Penombre rosse II.

Rimuovo il post precedente visto che in 20 minuti ho ricevuto UN commento in linguaggio civile e una decina di minacce varie , perche’ il tizio che ha sproloquiato di pseudofilosofia politica e’ tornato all’attacco. Siccome dice ancora piu’ minchiate e mi e’ stato richiesto di continuare, lo faccio con piacere.




Innanzitutto sei stato molto scorretto, perché invece di riportare interamente il mio commento ne hai fatto uno spezzatino, prendendo delle frasi fuori contesto e strumentalizzandole come più ti faceva comodo.

Cosi’, ho aggiunto il testo integrale del tuo messaggio alla file del post e ho ripescato il commento cosi’ che lo possano vedere tutti. Come vedi, non ho modificato nulla, ho solo citato pezzo per pezzo le tue fesserie. Dunque?

Mi hai messo in bocca cose che non ho mai detto, hai frainteso volutamente il senso del mio discorso, mi hai insultato del tutto gratuitamente.

Stranamente, quello che ho citato coincide perfettamente col tuo sproloquio.Lettera per lettera. Il messaggio e’ li’ sotto il post , dove lo hai messo tu.

Inoltre mi hai censurato per ben due volte dimostrando che non sei in grado di accettare nessuna critica. Ma non solo ti sei limitato alla censura, hai anche pensato bene di fare un post con una marea di cazzate su quello che avrei detto, facendo illazioni sulla mia persona senza che io ne avessi mai fatte su di te, peraltro anche false.

Innanzitutto, accettare le critiche non e’ ne’ obbligatorio ne’ necessario. Probabilmente e’ un’usanza della tua tribu’, ma da qui a darlo per scontato ce ne passa. Inoltre, sia il tuo commento che questo sono citati per intero.
Ti sei costruito un interlocutore che non esiste e gli hai messo in bocca le cose che volevi fargli dire per poter mettere su questa specie di teatrino con i tuoi seguaci del grande guru delle tette.
No no, non ti ho messo in bocca nulla, ho solo commentato le tue parole. E’ solo che da buon comunista non sopporti quanto ti si sgama. Io non sopportero’ le critiche, tu non supporti lo sgamo.
 Chi la pensa diversamente da te è un mentecatto, uno con un quoziente di intelligenza inferiore a 3 (tua espressione) non è vero?
Non chi la pensa diversamente, ma chi dice delle cazzate come le tue. Si’, il giudizio e’ ancora un diritto, e io penso che tu abbia detto delle cazzate. E no, un’opinione non e’ degna di rispetto solo perche’ tale, bisogna anche non dire minchiate.
E poi pretendi di ergerti a paladino delle libertà contro i bigotti impiccioni.
Mai detto di essere il paladino di alcunche’. Ho sempre detto che questo sia un blog personale. Hai delle allucinazioni? Mi mostri dove IO ho scritto di essere un paladino?
Questa è la tipica doppia morale dei predicatori da barzelletta come te: sempre pronti a puntare il dito contro fantasmi inesistenti, senza rendersi contro di comportarsi esattamente come essi credono che i loro avversari si comportino.
Strano, perche’ ho riportato ESATTAMENTE quel che hai scritto tu, l’ho solo commentato. Il tuo commento, del resto, e’ li’ tra i commenti, possono vederlo tutti.
Non solo, sei anche un vigliacco, perché uno che censura un commento di critica e vuole fare soltanto monologhi e avere tutt’al più un codazzo di gente che lo acclama come il grande saggio vuol dire che teme il confronto, teme di farci una pessima figura, allora impedisce ai suoi critici di parlare per poi denigrarli
Chi era quello che offendeva? In ultimo, leggi le FAQ di questo blog: le regole del gioco erano note sin dall’inizio. Prego, accomodati.
. Probabilmente sei talmente vigliacco che non pubblicherai nemmeno questo commento, oppure farai un altro sproloquio come l’ultimo tuo capolavoro strumentalizzando ogni mia parola.
Strumentalizzare una sega: mi limito a far notare i catastrofici errori dovuti alla tua evidente ignoranza e stupidita’. Se pensi davvero quel che scrivi, la mia opinione e’ che tu sia stupido e ignorante, e ho tutto il diritto di scriverlo. Non hai diritto all’approvazione, sai? Il fatto che nel tuo percorso di studi nessuno ti abbia mai bocciato, non significa che la regola valga anche fuori da scuola. 
Accecato da un anticomunismo viscerale accusi i “comunisti”, queste creature mostruose, di minacciare la tua libertà, o quella altrui (ma evidentemente il tuo egocentrismo ti impedisce di comprendere che gli altri potrebbero pensarla diversamente da te senza essere delle belve feroci assetate di potere o dei preti bigotti castigatori di costumi).
Non accuso TUTTI i comunisti, accuso quelli formatisi in una precisa fase della storia, dal 68 al 79. Moltissimi di tutti gli altri sono bravissime persone. Che ti sputerebbero in faccia quattro volte al giorno, se fossero ancora vivi.
Incominci già da subito a intorbidare le acque, quando io parlo chiaramente di “liberalismo” e siccome tu hai poteri telepatici arrivi addirittura a sostenere che io in realtà intendessi riferirmi al “liberismo”.
Beh, se intendevi “liberalismo”, allora hai scritto una minchiata: il liberalismo distingue tra privato e pubblico, e non tra privato e politico. Ancora peggio. Guarda che mi sono corretto a tuo favore, perche’ altrimenti ci fai una figura di merda ancora peggiore, perche’ mostri di non conoscere nemmeno la differenza tra “pubblico” e “politico”.
Eh, no, caro il mio censore, questa volta i tuoi poteri hanno fallito, io parlavo proprio di “liberalismo”.
E quindi sei un ignorante, perche’ il liberalismo non divide privato e politico, ma privato e pubblico. QED, appunto.

