Tavola periodica degli elementi umani.

Nella visione italiana del potere spesso si tende ad automatizzare i meccanismi sociali e politici senza chiedersi se per caso contino anche le qualita’ umane nella storia di potere del singolo. Tutto viene trattato come se fosse unicamente una prasseologia politica a portare le persone al potere, e chiunque si fosse trovato nelle medesime condizioni di partenza avrebbe potuto fare lo stesso. Un esempio spiccio e’ quando dicono che Berlusconi sia Berlusconi perche’ aveva iniziato con le TV e conosceva Craxi. Ma di gente con due soldi da investire e conoscenze in politica ce n’e’ anche a sinistra: come mai non esistono le TV di sinistra? Manca un preciso elemento umano.

In generale, quindi, occorre considerare l’elemento umano prima di attribuire esclusivamente alle condizioni di contorno la storia di successo di qualcuno. E per fare questo, nella vita quotidiana(1), occorre riuscire a determinare con una certa sicurezza chi si ha di fronte.

Iniziamo con l’elemento piu’ abusato, diciamo: l’elemento alfa.

Tutti siamo portati a vedere l’elemento alfa come colui che sta in mezzo al gruppo a comandarlo. Nella nostra visione l’elemento alfa ha la caratteristica di essere tra la sua gente, distribuire compiti, verificare che siano portati a termine, punire chi non li porta a termine, spronare chi lavora.

Niente di piu’ sbagliato. L’elemento alfa del branco e’ caratterizzato da due messaggi:

  1. Io non ho bisogno di voi e potrei farcela anche da solo.
  2. Voi avete dei vantaggi nella mia adesione al gruppo.

La prima caratteristica dell’elemento alfa, cioe’, e’ quella di assomigliare ad un altro elemento, che e’ il solitario. (ne parleremo dopo, perche’ questa somiglianza produce guai) . L’elemento alfa se ne sta da solo: anche se, piu’ che vivere da solo, vive LONTANO dal resto del branco.La differenza tra distanza e solitudine fa la differenza tra elementi alfa e cani sciolti.Il cane sciolto e’ solitario, l’alfa e’ soltanto distante. Ma chi pensa ad un capo che stia tra la sua gente si sbaglia di grosso.  Cosi’ come sbaglia chi pensa che l’elemento alfa abbia lottato molto per raggiungere il suo obiettivo , dove per lottato intendo dire “con altri contendenti”. No, quelli sono i secondi.

L’elemento alfa costruisce da solo la propria carriera. Si scontra il meno possibile e tende, anzi , a stare da solo. LE alleanze le coltiva in segreto: per la semplice ragione che se dovesse mostrare di aver bisogno di qualcuno, verrebbe meno il suo ruolo di alfa: non ha bisogno degli altri, questo e’ il messaggio di base del suo essere. L’elemento alfa se ne sta da solo, difficilmente incontra gli altri in pubblico, e se (come e’ necessario fare) deve incontrare i suoi secondi lo fa in privato.

Nella politica italiana abbiamo avuto, di recente , due elementi alfa. Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Entrambi sono scesi dicendo che il paese aveva bisogno di loro in politica (chi per una ragione chi per l’altra), e affermano che loro avrebbero potuto fare altro. Prodi se n’e’ andato sbattendo la porta proprio dichiarando che a lui di certo non mancavano le occasioni. Berlusconi dal canto suo sostiene in continuazione di non aver bisogno della politica essendo molto ricco, e non vanta le sue alleanze, si limita a ribadirle. Entrambi si sono sempre guardati bene dall’apparire circondati dagli alleati , e le poche volte che c’e’ stata un’alleanza basata sul gruppo, Berlusconi ha perso. Solo in quell’occasione Berlusconi si fece fotografare con Fini e Bossi. Ma cosi’, perse il suo status di elemento alfa: se hai bisogno degli altri non sei un alfa.E perse.

