Ancora sul pensiero mainstream

Ho menzionato due volte una delle qualita’ principali del pensiero mainstream, e noto un certo interesse in questa definizione. Probabilmente questo e’ dovuto al fatto che tutti (piu’ o meno) dicono di detestarlo, tutti dicono di volerne essere scevri, eppure pochissimi si sono presi la briga di analizzarlo al fine di saperlo riconoscere. A questo punto, la cosa merita un post.

Il pensiero “mainstream” e’ il pensiero , come ho detto, delle masse. Da che cosa si distingue la “massa” rispetto a qualsiasi altro gruppo di persone? E come si distingue la persona che e’ “massa” da qualsiasi altra?

La prima caratteristica della della massa e’ il bisogno parossistico di dividersi in due fazioni ogni volta che un argomento sia portato alla loro attenzione. Queste due fazioni hanno le classiche qualita’ delle tifoserie calcistiche: per una delle due fazioni e’ assolutamente certo che il “fattore X” rappresenti il bene assoluto, e che a questo bene si possa sacrificare qualsiasi cosa, persino la vita. Vediamo i sintomi di questa qualita’ sui muri, quando leggiamo “La Juventus e’ una fede”.

Ovviamente, a questa classe di militanti ciechi si deve contrapporre una classe di oppositori, i quali avranno l’opinione avversa: “La Juventus e’ il male”.

Questo non basta a definire il pensiero mainstream: nel senso che occorre che i fenomeni arrivino due alla volta. Cioe’, deve esistere A e anti-A, cosi’ come B e anti-B. Nel pensiero mainstream le fazioni che si creano sono {A, anti-B} e {B, anti-A}. L’uomo mainstream, o se preferite la massa, e’ caratterizzato da un comportamento commutativo di questo genere.

Per prima cosa appare il fattore A, diciamo per esempio Allevi. Allevi riesce a conquistare il palcoscenico, e da quel momento diventa un oggetto di discussione. La massa immediatamente sente il bisogno di dividersi in due fazioni, che sono “pro-Allevi” e “anti-Allevi”. Ma non basta: farsi un’opinione e’ un’attivita’ comune a chiunque.

Quello che il pensiero mainstream aggiunge e’ che si aggiunge un altro fenomeno, che so io un altro “vero musicista”, diciamo Uto Ughi o chiunque altro (dai radiohead ai motorhead) , i quali vengono contrapposti. Cosi’, chi e’ “pro-allevi” diventera’ ANCHE “anti-Ughi” , e viceversa. Potremmo caratterizzare quindi il pensiero mainstream in questo modo:

il pensiero mainstream, ovvero il pensiero della massa, di fronte a qualsiasi fenomeno socialmente rilevante costringe ogni massa a prendere una posizione di militanza cieca o di feroce odio, procedendo poi a creare un “antiCristo” ovvero il presunto opposto al fenomeno , nei confronti del quale si schierera’ nello stesso modo, invertendo semplicemente il segno.

La seconda caratteristica del pensiero mainstream e’ la qualita’ di produrre l’ illusione di competenza. Se per esempio iniziassimo a discutere del bene e del male come concetti in se’, probabilmente otterremmo quello che gia’ abbiamo avuto: 2500 anni di filosofia morale, spesso comprensibile solo agli addetti ai lavori.

Se invece condensiamo i concetti complessi in una simbologia banale, ovvero nei simboli identitari delle due fazioni, quello che otterremo e’ che sara’ possibile a tutti distinguere “cio’ che vuole Allah” da “cio’ che Allah detesta”, che ovviamente e’ contrapposto (per la definizione di prima) ” cio’ che ama Satana” e a “cio’ che Satana odia”.