Ah, si: come scritto nelle FAQ che NON hai letto, questo blog e’ ORGOGLIOSO di censurare i commenti. Non puoi accusarmi di censurare, se ne sono orgoglioso, capisci?  Se tu scendi in campo senza chiederti quali siano le regole del gioco, sei solo ancora piu’ stupido di quanto credessi.
E anche quando dici “In ogni caso, il liberalismo distingue tra privato e pubblico, e non tra privato e politico, che e’ una cosa molto diversa. Non tutto il pubblico e’ politico” mostri una totale mancanza di correttezza nel citarmi, manipolando le mie parole.
I casi sono due: o intendevi “liberalismo”, e allora sei un ignorante perche’ non c’entra un cazzo col discorso, oppure intendevi liberismo, e allora ho fatto bene a correggere. Semplice.
Io ho sostenuto una cosa ben diversa, caro il mio “castigacomunisti”, e cioè che il liberalismo (non liberismo, sai leggere?) distinguendo tra sfera pubblica e sfera privata, e inserendo la politica nella sfera pubblica,
Notare il patetico tentativo di astuzia dialettica. Questo genio da sezione sta cercando di dimostrare che il liberalismo avrebbe distinto politica e privato. Cosa che non e’, in quanto ha distinto pubblico e privato, che sono ancora due cose diverse. Per il pensiero liberalista, nessun ente pubblico, politico o meno, puo’ entrare nel tuo privato. 

E no, la politica NON e’ necessariamente sfera pubblica, come per esempio afferma Strauss. Mai sentito parlare di “nobili menzogne?”. Non tutta la politica e’ pubblica, tesoro, ne’ in senso mediatico ne’ in senso letterale.

Eppure, per uno che va in giro a dare lezioni come fai tu, leggere due paroline  di Leo Strauss non farebbe male, eh?

Qui non e’ stupidita’, e’ semplice ignoranza.
e relegando il business a quella privata, pretendeva (e pretende a volte ancora)
Non pretende una cippa, lo dici tu. E’ questo il problema. Ti faccio un disegnino? I liberalismo moderno NON include necessariamente il politico nel pubblico. E’ cosi’ complicato? Esiste anche una pratica politica non pubblica, ne’ in senso cognitivo ne’ in senso civico.
che la seconda non avesse nessuna o poca attinenza sulla prima, e che perciò la politica, che riguarda la sfera pubblica, non dovesse occuparsi di ciò che attiene al privato.
None. Non dice questo. Probabilmente voi xxxx-isti (mettici pure tu il nome) vi raccontate che dica questo. Ma rientriamo al diciotto politico. Non tutto cio’ che e’ politico e’ pubblico, figliolo, e non tutto cio’ che e’ pubblico e’ politico. Per curiosita’, conosci la differenza tra un giudice ed un arbitro civile? Secondo te, le regole del gioco del calcio sono pubbliche o politiche, o entrambe le cose?  E se sono pubbliche ma non politiche, genius, secondo un liberalista il tuo arbitro ha diritto di interferire nella tua vita sessuale vietandoti, che so io, di essere gay?
Una transazione commerciale è qualcosa che riguarda esclusivamente le due parti interessate, privato, non pubblico, e in cui quindi la politica non deve immischiarsi.
Questo non e’ liberalismo, dal momento che si dice che il pubblico non debba immischiarsi, e non “la politica”, che sono due cose ancora diverse, e no, il liberalismo NON le identifica.
Siccome questa teoria faceva acqua da tutte le parti, poiché è evidente che se un deputato siede nel consiglio di amministrazione di una multinazionale il suo ruolo da deputato difficilmente non ne sarà influenzato, i liberali hanno pensato al “conflitto di interessi” che però può al massimo limitare solo in parte il fenomeno.
Irrilevante nel contesto. Non c’entra un cazzo. La tua tesi sarebbe che
  • siccome i liberalisti hanno incluso il politico nel pubblico (falso)
  • siccome i liberalisti hanno ideato il conflitto di interessi (vero)
  • siccome questo non puo’ limitare il problema degli appalti dei deputati (boh)
  • allora e’ vero che il liberismo vieta le interferenze della politica nella vita sessuale.
mai visto un ragionamento piu’ strampalato.
Io intendevo criticare questa visione del liberalismo innanzitutto, ideologica, che nasconde una realtà ben diversa,
E tu chi saresti per venire qui a insegnare quale sarebbe la realta’? Non mi giungono voci di eroici successi del tuo pensiero….
ma Marx non ha mai detto, come tu invece sembri voler dare a intendere, che l’ideologia non conta niente.
Mai detto cose simili. Marx ha semplicemente diviso i fattori politici tra fattori che sono agenti storici, perche’ legati alle esigenze materiali/economiche dei popoli, e “ideologia”, ovvero il pensiero non vincolato ai bisogni, tipico delle classi borghesi. Ha semplicemente detto che l’ideologia, in quanto tale, non sia un attore materiale del processo storico. Tutto qui.
Ha detto una cosa ben diversa e cioè che i moventi dichiarati tali dall’ideologia borghese (per esempio la patria, la libertà, ecc.) nascondono in realtà altri moventi, materiali, come il profitto e gli interessi di classe.
Probabilmente lo si insegna nella tua sezione di partito. Il discorso di marx sullo storicismo e’ molto piu’ di questo. La distinzione tra ideologia e attori storici va ben oltre l’identificazione dei bersagli di una molotov. Peraltro scontati: chiesa, esercito, stato, polizia, borghesi. Come se tu fossi un proletario, poi.
Datti una ripassatina di quello che ha scritto, ammesso che tu lo abbia mai letto. Se Marx pensasse che tutto ciò che ha a che fare con la sovrastruttura non conti nulla, non si sarebbe mai dato la pena di scrivere e di propagandare le sue teorie.
Mai parlato di sovrastrutture, ma di storicismo materialista. Troppa lima alle superiori, ragazzo.
Visto che hai un quoziente di intelligenza straordinario, al contrario di quei cretini dei comunisti, dovresti capirlo facilmente, se l’hanno capito loro!
I comunisti, a giudicare dai risultati, sembrano quelli che MArx l’hanno capito meno di tutti. Sai, io sono di quelli che giudicano l’intelligenza dai risultati ottenuti. I comunisti hanno capito ben poco. Per questo sono falliti sia sul piano storico che su quello ideale.
Quindi tutte quelle puttanate che hai scritto sul liberismo puoi tenertele, visto che tu parlavi di ceci mentre io parlavo di fagioli. Conosco bene la distinzione tra liberismo e liberalismo
Se le conoscessi, non avresti postato una minchiata come quella che hai scritto: pubblico e politico sono due cose diverse, e l’ideologia liberalista NON li accomuna. Punto.
e so bene che il liberismo attiene alla sfera economica ed è per questo che non mi riferivo ad esso in quel passaggio.
Bene, allora hai proprio scritto una cazzata tremenda: il liberalismo NON e’ il tema del mio discorso, in quanto io non contesto il diritto del pubblico ad intervenire nella mia vita sessuale: penso sia giustissimo che se stupro una bambina la polizia mi arresti. Tuttavia NON penso sia giusto che il partito mi dica se e con chi devo scopare e perche’.

