Signora, fuori il porto d’armi.

Dopo il referendum sfizzero sulla possibilita’ di costruire il quinto minareto della nazione , proprio vicino ad una banca col laghetto di cioccolata ove galleggiano orologi da cucu’ fabbricati con un coltellino multiuso, ha ricominciato a girare una palla che ho gia’ sentito, e che ogni volta mi lascia piu’ perplesso. In particolare, mi lascia perplesso proprio come italiano.

A quanto pare, qualche fesso africano avrebbe detto che l’arma dell’africa sono gli uteri delle donne africane, ed e’ stato prontamente ripreso dalla propaganda islamica, secondo la quale mediante l’emigrazione essi trasformeranno tutto il mondo in un paese islamico.

Ora, numericamente parlando questo e’ l’ultimo dei nostri problemi; poiche’ gli islamici sono 1,2 miliardi e al mondo ci sono 7,1 miliardi di persone, le quali a loro volta si riproducono, un simile risultato potrebbe essere raggiunto (considerando che una donna per fare figli debba avere almeno 12-13 anni) in un mondo popolato da 82 miliardi di persone. Poiche’ un mondo simile sarebbe al collasso ecologico, e’ chiaro che l’islamizzazione si fermera’ molto ma molto prima.

Ma non occorre qualcuno che pensa coi numeri per dire con assoluta certezza che l’emigrazione non serve a conquistare il mondo e a colonizzarlo: basta un italiano possibile.

Credo (a quanto dice la mia carta Miles & more) di aver percorso solo quest’anno qualcosa come 250.000 chilometri, circa 5.6 volte la lunghezza dell’equatore, e vi diro’ una cosa: MAI mi e’ successo di NON trovare italiani da qualche parte. Non so se esistano da qualche parte del mondo dei posti inesplorati; quando li esploreranno per la prima volta ci troveranno una pizzeria dal nome assurdo, tipo” la Casata Verona”, tenuto da calabresi.

In tutto il mondo ci sono comunita’ di italiani; se andate a Londra ne trovate parecchi, negli USA i nomi italiani sono ovunque, idem in Francia, Germania, Belgio, eccetera. Secondo la teoria che vuole i musulmani assimilare i luoghi ove emigrano, almeno l’Europa dovrebbe essere italiana; dovrebbe aver perso la propria identita’ e dovrebbe essere diventata una colonia, sottomessa alla cultura italiana.

Perche’ cazzo allora i tedeschi continuano a mettere il Gouda nella pizza al posto della mozzarella? E perche’ si ostinano a chiamare “Aachen” la citta’ di Acquisgrana? Per non parlare di Koln, Colonia. Koln… sentite che merda di suono.. Koln. Sembra un tratto dell’intestino. Eh? Eh? E mi spiegate perche’ diamine si ostinano a non parlare in Italiano ed a usare questa lingua assurda e barbarica, adesso che emigrando in massa li abbiamo conquistati? Per non parlare della “Carbonara”, che fabbricano usando panna, uovo, prezzemolo e prosciutto cotto. Dico io, ma possibile che in Italia del nord-nord non si possa mangiare una carbonara? Che li abbiamo invasi a fare, con gli immigrati?

Scherzi a parte, la risposta alla domanda e’ che nonostante l’immigrazione di svariati milioni di italiani, e la loro riproduzione a ritmi superiori rispetto ai tedeschi, la Germania si ostina a rimanere tedesca, con tutte le loro Waffeln alle ciliegie  e il loro Apfelsaft e il loro Killepitch. Morale della storia: nessun italiano puo’ davvero credere che l’emigrazione sia uno strumento di conquista.

E se pensate che il problema stia nei numeri, beh : la popolazione argentina e’ al 30% italiana, o quasi, e non vedo una provincia italiana in Argentina, anzi, mi sembra che l’identita’ locale sia fin troppo spiccatamente … locale. Quindi no, non funziona.

Certo, dire “la nostra arma e’ l’utero delle nostre donne” e’ una frase ad effetto. Poiche’ l’umanita’ assegna all’utero femminile un valore magico , e’ chiaro che una dichiarazione simile scuote alcune fibre del nostro io. Tuttavia, il fatto che una cazzata sia suggestiva non la trasforma in una verita’ ; e l’utero delle donne come arma funziona malaccio; mai mi e’ capitato di venir rapinato da una tizia che mi puntava addosso l’utero e mi diceva “o la borsa o ti scodello quattro negri sui piedi”.