Su questo c’e’ poco da fare, si tratta di cose che gli elementi alfa hanno nel sangue . Si comporteranno sempre cosi’, vinceranno sempre e solo se sono da soli sul palco, il loro messaggio e’ un continuo ribadire che vivrebbero bene anche senza fare il capo. E sono elementi alfa maggiormente lo dimostrano: piu’ Berlusconi e’ ricco piu’ potra’ affermare di non aver bisogno della politica(2), e sara’ credibile come elemento alfa

Su questo credo poco alle cazzate sull’educazione ricevuta: se sei di quel tipo di elemento umano, sarai quello e reagirai nello stesso modo finche’ sarai vivo. L’elemento alfa si costruisce attorno un orticello ricchissimo, inizia a snobbare gli altri e a dire che non ha bisogno di loro (prova ne sia il loro orticello) , e gli altri, sempre per costituzione, gli riconoscono la guida. Non c’e’ un cazzo da fare, e’ una cosa che ogni specie ha stampata a fuoco. Possiamo inventare la democrazia, uguaglianza fratellanza liberta’, ma gli alfa rimangono alfa.

Ovviamente puo’ cambiare lo stile dell’alfa , (Prodi e Berlusconi sono un esempio) , ma il succo rimane quello. Chi si illude di riconoscere l’elemento alfa perche’ da’ ordini si sbaglia di grosso, l’elemento alfa al massimo fa sapere come la pensa. Qualche zelante secondo, o i suoi peones, faranno il resto. Anche nel fatto di non necessitare di coazione si riconosce l’elemento alfa dagli altri. I peons e i secondi VOGLIONO essere come lui, avere le cose che ha lui, fare quello che LUI trova giusto.

Se volete riconoscere l’elemento alfa dagli altri, dovete cercare proprio questo:

  1. Vive in una posizione invidiabile.
  2. Se ne sta da solo in pubblico, e se incontra altri lo fa in privato quando puo’.
  3. Non da’ mai ordini diretti, tantomeno in pubblico, se non in momenti di crisi. L’ordinaria amministrazione sembra non interessarlo.

Questi sono i tre elementi costitutivi della carriera dell’elemento alfa ed e’ con questo atteggiamento che si costruisce la sua carriera. Non appena si e’ costruito la sua bella casetta sbrilluccicante, le sue qualita’ vengono riconosciute dal cosiddetto “secondo”. Il secondo ha queste caratteristiche:

  1. E’ un codardo. Per cui obbedisce all’elemento alfa. Ma si batte coi peones, suoi subordinati.
  2. E’ privo di idee proprie, ma intuisce benissimo quelle degli altri.
  3. E’ estremamente autoritario e presente, spesso vessatorio.

Parte del meccanismo di successo degli elementi alfa proviene dai propri secondi. Il secondo e’ uno che vince gli scontri tra i peones tenendoli a bada , (si batte con una frequenza enorme e ribadisce il suo potere in continuazione, e’ quasi sempre un discreto combattente)  e riconosce immediatamente di poterli anche comandare, ma non sa dove portarli. Gli manca la visione. Istintivamente sa che senza un vero alfa a comandarlo la sua carriera finirebbe in fretta. Quando vede che l’alfa e’ uno capace di costruirsi una bella casetta sbrilluccicante da solo, per prima cosa gli si sottomette. Se ha la fortuna di non aver trovato un solitario (ne parlo dopo, ripeto) e di averlo scambiato per un elemento alfa, il secondo diventa immediatamente funzionale all’elemento alfa. E’ nel suo dna. Non e’ un “leccaculo” come lo dipingono i peones, e’ semplicemente nato per questo.

E’ quello che nelle piantagioni di schiavi negri teneva la frusta: scambiarlo per il padrone della piantagione e’ tipicamente italiano, perche’ in Italia si confonde il potere con la vessazione. E non e’ neanche uno sbirro, lo sbirro e’ semplicemente un peone che ha avuto il potere di un secondo.

Questo e’ l’elemento che piu’ spesso in Italia si scambia per un capo. Sia chiaro, non ho nulla contro i secondi: in Marina il comandante in seconda e’ una figura essenziale.Senza di lui, va tutto a puttane. Ma attenzione: il secondo puo’ sapere come andarci, ma non sa dove andare. Quello lo sa l’alfa. Quando un secondo sfida l’alfa, ottiene solo un disastro, perche’ non puo’ prendere il suo posto. Quando i secondi abbattono l’alfa, il branco si scioglie a meno che non arrivi un altro alfa. Nessuna eredita’. L’ulivo e’ un esempio di branco sciolto perche’ i secondi hanno abbattuto l’alfa, che era Prodi.

