Gaza di qui e Gaza di la’.

Dopo l’articolo sulle teste di cazzo, un vero fiume di teste di cazzo si e’ infilata dritta dritta nel “Mark Spam” , con il risultato che oggi il filtro bayesiano di Disqus considera spam quasi tutti loro. Per un solo post, non c’e’ male. Altri piu’ sensati mi chiedono di scrivere un post “illuminista” sullo scontro attuale, e li accontento dopo una breve precisazione.

La precisazione e’ destinata al capetto (e lui sa chi e’) il quale continua a mandarmi messaggi del tipo “io so chi sei”.  Bene. Anche io so chi sei.  Presto avrai una “piccola serie di sfighe” , che dovrebbero servirti da avvertimento. Anche io, come vedi, mi sono fatto qualche amico.

Stabilito questo, vorrei parlare “illuministicamente” di cio’ che succede a Gaza. Anche se, a dire il vero, l’illuminismo e’ una categoria troppo moderna per indicare uno scontro che avviene secondo regole che provengono da un’ era molto , molto, molto precedente.

Nei commenti e’ stata scritta una massima di Von Clausewitz , che effettivamente si adatta perfettamente all’errore commesso da Hamas, e potrei parlarne in questi termini se Hamas fosse figlio dell’illuminismo, cioe’ se la sua visione del mondo fosse indietro di soli 300 anni.

Il guaio e’ che 300 anni sono pochi, e immediatamente si cerca di tornare ad una visione precedente. Il guaio e’ che anche Cartesio e Lullo sono di molto piu’ avanti rispetto al modo di pensare di Hamas, e lo stesso Machiavelli avrebbe potuto dire molto, molto, molto di piu’ su come uscire da questa crisi.

Ma di quanto devo tornare indietro per descrivere adeguatamente gli errori di Hamas?

Per tornare ad una cultura della guerra simile a quella di Hamas bisogna tornare indietro sino a precedere Quinto Fabio Massimo Verrucoso detto anche “Cunctator”, il temporeggiatore.

Quinto Fabio Massimo vive , circa 2230 anni fa, in un mondo occidentale che ha la stessa idea della guerra che ha Hamas: l’avversario si fronteggia e si annienta con la forza, e il fatto che sia l’uso della forza a dominare la battaglia (unitamente ad una strategia che ne amplifica gli effetti) e’ il tratto dominante della guerra. Prima di Quinto Fabio Massimo, cioe’, il pubblico che vuole la guerra vuole vedere sangue , dolore, acciaio e fuoco.

Quinto Fabio Massimo invece pensa che la guerra abbia come primo dovere non il soddisfacimento dell’iconografia bellica ne’ la sazieta’ del desiderio malevolo della popolazione, (come invece ha ancora Hamas), ma la vittoria finale.

In principio, Quinto Fabio Massimo diviene impopolare proprio perche’ la sua strategia consiste in un temporeggiamento che ha come obiettivo quello di esaurire la capacita’ logistica del nemico. La sua strategia viene definita vigliacca da tutti quei rodomonti (normalmente civili) che vogliono vedere una guerra fatta di veri maschi coi coglioni che aggrediscono il nemico e lo buttano giu’ a cazzotti. Ovviamente e’ un personaggio scomodo per la politica, perche’ e’ facile attaccarlo accusandolo di essere un vigliacco e di non avere il coraggio di attaccare frontalmente il nemico, e chi muore per la patria vissuto e’ assai e molti nemici molto onore e torna con lo scudo o sopra lo scudo e altre amene cazzate del genere.

Ed e’ quello che venne fatto: gli vennero revocati i poteri di dittatore e la guida delle operazioni fu data ad uno con le palle. Che guido’ Roma alla disfatta di Canne.

Cosi’, il senato gli ridiede in segreto il comando (in segreto perche’ non avevano piu’ il coraggio di riunirsi). Fabio inizio’ a camminare per le strade di Roma per infondere sicurezza ed evitare che i cittadini fuggissero, impose comprifuochi ed attivita’ militarizzando lavita civile, e grazie alla sua superiore idea della guerra difese Roma impedendone il collasso e riconquisto’ alcune citta’ (non ricordo a memoria quali) battendo i nemici. Al punto che “Il temporeggiatore”, prima un dispregiativo dedicato a lui, divenne un titolo onorifico ufficiale dello stato.