Morale: no, non funziona. Checche’ ne pensino gli idioti di tutto il mondo, con l’emigrazione non si invade un bel nulla. Non ha mai funzionato e non funzionera’ mai.

E non dovrebbe esserci il bisogno di spiegarlo a degli italiani.

La reazione dell’immigrato puo’ essere di due tipi. Il primo e’ quello di tenere a tutti i costi l’identita’ originaria. Funziona con la prima generazione. La seconda generazione si rompe le palle di vivere in un ghetto e si ribella. La terza viene assimilata.

La seconda reazione e’ quella dello choc da mancata integrazione , come nel caso di mia madre, la quale si convinse che ogni difformita’ dalla cultura locale fosse un ostacolo per l’integrazione la scalata sociale, e di conseguenza diventano piu’ locali dei locali, e spesso anche dei forsennati conservatori. I figli di queste persone (lo so) vengono normalmente obbligati a parlare solo la lingua del luogo, gli viene vietato qualsiasi dialetto (pena punizioni durissime) e vengono obbligati ad una condotta spesso migliore a quella dei locali; alle superiori avevo la mia media di nove e rotti, e non ricordo di essermi mai sentito fare un complimento a casa.

Insomma, in entrambi i casi, l’immigrato non colonizza un bel nulla. O si adegua o si isola, e i figli di chi si isola si rompono i coglioni ed escono dal ghetto. Ovviamente, dell’uscita dal ghetto noi vediamo il padre che uccide la figlia fidanzata con un italiano; non vediamo le altre dieci ragazze che hanno fatto lo stesso senza venire ammazzate. Il fatto che ci siano dei padri che uccidono le figlie e’ ovviamente l’insieme delle reazioni estreme, esse saranno pertanto una minoranza; per ogni Hina che viene uccisa per vivere all’occidentale ce ne sono dieci che fanno lo stesso e non vengono uccise, eventi come quelli di Hina (che non ritengo auspicabili, sia chiaro) mostrano come gia’ dopo UNA generazione tutta la vecchia identita’ scricchioli ed inizi a sgretolarsi. A maggior ragione nella famiglia di Hina, che era una famiglia conservatrice; immaginiamo le famiglie “normali”, ove una ragazza puo’ fare lo stesso senza prendere piu’ di un’occhiataccia quando esagera.

Lo dico perche’ all’ ONU e’ stato fatto, qualche mese fa, un discorso “strano”. Dico “strano” perche’ la Germania e’ stata accusata di aver commesso un terribile crimine contro l’umanita’, ovvero quello di “assimilazione”. Questi signori, che fino a dieci anni fa erano cosi’ certi che avrebbero invaso e islamizzato la Germania attraverso gli immigrati, oggi lamentano una quantita’ enorme di persone che si “assimilano” ai tedeschi. E accusano la Germania di “genocidio” perche’ assimilando i mussulmani (1)

Che cosa e’ successo? E’ successo che le nuove generazioni di immigrati (la Germania e’ piu’ “avanti” nel subire emigrazioni di circa due generazioni) sono ancora esteticamente musulmane, ma il comportamento di questi “musulmani” e’ tale che se tornassero in patria verrebbero lapidati in massa.

Certo, le ragazze portano il velo: ma escono da sole e se ne vanno in discoteca(2), le vedi pomiciare sulle poltrone di Starbucks, eccetera. Cosi’, il velo e’ diventato semplicemente un copricapo,  che tra l’altro fa un effetto un poco vintage, circa cosi’:

headscarf
Scialle. Ndr: l’immagine originale è irrecuperabile. Ne ho messa una presa da Wikipedia (ovvero CC o similari). E notata che la piacente fanciulla è israelita

Questa idiozia pronunciata in sede ONU mostra semplicemente quello che ho scritto: se qualcuno si illudeva di poter assimilare le culture straniere usando la migrazione come strumento, si sbagliava di grosso. Gran parte delle abitudini che fanno parte di una tradizione non sono, come si crede, imposte dal malvagio sistema di valori religiosi del luogo, ma spesso dalle esigenze materiali.