Il secondo fattore che porta l’alfa al successo sono i peones. Sono personaggi che si trovano nella scala piu’ bassa della gearchia umana, e non sanno ne’ dove andare ne’ come andarci. Hanno bisogno di un alfa che gli dica dove andare, e di un secondo che gli dica come farlo. In generale, il peones si riconosce da tre caratteristiche:

  1. Fa branco con dei gregari, di solito  contro altri peones.
  2. Si batte per posizioni di potere illusorie e narcisistiche, di dimensione reale minima.
  3. Tenta in continuazione di spodestare il secondo, ma adora l’alfa come un dio.

Quando il peones incontra l’alfa, nota che ha la sua casetta sbrilluccicante, e si accorge che non sa nemmeno come dovrebbe essere una casa. Quindi, nota che innanzitutto gli serve l’alfa per sapere come sia fatta la casa del successo. E’ attratto istintivamente dall’alfa per i contenuti. Ma si rende conto anche di non sapere come fare. E quindi cerca il secondo : e’ attratto dal secondo perche’ sa come fare.

Il peone,insomma, e’ attratto dall’alfa per la visione e dal secondo per le tecniche. Il problema e’ che le tecniche possono venire apprese, e a quel punto il peone attacchera’ il secondo cercando di spodestarlo.  Di solito non attacca l’alfa perche’ si sente inferiore alla sua visione che non si puo’ imparare. Quando sfida l’alfa  normalmente e’ un disastro patetico perche’ viene eliminato dai suoi stessi amici peones o dal secondo. In compenso anche il peone  e’ narcisista, quindi ribadisce di continuo il suo immaginario potere. Il piccolo burocrate e’ un  peone.

Per questo il secondo combatte in continuazione coi peones: troppo narcisismo da entrambe le parti. Ma almeno il secondo ha una posizione ufficiale, mentre la posizione del peone e’ immaginaria. (Il che rende snervante il peone, che si offende quando urtate uno dei suoi pazzeschi sogni di grandezza, compiendo qualche gesto senza immaginare la contorta perversione dialettica con la quale il peone si illude di essere qualcuno, per non dire che non potrete mai sospettare il nevrotico valore che il peone assegnera’ al vostro gesto, nel suo universo di allucinazioni.)

Un esempio di “secondi” sono Weltroni, D’Alema, Fini,  Bossi.

Tutti sono ottimi organizzatori, figure preziose, se solo c’e’ un capo sopra di loro. Essi mancano della caratteristica principale che li distingue dall’alfa, cioe’ il coraggio e la visione. L’alfa sa esattamente che tipo di casa sbrilluccicosa vuole per affascinare gli altri. I secondi sanno come costruirla, ma non avrebbero saputo inventarla.

Inoltre, come ho gia’ detto, i secondi sono codardi, e non si battono MAI per il posto di alfa. Weltroni ha cercato di costruirsi un’immagine di alfa dicendo che non si sarebbe alleato con altri, ma non essendo un alfa nei cromosomi ha poi vantato l’unita’ del team , si e’ fatto abbondantemente fotografare con gli alleati , ha costruito la sua immagine come quello che voleva piacere a confindustria, che aveva i suoi candidati operai (gli ex operai Thyssen), che soddisfaceva le richieste della base. Patetica puttanata, l’elemento alfa non soddisfa le richieste della base, soddisfa le sue. E siccome e’ strafigo e vive in una casa sbrilluccicosa, tutti vogliono essere come lui e vogliono  quel che vuole lui. Punto.(3) L’alfa INDICA la strada, e tutti sono d’accordo perche’ la sua strada e’ figa un sacco. Il solo fatto che ci sia una base scontenta e critica dice che manchi l’alfa al gruppo.

In pratica, weltroni era un secondo che si sforzava (forse consigliato da qualche agenzia di marketing) di imitare gli alfa. Lo stesso dicasi per Fini (delfino di Almirante e poi di Berlusconi) , per D’Alema (che e’ il migliore da sempre ma non sale mai sul ring, da buon secondo: il secondo e’ principalmente codardo). Idem per Bossi, che stava portando la Lega alla scomparsa finche’ non si e’ aggregato daccapo con Berlusconi, che e’ un alfa. Anche se Bossi ha un passato da solitario. (Bossi e’ una figura strana, diciamo, un solitario riciclato come secondo, che si spaccia per alfa ai suoi peones.  Per questo e’ pericoloso e instabile : a volte agisce come alfa, altre come secondo, piu’ spesso come solitario.In compenso ha degli ottimi secondi.)

