Il sorpasso.

Di Uriel Fanelli 29 ottobre 2009

Il vantaggio di vegliare una biNba che dorme e’ che puoi leggere quel che ti pare. E se ti stanchi di leggere, puoi farti un giretto per internet. Cosi’, sono riuscito a trovare dei dati di sintesi, dati che cercavo. A quanto pare, il 2008 e’ stato un anno importante per l’economia mondiale, e non solo per il credit crunch. E’ stato una data storica per un altro motivo,  un evento economico che non si verificava dal dopoguerra.

Stando alla fondazione per Euromed, il volume di scambi commerciali nel mediterraneo nel 2008 ha raggiunto i 280 miliardi di euro. Voi direte: embeh? Beh, stando allo stesso bilancio degli scambi commerciali della federazione russa, gli scambi tra UE e Russia sono stati di circa 278 miliardi di euro.

tale volume di scambi e’ cresciuto del 6% nell’area mediterranea, insieme al PIL medio (insomma , oltre alla Cina c’e’ un’altra area del mondo che cresce molto) , e del 14% nei confronti della Russia, nonostante la crisi.

Bene. Adesso preparatevi alla botta: il commercio nordatlantico, cioe’ tra Europa e USA/Canada, scende nella dimensione degli scambi fino a  380 miliardi di euro.

In pratica, e’ avvenuto un sorpasso storico: per la prima volta dal dopoguerra, il volume di affari in direzion nordovers scende sotto il volume di traffici verso il sud-est.

Se andiamo a calcolare il PIL, il Mediterraneo continua a crescere ad un ritmo medio del 5-6% ormai dal 2000, mentre il pil delle due sponde dell’ Atlantico cresce di un volume piuttosto ridotto.(1)

Insomma, i tre mari che crescono sono il Pacifico (perche’ cresce l’asia)  , il mediterraneo (per via della crescita nordafricana) e l’atlantico del sud  (per via dell’aumento di scambi tra america latina e africa).

Il mondo nordtlantico, cioe’, sta diventanto sempre piu’ marginale sia per i paesi dell’ “arco latino” (Spagna, Francia, Italia) sia per quello dell’arco adriatico (paesi balcanici/ex jugoslavia e grecia) e per l’asse tedesco (Germania e satelliti). Certo, non sono ancora irrilevanti perche’ gestiscono sempre il 40% del traffico commerciale; non sono piu’ il partner principale.

Quali sono gli impatti sull’italia?

Del traffico mediterraneo, l’ Italia “cattura” circa 62 miliardi di euro, distribuiti tra tutte le regioni con accesso al mare. Se ci limitiamo al commercio carrier, una delle prime regioni a guidare tale commercio e’ la Campania, con circa 370 milioni di eurodi traffico, anche se la regione veneto guida la classifica con circa 700. A decrescere Emilia, Liguria, Puglia, Sicilia.

Ovviamente, i mitteleuropei ci mettono del buzzo buono per mettere i bastoni tra le ruote alla cosa, e hanno deciso di far dichiarare alla UE che “non siamo ancora pronti” a mandare avanti l’euromed, alleggerendo le barriere commerciali. Cosa stupida,  che ha spinto i singoli stati a far da soli, favorendo quelli geograficamente piu’ vicini, che hanno stipulato accordi singoli, e persino le regioni, con in testa sempre la Campania che ha realizzato accordi col Marocco, l’ Egitto, la Turchia a l’ Algeria.

Ora, ci sono diverse domande che vorrei fare ai nostri “giornalisti” economici.

  1. Perche’ nessuno informa il pubblico (e quindi le PMI) che senza bisogno di andare in CINA c’e’,a pochi KM da noi, un’area il cui PIL cresce fino al 6% annuo?
  2. Perche’ nessuno informa il pubblico del fatto che la tratta nordatlantica sia stata superata in volume commerciale, e si avvia  ad un lento declino per questa ragione?
  3. Perche’ tutti continuano a parlare degli scambi con l’ Est come se si limitassero al gas e all’energia, quando ormai la federazione russa (che NON e’ tutto l’ “est”) scambia una quantita’ enorme di merci?

La mia impressione, viste quelle cifre, e’ che qualcuno sia in declino. Che l’asse nordoccidentale sia in declino.  E che tutte le “crisi” ed i “cali” siano dovuti anche a questo: mano a mano che la loro importanza economica declina, anche il loro potere di ricatto declina. Ad oggi, una rottura dei rapporti con gli USA peserebbe “soltanto” il 40% della bilancia commerciale europea. Se pensate che nel 1965 ne pesava quasi il 75% , capite che il potere di ricatto e’ molto diverso.

Non deve stupire, quindi, un “occidente” la cui finanza passa dalla stagnazione alla crisi, e dalla speculazione alla crisi: i flussi economici piu’ importanti stanno abbandonando l’asse nordatlantico e si stanno stabilendo verso sud e verso est.

Come ho detto prima, in seguito al ditirambo europeo che ha detto “no, non siamo pronti per euromed nel 2010” le nazioni si sono fatte avanti singolarmente, e hanno stabilito propri accordi. Questo ha fatto incazzare i grandi manovratori non poco, perche’ si sono accorti che nel tentativo di affamare qualcuno gli hanno lasciato la torta intera. Il principale artefice di accordi nell’area e’ stato Berlusconi, che ha aumentato in un anno il commercio via Libia (verso l’africa) di 5 miliardi di euro, e ha concluso nuovi accordi sia con le repubbliche ex sovietiche che con l’ Egitto.

Non mi stupisce che sia particolarmente inviso, onestamente, proprio ai brits, che con questo ridimensionamento dell’importanza atlantica ci stanno rimettendo. La Merkel non ha alcuna intenzione di riturarsi dalla corsa verso est, anche perche’ la crescita polacca e’ fonte di business per le aziende tedesche, e attenua i disagi della vecchia Germania est. Solo che quella volta che il Sun oso’ fotografare con un teleobiettivo la cancelliera ci fu un incidente diplomatico gravissimo e furono chiusi alcuni consolati isolani, e i brits passarono i due mesi successivi a scusarsi e pubblicare agiografie della signora tedesca.(2)

In generale, non mi aspetto che il progetto euromed possa venire procrastinato ancora con delle scuse: i singoli paesi hanno mostrato di poter e di voler muoversi da soli in quella direzione, e un ulteriore ritardo poterebbe altre iniziative che beneficerebbero i paesi che danno sul mediterraneo, a scapito degli altri.

Ma l’evento epocale e’ questo. Nessuno ne ha parlato. Nessun giornale ne ha accennato. Nessuna televisione lo ha detto. Ma il commercio dell’area nordatlantica e’ stato superato in volume. Non succedeva dal 1945. Per la prima volta dal dopoguerra, gli USA non sono piu’ il nostro partner commerciale piu’ potente, e di conseguenza gli UK non sono piu’ il partner piu’ indispensabile, non sono piu il ponte indispensabile verso gli USA.

….dice nulla?

Uriel

(1) Gli usa calcolano diversamente il proprio PIL. Se lo calcolassero come noi, si aggirerebbero intorno al 1.8% quando dichiarano il 4.5%.

(2) Una cosa che ha messo a dura prova il mio fairplay e’ che “fedele” si dice “treue”, e si pronuncia “troie”, col risultato che la donna , ostinata e fedele alla propria linea veniva detta “stur un troie”, ed e’ stato difficile trattenersi dal ridere. Si potrebbero fare facili ironie su un posto ove le donne fedeli sono “troie”, ma questa e’ roma da Scalfari.

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