Tuttavia, questo e’ pubblico (la giustizia) ma non necessariamente politico  , dal momento che la legge e’ pubblica, ma non necessariamente politica. Anche gruppi senza politica hanno leggi e regole, ed esistono leggi religiose. Tantevvero che possono esistere leggi pubbliche che la politica disapprova e cambia.

Quando la polizia arresta il pedofilo, sicuramente il pubblico entra nel merito della sua vita sessuale. Ma ti faccio presente che NON si tratta di un atto politico. E’ politico enunciare il divieto, al massimo, ma non applicarlo nella vita pubblica. Per questo esiste differenza tra potere esecutivo e potere legislativo.


Quando un poliziotto ti fa una multa, sicuramente sei nel campo degli atti pubblici. Non e’ un atto politico. Anche se scrivere la relativa  legge e’ stato un atto sicuramente politico.

Pubblico, ma NON politico. Faccio un disegnino?

Se invece il partito chiama “stupida bigotta arretrata e non emancipata” una ragazza che sia anora vergine, allora siamo di fronte ad un atto politico, e tra l’altro si potrebbe discutere della sua res publica, se il partito ha sufficiente potere . Quando una ragazza era condannata al disonore se rimaneva incinta, era pubblico o politico? C’era qualche legge dello stato che imponeva alla gente di sputare al suo passaggio?

Lo vedi che dici minchiate?
Poi mi citi, scorrettamente come fai sempre, quando metto in evidenza la doppia morale di chi fa le leggi contro la droga e poi sniffa cocaina, definendo questo mio un atteggiamento moralista
Lo e’. Non esiste alcuna regola che imponga ai politici di essere coerenti con lo spirito delle leggi che fanno.  Esistono uomini che votano leggi sulle donne, vecchi che votano leggi sui bambini, ricchi che votano leggi per ridistribuire il reddito.
“Qui si costruisce un argomento moralista di chiaro stampo cattolico, o meglio si costruisce un non-argomento. Si parte constatando che vi sia un’incoerenza tra le leggi emanate dal parlamento e il comportamento dei parlamentari , cosa di per se’ non stravagante :a differenza dei militari, dei  preti e dei nobili, i politici NON sono chiamati a dare l’esempio”.
Evidentemente non ti è chiaro il concetto di “moralismo”. Pretendere che i nostri deputati siano coerenti nell’esercizio della loro funzione (che noi paghiamo con i nostri soldi) non è moralismo, ma semplicemente desiderio di non farsi prendere per il culo.
“non farsi prendere per il culo” puo’ essere una risposta buona al bar, ma non mi hai ancora citato UNA regola del nostro ordinamento che obblighi i politici ad essere coerenti con lo spirito delle loro leggi. Sicuramente sul piano politico sarebbero meno credibili, ma questo non e’ diritto. Del resto, Leo Strauss ha parlato molto chiaramente.