Che cosa insegna Fabio? Insegna che la guerra non deve MAI essere condotta per soddisfare il desiderio di vendetta, sangue o rivalsa, sentimento diffuso nella popolazione, e stuzzicare nella popolazione l’odio costringe la politica a cercare uno scontro in momenti che non necessariamente fanno comodo in senso militare.

Ma specialmente, Fabio Massimo ci insegna che la guerra NON si fa solo per dimostrare di avere il coraggio di farla.Anche se puo’ sembrare politicamente vantaggioso. Anche se inumidisce nei paesi bassi le signore dei salotti che frequenti: non si fa la guerra per impressionare le ragazze , tantomeno i politici.

Hamas non aveva alcuna scelta , se non quella di ottenere questo scontro. Poiche’ la situazione a Gaza  precipita sul piano economico e come se non bastasse nelle altre aree palestinesi si vive leggermente meglio, il risultato e’ che la rabbia della popolazione accresce, e Hamas e’ costretta a cercare lo scontro, dal momento che la sua leadership si basa proprio su questo: per mesi questi scimmioni hanno preteso credito semplicemente dicendo “pupa, io quello la’ lo faccio nero. Guarda che muscoli che ho“.

Il risultato e’ che adesso la popolazione a loro fedele gli ha detto “facci vedere, fallo nero”. E non e’ che si sia visto un granche’. Tante ragazze a Gaza saranno deluse. Mai quanto i cadaveri dei loro fidanzati, suppongo.

Cercare lo scontro militare in un momento nel quale il vecchio presidente usa deve accettare (facendo buon viso a cattivo gioco) e il nuovo presidente dovra’ trattare per scongiurare un attacco contro l’ Iran, per esempio, e’ un errore.

Cercare uno scontro strategico mentre la frontiera a nord , con il Libano, non puo’ riaccendersi perche’ presidiata da italiani e francesi, i quali hanno mezzi potenti di ritorsione economica(1), e’ fottutamente sbagliato. Ma come successe a Fabio Massimo, i “moderati” sono stati esautorati da quelli “con le palle”, che oggi stanno vivendo la loro sconfitta di Canne.

Ora, gli esperti dicono che difficilmente i moderati accetteranno di entrare a Gaza portati dagli israeliani.Ed e’ vero. Ma il problema non e’ questo: il problema e’ che per motivi umanitari Israele potrebbe anche permettere ai palestinesi di Gaza di fuggire dalla striscia ed andare in cisgiordania, svuotando la striscia. Esattamente quello che Fabio Massimo dovette evitare militarizzando Roma.

Di conseguenza, il problema non e’ quanto i moderati vogliano entrare a Gaza portati da Israele: il problema e’ quanta gente vorra’ rimanere a Gaza dopo questo bagno di terrore: per quanto tu sia un fanatico religioso, essere sotto un bombardamento aereo non e’ la cosa piu’ facile del mondo. Applicato su una massa, presto Israele si trovera’ nelle condizioni di minacciare di aprire i confini di Gaza verso la cisgiordania.

E nel medio e lungo termine, il risultato e’ che chi resta a Gaza potrebbe sapere di essere destinato ad ingoiare periodicamente la minestra di una guerra come quella di questi giorni. Il che la svuotera’ dalla popolazione, in maniera lenta ma inesorabile.

Ma non solo: essendo Gaza essenziale per i piani antiarabi dell’ Iran sciita, in queste condizioni la minaccia di una rappresaglia su Gaza potrebbe essere un problema per la leadership iraniana.

In definitiva, quindi,  l’errore di Hamas non e’ quello di non conoscere la lezione di Clausewitz, o di non conoscere Machiavelli: il loro errore e’ di avere un’idea di guerra intesa come prova di coraggio, cioe’ di essere fermi a 2300 anni fa.