Una volta prodotti i due fattori di cui prima, il bene e l’anti-bene ed il male e l’anti-male, (1) si procede alla massificazione dei concetti mediante riduzione simbolica. Cosi’ a Berlusconi non basta essere “destra”, ma deve essere “anti-sinistra”, e alla sinistra non basta essere “sinistra” ma deve anche essere “anti-destra”. Bisogna capire che si tratti di coppie nella misura in cui il semplice essere di sinistra non viene considerato sufficiente se non sei anche anti-destra, come viene rimproverato troppo spesso a Weltroni.

Quello che la gente si aspetta e’ che PD sia {sinistra, anti-destra} e che PDL sia {destra, anti-sinistra} , mentre quello che sta facendo Weltroni per tradire il pensiero mainstream e’ di fare PD {sinistra,  – }.

Per comodita’ chiameremo “polemica” la componente anti-qualcosa e “militante” la componente pro-qualcosa.

A questo punto, la seconda caratteristica del pensiero mainstream e dell’uomo-massa e’ che

l’identita’ della fazione e’ generata molto piu’ dalla componente polemica che non dalla componente militante, che viene considerata piu’ importante, che deve essere piu’ evidente, la cui assenza (a differenza della componente militante) non viene perdonata.

Ho detto prima che questa sia una semplificazione perche’ la componente militante di una fazione e’ per forza di cose basata sulla capacita’ di costruire qualcosa , e quindi ad una competenza reale , mentre la componente polemica di esprime nelle critiche. Poiche’ ripetere a pappagallo una critica rimane utile mentre ripetere a pappagallo un programma non e’ sufficiente (perche’ occorre anche la capacita’ di attuarlo) , alla componente polemica viene affidata quella che ho  definito l’ illusione della competenza.

E’ come se l’architetto venisse definito non in base alla capacita’ di fare , ma in base alla capacita’ di criticare chi fa. L’illusione della competenza consiste nel meccanismo per il quale Sgarbi appare competente in campo artistico senza mai aver dipinto in vita sua. L’ illusione della competenza si alimenta quindi mediante la componente polemica della fazione, nella misura in cui e’ possibile criticare l’operato altrui. Perche’ questo sia possibile occorre che l’illusione di competenza sia ben alimentata: Sgarbi e’ considerato competente in materia di quadri (nonostante non abbia mai dipinto in vita sua) perche’ usa il linguaggio dell’arte, cioe’ perche’ ricopre l’illusione della competenza di un’estetica precisa.

Un’altra qualita’ esclusiva del pensiero mainstream quindi e’ quindi il “mito del critico” inteso come l’esaltazione dell’illusione della competenza:

il mito del critico si nutre della capacita’ di alimentare l’ illusione di competenza nella misura in cui la polemica verso qualcosa riesce a vestirsi dell’estetica della competenza stessa e nella misura in cui si definisce una figura autosufficiente di “critico”, autosufficiente nel senso che raffigura una persona che puo’ venir considerata competente senza mai dover mostrare qualche traccia di reale competenza: il critico d’arte che non sa dipingere, il partito d’opposizione che governa male, eccetera.

Il meccanismo economico di tale fenomeno e’ che la persona che normalmente non sarebbe ammessa a parlare di qualcosa viene gratificata dell’ illusione della competenza in cambio della militanza. Il contratto che il fan di Allevi fa e’ che “se diventi un mio fan, in cambio ti daro’ la possibilita’ di millantare la comprensione del genio”, e contemporaneamente si aggiunge un secondo contratto “se attacchi Allevi, potrai vantarti di capirne piu’ dei suoi fan”. In entrambi i casi, pura illusione di competenza.

L’ultima caratteristica tipica del pensiero mainstream e’ che per forza di cose esso si applica solo in senso astratto e mai concreto. Quello che voglio dire e’ che Sgarbi deve guardarsi bene dall’iscriversi ad un club di pittura, e che i critici di Allevi devono stare accuratamente lontani da un pianoforte.