Ah, si’, Strauss piace anche ai liberalisti americani, vedi tu. Non a tutti, ovviamente: ci sono piu’ cose nel cielo, compagno, che caccole nel cesso della tua sezione.
Per me un deputato può anche farsi di droga dalla mattina alla sera (purché riesca a svolgere il suo compito per cui noi lo paghiamo) l’importante è che poi non pretenda che mentre lui si da alla pazza gioia durante i festini, qualche ragazzo debba essere sbattuto dentro per un paio di spinelli (e magari anche manganellato dalla polizia). Come mai un amante della libertà individuale come te non aveva mai pensato a questo?
Perche’ e’ falso. Un politico puo’ serenamente legiferare che ti puoi drogare sopra i 60 anni, cosi’ come puoi guidare l’auto sopra i 18. A quel punto, lui puo’ drogarsi  e il ragazzo no. Puo’ legiferare che per drogarsi occorra una licenza che costa 3 milioni di euro, e in tal caso limita la cosa solo ai ricchi. Stai cercando di inventare regole che non esistono: non esistono nel nostro ordinamento delle regole che vincolino i politici alla coerenza.

Del resto, se fossero mai esistite la Iotti non avrebbe potuto votare leggi sulla famiglia, e Togliatti dopo aver rinunciato alla cittadinanza italiana “sentendosi un miserabile mandolinista” non avrebbe ricoperto ruoli politici tra i mandolinisti, D’alema non avrebbe la barca, eccetera.

Non esistono regole circa la coerenza , di cui parli. Al massimo e’ una richiesta elettorale molto comune, ma neanche tanto.
Essere contro la doppia morale, l’ipocrisia vigliacca, non è moralismo, è il suo esatto contrario. Anzi, è proprio il moralismo ad assumere la forma dell’ipocrisia e i più grandi puritani in genere non sono altrettanto puritani nel loro privato come lo sono ai comizi.
Non esistono, nel nostro ordinamento, leggi che vietino doppie morali. Si tratta di opinioni che fai cadere dal cielo. Fanfani era un democristiano E un noto puttaniere. Berlinguer era un comunista E un nobile.
Caro il mio apostolo nero, non è che c’è una “supposta regola” a vincolare i politici, è che se mi prendono per il culo, permetti che io mi incazzi.
Non si tratta ancora di una regola.  Come tale non la puoi citare quale vincolante in un ragionamento. La tua opinione circa il comportamento dei politici NON e’ vincolante.
Io non credo nel principio di coerenza di cui parli, anzi: sostengo il diritto delle persone di cambiare idea.
Se il deputato tal dei tali se ne va in giro dicendo di essere contrario alle droghe, e io devo finire in prigione per una piantina di marijuana per colpa sua, affinché quel farabutto possa non solo continuare a prendere voti dai perbenisti, ma anche a imbottirsi di coca, permetti che mi girino i coglioni?
Neanche questa e’ una legge del nostro ordinamento. Non hai ancora contestato il sunto del discorso: non esiste alcuna regola, se non la rotazione delle tue gonadi, che vincoli i politici alla coerenza. Mi spiace, ma e’ davvero poco per poterci dimostrare una tesi politica.
Tantopiu’ che grossi pensatori come Leo Strauss hanno argomentato l’opposto MOLTO, MOLTO, molto meglio di te, se permetti.
Quello che hai scritto è falso, io non l’ho mai detto,
Ho citato testualmente il tuo scritto.
l’ipocrisia di certi personaggi non era un prova dell’influenza del privato sul pubblico, ma solo dell’assurdità della tesi secondo cui il popolo dovrebbe sapere null’altro se non quello che avviene in un’aula di parlamento (e a cui i suoi stessi astanti non danno molta importanza).
Non e’ affatto una tesi assurda, e’ una scuola politica piuttosto diffusa, anzi. Che sia una tesi assurda lo dici tu, e le uniche prove che citi consistono nella rotazione delle tue gonadi. Non mi sembra sufficiente.
Com’è? Adesso fai l’ingenuo? Fingi di non sapere che la Coca Cola sfrutta la manodopera minorile e assolda killer per ammazzare gli operai che protestano in Colombia?
E quindi? Perche’ bere coca cola sarebbe un atto politico di conseguenza? Al massimo, COMPRARE coca cola puo’ essere un sostegno economico. Ma il sostegno economico NON e’ un atto politico: ci mancherebbe altro. Quelli che citi sono problemi di prassi morale, cioe’ di etica, non politici.
Fingi di non sapere che la Chiesa usa il proprio potere e la propria influenza per scopi assai diversi dalla salvezza delle anime?
Rimane una questione religiosa. Ancora non hai detto perche’ sia politica. Se il credente ritiene che pagare le prostitute ad un cardinale mentre tuona contro i gay sia “salvezza delle anime”, non ci trovo nulla di strano. Del resto, nella storia delle religioni e’ esistita anche la prostituzione rituale: all’epoca pensavano che tale servizio nel tempo di Artemide conducesse in paradiso. Dunque? Mi sembra che mercificassero eccome, visto che la gente pagava il tempio per farsi gli eunuchi di Artemide. Manca cultura classica?
Fingi di non sapere che una certa televisione manipola le coscienze, induce gli individui a comportarsi in una certa maniera, come qualsiasi sociologo potrà confermarti?
Che la TV manipoli le coscienze e’ un’opinione, tantevvero che le dittature crollano nel dissenso pur possedendo le TV in toto. La sociologia NON e’ una scienza esatta, quindi conferma una sega di niente.
Potrei farti altri esempi. Un ragazzo compra un diamante per la sua fidanzata. Pensa di aver fatto un gesto innocente e anche carino e in realtà quel diamante è costato la vita di milioni di persone, compresi civili, donne e bambini, ammazzati da chi fa affari per produrre diamanti in grandi quantità e rivenderli ai rinomati produttori di gioielli.
Aha. Ancora non e’ un atto politico. Al massimo stai discutendo di prassi morale, cioe’ di etica. Per la politica la strada e’ ancora lunga. Stai blaterando minchiate. Troppa lima alle superiori, boy.
A me questi paiono fatti politici anche se non sono oggetto di discussione alle Camere. E penso che la sinistra abbia fallito non quando se ne occupava, ma quando ha smesso
Non sono atti politici, non lo hai mostrato e quel che “ti pare” NON e’ vincolante.
di occuparsene.
Quindi i tuoi sofismi da bassa lega non mi interessano, hai contro i fatti, la realtà, la storia.
E mi puppano la minchia , uno dopo l’altro. Ah, si’: di “fatti” ne hai mostrati pochi, se non le ore di aggiustaggio che hanno sostituito, nella tua istruzione, quelle di filosofia.
“E’ inutile del resto, contestare una tassonomia del genere, dal momento che non si e’ definito il concetto di “politico””