Sinora la strategia israeliana e’ consistita nello svuotamento delle zone  piu’ popolate da integralisti, perche’ a prescindere da quanto sia deciso a resistere , l’uomo palestinese ha figli, e nessun paradiso puo’ costare l’inferno ai propri figli. Un paradiso che implica venti anni di inferno ai figli perde molto del proprio fascino, se l’alternativa e’ un posto dove magari si ritarda il paradiso di qualche anno ma i propri figli hanno qualche possibilita’ in piu’.

Per quanto Hamas fanatizzi la popolazione, e’ assai dubbio che l’apertura di un canale (magari un canale ufficialmente illegale ma vastamente tollerato)  di fuga da Gaza verso la cisgiordania  non si riempirebbe di gente che emigra.  E questo rafforzerebbe i “moderati”.

Non ci vuole molto a capire, quindi, che i “Moderati” probabilmente non andranno a Gaza in seguito a queste guerra, ma faranno in modo che Gaza possa andare da loro, con il beneplacito delle autorita’ israeliane. E probabilmente l’apertura della pipeline di fuga sara’ considerata attivita’ “umanitaria”.

Questo e’ l’errore che fecero i nemici di Fabio Massimo. Ed e’ l’errore che sta facendo Hamas.2300 anni di storia militare e civile completamente ignorati da un branco di scimmie che nel 2009 considera la guerra come una mera dimostrazione di coraggio volta alla soddisfazione del narcisismo virilista dei propri capi.

Decine di personaggi continuano a scrivermi dicendo “cosa faresti tu se fossi al loro posto”. E continuano ad ignorare la risposta piu’ scontata: nessun occidentale si trovera’ MAI nella stessa condizione, che e’ frutto della politica antiquata culturalmente ed obsoleta militarmente che e’ stata perseguita per 50 anni. L’ Occidente si e’ trovato in quelle condizioni 2300 anni fa, e ha prodotto un uomo, Fabio Massimo, che ha insegnato dove fosse l’errore: la guerra NON si fa solo per dimostrare coraggio, o forza, o quel che piace alla ragazzotte locali.

La situazione nella quale i palestinesi si trovano oggi e’ frutto di 50 anni di una politica militare e strategica guidata da una cultura arcaica e miserabilmente arretrata, che ha guidato i palestinesi in questo disastro: se invece di quel fesso di Amin al-Husseini   ci fosse stato un uomo politico di gran lunga piu’ esperto quale il mio  salumiere, per esempio, egli avrebbe accettato immediatamente la proposta del 1948 di costruire uno stato palestinese E uno israeliano, e molte cose sarebbero andate diversamente.

Ma lo stesso Arafat non sapeva nulla di Fabio Massimo, e decise di acconsentire alla soddisfazione del sentimento popolare , pensando che quei fessi avrebbero potuto soddisfare il proprio bieco desiderio di sangue grazie alla guerra che sperava di vincere. Arafat ha agito cosi’ perche’ voleva la gloria, voleva essere il figo che sconfigge i nemici perche’ ha la minchia lunga, voleva soddisfare il proprio patologico narcisismo che e’ tipico di molti maschi mediterranei, insomma, voleva la guerra per far vedere che lui aveva le palle, e basta.(2)

E quindi la risposta alla domanda su “cosa faresti tu in quella situazione” e’ che non mi ci sarei trovato perche’ io, quando spiegavano Fabio Massimo, ero in classe. E quindi, in quella situazione, non mi ci posso trovare.

Uriel

(1) L’italia e’ l’unica nazione che ancora alimenta la debole capacita’ estrattiva di petrolio iraniano. Senza le imprese italiane, l’ Iran potrebbe diventare il primo paese produttore di petrolio nel quale manca la benzina. Italia e Francia potrebbero, regolando diversamente i commerci, ridurre sul lastrico il regime siriano. Il che fa capire per quale motivo qualche centinaio di soldati in Libano riesca a tenere fermi Iran e Siria.

