De Germania

Mi giungono diverse email che mi chiedono come sia la Germania sotto il profilo professionale, o se gli italiani siano avvantaggiati o svantaggiati, eccetera. Di fatto mi viene chiesto un giudizio globale su qualcosa come “se invadere la Germania, come e perche'”.

Dunque, iniziamo con ledomande piu’ comuni: no, non serve il tedesco. Per un semplice motivo: la conoscenza del tedesco, o la mancata conoscenza del tedesco, e’ semplicemente una scusa con la quale il tedesco ti dice “sei un negroide e non ti vogliamo in mezzo agli ariani”. Siccome non puo’ dirlo con queste parole, ti dira’ “il tuo tedesco non e’ sufficiente”.

Ovviamente la richiesta sarebbe di capire quale sia un livello sufficiente, qualcosa come fanno gli americani, ma sara’ inutile: se non vogliono darvi la promozione o non vogliono assumervi o siete donne, o altre ragioni che non possono dirvi in faccia, la scusa sara’ “il tuo tedesco non e’ sufficiente”, anche se lo parlate a livello Goethe.

Di conseguenza, basta l’inglese. Se vi vogliono vi prenderanno ugualmente, se non vi vogliono (per motivi indicibili)  il vostro tedesco sara’ insufficiente comunque, ma almeno non avete perso tempo a studiare una lingua piena di “zu”, “bau” e company.

La seconda cosa e’: come italiano, quali sono i vantaggi che ho rispetto ai tedeschi, tali per cui posso contarci o usarli come strategia per vivere meglio.

Allora, il concetto e’ molto semplice: il tedesco ha un sistema che lo trasforma in una scimmia spaziale. Per fare un esempio, ho appena terminato una riunione di training su un nuovo sistema che centralizza/automatizza un processo che prima richiedeva un certo numero di specialisti.

Adesso, un solo software a prova di scimmia dovrebbe fare tutto. Ed in effetti, se tutte le precondizioni vengono soddisfatte, lo fa. In un ambiente complesso, questo significa che fallira’ inesorabilmente ogni volta che viene richiesta intelligenza: avra’ magari implementato scimmiescamente due o tre dei casi di emergenza piu’ comuni, ma non puo’ implementarli tutti.

Cosi’, il tentativo di automatizzare l’intelligenza produce una classe di scimmie che perdono l’abitudine a ragionare, e trasforma gli specialisti di prima in persone ancora piu’ preziose, in quanto non solo devono conoscere la complessita’ del sistema ed essere capaci di immaginare la soluzione, ma si troveranno anche a dover immaginare come implementare la soluzione usando il tool che produce scimmie.

L’errore che il tedesco fa, quindi, e’ di pretendere che organizzando un insieme di scimmie si ottenga l’equivalente di un genio. La pura verita’ e’ che dopo aver trasformato 100 impiegati (che prima ragionavano) in scimmie  mediante l’automazione dei processi, avranno bisogno di altri specialisti che gestiscano sia i problemi che la complessita’ aggiuntiva del sistema.

Quello che bisogna fare, quindi, e’ andare esattamente nella direzione esatta: quando vedete i tedeschi che si affidano ad un’intelligenza automatizzata, quello che dovete fare e’ aprire la scatola e capire cosa succeda sotto l’interfaccia. Non appena l’intelligenza automatizzata fallisce, le scimmie non riusciranno a risolvere il fallimento perche’ non sono piu’ abituate a pensare e peraltro non sanno cosa ci sia sotto il sistema di gestione.

L’errore che fanno gli italiani appena vengono qui, stressati dall’eccesso di improvvisazione italiano, e specialmente (spesso) alla ricerca del posto fisso che in Italia non esiste piu’, e’ quello di infilarsi dritti dritti nel processo scimmificatore del “sistema che pensa per te“.

