0bama non è un negro!

Punto primo: Obama non e’ un negro. Se per negro in America intendiamo una categoria sociale e dialettica caratterizzata dalla figura dell’uomo del ghetto, se per negro intendiamo il prodotto di una cultura che accolla al sistema ed al razzismo tutte le colpe dell’emarginazione dei neri, se per negro intendiamo il figlio delle pantere nere, ebbene Obama non e’ un negro.

Ed e’ per questo che adesso i negri dei ghetti avranno vita piu’ difficile e non piu’ facile. Finora la cultura del negro americano si e’ nutrita di un vittimismo fatalista col quale giustificavano una condotta fancazzista e criminale accusando la societa’ di emarginarli, di non accettarli. Il negro pimp, tutto bling-bling e hooker commetteva crimini contro la societa’ americana, rifiutava per primo di impegnarsi in un percorso di vita legittimo grazie ad uno stratagemma dialettico , lo stratagemma di accusare la societa’ americana di non accettarlo.

Oggi, questa dialettica (figlia degli anni ’70) e’ finita. Da oggi il “gangsta” ha una scusa in meno. Da oggi, essere uno spacciatore , un parassita nullafacente , un gangster, essere un magniaccio saranno semplicemente scelte, scelte delle quali sara’ meno facile accusare la malvagia societa’ razzista.

Finisce oggi il sogno di Martin Luther King. Finisce oggi la parabola di Malcolm X. Obama non e’ il loro acme. E’ la loro nemesi. E’ la nemesi di un’idea di negro che non prova neanche a vincere e si ritira in un ghetto ove vive di espedienti e crimine , giustificato dal razzismo dei bianchi.

Razzismo che era un’ombrello protettivo dietro al quale troppa inerzia e troppo assistenzialismo alleggerivano il giudizio sui neri. Da oggi, ricordiamolo, se la gran parte dei carcerati e’ di colore nessuno potra’ piu’ accusare la societa’.

In definitiva, Obama da’ un bruttissimo colpo alla “cultura del piagnisteo” che alimento’ tutti gli anni ’70 e tutti i movimenti dei negri americani.

E no, non e’ negro nemmeno per un altro motivo: e’ stato eletto come presidente. Se una nazione fa questo, ha evidentemente superato il problema del colore della pelle, o lo ha fatto almeno in massima parte. Questo non significa che siano scomparsi i razzisti. Significa pero’ che tutti i discorsi sulla pelle di Obama potrebbero persino risultare offensivi per gli americani: se lui e’ presidente, il colore della pelle per loro conta poco. Se per noi conta, sia nel bene che nel male, allora siamo NOI ad avere un problema.

dal sito IL CAMMINO DEL LUPO DI Uriel
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