(2) La cosa non deve stupire tanto. Quelli che tra i fondamentalisti islamici  ce l’hanno con le donne scoperte,  vanno in giro a raccontare che il chador serve a tenere a bada la loro prorompente mascolinita’, insomma le donne si devono coprire perche’ la possente bestia  che questi signori hanno nei pantaloni potrebbe liberarsi, e se per disgrazia rompe la gabbia in cui (bonta’ loro) la trattengono, e’ un casino. Sono trooooooppo maschi, loro, capito come?


16 commenti:

Eugenio ha detto…

1) L’Iran è già l’unico Paese produttore di petrolio in cui periodicamente manca la benzina.

2) Arafat avrà avuto le sue colpe, ma nel ’48 era, come dite voialtri, un cinno. In realtà una leadership palestinese nel ’48 praticamente non esisteva, a parte Haj Amin al-Husseini – altro campione, quello. I palestinesi furono semplicemente usati come pedine – da entrambe le parti. Gli arabi li usarono praticamente come scusa per invadere la nascenda Israele, gli israeliani li usarono come una vera e propria arma – costringendo tutti i Paesi confinanti a dedicare per vent’anni parte delle proprie risorse per tenere sotto controllo (in campi recintati col filo spinato e sorvegliati dall’esercito, il più delle volte) i “fratelli” profughi sempre più turbolenti

gennaio 06, 2009
Uriel ha detto…

Vero , ma l’ Iran e’ anche il paese che ne estrae un pochino per darlo (a prezzi politici) alla popolazione per tenerli buoni. Se viene meno anche questo e vengono meno quei pochi che ancora commerciano con loro in occidente, difficilmente la readership reggera’. Tieni conto che oggi l’ Iran e’ sotto l’influenza cinese, e questo non piace ai russi, che vorrebbero riprenderlo. Sai, oltre al polonio c’e’ il romanio, e l’albanio, e il cecoslovacchio, e ci sono tutti i sistemi coi quali i russi sanno ammazzare un capo di stato non appena la popolazione e’ “pronta” a sostituirlo.

Per Arafat: e’ vero, correggo il post. Mi ero infervorato a scrivere.

Uriel

gennaio 06, 2009
shevathas ha detto…

che dire ? analisi ciniche ma pertinenti e scevre della retorica piagnona

gennaio 06, 2009
falecius ha detto…

Inoltre, Arafat non era un fondamentalista islamico.

gennaio 06, 2009
Uriel ha detto…

Era una testa di cazzo narcisista: io non ho mai attribuito responsabilita’ alla religione. Diventi un fondamentalista perche’ sei una testa di cazzo, e non viceversa. Arafat ha tenuto in bella vista una mitragliatrice tascabile sulla scrivania sino alla morte, senza mai aver sparato un colpo: voleva apparire come il minchiadura della situazione a tutti i palestinesi, e questo basta a classificarlo tra le teste di cazzo,a mio avviso. Per non parlare della sua patetica mania di apparire in divisa militare senza alcun merito di guerra, solo perche’ gli piaceva avere il fascino della divisa. In un mondo dai costumi sessuali piu’ liberi, Arafat probabilmente sarabbe stato un tamarro qualsiasi che vuole far colpo sulle squinzie locali.

Uriel

gennaio 06, 2009
rdv ha detto…

Che palle però questa roba dei capetti. Ma che senso hanno? Far colpo sulle ragazze? Arafat sarebbe un capetto davanti ad una tastiera? Vale a qualcosa per controbilanciarli la mia ammirazione incondizionata? Bè si c’è anche il lato egoistico: se tu smettesi di scrivere mi incupirei non poco.

gennaio 06, 2009
Uriel ha detto…

“fare colpo sulle ragazze” e’ una metafora per indicare un narcisismo caudillista.

Uriel

gennaio 06, 2009
rdv ha detto…

Eh si, dovrei svecchiare il mio vocabolario.

gennaio 06, 2009
Archimede2007 ha detto…

Una nota storica: l’IRAN non sarebbe il primo paese produttore di petrolio a diventare importatore, ma è anzi in ottima compagnia.
Il primo paese a seguire questo destino sono stati gli USA.

gennaio 06, 2009
Uriel ha detto…

Si’, ma l’ Iran lo fa perche’ non ha capacita’ estrattiva ne’ di raffinazione, in senso tecnologico.