Certamente potrete rimanere fedeli a voi stessi, come hanno fatto molti italiani inGermania (peraltro, gli italiani si sono inseriti peggio dei turchi) , e il risultato sara’ che continuando a parlare italiano sarete svantaggiati nella scuola tedesca, e quindi ai margini.

Ma in ogni caso, il risultato non cambia di molto: non funziona. Non si colonizzano le nazioni usando la migrazione: si riesce a malappena a modificare un posto come Formentera, ma gia’ un posto piu’ grande come Sharm el Sheik e’ piu’ difficile da assimilare. Non funziona.

Cosi’, proprio noi italiani dovremmo bullarci di questi personaggi del terzo mondo che continuano a dire che l’emigrazione sia uno strumento per assimilare i popoli ospiti; se cosi’ fosse, tutto il mondo sarebbe Italiano. E se i musulmani sperano di islamizzare l’italia emigrandoci, beh, si facciano un giro a Nuova Iorca, che ha subito da parte degli italiani quasi 7 volte l’emigrazione che l’ italia subisce dai musulmani, ed e’ notoriamente un quartiere di Cinisello Balsamo.

Dopodiche’, avrei un colosseo da vendere. Che non e’ come l’utero delle donne africane, suppongo, ma fa la sua figura possederne uno in certi salotti.

Finisco con una domanda: dopo il 1945, l’italia ha assorbito modelli di comportamento anglosassoni molto piu’ di quanto gli USA o l’ Inghilterra abbiano acquisito modelli italiani. A Francia e Germania e’ successo, ma di meno. E guarda caso, hanno MENO immigrati in quei posti. Siete proprio certi che, dato empirico alla mano, l’emigrato porti in giro la sua cultura d’origine, e non porti invece in patria la cultura del paese d’arrivo?

No, perche’ questo spiegherebbe certe rosicate in sede ONU verso i paesi che “assimilano” gli immigrati islamici.

Ah, si: la signora qui sotto viene da un paese islamico, ma molto islamico. Non vi sentite gia’ come… assimilati?

[ndr: immagine di procacissima ed assai poco vestita fanciulla mulatta rimossa per non incappare nelle censure automagiche delle reti moderne]

Chiamate pure il capitano Picard, se volete. Tanto, resistere e’ inutile. Sarete assimilati.

Uriel

(1) Hanno una poderosa macchina sociale che interviene sin dai tempi della scuola.

(2) In genere nelle discoteche dei turchi ci si diverte di piu’ che nei bevitoi-vomitatoi dei tedeschi.


 

10 commenti:

  1. teofilatDec 3, 2009 12:43 PM

    La seconda reazione e’ quella dello choc da mancata integrazione , come nel caso di mia madre, la quale si convinse che ogni difformita’ dalla cultura locale fosse un ostacolo per l’integrazione la scalata sociale, e di conseguenza diventano piu’ locali dei locali, e spesso anche dei forsennati conservatori.

    Ho un simpatico aneddoto al riguardo: quando dovevo fare da “sorvegliante” ai bambini sullo scuolabus delle elementari, raramente mi capitava di trovare ragazzini che parlassero in dialetto, a parte qualcuno di quinta. Una dei pochi a farlo già in prima-seconda era una bambina che si chiamava Gabriella. Verso la fine dell’anno scolastico le chiesi dove sarebbe andata in vacanza, e lei mi disse, “al mare dai nonni.”
    “Ah, e dove abitano i tuoi nonni?”
    “In Croazia!” mi disse lei in tono ovvio. La mia caduta dal pero fu abbastanza spettacolare perché avrei potuto mettere la mano sul fuoco sul fatto che fosse autoctona al cento per cento. E in generale avere avuto a che fare con i bambini per un certo periodo di tempo – e all’asilo credo che il rapporto figli di immigrati/figli di locali sfiorasse il 50/50 – è stato abbastanza illuminante al riguardo. Non dico che quando questi saranno grandi tutto sarà rose e fiori e non ci sarà nessuna tensione razziale e/o di classe, però intanto, nel bene e nel male, i bambini stranieri crescono esposti allo stesso tasso di Winx e Naruto dei bambini italiani e ci giocano insieme senza farsi troppi problemi (anche se mi sembra che si ghettizzino un po’ crescendo). Vorrà pure dire qualcosa.