Scusami, pensavo che quelli col tuo quoziente di intelligenza sapessero cosa sia “politico”.
I matematici non sanno: definiscono. Per questo siamo cosi’ sexy e voi cosi’ sfigati.
Cito direttamente dal dizionario “Garzanti” alla voce “politica”:
“1. la scienza della vita sociale in quanto è organizzata in uno Stato; teoria dello Stato. 2. Arte di governare uno Stato; insieme dei fini cui tende uno Stato e dei mezzi impiegati per raggiungerli (…) 3. l’attività di chi prende parte alla vita pubblica: la * di Cavour; * energica, saggia, onesta, machiavellica; fare della *; darsi alla *; ritirarsi dalla * 4. tutto ciò che riguarda la vita pubblica: parlare, intendersi di * …”
Interessante. In pratica, genius, hai citato proprio qualcosa che contraddice la tua tesi: stai cercando di sostenere che la politica esuli dal parlamento e pervada tutta la vita delle persone , e mi citi una definizione di politica che riguarda esclusivamente il governo dello stato.
Ma sarai cretino?

Sono due post che sostieni che la politica vada al di la’ del parlamento e delle istituzioni , e mi posti una “definizione” di politica che la definisce come , nella forma piu’ favorevole a te, “attivita’ di chi prende parte alla vita pubblica”, ovvero una proposizione sulla vita pubblica e non la vita pubblica in se’?

Ma sai leggere, almeno? Leggere, non decifrare l’italiano. Leggere. E’ una cosa diversa.
Quindi caro mio bere Coca Cola, andare in Chiesa, guardare il “Grande Fratello” ha a che fare moltissimo con la politica, il privato è politico.
Quindi che? “Quindi” si riferisce ad un processo di deduzione, che non vedo. E no, la logica ha ancora delle regole, anche se non le conosci. Non solo non hai dimostrato un cazzo, ma hai pure citato il dizionario scegliendone uno che definisce la politica come l’attivita’ di gestire lo stato, COSA CHE CONTRADDICE LA TUA TESI. A meno che bere coca cola non sia amministrare lo stato. E no, non e’ neanche “l’attivita’ di chi prende parte alla vita pubblica”.
Dimmi: sai leggere, per caso?
“sta definendo la “politica” come qualcosa che pervade ogni cosa, in modo che ogni cosa sia soggetta al potere della politica. Cioe’, al potere di chi gestisce la politica”.
No, sto definendo politica come qualcosa che pervade il dizionario. Prenditela con la lingua italiana, non con me. Quanto all’identificazione completa di “politica” con “chi gestisce la politica” è di tua iniziativa e qualcosa che io non ho mai detto.
Cioe’,  parole del dizionario, la gestione dello stato. E no, bere coca cola,  guardare il grande fratello, andare a messa NON sono, citando il TUO dizionario, “la scienza della vita sociale in quanto è organizzata in uno Stato; teoria dello Stato. 2. Arte di governare uno Stato; insieme dei fini cui tende uno Stato e dei mezzi impiegati per raggiungerli”

