismo, e’ altrettanto vero come non sognasse certo la democrazia.

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