Festivita’ nazionalpopolari.

Di Uriel Fanelli, December 26th, 2009

Essendomi trovato dentro una serie di doverose riunioni gastronomiche familiari, dove per famiglia si intende la famiglia adottiva  muliebre , ho dovuto nuotare per due giorni nella cultura nazionalpopolare. Come in 1984 , infatti, sembra che le famiglie nazionalpopolari siano impossibilitate a spegnere la TV, che viene lasciata accesa tutto il tempo, al solo scopo di fornire un “bias”: qualora infatti dicessero alla TV qualcosa di anche lontanamente popolare, qualche cognata/suocera improvvisamente sentirebbe il bisogno di coprire ogni suono nel raggio di 250 KM gridando al mondo che la besciamella e’ pronta.Per prima cosa bisogna definire cosa sia “nazionalpopolare”. Sul piano farmacologico, si tratta di un mix di barbiturici e blandi lassativi. Non so se avete presente la cucina dei collegi femminili delle suore.(1) Niente roba piccante (che riscalda e fa venire pensieri pruruginosi) , cipolla solo lessa (che cruda e’ troppo forte e sveglia l’istinto), patate lesse insipide (che il sapore e’ piacere e il piacere sveglia la libido) , pasta solo con un sugo cosi’ diluito da entrare nella medicina omeopatica (che troppo sugo poi fa venire delle libidini) , e cosi’ via. Dormire di noia e cagare tenero sono le parole d’ordine.Insomma, il nazionalpopolare e’ come il nazionalsocialista, solo che anziche’ la razza ariana c’e’ la sacra famiglia. Cosi’, i progammi sono “per famiglie”, espressione che in Italia si colloca nuovamente tra il blando lassativo ed il barbiturico. La TV per famiglie e’ fatta di alcuni messaggi particolarissimi.

  • Essere italiani significa essere succubi di un universo emotivo svenevole, retorico, paradialettale e finto-sentimentale. Del resto, andare al cuore del problema non e’  ”moderato”, e al di fuori della moderazione ci sono dei sentimenti reali, poco diluiti, che potrebbero portare delle vere pulsioni (e persino una nuova vitalita’) alle persone. Esse invece devono venire mantenute nella cultura “per famiglie”, una scatola ovattata ove ogni cosa giunge mitigata da un alto livello di incomprensione e di mancanza di analisi delle cause prime. Nella visione moderata delle cose, se qualcuno facendo esplodere un “dieci chili di botto di capodanno” nel mezzo di un luogo affollato ci rimette un braccio e’ un “esempio di stupidita’”, e non un bastardo criminale che andrebbe impalato sulla cima della Torre di Pisa, girato in modo che la pendenza caschi sulle emorroidi piu’ grosse.
  • Essere italiani significa vivere con uno sguardo porcino intontito da una finta abbondanza , occhio che si apre speranzoso ogni qual volta si illude -povero sciocco- di aver visto qualcosa che potrebbe dare una scossa allo spirito obeso che dorme dietro le pupille. Cosi’, magari alla TV compaiono dei colori piu’ vivaci del solito, o che so io si odono delle voci piu’ concitate del solito. Una decina di occhi si dirige immediatamente verso la TV, sperando di trovarci qualcosa che gli dia un minuto di indignazione, stupore, o qualsiasi altra emozione purche’ superi i 2db di attenuazione standard che sono lo standard di vita nazionalpopolare. E invece no, perche’ era solo la mamma di Fracchia la Belva Umena che si e’ gettata sul papa con i bigne’ al cioccolato, gridando “fiiigghhiu, fiiiigghhhiiuuuu”. Delusione totale.
  • La sessualita’ degli italiani si esercita fissando speranzosi la Dolcenera che sembrava una pubblicita’ dell’ Unicef , di quelle contro la fame, e invece si scopre che “oh, com’e’ dimagrita, o come sta bene con quella gonna”(quale gonna?) . Fortunatamente il convento ci passa le tettone di Mara Venier, ma vengono giudicate troppo sensuali per la psiche di poveri ragazzi bianco-mantovani reduci da una messa di natale . No, ci vuole proprio la Dolcenera che quando apre la bocca sembra un verme di Dune e mi e’ sembrato di vedere un poco di irritazione sulla cervice uterina, la dietro l’ugola, con una simile apertura di bocca credo che il ginecologo di Dolcenera usi una poltrona da dentista.