Ma quanto sei stupido, a citare cose senza leggerle? Ti rendi conto che prima hai sostenuto che la politica non sia solo quella che si fa nelle istituzioni, e poi hai citato una definizione di politica che la restringe alla gestione dello stato e alle azioni legate alla vita pubblica?
Non ti rendi conto di essere un idiota?
Evidentemente senti le voci perché io non ho mai detto cose simili, non ho mai parlato di partiti. Forse sei tu che confondi la parola “politica” con “partitico” ma questo è un tuo problema e della tua ignoranza. Sai quanto me ne frega con chi tu vada a scopare?
Come, non era un problema politico? Non era, quindi, relativo alla gestione dello stato e della sua conduzione, secondo la tua definizione?
“La filosofia politica, essendo solo una piccola parte della filosofia, non e’ sufficiente a spiegare tutta la gamma delle azioni umane.”
Infatti io non ho parlato di “filosofia politica”, ho parlato di “politica”. Anche qui, se non conosci la differenza è un tuo problema, né ho mai preteso di spiegare “tutta la gamma delle azioni umane”, altra tua invenzione.
Neanche la politica e’ sufficiente a coprire tutte le attivita’ umane.  Se non puo’ comprenderle, non puo’ pretendere di esserne il metro di giudizio. La politica NON puo’ dirti se coca cola debba o non debba sparare ai bambini negri. Tantevvero che lo stato ha sparato sui bambini negri per quasi tutto il periodo coloniale, pur facendo politica. Questo semmai e’ un problema di prassi morale, cioe’ di etica: troppa lima, ragazzo.
“Ecco il punto: il nostro malato di potere intende estendere la politica non soltanto nella sfera sessuale (in modo da controllarla successivamente) ma addirittura nella percezione sociale dei rapporti tra i sessi. Non si capisce, visto che tutte le argomentazioni precedenti sono nulle sul piano logico, che cosa permetta di estendere il significato di “politica”, originariamente inteso come la materia degli affari  civici comuni e collettivi ,  al privato intimo delle persone.”
Infatti io non ho preteso di entrare in quello che tu chiami “privato intimo delle persone” come se si trattasse di entrare nella stanza da letto. Io parlo della sessualità come fatto collettivo, non come fatto della vita sessuale di X o di Y.
La sessualita’ come fatto, avviene tra due persone, e poiche’ anche le fantasie e la masturbazione sono sessualita’ secondo molti pensatori, anche tra una persona e se’ medesima. Definirla collettiva non ha niente a che vedere con alcun “fatto”.  E’ un fatto che la sessualita’ sia personale, perche’ anche l’attivita’ fantastica e’ sessualita’.Le fantasie sessuali lo sono. E no, non sono collettive, non necessariamente.
E se non credi che la sessualità sia anche un fatto collettivo prenditela con Freud.
Freud ha detto un sacco di cazzate, e la psicologia non e’ una scienza esatta. Tra parentesi, se vuoi uno psicologo vicino al socialismo scegli Adler. Almeno sembrerai avere un cervello, che sa leggere le cose che decifra dalla lingua parlata.
A entrare nel privato intimo delle persone non sono io ma sono coloro che pretendono che le donne debbano somigliare tutte a una qualche diva o modella per valere qualcosa, ad esempio, o che pretendono di imporre un certo concetto di “virilità”.
Come ho detto nel mio post, non sono solo loro ad imporre . Anche tu, criticando questa visione, fai lo stesso: se qualcuno di loro fosse FELICE di essere cosi’, tu gli daresti infelicita’ vietandoglielo.

Ti occupi della loro sessualita’. E la domanda rimane “chi ti da’ il mandato per farlo?”. Nota bene: parlo di mandato, non di diritto.

Chi sono? Vai a vedere chi è che paga tutte le pubblicità dove ti sbattono una donna nuda in faccia e avrai la risposta.
L’immagine NON e’ la donna. Stallone NON e’ mai stato nei berretti verdi. Schwartzenegger NON e’ mai stato un robot proveniente dal futuro. Le pornodive non godono. Lo sanno tutti, evidentemente tu fai fatica a distinguere l’immagine dalla realta’.

Ma non puoi dire che siccome TU non distingui la realta’ dall’immagine allora tutto il mondo faccia lo stesso. Lo fai tu. E’ un limite tuo. Non di tutto il mondo o di tutta la societa’. Tuo. Il resto del mondo SA ch Stallone non e’ MAI stato in vietnam, che non ha mai fatto il pugile, e cosi’ via. Distingue, cioe’, l’immagine della persona dalla persona.

 Devo fare un disegnino?
Questi signori fanno politica anche loro.
Assolutamente no: stando alla tua definizione, quella che hai postato, niente di tutto questo concorre alla gestione dello stato, ne’ partecipano per forza alla vita pubblica.  Non e’ colpa mia se hai postato il dizionario sbagliato.
Loro entrano nelle case e nelle camere da letto nostre e pretendono di venirci a dire come dobbiamo comportarci, non il partito comunista, che a confronto conta quanto il due di picche.
Oggi si’. Ma qualche anno fa, e’ entrato nelle coscienze predicando un sesso compulsivo e stereotipato quanto quello che citi sopra. Infatti, nel MIO post (che non hai letto o piu’ verosimilmente NON hai capito) dico che non trovo differenti la compulsione e la repressione, perche’ producono le medesime sofferenze.
Se tu rispondi a post che NON leggi, non e’ colpa mia. Del resto, non hai letto nemmeno la TUA citazione dal dizionario, quindi la cosa non dovrebbe stupirmi. Mi sono formato la libera opinione che tu sia un cretino. Semplicemente. Tutto qui.
Certo lo fanno in un modo subdolo, scaltro, affinché ci siano sempre i saggi censori come te che arrivino a difenderli facendo credere che sia l’internazionale comunista a manipolarci, invece delle multinazionali, degli speculatori e degli affaristi, per i loro scopi.
Si parlava esplicitamente  di “rivoluzioni sessuali”, cioe’ di un periodo storico fortemente manipolato dalla corrente intellettuale di cui stiamo parlando. Era esplicito nel tema del discorso, anche se inizio a dubitare delle tue capacita’ di lettura, da qualche tempo in qua.

Tra l’altro, lo hanno capito tutti tranne te. Non ti fa venire qualche dubbio?

Nell’antica Atene questo non esisteva, la politica si faceva nelle piazze. Ma nell’antica Atene non c’era la Coca Cola, non c’era il Grande Fratello, non c’era la pubblicità, non c’era il capitalismo,
Nooooo, perche’? Certo, dopo la riforma timocratica di Solone, solo i ricchissimi e nobili potevano entrare nell’ ekklesia, la ristrettissima minoranza che aveva accesso alla piazza (circa 5000 su un milione) ,  e si’, la pubblicita’ elettorale si faceva eccome. Ma cosa vuoi che sia?