Cosi’, il problema quando ci si presenta ad un manager tedesco e’ quello di dire “sono Wolf, risolvo problemi”. Ilmanager tedesco ha sempre lo stesso problema: la sua scimmia e’ una scimmia perfetta, ma ha bisogno di venire gestita in continuazione. I punti di vantaggio, a quel punto, sono:

  1. Io tendo a diventare autonomo, il che significa che entro limiti concordati non ho bisogno che tu decida per me.
  2. Se io ti dico che conosco A, B, C, significa che conosco meno bene (ma ne ho idea) D, E, F. Cioe’, non ti diro’ mai “questo non e’ il mio lavoro” ogni volta che nel lavoro c’e’ UN solo elemento che non conosco.
  1. Se io ti dico che conosco A, B, C, significa che quando mi trovo ABCD andro’ a studiare D e me ne occupero’ comunque, anziche’ lasciar perdere perche’ conosco ABC ma non D.
  1. So , voglio sapere e voglio tenere in considerazione cio’ che avviene nell’ufficio a fianco, in modo da avere una visione di insieme.

Detto questo, il  tedesco pensa che non sia possibile (i tedeschi non lo fanno quindi non e’ possibile) ed a quel punto vi mette alla prova: se fate effettivamente questo, si innamora di voi.

In definitiva, quindi, il sistema tedesco vi tenta immediatamente: vi dice “ehi, qui non hai bisogno di scrutare l’orizzonte, perche’ se c’e’ una tempesta ci penso io a salvarti. E non hai bisogno di chiederti “what if”, perche’ ogni possibile sviluppo e’ gia’ previsto. Smetti di pensare e fidati”.

La maggior parte della popolazione (anche degli italiani) accetta questa seduzione e diventa una scimmia.Se non lo fate, continuare a guardare l’orizzonte e cercate di immaginare cosa succede domani se oggi fate la tal cosa, diventerete il capo delle scimmie. Le scimmie non vi odieranno, perche’ gli apparirete come un pezzo di quel sistema che assicura loro di poter vivere senza pensare.

Direte: perche’ e’ cosi’ importante non essere una scimmia? Dopotutto il 90% dei tedeschi e’ una scimmia che fa le stesse cose da tutta la vita, e vive felice. Il problema e’ che il sistema tedesco e’ equalitarista da un certo livello in su. Uno straniero ricco, o un manager straniero, o un architetto di sistema straniero, sono esattamente identici a un ricco tedesco, un manager tedesco, un architetto di sistemi straniero.

Se invece scendiamo di livello, cioe’ a livello scimmia, c’e’ differenza tra scimmie tedesche e scimmie straniere: e’ come se ci fosse una sola parola per dire “manager”, mentre per lo spazzino possiamo usare “operatore ecologico” (se tedesco), “spazzino” (se straniero). Cosi’, se rimanete tra le scimmie, siete delle scimmie italiane. Se diventate architetti di sistema, siete architetti di sistema e basta.

Il secondo punto di vantaggio e’ quello del personal networking. La media degli italiani spocchiosi non appena arriva qui per prima cosa schifa gli altri italiani , schifa l’italia e decide di “integrarsi”, diventando spesso un sostenitore del sistema tedesco ben piu’ entusiasta del tedesco medio (infatti ci sono discussioni furibonde sul sistema, come in ogni democrazia, e nessuna delle fazioni ritiene il sistema perfetto quanto lo ritengono gli stranieri) .

L’errore consiste nel fatto che il network italiano vi permette di bilanciare la logica “german-only” che i tedeschi mettono in atto per tagliarvi fuori. In questo momento sono in una squadra di tutti stranieri, e siccome loro spesso parlano tedesco tra loro, io sono svantaggiato. Il problema e’ che ci sono italiani ovunque, e costruendomi una rete di amicizie posso aggirare il GAP che loro sfruttano per acquisire forza.