Se infatti queste persone si dedicassero concretamente all’arte della quale praticano l’illusione della competenza, si accorgerebbero rapidamente di non avere competenze reali in materia: per questa ragione l’insieme dei fattori sui quali il pensiero mainstream si divide in fazioni come descritto sopra appartiene ad una classe precisa: la classe delle attivita’ nella quale nessuno dei militanti sara’ mai tenuto a misurarsi.

La caratteristica specialistica del pensiero mainstream, o del pensiero della massa, in aggiunta a quanto detto sopra e’ quella di ricercare esplicitamente tutti quei temi sui quali non si dovra’ mai mostrare la propria capacita’. Questo significa essenzialmente che si discutera’ animatamente (ed usando i termini tecnici di chi costruisce ponti ogni giorno) a riguardo del ponte sullo stretto di Messina (2), diventera’ assai  difficile discutere di qualche attivita’ quotidiana alla portata di tutti: il pensiero mainstream si terra’ saggiamente lontano da ogni attivita’ per la quale sia richiesto di mostrare abilita’: non ho mai  incontrato persone critiche verso Microsoft come lo sono quei personaggi che vedete sui forum a chiedere “che cos’e’ la directory /dev ? La posso cancellare?” . Potete stare tranquilli che costoro sapranno discutere di Microsoft contro Linux per giorni, tranne nel momento in cui gli si chiede di usare “vi”.

Bisogna stare attenti, perche’ questo non significa che il pensatore mainstream non produca delle proposte: il pensatore mainstream, l’uomo della massa, ha le migliori proposte del mondo, cosi’ come il partito all’opposizione ha le migliori idee. E cosi’ come i partiti di opposizione, cerchera’ di spostare ogni discussione sul piano degli ideali e dei concetti, ma non solo: egli avra’ delle proposte valide solo nel caso in cui NON sara’ chiamato a metterle in atto.

E questa e’ un’altra  qualita’ del pensiero mainstream:

il pensiero mainstream, in aggiunta a quanto sopra, si esprime solo nella condizione in cui non puo’ venir chiesta alcuna dimostrazione di abilita’ , ovvero su temi generali, nelle discussioni sul metodo, nella critica ad affermazioni altrui, nelle proposte che si presume debbano venir realizzate da altri non meglio precisati.

Il partito politico mainstream ha le migliori PROPOSTE e le migliori IDEE, fa le critiche piu’ feroci e discute molto bene il metodo usato da altri come   la tecnica usata da altri. Nell’illusione di competenza esso riesce a realizzare il sogno irrealizzato, che e’ l’ultima caratteristica tipica del pensiero mainstream:

il pensiero mainstream si manifesta sempre come sogno irrealizzato,  come il pensiero che, se fosse adottato correttamente, realizzerebbe ogni bene senza ombra di dubbio, con la sola clausola che misteriose e mai precisate forze impediscono che esso venga realizzato. Senza ovviamente mai sospettare che , se esso non viene realizzato, e’ perche’ venendo formulato da persone incompetenti esso non ha alcuna possibile fattibilita’.

Questo e’ un breve riassunto del pensiero di massa, o pensiero mainstream, nei suoi tratti caratteristici:

  • l’irreggimentazione bipolare
  • il dominio della polemica
  • l’illusione di competenza
  • il mito del critico
  • l’improduttivita’  per definizione
  • il sogno irrealizzato.

cosi’, giusto per dare qualche arma in piu’  a chi voglia tenersene fuori.

Uriel

(1) Faccio notare come esse non coincidano,se non temporaneamente: essi sono “i campioni” che devono necessariamente essere due enti distinti. Quando gioca la Juventus in campo non c’e’ l’ anti-Juventus, ma una squadra diversa. Si tratta di DUE coppie distribuite su due poli diversi, e non di due poli in se’.

(2) Non esistendo letteratura scientifica sulla durata di ponti cosi’ lunghi per periodi di tempo alti, visto che non esistono ponti molto vecchi di quelle lunghezze, di fatto la possibilita’ del ponte di durare dieci anni e’ un’ipotesi non documentata.

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