Ah, dimenticavo: prima della riforma di Solone nella piazza ci andavano solo i nobili, vedi tu.

Hai delle idee stravaganti sul periodo classico.
Oggi la politica non si fa più nelle piazze, ma su uno schermo televisivo o sulla pagina di un giornale. Si fa politica entrando nelle case e nei salotti di milioni, miliardi di persone, parlandogli del loro privato e di come dovrebbe essere mentre quelli mangiano, cucinano, stirano, e pensano ai loro affari privati.
E quindi? Negli anni ’70, a fare questo era la “cultura di sinistra”. Non ci trovo nessuna differenza, come ho scritto nel post cui rispondi senza avere mai letto.
Non l’ho voluto io tutto questo e nemmeno il Sessantotto. Sono stati gli esponenti della classe dominante che, preoccupati dalle proteste e dall’avanzata del movimento operaio, degli studenti e di tutti i manifestanti e militanti, hanno deciso a un certo punto di passare al contrattacco.
Questi sono i film che ti proiettano nella sede del partito? Guarda che la gente che si e’ gettata nell’orgia consumista degli anni ’80 era la STESSA che era in piazza nel ’68. Mica fai un ricambio generazionale in 12 anni sai?
Tu dici che il ’68 fosse consumismo. Io non so a quale ’68 tu ti riferisca, vai a vedere i cortei che giravano per le piazze di tutta Italia quanto amassero il consumismo!
Certo che lo amavano. Solo DODICI ANNI DOPO le stesse persone erano li’ a comprare vestiti firmati e a sfoggiare pseudoricchezza! Erano gli stessi sai, mica sono arrivati i marziani nel 1980.
Il 1968 non e’ stato di certo un movimento operaio, e’ stato un movimento essenzialmente studentesco e intellettuale, cioe’ borghese. Ed estremamente consumista. Tantevvero che LE STESSE PERSONE negli anni ’80 si sono gettate dentro l’orgia consumista piu’ sfrenata. Mica erano marziani, sai, quelli che consumavano negli anni 80? E non erano certo i dodicenni.
Che poi nel 1968 c’era anche il consumismo, questo è un altro discorso, ma non da parte del movimento sessantottino, mi sembra una confusione abbastanza grossolana, la tua.
Il sessantottino, appena ha avuto un lavoro e due soldi, e’ diventato un cumenda e si e’ messo a sfoggiare l’auto, il vestito e la troia. Dimmi, erano marziani? La societa’ non era formata dalle stesse persone, forse? Dodici anni non fanno ricambio generazionale, sai?
Tu dici che siccome il 1968 verrebbe prima del 1980, tutto ciò che è accaduto nel 1980 deve essere attribuito a quella parte dell’anno 1968 (69, 70 ecc.) che fu il movimento sessantottino.
Figliolo, la gente che c’era nel 1980 ERA LA STESSA. In dieci anni non fai un cambio generazionale. Ti sovviene il concetto? La societa’ era fatta ancora dalle stesse , identiche persone. Faccio un disegnino?
“Tuttavia, si vuole spacciare il ’68 come un evento anticonsumista e spiritualista e socialista, mentre il consumismo “vero” lo si attribuisce agli anni ’80. Al contrario, il consumismo degli anni ’80 e’ semplicemente il punto di arrivo di un fenomeno nato nel 1968
Confondi surrettiziamente ancora una volta, nel tuo argomentare contorto, l’anno 1968 con il movimento chiamato Sessantotto che non può certo rappresentare tutto quello che avvenne nel 1968. Al contrario il movimento era contro il consumismo che si stava diffondendo in quegli anni,
Ma non e’ vero un cazzo: il movimento era parte integrante di quel consumismo. Tantevvero che le stesse persone si sono gettate a sbavare su Drive In e sulle tette di Carmen Russo solo dodici anni dopo. Ah, si: “surrettiziamente” non c’entra un cazzo nella frase, eh.
Ah, si’:  nel 1978 mio padre era in cassa integrazione e io mettevo i vestiti dei vicini, bello mio. Non i Jeans a zampa d’elefante che vedo nelle fotografie dei sessantottini, e che costavano un botto.
e se non ci credi leggiti tutti i pensatori “culto” dei giovani che all’epoca scendevano in piazza, e non mi pare che nessuno dei essi sia mai stato tenero col consumismo.
A parole, forse. Ma forse. Perche’ anche sprecare tempo a fare politica e’ consumismo, sai? Chiedi ai tuoi nonni, se 13 ore al giorno sulla zappa gli permettevano di fare dibattiti e di frequentare cinema impegnati….
Sarebbe come dire che il Congresso di Vienna fu colpa dei rivoluzionari francesi invece che delle monarchie europee. Dire che poi questi giovani sarebbero consumisti, solo perché compravano qualche disco o qualche libro, mi pare francamente ridicolo.
Beh, se definiamo il consumismo come qualcosa di diverso dal “comprare cose”, allora potresti avere ragione. Credo che il dizionario di prima ti darebbe torto, pero’.

Del resto lo ha fatto una volta, di citare il dizionario a sproposito, quindi confido nella prasseologia della stupidita’.