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  2. juni76Dec 4, 2009 12:15 AM

    i miei zii sono emigrati in australia nel 1954, e si son sposati con due italiane (una calabrese e una napoletana) che hanno conosciuto in australia… i figli, però, sono stati cresciuti con l’inglese. e mi fa strano sentire al telefono mio cugino che il 25 dicembre in italiano stentatissimo mi dice una cosa tipo “bn naddale!”… già la prima generazione è stata assimilata, in questo caso…

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  3. UrielDec 4, 2009 01:00 AM

    Quindi, secondo te uno sbarco in armi e’ una “migrazione”. Suppongo quindi che tu sappia degli immigrati che sbarcarono in Francia durante il famoso D-Day, che emigrarono fino a Berlino facendo i lavori che nessuno in Germania voleva piu’ fare.

    Per non parlare della famosa emigrazione di tedeschi in Polonia, nel 1939, con tutti questi tedeschi che varcano il confine e si mettono a vendere shrapnel porta a porta. per le vie di Varsavia.

    Per non parlare di quando i migranti si incontrano in campagna, tipo nei dintorni di Verdun, e danno luogo a giganteschi picnic.

    Eh, sti migranti che marciano con una divisa ed un fucile….

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  4. ilblogdishylockDec 4, 2009 01:07 AM

    Quelli del Mayflower avevano più pezze al culo che cannoni. Il problema è che dopo ne sono venuti altri.
    Quando i nuovi arrivati diventano più degli indigeni, fatalmente gli indigeni non sono più padroni in casa loro. E sì che i Comanches erano molto più incazzosi del padano medio del XXI secolo.
    Detto questo, non penso neanch’io che gli islamici diventeranno abbastanza da comandare in Europa; abbastanza da creare grossi problemi, come succede praticamente dappertutto dove loro sono mescolati a popolazioni di altre culture/religioni, sì.

    Rispondi

  5. UrielDec 4, 2009 01:13 AM

    Quelli del Mayflower avevano più pezze al culo che cannoni. Il problema è che dopo ne sono venuti altri.
    —–

    Che, ovviamente, erano dei migranti. Non avevano armi , e non erano li’ per colonizzare qualcuno ammazzandolo.

    —–
    Detto questo, non penso neanch’io che gli islamici diventeranno abbastanza da comandare in Europa; abbastanza da creare grossi problemi, come succede praticamente dappertutto dove loro sono mescolati a popolazioni di altre culture/religioni, sì.
    —–

    Si, perche’ i cattolici si mescolano benone con gli altri, invece. A parte un paio di continenti spopolati nelle americhe, qualche pogrom contro gli ortodossi, un paio di massacri di protestanti vari, il cattolico problemi non ne da’…… mi spiace dirtelo, ma nella classifica del genocidio, in cima, ci stanno ancora dei popoli “cristiani”.

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  6. ilblogdishylockDec 4, 2009 02:16 AM

    “Non e’ che quelli del mayflower siano andati in giro per i villaggi indiani cercando un lavoro…..”

    Magari ci hanno provato, ma nelle concerie di mocassini stavano già licenziando. Così sono andati dalla caritas locale a dire: stiamo morendo di fame, non è che vi cresce qualcosa? In mensa gli era avanzato del tacchino, che mangia oggi, mangia domani, a un certo punto stufa, così gli han fatto: toh, pezzenti dal culo pallido, mangiate questo. Pensa che se lo ricordano ancora.

    “Io invece credo che una colonizzazione sia un processo diverso dalla migrazione.”
    Anch’io, ma quello che volevo dire è che una colonizzazione non sostenuta da massicce iniezioni di popolazione, prima o poi, finisce: è solo una sostituzione temporanea di classe dirigente.
    E per imporre la propria volontà sugli indigeni non sono sempre necessarie le truppe da sbarco: per dire, in Spagna gli hanno ammazzato duecento pendolari e vedi come si sono ritirati di corsa, dall’Iraq.

    “eh, mi spiace dirtelo, ma nella classifica del genocidio, in cima, ci stanno ancora dei popoli “cristiani”.”

    Eh, ma è come con la classifica Uefa, le vecchie glorie non contano, è più significativo riferirsi agli ultimi anni. E negli ultimi secoli, in Europa, guerre di religione non se ne sono più fatte (gli italiani non hanno invaso la Croazia per quello, erano cattolici anche loro), se si eccettua l’ex Yugoslavia; ma anche lì, guarda caso, il casino grosso è successo in Bosnia, dove c’erano i mussulmani.
    E oggi come oggi, con tutta la buona volontà, non ce lo vedo Borghezio a lanciare una nuova Crociata. Nel resto del mondo, poi, direi che non c’è partita.