Insomma, tutto nella cultura nazionalpopolare e’ fatto per fornire dei piccoli, moderati sprazzi di vitalita’, ma non troppo vitali, cosicche’ non riescano a farsi strada tra il colesterolo e l’ultimo assaggio di nocino -che non mi e’ venuto tanto forte quest’anno perche’ Saddam e’ morto- che ti fa digerire. Tutto e’ fatto per generare una specie di vuoto pneumatico che ti scaraventa in una realta’ ovattata, priva di sbalzi, di scossoni, di qualsiasi cosa sia non dico eccessivo, ma almeno stimolante.Ma e’ lo stesso concetto di stimolo, ad essere maledetto: inviare un segnale piu’ forte di 2db canonici significa, per il mondo nazionalpopolare, provocare. Significa esagerare, significa “troppo”, quel “troppo” che e’ una pietra tombale su quasiasi iniziativa “e’ troppo qualcosa“, e puf, ai leoni.Appunto, una via di mezzo tra un blando lassativo e un barbiturico: questo e’ il “nazionalpopolare”.Oh, guardare la TV oggi e’ istruttivo.Erano anni che non ne vedevo. Le pubblicita’, per esempio. C’e’ uno che prende un volo Alitalia con la moglie che fa la hostess e gli chiede ogni genere di sfizio e quella dice sempre “subito, immediatamente”. Allora parla con un passeggero a fianco e gli dice che e’ sua moglie “ma a casa non e’ mica cosi’, sapesse”.Allora ti fa riflettere. L’unica volta che ho preso Alitalia fu per un progetto a Dublino, e la mia hostess era uno steward di 50 anni che sembrava Saddam Hussein. Allora mi viene il dubbio, no, che alla fine dei conti se avessi guardato dietro c’era magari un texano li’ seduto che chiedeva allo steward “ammetti di avere armi di distruzione di massa”, “certamente, signore”, “lei ha organizzato l’ 11 settembre” “ma certo, signore”, “lei costruisce una bomba atomica” , “subito , signore”. E poi il signore texano si volta verso il vicino di volo e dice “ma all’ ONU non e’ mica cosi’, sapesse”.Poi riprendi la vista, abbacinata da un water che e’ stato ripulito cosi’ tanto dalle nuove pastiglie alla varechina che la luce emessa ha sghiacciato due lune di Giove, e puf: freschezza vaginale allo stato puro. E vai, con questa qui che ha una tale freschezza vaginale che si mette a fare danza classica e svolazza con una spaccata a non so quanti metri da terra, come se la freschezza vaginale le desse una spinta al decollo. Tu sai che hanno vietato la gravidanza alle donne marines perche’ non si assentino dal servizio, e te le immagini in decollo verticale dal ponte della Saratoga, grazie alla freschezza vaginale della nuova formula nonsocche’, tutte a gambe larghe in spaccata.Una festivita’ nazionalpopolare ha alcune fasi critiche , senza le quali non ha senso.