Uriel

gennaio 06, 2009
Fic71 ha detto…

Non sarà come al solito che alcuni vertici di Hamas sono d’accordo “sottobanco” con vertici israeliani che si arricchiscono con il consumo di bombe, razzi , fosforo ecc ecc mentre poveri innocenti muoiono?
Saluti

PS
Mi è piaciuta la teoria delle teste di cazzo. Pensa , oggi il mio vicino ebreo ha avuto il coraggio di farsi vedere nel supermarket di zona e gli ho dato un bel destro spaccandogli il setto nasale, che gran testa di cazzo! Ho pensato io….

gennaio 06, 2009
j.geeraerts ha detto…

dal profondo della mia enciclopedica ignoranza, stavo cercando di documentarmi sulla situazione sociale ed economica iraniana…
Ho letto che il governo iraniano ha redatto una bozza del budget nazionale per l’anno 2009 prevedendo un prezzo al barile di 62.5 dollari: quali strumenti ha a disposizione l’iran per fare in modo che il prezzo del petrolio raggiunga questo valore, evitando cosi di far andare gambe all’aria la propria situazione interna?
sicuramente la riduzione della produzione complessiva di petrolio, da parte di TUTTI i membri dell’OPEC, ma non e’ cosi scontato che l’arabia saudita appoggi la proposta iraniana.
E’ lecito pensare che il contributo dell’iran al caos medio-orientale sia finalizzato anche al mettere ordine nel proprio bilancio statale?

gennaio 06, 2009
MarcoM ha detto…

“vertici di Hamas sono d’accordo “sottobanco” con vertici israeliani che si arricchiscono con il consumo di bombe, razzi , fosforo ecc ecc mentre poveri innocenti muoiono?”

Tu sei quello che si chiude le palle nel cassetto per fare rabbia a tua moglie vero?! Israele è uno dei più grandi produttori mondiali di armi, ma i soldi li fa soprattutto con l’India e la Turchia grazie alle esportazioni. Questa situazione non è favorevole alla politica interna ed economica del paese e ne ha distrutto delle componenti fondamentali, come il turismo. Poi per quello che ne so Israele non è un produttore di fosforo e sostanze chimiche molto grosso. Insomma non è una gran situazione per nessuno dei due paesi: uno è costretto a vedersela con una minaccia costante e masochistica e limitato in parte dalla presenza di mezzi di informazione internazionali (qualcuno ricorda le legioni romane con chi rompeva i maroni, semplice, veloce e definitivo); gli altri, da quello che dici, sono governati da una massa di sadici che li mandano a morire rimanendo nelle loro casette belli belli, mentre il loro popolo muore. Ora, se fosse in un palestinese e non riuscissi ad emigrare, come minimo o non voterei Hamas oppure spererei in una guerra civile interna per abbattere queste teste di minchia che fanno attacchi del cavolo conoscendo perfettamente la reazione che avrà Israele (che comunque non ci va per il sottile). Una guerra civile contro Hamas ha più margini di successo che una a forza di pietre e missilini del cavolo contro israele…

All’interno della società israeliana e palestinese ci sono gruppi minoritari che propongono una tregua seria e una nuova alleanza politica e commerciale fra i due paesi (qualche anno fa una di queste organizzazioni è venuta a Bologna per parlare nelle università del rapporto possibile fra i due paesi, una era una donna palestinese, l’altra israeliana)

gennaio 06, 2009
comic_tadpole ha detto…

Scusa Uriel_

Te in tutto questo ‘pacchetto di analisi’ evidenzi bene i 2 errori principali della fazione anti-israeliana_

1 – la guerra che gli Arabi hanno fatto ad Israele appena formato, per interessi tutti loro che non avevano niente in comune con gli interessi dei Palestinesi – infatti la maggior parte dei paesi arabi non ha mai trattato molto meglio i Palestinesi di quanto abbia fatto Israele, a parte tante esclamazioni gettate in pasto ai loro popoli per non farli scaldare troppo_

