Trivial Germania

Di Uriel Fanelli, 3 ottobre 2009

Bene, visto che oggi e’ la festa nazionale dell’unificazione, e per legge i negozi DEVONO stare chiusi, mi sono fatto un giro per la citta’ con lo spirito del turista. E devo dire che a cercarle, le cose sfiziose ci sono. Purtroppo non avevo alcuna macchina digitale con me, se non il mio fido cellulare. E poi, devo farmi perdonare per aver struprato lo sloagan della “Die Linke”, mi dicono.

Dunque, la Germania e’ una nazione che ha una storia gotica. Moltissime cose sono state distrutte dalla seconda guerra mondiale, e poi ricostruite com’erano prima. Per certi versi meglio, visto che mentre che c’erano hanno allargato le strade cittadine a 6 corsie ciascuna.

Il fatto che sia gotica vi permette di trovare delle cose sfiziose in giro, tipo questa commemorazione di un evento del  1288, (distrutto dalla guerra, e’ stato rifatto) che e’ una preghiera alla vergine, e  che secondo lo stile del tempo e’ rappresentata sotto una forma simile all danza macabra

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voi mi direte: beh, e quella roba li’ la facevano per commemorare qualcosa? Si direbbe di sì , ma questo non e’ il particolare piu’ strano.

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Insomma, da queste parti il periodo del medioevo gotico non era proprio quella cosa allegra che fu in Italia co il duomo di Milano, il Duomo di Orvieto, l’Abbazia di San Galgano, eccetera.

Un bel posticino simpatico, non mi meraviglia che ad un certo punto Lutero abbia detto basta con questo macabro delirio.

Ci sono anche cose piu’ allegre, of course, tra le curiosita’. Se girate per le parti nuove di una citta’ trovate una certa cacofonia di vetrine ed insegne al neon. Le parti piu’ “vecchie”, invece, tendono al sobrio. Cosi’ dovete girare a testa alta e guardare in alto.

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Ora, anche in Emilia Romagna esisteva una robusta tradizione di marionette e di teatrini vaganti , beh: qui c’e’ il teatro stabile delle marionette. Se volete passare un pomeriggio molto diverso dal solito, dovete solo vederlo in alto e girare dentro il portico.

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Poiche’ si tratta di cose che non si trovano in Italia, o che non si trovano piu’, un pomeriggio diverso dal solito puo’ valere la pena. Ma la cosa buffa e’ che le cose tedesche non sono le uniche che non si trovano in Italia. Ci sono anche quelle che in Italia non si trovano piu’, e che gli emigrati invece fanno ancora.

Per esempio: se escludiamo Milano, tutti voi avete (quasi) sempre mangiato un panettone compero, cioe’ un panettone industriale. Quanti di voi hanno mai assaggiato il panettone fatto col forno da fornaio secondo la ricetta originale meneghina? Beh, qui ci sono dei fornai italiani che , tra le altre cose, lo fanno.

Panettone fatto dal fornaio.

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E cosi’ potreste vivere uno strano paradosso, secondo il quale i tedeschi (che non usano tanto il panettone) quando e se hanno mangiato un panettone hanno mangiato un panettone sostanzialmente piu’ tradizionale di quello cui sono abituati quasi tutti gli italiani (a Milano ci sono ancora posti ove lo cucinano, nel resto d’Italia credo siano rari o assenti).

Infine una curiosita’:  avete mai sentito parlare di “guerrilla gardening”? Beh, in Italia la fanno i farlocchi e non si vede moltissimo. Se andate sui siti di guerrilla gardening, vedete poca roba, e troppo intrisa di ideologie per cui i luoghi colpiti devono specifictamente essere proletari, avere un senso politico, eccetera.

Anche qui c’e’ il guerrilla gardening, e lo fanno nei posti  dove mancano fiori, il che significa anche in un settore relativamente fighetto di una citta’ fighetta, vicino dove abito. Alcune aiuole sono lasciate in abbandono, per via dei tagli ai bilanci comunali dovuti alla crisi. Niente paura, ci pensano i farlokken che lottano gegen il systemen..

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Insomma, qui hanno degli strani farlocchi centrosocialati che vanno in giro a migliorare la citta’ invece che a rovinarla come da noi, e che considerano “rivoluzionario” piantare fiori. Quasi quasi mi stanno pure simpatici, anche se non capisco il senso o lo strumento di tale “lotta”.

Del resto, il rapporto che i tedeschi hanno con la natura e’ strano, visto che dentro le citta’ nei parchi pubblici vi puo’ capitare di incontrare conigli , anatre, oche, eccetera. E siccome le oche se ne vanno a spasso, vi puo’ capitare anche di vedere questo:

Tra parentesi, quelle oche/anatre/conigli sono tutte numerate/i con una fascietta sulla gamba, e se provate a toccarne una gli indigeni vi faranno di tutto e di piu’: ammesso che l’oca stessa non si incazzi. Nelle foto sembrano piccole , ma queste anatre dal becco nero non lo sono affatto.

Per oggi, passo e chiudo.

Stasera birrone in un locale metal frequentato massimamente dalla working class locale, sul Bilk.

Uriel

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