Blacklist italiana?

Come avete notato, durante lo scorso week end il sito appariva irraggiungibile. Mi sono messo a controllare cio’ che stava succedendo, e ho notato una cosa che mi ha lasciato molto perplesso, e cioe’ che il blackout ha riguardato solo l’Italia. Cioe’, solo dall’italia e’ stato impossibile raggiungere questo blog.
Come sapete, questo blog ha un certo numero di utenti sparsi per il mondo. Questa cosa mi fa piacere, e molto buffamente mi ha aiutato  a notare una cosa che altrimenti non avrei notato.
Quando per le prime ore il sito e’ stato irraggiungibile, avevo pensato ad un flood. Cosi’  ho acceduto al server e  ho messo in atto alcune contromisure , ma non e’ servito. Il motivo e’ stato che le porte 80, 443, 21 erano bloccate. Da tutta italia.
Non puo’ essere stato un errore del provider. Il sito era irraggiungibile sulle porte 21,80,443 da tutti gli Internet provider del paese, e solo su quelle porte. Mi e’ bastato spostare il server sulla 79 per ottenerlo di nuovo.
Non si tratta quindi di un’azione sui DNS (come si fa con il gambling online) ne’ di un problema di routing, poiche’ ad esempio Tele2 ruota il traffico su un backbone ex/UUnet , mentre Telecom Italia ha il suo, e Tiscali ha il proprio a sua volta. Rifiuto di pensare che l’intero Mix a milano abbia avuto un singolo problema di routing verso una sottorete americana per 24 ore di fila. E anche se fosse stato, non tutti passano per forza di li’.
Dalla Germania, invece, usando il mio accesso VPN aziendale come instradamento, accedevo benissimo. Morale della storia: e’ stato implementato, e su scala nazionale, un filtro a livello TCP verso un singolo server, allo scopo (di certo: con il risultato) di oscurarlo.
Onestamente, non credo di aver detto chissa’ cosa. Mentre succedeva questo era in corso una discussione sugli OGM, e non credo che al ministero degli interni (non riesco ad immaginare alcun altro ente con questa capacita’)  freghi assai di quanto si dice su questo argomento.
Il concetto di base, pero’, e’ che praticamente tutti i paesi del mondo accedevano, tranne l’italia. E hanno acceduto, davvero tantevvero che google analitics per quel giorno mi mostra accessi da ogni dove, tranne dall’ Italia.
Non riesco ad immaginare un problema di routing che colpisca tutti i backbones e tutti gli autonomous systems del paese , e solo per le porte 443, 80 e 21. Forse sono io che manco di immaginazione: sfortunatamente mi pagano per stare a zonzo per l’Europa proprio perche’ stiamo parlando del MIO lavoro, e quindi di problemi di routing su backbones e su traffico di larga scala ne vedo ogni giorno.
Abilito e migro servizi IP e SS7 di intere nazioni, e so piuttosto bene come funzioni la storia. No, se non riesco ad immaginare un problema simile, o sto perdendo l’occasione di affrontare il baco piu’ forsennatamente malvagio della storia (un problema di routing da tutta la nazione, verso un singolo IP di una sottorete – e solo su quello, un Ip adiacente rispondeva sulla porta 80 -, solo su tre porte) e di imparare qualcosa.
Di certo, un sospetto mi viene, e cioe’ che si, esista (e a questo punto, ben da prima di quanto se ne sia parlato) una blacklist su scala nazionale, e che essa sia abbastanza collaudata da poter venire usata come business as usual. Questo implica, necessariamente, che sia stata introdotta diversi anni fa: un simile meccanismo su tale scala necessita, nella mia esperienza, di un paio di anni di testing.
Onestamente, lo considero un “bulgar display of power”, nella misura in cui so benissimo che se lo stato si impunta riesce perfettamente a bloccare un IP, ma quello che dovreste chiedervi, semmai, e’ semplicemente il fatto che ufficialmente tale meccanismo (di tipo cinese) ufficialmente e’ in fase di discussione. Al contrario, sembra che ufficiosamente sia gia’ implementato e funzionante.
Non credo di essere una componente essenziale per la democrazia nel paese, cosi’ non credo che il paese ci perdera’ molto se il mio blog diventa irraggiungibile. E non credo nemmeno che morirei senza: semplicemente, se mi chiudono il blog amen, posso vivere senza.
La cosa buffa, pero’, e’ che questo NON e’ mai successo ne’ a Grillo, ne’ a Travaglio ne’ a Di Pietro, il che significa che le ragioni di questo evento NON sono politiche nel senso stretto del termine. Perlomeno, se sono politiche non sono legate alla politica che si legge sui giornali: non c’entra nulla essere contro il governo in carica o meno, a decidere l’oscuramento e’ qualche altro ente che decide su criteri molto diversi.
Non so in che senso ed in che modo una discussione su vaccini ed OGM abbia potuto infastidire questo ente, visto che in fondo non sostenevo nulla (una posizione di scetticismo riguardo al lavoro dell’ IPCC  ed una notizia arcinota sui vaccini)  che non si legga su tanti siti diversi. Ci sono stati momenti nei quali ho scritto cose molto piu’ diverse dalla media.
A rigor di logica, l’unica cosa che posso sospettare riguardo all’oscuramento del blog e’ che a qualcuno non piacciano le tettone. Si tratta dell’unico argomento davvero inconsueto di questo blog rispetto ad altri dello stesso tipo. Chiunque sia stato, odia le tette.
Insomma,  a guidare la censura in Italia sono Dolce & Gabbana.Donne dalle curve lussuriose, preparatevi, il regime delle magroline sta arrivando.
E ho detto tutto.
Uriel
P.S: si,  patetici peli della minchia di Berija,  vi sto prendendo per il culo. Io non sono uno che nella vita fa l’attivista, e non voglio il premio Nobel per la pace. Posso chiudere il blog ed essere felice ugualmente. Tutto questo lavoro sul routing italiano, e alla fine l’unico contenuto che avete davvero bloccato sono state delle tettone. Non vi conveniva pagare un grosso reggiseno a testa per tutte le attrici, a questo punto? Made in Italy, of course. Chi cazzo vi firma il budget, ridolini?
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