Questi che ho menzionato (Fini, Weltroni, D’Alema, Bossi ), sono dei secondi. Per certi versi degli ottimi secondi, ma non possono essere niente di piu’. Sarebbero preziosi se avessero un capo, e sono preziosi solo finche’ ce l’hanno. Puoi assumere tutti i consiglieri che vuoi, ma essere un alfa e’ una questione di dna. O lo sei, o no. Non puoi fingere. Se sei un fottuto alfa, non ci puoi fare niente. E se sei un secondo, o un peones, non ci puoi fare un cazzo uguale.

C’e’ infine l’ultimo elemento, che ne passa di tutti i colori perche’ viene scambiato per l’alfa. Ed e’ il solitario.

Il solitario ha la sfortuna di dare un messaggio simile a quello dell’alfa:

  1. Potrei farcela anche da solo. Anzi, VOGLIO farcela da solo.
  2. Quelli che non mi rompono i coglioni possono starmi vicino, e mi fa anche piacere.

Il primo messaggio e’ simile a quello dell’alfa, perche’ di fatto sancisce la solitudine dell’elemento e la sua determinazione a costruirsi da solo una casetta, sbrilluccicante o meno. In realta’ l’alfa e’ solo distante, mentre il solitario e’ solo; si tratta pero’ di una differenza difficile da percepire per i piu’. Diciamo che l’alfa lo senti dietro le spalle quando la porta dell’ufficio e’ aperta, il solitario no.LA distanza non impedisce di essere presenti in qualche modo, la solitudine si’.

La differenza pesante sta nel secondo paradigma: laddove l’elemento alfa dice che il branco ci guadagna ad averlo dentro, il solitario non offre niente se non uno scambio, do ut des. E si circonda solo di persone che non richiedano di guadagnarci nulla di particolare.

E’ vero che a volte attorno ai solitari si formano dei gruppi, ma sono gruppi molto diversi da quelli che si formano attorno all’elemento alfa. Attorno all’elemento alfa si formano gruppi utilitaristici, come quello del lupo: si caccia insieme, ci si guadagna piu’ pappa nello stare insieme, la ragione della gerarchia e’ utilitaristica. Il gruppo che si crea attorno al solitario e’ piu’ simile alla banda di gatti: non cacciano insieme, non hanno alcuna utilita’ nello stare insieme, se non il fatto che giocano e gli piace.

Fin qui andrebbe tutto bene.

Solo che il solitario viene scambiato per un elemento alfa. E lo so bene, perche’ sono un solitario. E so che il mio essere viene preso come un sfida dall’elemento alfa.

In genere, il mio rapporto con l’elemento alfa e questo balletto qui:

  1. Uriel se ne sta per i cazzi suoi a fare le sue cose.
  2. L’elemento alfa si sente sfidato dalla sua solitudine. Fa un passo avanti nel territorio di Uriel e lo maltratta un pochino, ma non troppo.
  3. Uriel lo lascia fare, chiarendo di non essere un elemento alfa.

Ci sono due tipi di finale. Il primo e’ che il capo e’ intelligente, capisce che Uriel non intende far nulla per insidiare la sua posizione, capisce che in fondo puo’ essergli utile quando vuole commerciare un favore con qualcuno fuori dalle eterne zuffe tra secondi e peones, e lo lascia in pace. In questo momento vivo con un capo del genere: ho avuto il mio orticello in affidamento,  e sinche’ funzionera’ ai secondi e’ stato passato il messaggio di  “lasciarmi in pace e fare come dico io  riguardo al mio orticello, perche’ lo mando avanti bene“. In cambio, Uriel deve riconoscere l’autorita’ dell’elemento alfa e non deve scocciare i secondi, e non deve fare il figo coi peones. Un altro vantaggio dell’elemento alfa nel riconoscere al solitario il suo ruolo “sopra le righe” e’ che gli puo’ affidare funzioni che necessitano di essere tenute fuori da giochi politici.

C’e’ poi  il capo stupido che dopo il primo passo minaccioso non capisce che deve fermarsi: stupido  perche’ il solitario e’ comunque uno che non ha necessita’ di rispettare le regole , e come tale e’ un pericolo perche’ combatte da cane sciolto. Cosi’, il risultato e’ normalmente uno scontro nel quale entrambi escono con delle ferite addosso. I buoni alfa imparano molto presto a lasciare in pace i solitari. Gli altri lo imparano molto tardi, ma lo imparano lo stesso. Il solitario non puo’ vincere contro un alfa, d’altro canto per l’alfa non c’e’ alcun premio nel batterlo. In compenso per l’alfa  c’e’ il rischio di battersi con qualcuno che non avra’ alcun riguardo della cristalleria di equilibri nella quale avviene lo scontro. Solo un capo stupido (in genere, giovane) si batte coi solitari.