2 – il non voler mai rinunciare a quella strategia di ‘celodurismo’ e scontro violento che porta inevitabilmente alla guerra_ E ammetto che in questo errore ci si possa considerare anche molta politica di Arafat_

Però mi sembra che non consideri un paio di cose fondamentali_

A – le condizioni che ha sempre posto Israele dopo aver vinto le sue guerre sono praticamente inaccettabili – sono condizioni del tutto paragonabili a quelle dettate da altri vincitori ‘celoduristi’ nella storia, come gli Alleati della 1^ Guerra Mondiale, i Servizi di Sicuirezza inglesi contro l’IRA, etc.._ E sono condizioni che non hanno mai portato a risoluzioni dei conflitti, ma ad aggravamenti_ Al contrario delle condizioni dettate in altre occasioni, quando veramente si perseguiva come primo obiettivo imprescindibile la pace: 2^ Guerra Mondiale con Germania e Giappone, trattati vari con i Repubblicani in Irlanda del Nord, autonomie locali in regioni come Alto Adige, Corsica, etc..
Quindi sembra evidente che nemmeno Israele ha mai avuto l’intenzione reale di perseguire la pace – e questo per i motivi ben noti e banali se guardiamo le mappe dal 1948 ad oggi_

B – appena la popolazione di Gaza ha eletto Hamas, e l’ha eletta perché voleva dei rappresentanti che fossero più incisivi possibile proprio su quelle condizioni inaccettabili – ma ben prima che ad Hamas venisse data la possibilità di mettere in campo politico, e non militare, la sua attività – Israele ha deciso che gli abitanti di Gaza non avevano diritto a quella scelta, rimangiandosi per la milionesima volta la parola, cosa che da quelle parti è sport di massa_ E ha iniziato di punto in bianco un embargo contro Gaza, unilaterale, del tutto voluttuario, di quelli come non starebbero né in cielo né in terra se la gente non tremasse come budini all’idea di criticare Israele_ Dunque, visto che siamo fra persone serie e intelligenti, e visto che è ovvio che ‘violenza’ non significa soltanto ‘uso delle mani e della clava’, a me sembra evidente che questa azione sia di per sé molto più grave di qualsiasi sassaiola o lancio di razzi a casaccio_

La proporzioni e la forma in genere contano, e non poco_

Ecco, sebbene la tua analisi sia molto ben centrata, specialmente su un piano tecnico, non ti sembra che questi particolari che hai tralasciato completamente abbiano un peso strutturale su tutta la vicenda?

Grazie_

L.M. (Leonardo Migliarini)

gennaio 06, 2009
comic_tadpole ha detto…

PS

Le considerazioni culturali che fai sugli Arabi, molto comuni e dette con un certo spirito, anche se con troppo disprezzo, fino a 50 anni fa le avresti potute fare pari pari su tutti i paesi dell’Europa mediterranea – la Grecia che solo 2500 anni fa produceva Aristotele, Socrate, Saffo, Pindaro, Eraclito, tutta l’Italia meridionale, la Spagna, probabilmente anche il Portogallo, e forse perfino la Francia del sud_

Lo so che te non sei ‘terrone’ e quindi non te ne fotte un mazzuolo – ma non importa andare indietro di 2000 anni per vedere anche la nostra barbarie, basta andare a 50/60 anni fa, quando mia nonna aveva 20 anni_

Anzi, proprio in questi anni: il cugino di un mio amico, un ragazzo oggi 38enne di Arzano, periferie napoletane, qualche anno fa stava con una ragazza, ma la famiglia della ragazza non li lasciava mai uscire soli, e non gli dava il permesso di andare in vacanza insieme!!!! 5 o 6 anni fa!! A 2 ragazzi ultra30enni!! Non so, capisci il significato culturale di fatti come questo?

L.M.

gennaio 06, 2009
Augusto ha detto…

Complimenti: un’ottima analisi.
Mi riservo di commentare con un minimo di approfondimento le teorie correlate della “casta” e della “crema” …
cordialità.
Augusto

gennaio 08, 2009

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