  1. Il rimpianto. Cosi’ come gli ebrei hanno il muro del pianto ove esprimere la nostalgia e la disperazione per la Diaspora, gli italiani hanno un muro di cotechino industriale per esprimere la disperazione e la nostalgia verso i Valori® di una volta®. Cosi’ come gli ebrei piangono un regno che non hanno mai visto veramente e nel quale non sono mai stati, gli italiani piangono un periodo mai realmente esistito, nel quale in Italia c’erano i Valori. Quest’ultimo termine e’ un termine flessibile, che va dalla Tribu’ di Cannibali alla Novena Pasquale , in una nebbia culturale che confonde l’ Ombelico della Carra’ con la Verginita’ della Madonna, e in ultima analisi si potrebbe sintetizzare con il sapore del prosciutto senza conservanti di una volta® senza perdere nulla del suo significato.(2)
  2. Subito dopo l’enunciazione dei valori, la stroncatura del puttanone televisivo. Poiche’ coloro che ostentano i valori piu’ alti sono spinti dal piacere che si prova nel condannare gli altri, lo scopo dei due minuti di odio verso la modernita’ serve ad autoconcedersi la patente di purezza che serve a stroncare il puttanone televisivo. Allora, il puttanone televisivo e’ anche vestito in maniera sobria, dal momento che trattandosi di un programma “per famiglie” deve rientrare nella categoria del blado lassativo o del barbiturico, ma si sa, la Maddalena e’ la Maddalena, e pertanto va lapidata. E cosi’ tutte a dire che ha esagerato e che il vestito e’ troppo corto qui e si vede tutto la’ e guarda come e’ rifatta li’ e chissa’ quanto tempo passa dall’estetista di la’. Il tutto ha lo scopo di dimostrare che ognuna delle presenti, facendo lo stile di vita di quella li’ in televisione , diventerebbe come lei. Lapidata l’adultera, finita anche la seconda fase della festa nazionalpopolare.
  3. Dopo la lapidazione dell’adultera, mentre le donne vanno a lavare i piatti enunciando ognuna le virtu’ di quanto mangiato, le suocere rimangono nel salone ad enunciare la stessa apoteosi riferita  a quello che hanno cucinato LORO nel 1956, quella volta che il cotechino era cosi’ buono che compariva in sogno a San Francesco, e ovviamente si risponde che si’, il cotechino e’ buono, la suocera della fazione opposta una volta ha fatto un bollito cosi’ squisito che Suor Germana si era voluta tuffare nella pentola bollente. Con le ciabatte. Contemporaneamente, gli uomini tirano fuori i liquori (3) e si mettono a parlare di cose da uomini, e siccome io devo fare parte del branco mi chiedono della Germania. Non che mi abbiano scambiato per Tacito, eh, e’ solo che per loro la Germania e’ quella roba che vedevano quando facevano i quindici giorni in Riviera Adriatica. Insomma, Germania=Figa. Per loro, la Germania e’ una specie di grande spiaggia che inizia in Baviera e finisce nel Baltico, tutta piena di biondine in topless. Spiegare loro che io vado la’ per lavorare e’ impossibile, ma fanno finta di credermi.