Quindi, se siete dei solitari, aspettatevi che per il primo periodo l’elemento alfa vi maltratti un pochino, per capire se lo state sfidando con il vostro atteggiamento solitario quanto il suo, o se siete un normale elemento solitario. Lasciatelo fare, cosi’ capisce che non siete li’ a sfidarlo: non lo fa per male, e’ un alfa. Non e’ colpa sua, lo disegnano cosi’.

Poi iniziano i problemi. Perche’ anche il secondo pensa che stiate sfidando l’alfa, e da bravo zelante idiota vi attacca credendovi uno dei tanti peones indisciplinati. Di questa gente, se siete dei solitari, non dovete aver pieta’. Lasciate tacche nelle ossa quando colpite, distruggete ogni cosa, fate danni catastrofici nella sua squadra. Si fermera’ solo quando lo scontro arrivera’ all’attenzione dell’alfa, che imporra’ una pace. Se e’ furbo. Altrimenti, devastate la sua squadra: non potete colpire l’alfa, ma i peones sono facili da massacrare e uno stronzissimo cecchino e’ una maledizione biblica per qualsiasi alfa.

Nel frattempo, menate il secondo piu’ forte che potete, perche’ i secondi non rispettano qualcuno se non lo temono, e voi dovete farvi temere. Non siete un potentissimo lupo, siete solo “un tasso un po’ caratteriale”: non forte quanto un lupo, ma capaci di lasciare delle belle cicatrici, che vista l’inesistente posta in palio sono troppo costose. La forza del tasso e’ proprio questa: lo scontro costera’ caro comunque, ma dentro la tana del tasso non c’e’ un cazzo di niente da prendere, e i tassi non hanno tutta questa buona ciccia.

In generale, anche i bravi secondi imparano a lasciar perdere i solitari, anche se non li sopportano molto. Il secondo tiene molto al proprio potere, e’ narcisista, vuole ribadirlo e vederlo riconosciuto, e questo elemento che si fa i cazzi propri durante la sua danza da pavone quotidiana lo infastidisce. In generale, se siete dei solitari, individuate i secondi e tenetevi lontani da loro. Oppure, cercate lo scontro e fategli male, senza ragione: e’ meglio uno scontro che avviene quando volete voi, che uno scontro che arriva quando vuole lui. Il secondo deve ricordarsi di voi per qualche cicatrice che gli avete lasciato. E poi, comunque non si battono tanto volentieri, quando hanno il dubbio che non siate normali peones. Se si battono, pero’, sono avversari coriacei ed allenati.

Altri  secondi sono quelli senza elemento alfa, che per istinto ne cercano uno e vi scambiano per tali siccome state da soli : vi ronzano attorno per un sacco di tempo aspettando che “scendiate in campo”. In genere si stancano dopo un pochino, e se ne vanno a cercare un vero elemento alfa. Voi avete la visione, ma quello che li delude e’ che nella vostra visione non ci sia un posticino per loro.

Il vero problema sono i peones. Perche’ vi scambiano anche loro per un elemento alfa.(4) E immediatamente si sforzano di formare la vostra corte. Cosa che infastidisce immediatamente l’elemento alfa, col quale avevate costruito un equilibrio di rispetto con la danza di cui sopra: non dovevate disturbare la sua squadra. Quindi, consiglio: siate immediatamente scontrosi coi peones. Non siete il loro capo, e condurli alla terra promessa non spetta a voi. Sono tutti compiti che l’elemento alfa avra’ piacere di smazzarsi: mandate i peones da lui (o dal secondo) quando vi chiedono una decisione, cosi’ farete contento l’alfa, il secondo,  e  terrete lontani i peones.