    Rispondi

  7. UrielDec 4, 2009 02:47 AM

    Anch’io, ma quello che volevo dire è che una colonizzazione non sostenuta da massicce iniezioni di popolazione, prima o poi, finisce: è solo una sostituzione temporanea di classe dirigente.
    —–

    Non per questo confonderei delle condizioni sufficienti con quelle necessarie. Che una colonizzazione richieda una massiccia migrazione NON implica che una massiccia migrazione sia sufficiente. E quello che sostengo e’ che NON e’ sufficiente. Occorrono anche i soldati, che pero’ non ci sono.

    —–
    E negli ultimi secoli, in Europa, guerre di religione non se ne sono più fatte (gli italiani non hanno invaso la Croazia per quello, erano cattolici anche loro)
    —–

    No, prima che ci arrivassero gli italiani c’era qualche milione di ortodossi. Solo che sono scomparsi, in dei posticini allegri come questo:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Jasenovac_concentr…

    ove si erano rifugiati perche’ gli immigrati italiani facevano casino la sera e non li lasciavano dormire…..

    Stranamente, negli “ultimi secoli” in Europa, di guerre non se ne sono fatte perche’ si facevano fuori, ma era sempre per quel caratteraccio dei cristiani di non andare d’accordo con tutti gli altri. Non e’ che il pogrom contro gli zulu in Africa o il genocidio degli ebrei o la campagna di algeria fossero proprio delle sagre di paese, eh.

    Rispondi

  8. ilblogdishylockDec 4, 2009 03:31 AM

    “Che una colonizzazione richieda una massiccia migrazione NON implica che una massiccia migrazione sia sufficiente. E quello che sostengo e’ che NON e’ sufficiente. Occorrono anche i soldati, che pero’ non ci sono.”

    Beh, soldati regolari no, ma (a parte i botti di Madrid e Londra) quella nelle banlieues è stata guerriglia urbana coi controcazzi, per esempio.
    Ma poi, perché dovresti scomodare il VII Cavalleggeri, se gli indigeni danno già quasi tutti i tepee popolari a te, per premiarti perché fai più figli di loro? E aboliscono i totem e cambiano il nome della Festa di Manitù in Festa del Raccolto per non turbare la tua sensibilità e in mensa tolgono l’alce fritto e mettono i fagioli scoreggioni per essere più accoglienti e solidali?

    In realtà, come dicevo, l’esito non è affatto scontato ma non tanto per la ‘resistenza’ dei nativi quanto perché:
    -in Europa arrivano da tutto il mondo, compresi popoli che coi mussulmani sono molto meno remissivi di noi;
    -le seconde-terze generazioni fanno già meno figli del previsto.

    “Stranamente, negli “ultimi secoli” in Europa, di guerre “non se ne sono fatte” (???)”

    Io parlavo infatti di guerre di _religione_ Nell’ex Yugoslavia sono stati regolati vecchi conti che risalivano anche a prima della II Guerra Mondiale: non a caso, quella era storicamente la linea di faglia tra l’Europa cristiana e l’impero turco.

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  9. UrielDec 5, 2009 07:53 AM

    Senti, prendo atto del fatto che non sai distinguere una migrazione da un’invasione. Il fatto che tu abbia questo problema, pero’, non puo’ diventare un programma politico.

    Rispondi

  10. derpilgerDec 6, 2009 09:06 PM

    Salve sono emigrato in baviera e faccio parte del PII (Piano di Invasione Italica).
    Sto colonizzando (in tedesco Kolnizzando) la baviera, tutto da solo. Non mi riproduco ma cazzio costantemente pizzaioli che mettono formaggione industriale sulla pizza e baristi che scrivono tutte le variazioni di Cappuccino (capuccino, cappucino, capucino, kaputschino, etc.) tranne quella giusta.

    La vittoria finale non e’ vicina ma e’ prossima! Pero’ per il momento mi accontento che Monaco di Baviera sia definita “Die noerdlichste Stadt Italiens” (La citta’ italiana piu’ a settentrione).

    Pfiad di!
    (vuol dire saluti in bavarese, non e’ uno sputo)

    Rispondi

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