Tutto finisce quando il primo dice “si e’ fatta una certa”. Persone che sembravano dei sonnacchiosi trichechi stesi al sole del Baltico improvvisamente scattano in piedi come delle molle, si vestono in fretta come non hanno fatto MAI nemmeno nei Bersaglieri, e sono pronti ad andare.I bambini vengono interrotti nei loro giochi proibiti, che non sono robe porno, ma l’estrema sintesi di tutto cio’ che e’ loro vietato a casa , e che invece possono fare durante queste feste: una nipote aveva appena infilato una bottiglia di alcool bagnata d’acqua nella presa elettrica, avendo cura di aprire il rubinetto del gas una decina di minuti prima, un’altro bambino stava facendo la schiuma nella vasca da bagno usando un phon acceso; tutto cio’ che e’ massimamente proibito viene fatto dai bambini durante le feste nazionalpopolari , e prima di andarmene ho dovuto costringere mia figlia a consegnare 3500 centrifughe per uranio arricchito che aveva costruito.Dicevo, quelli che pensavano fosse finita  si illudevano, e dovranno spogliarsi daccapo, perche’ in realta’ non e’ ora di tornare a casa, ma e’ arrivato il panetùn-moment. I panettoni di oggi non sono piu’ quelli di una volta, nel senso che se la ricetta del panettone si e’ quasi persa, in compenso si stranno riciclando i piani costruttivi del Leopard proprio nel panettone.Un panettone di oggi non e’ semplicemente “farcito”. Non si limitano piu’ a metterci dentro un poco di uvetta e un’iniezione di cioccolato. O a colargli sopra il cioccolato.No, quella e’ roba da anni ‘80 . Il panettone di oggi ha TRE -dicesi tre- strati di qualcosa di schifosamente dolce sopra, cosi’ che neanche con un RPG si possa bucare la corazza ed arrivare alla pasta lievitata, e come se non bastasse e’ farcito. “farcito” e’ un concetto che deve essersi evoluto mentre ero in Germania, perche’ ho rifiutato la prima fetta di panettone che mi e’ stata offerta quando ho deciso che non avevo voglia di mangiare il Burkina Faso. Mi sono preso la fetta con dentro il Ghana, che mi sembrava piu’ leggera.Dopo il panettone, e’ il momento di un liquido odioso, dolciastro e frizzante che si chiama Spumante. Sia chiaro: lo spumante fa cagare. E non perche’ sia un parente povero dello Champagne, visto che adesso fanno degli spumanti che costano come l’acqua pesante. Nono, lo spumante fa Cagare esattamente quanto lo Champagne. Sisi, lo dico e lo ripeto: fanno cagare.Sono vini scadentissimi , resi frizzanti da un addolcimento immondo, con un sapore che ti lascia un retrogusto di mutanda sporca, un’acidita’ di stomaco degna di Alien, e come se non bastasse devi far finta che ti piacca perche’ non puoi neanche rovesciarlo su una pianta, ben sapendo che morirebbe. Il fatto che sia poco alcoolico viene preso come pretesto per farlo assaggiare anche ai bambini, onde propagare l’orrendo vizio nei secoli , come se potessimo far bere ai bambini la benzina solo perche’ “ma dai, non e’ alcoolica”.  Poi si lamentano di Erika e Omar, dico, che cosa pensera’ mia figlia di me se continuero’ a farle assaggiare quella specie di mungitura di maschio di vacca che prende il nome di “Spumante?” E’ ovvio che prima o poi me la trovero’ con un coltello ad inseguirmi per casa dicendo “luce-della-mia-vita”.Finito anche l’orrendo liquido piscioso e divorate delle fette di panettone farcito (spesso ancora urlanti per la recente macellazione) , arriva il momento di guardare fuori dalla finestra e dire “sta arrivando nebbia”. In realta’ non c’e’ nessuna nebbia (a meno che non si intenda quella che c’e’ stata ieri a Cincinnati) nel raggio di 100 km, ma e’ la scusa per dire “allora e’ meglio avviarsi”. I presenti non si fanno scrupoli, di solito, a viaggiare in terza corsia a 290 Km/ora mentre telefonano attraversando lande sconosciute tra Klingon festanti , ma diventano la quintessenza della prudenza quando devono fare 56,8 metri di stradine del paesello onde arrivare a casa: la “nebbia che cala” (che in realta’ non esiste) li costringe, (poverini) a ripartire tutti. Per prudenza, non si sa mai che rischino qualcosa. (avrete mica dei pregiudizi verso i 25 chili di tritolo sottoforma di botti di natale che hanno nel bagagliaio, vero? non c’e’ mica nebbia quando li tirano).E cosi’, mentre il mio stomaco tenta di tener separati degli apprezzabilissimi tortellini fatti in casa con brodo di vero brodo da un panettone Thomson-Siemens farcito con l’ Uganda Fritta Glassata, approfitto anche io dell’inesistente nebbia per dichiarare che devo partire (perche’ vivo lontano, sulle montagne, io) ed e’ meglio affrettarsi.Sic transeat gloria cunni, il festivo nazionalpopolare e’ passato anche quest’anno, con il suo retrogusto che va dal blando lassativo al barbiturico.Uriel(1)Ho vissuto per qualche tempo, da studente, in via Remorsella, esattamente di fronte ad un collegio di suore venete. Ho fornito generi di prima necessita’ e asilo politico a reggiseni a balconcino per tutto il periodo (circa due anni).(2) Far tornare il prosciutto buono e saporito come quello di una volta e’ semplicissimo. Si prenda una persona designata a mangiarlo e la si lasci a spaccarsi la schiena con le mucche per 16 ore al giorno, avendo mangiato solo una tazza di latte e pane al mattino. Ecco, quando la sera gli darete una fetta di prosciutto, avra’ il sapore dei prosciutto senza conservanti di una volta®, anche se lo hanno fatto all’ Eni. Nessuno di questi stronzi capisce che non e’ il cibo di oggi ad avere meno sapore, ma e’ il commensale di oggi ad avere meno fame.(3) Poiche’ si bevono solo a Natale, si tratta di liquori che definirei “vintage”. Ho visto un whisky cosi’ invecchiato che hanno usato la sindone di ricambio, quella che Giuda ha ciulato in albergo a Gerusalemme, per avvolgerlo.

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