L’altro problema coi peones e’ che quando vi riconoscono l’autorita’ dell’alfa, si stanno insubordinando al secondo della situazione. In pratica, nel non chiarire ai peones che non volete posizioni di potere, finirete con lo sfidare sia l’alfa che il secondo. E avrete la gerarchia intera contro. MAI farlo: se siete solitari, decidete SOLO PER VOI STESSI, e solo dopo che vi hanno affidato l’orticello da tenere in ordine.  Mai impartire ordini, e consigliate SEMPRE la gente di rivolgersi alla gerarchia ufficiale. Il solitario, se vuole sopravvivere, deve imparare ad evitare l’equivoco che lo vuole come sfidante della gerarchia esistente. I solitari hanno sempre avuto vita dura.

Esistono solitari in politica? Certo, ma si vedono poco. In genere gestiscono le casse dei partiti, i rapporti tra partiti ed enti importanti, sono ottimi ministri degli esteri (che non stanno mai nella capitale, pero’) e hanno tutti quei ruoli che devono restare fuori dalla lotta tra correnti e fazioni. Per il fatto di non essere personaggi pubblici  si fatica a riconoscerli come elementi politici, ma gestire le casse dei partiti o i rapporti tra partito e , che so io, confindustria o la magistratura, sono ruoli che vengono affidati a loro proprio per via della loro quasi estraneita’ alle lotte.

Ecco, questa e’ una buona mappa del mondo: non si puo’ sfuggire, ognuno ha i geni che ha. Se siete nati alfa, e’ inutile che sfuggiate al vostro destino, fate gli alfa e basta , rischiate quel che c’e’ da rischiare e scendete nell’arena.  Se siete dei secondi, non sarete felici come peones, ma nemmeno dovete osare di prendere il posto che spetta ad un alfa, perche’ non avete visione. Fate i secondi: cercate un buon capo e seguitelo fino in capo al mondo. Se siete peones… chevelodico a fare, passerete la vita ad azzuffarvi inutilmente per le vostre piccole miserie umane e per le vostre allucinazioni nascisiste, nemmeno voi avete scelta. Il massimo che potete fare voi peones e’ prendere una carpata di mazzate quando avrete imparato qualche tecnica e sfidate un secondo per questo, credendovi alla sua altezza. I secondi sono coriacei, e si battono di continuo, per cui non sono quasi mai dei dilettanti. E’ piu’ facile trovare un dilettante tra gli alfa, perche’ si battono poco. Ma il peone non si batte mai con l’alfa, non gli si avvicina abbastanza: la caratteristica dell’alfa e’ la distanza tra lui ed il peone.

Se siete dei solitari, benvenuti nel club: sopravviverete solo nella misura in cui griderete al mondo che non siete degli alfa e non volete diventarlo. Vestiti dimessi, lavori esclusivamente tecnici, nessun profilo politico, sfilatevi dalle riunioni e dalle occasioni di battibecco, i salotti non fanno per voi, muovetevi piu’ che potete da un gruppo all’altro.

Oppure, preparatevi alla battaglia. Da soli. E buone cicatrici.

E siete ancora fortunati che non siete donne. Loro hanno una gerarchia a due soli livelli, alfa e peones. Le solitarie sono in genere cosi’ emarginate che preferiscono vivere tra gli uomini, e le “seconde” sono il peggior nemico funzionale delle alfa perche’ sono delle peone promosse o delle aspiranti alfa. E come se non bastasse, tutte pretendono che le loro non-gerarchie siano riconosciute dai maschi. Auguri.

Uriel

(1) Capire perche’ il tuo capo sia il tuo capo e’ piu’ importante che capire perche’ Berlusconi sia Berlusconi.

(2)Nella peggiore delle ipotesi, sarebbe finito come Previti:  pena da trascorrere agli arresti domiciliari per incompatibilita’ con il regime carcerario, per via dell’eta’ . Quando hai una casa piu’ grande del Vaticano , piena di servi e mignotte, una pena appare assai difficile da percepire come tale.

(3) PAradossalmente, la sinistra avra’ un capo quando succedera’ questo:

  1. Dillo , dillo qualcosa di sinistra! Qualcosa! Una cosa! Una! Di sinistra!
  2. Patetico stronzo, IO sono la sinistra, se non ti va levati dal cazzo, non ho bisogno di te.

(4) Tempo fa andai su un progetto ove era allocato uno junior, il quale mi disse  dopo qualche ora “tu sarai il mio mentore”, con grande imbarazzo da parte mia perche’ lo disse di fronte a tutti. A parte il fatto che lo junior in questione era (ed e’) un “secondo” e questo atteggiamento da peone gli era innaturale, questo mi mise in immediato conflitto con l’alfa del posto.

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