Mi e’ capitato di uscire con alcuni colleghi tedeschi, e la cosa che li lascia esterefatti e’ che in qualsiasi posto io sia andato, ho trovato almeno un italiano che mi ha riconosciuto , scambiato due parole, e mi ha permesso di aggirare il GAP. Cosi’, ho potuto replicare a tutte le critiche circa il fatto che gli italiani parlano un inglese peggiore (1), dicendo semplicemente “if you’re italian you don’t really need english“, cosa che li ridimensiona ad una nazione che non ha mai portato la propria lingua fuori dai propri confini.

Lo stesso vale per la capacita’ italiana di rendere “networked” qualsiasi cosa: i tedeschi non capiscono il “a buon rendere”, perche’ ragionano in termini di servizio dovuto o meno. Ovviamente, poiche’ loro approfitteranno del vantaggio di giocare in casa, per prima cosa costruitevi una rete di amicizie italiane che vi permetta di scambiarvi favori, in modo da rendere chiaro che esiste l’ “italian channel” che vi rende stranamente onnipotenti (dal loro punto di vista).

Con questo mi direte che sto partendo da un’ipotesi di ostilita’, ovvero che parlo come se la persona si trovasse in un ambiente ostile. Bisogna stare attento a questo fatto, perche’ il tedesco ha sviluppato un metodo molto equalitarista di gestire la differenza: se da un lato tutti obbediranno a regole che vi danno gli stessi diritti sul piano materiale , la societa’ tedesca si appresta ad incistarvi per trattenervi.

Se aprite un elenco del telefono a Londra, a Dublino, in  USA, e andate a prendere le pagine “business” per leggere avvocati, ingegneri, medici, e altre professioni di alto livello sociale, ci troverete un numero ragionevole di cognomi italiani. Probabilmente le persone in questione NON sono piu’ italiane in nulla, e questo significa che si sono integrate.

Se lo fate in Germania, avrete la sorpresa di vedere una delle nazioni piu’ oggetto di immigrazione italiana ove gli italiani sono MENO presenti nelle professioni “ricche”. Questo e’ dovuto alla presenza, in Germania, di un certo numero di linee invisibili, che fanno si’ che voi siate comunque stranieri.

Ovviamente, queste linee agiscono molto bene sui deboli e molto meglio sui forti, cosi’ se venite qui a fare gli architetti di sistema probabilmente nessuna di queste linee funziona, e tutti vi appariranno molto gentili. Se pero’ venite qui a fare gli operai, scoprirete che queste linee funzionano benissimo, e verrete confinati in una gabbia sociale e culturale, che da un lato e’ una gabbia molto dorata (il che vi toglie possibilita’ di lamentarvene) ma dall’altro significa che in 3 generazioni di immigrati non vedete nomi come Minnelli, Sinatra, Giuliani, e neanche sull’elenco telefonico troverete nomi italiani in certe “zone socioeconomiche”.

Quello che voglio dire e’ che esiste un GAP molto forte. E’ un GAP gentile perche’ non e’ ufficiale, ed e’ un GAP che molti immigrati accettano in cambio delle migliori condizioni di vita.  Se pero’ volete competere, avete una sola scelta, e non e’ quella di diventare tedeschi: e’ quella di rimanere italiani laddove conviene.

O, se volete riassumere, voi potete scegliere, di fronte ad ogni problema, di seguire la “italian way” ed usare il vostro bagaglio italiano (flessibilita’, ampia visione, thinking of of the box, revenue networking , system hacking) oppure (quando vi fa comodo) usare lo strumento tedesco.

Loro, invece, possono solo essere tedeschi.

Uriel

(1) Falso. Semplicemente i tedeschi non sentono il proprio accento, e sentono quello italiano. Il tedesco medio parla inglese dicendo VEEN, VAAT, VVONDERFUL, perche’ loro leggono la W come V, e non nel modo che Sua Maesta’ britannica vorrebbe. Cosi’ come  non si accorgono delle loro  “A” lunghissime, della loro R che taglia alberi, eccetera.

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