Fu dagli anni ’80 in poi, invece, che grazie ai profeti delle magnifiche sorti e progressive del capitalismo e ai guru del libero mercato si diffuse presso tutta la popolazione un’adesione acritica e incondizionata al modello di vita di fatto impostoci.
Assolutamente no. Evidentemente non c’eri. Gli anni ’80 furono anni nei quali lo stato era invasivo ai massimi livelli e gettava soldi nelle aziende pubbliche a piu’ non posso. Il liberismo sfrenato arrivo’ con gli anni ’90 e le privatizzazioni. E i governi tecnici di sinistra. Dove cazzo eri quando Prodi privatizzava?
Negli anni 60 e 70 c’era chi lo contestava. Adesso chi lo fa viene additato come “apostolo rosso” persino da un blogger che si dà il tono di grande esperto della controinformazione.
C’era chi diceva delle cose. MA dieci anni dopo, le STESSE persone erano impegnate in un’orgia consumista. Che fine hanno fatto quelle persone?
Tendo a considerare i risultati, e la societa’ che le stesse persone, una volta adulte, hanno costruito, era quella degli anni 80. Mica li hanno fatti i marziani, gli anni ’80, sai? Li hanno fatti gli ex sessantottini.
Eri tu quello che parlava di coerenza, giusto?
La “nudità” del 68 aveva un significato assai diverso da quella odierna e a non capirlo sono i veri bacchettoni di oggi che pretendono che le allusioni sessuali della pubblicità siano libertà.
La nudita’ e’ il fatto di essere senza vestiti. Punto. Il significato ce lo metti tu. Ma non e’ detto che tutti debbano essere d’accordo col significato che vuoi tu.
Quella era il tentativo di emancipazione dalle costrizioni della società, dai tabù, dal patriarcato.
No, era solo voglia di fare i propri porci comodi. Tantevvero che la STESSA identica generazione, oggi, e’ tutta teo-dem, ha scoperto i valori della religione, vota per la Binetti, ha scoperto il valori di un tempo, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. E dodici anni dopo, negli anni ’80, la stessa identica gente era impegnata nell’orgia del consumismo piu’ sfrenato. Avevano 20 anni nel 1968 e facevano consumismo giovanile, a 32 anni avevano una posizione e sfoggiavano i soldi. Era la stessa gente.
Quella gente non e’ mica morta, sai? I sessantottini sono ancora li’, ed erano li’ nel 1980, mica sono scomparsi sotto terra. Spetta a te spiegare come mai LE STESSE PERSONE dieci anni dopo fossero impegnate in un’orgia consumista, se erano davvero dei contestatori del consumismo.
Guarda che nel 1980 i nuovi nati rispetto al 68 avevano dodici anni: gli adulti che sbavavano dietro Drive In e le tettone erano tutti ex sessantottini. Gli edonisti degli anni 80 erano i sessantottini con dieci anni in piu’, mica c’e’ ricambio generazionale IN DIECI ANNI.
Sono emigrati tutti e la popolazione e’ stata rimpiazzata, forse? Com’e’ che tutti questi contestatori del consumismo si sono gettati a pie’ pari nel consumismo?
Per la semplice ragione che non stavano contestando un cazzo: stavano solo seguendo la moda del momento, che diceva di dire certe cose per essere fichi. Poi e’ cambiata la moda, e tuoi contestatori si sono comprati vestiti firmati e si sono iscritti in palestra.
Minchia, ci credevano un sacco.
Questo di oggi è invece nient’altro che l’uso strumentale di una certa visione della sessualità per fini commerciali.
Che e’ la stessa visione dei sessantottini. Non e’ che siano morti, sai? E non erano morti neanche negli anni ’80, se e’ per questo. Erano solo , come dire…. seguivano un’altra moda, tutto qui. Consumismo allo stato puro. Consumismo ideologico, se vuoi: hanno consumato un’ideologia come fosse una moda qualsiasi, un paio di jeans. Sessantottini nel 68 e ottantini negli anni ’80. Banale, semplice consumismo: moda che passa.
Forse ti sfugge il contesto decisamente diverso. La società italiana degli anni 60 era qualcosa di profondamente diversa da quella di oggi. Una donna che si spogliava in un corteo faceva scandalo e irritava i benpensanti.
Ma non la facevano spogliare per questo: la facevano spogliare perche’ gli piaceva vedere la gnocca. Poi , per sanare i vostri sensi di colpa, dicevano che avrebbe irritato i benpensanti, che era lotta politica, eccetera. Mica facevano spogliare camionisti e vecchiette novantenni, cosa che avrebbe ugualmente irritato i benpensanti….. era tutta gnocca, quella, altroche’.

Per irritare i benpensanti potevano far spogliare anche la nonna, o solo i maschi, o qualsiasi altra cosa che irritava i benpensanti (erano molto irritabili). Non c’era mica bisogno di spogliare sempre le meglio figliole… maddai, chi prendi per il culo?

Ma perche’, la moda del 68 secondo te era rispettosa del corpo? Hai mai messo un paio di pantaloni a zampa con la corporatura media della donna italiana di quei tempi? Hai mai visto com’erano le minigonne sessantottine sulle donne del tempo? Pensi che su una persona in sovrappeso un vestito da figlio dei fiori stesse cosi’ bene?

Guarda che quella moda del periodo era cosi’ assurdamente cacofonica e sgraziata che senza un fisico da urlo sembravi un barbone.  E le palestre ai tempi non c’erano, non era come oggi, erano una cosa fascista.

Una donna che si spoglia in televisione non fa che aumentare gli ascolti delle rete e le offerte pubblicitarie.
Anche all’epoca. Solo che anziche’ pubblicita’ per un’azienda era propaganda per un partito. C’era gente che andava alle manifestazioni di femministe solo per vedere tette, cosa credi? Ma lo sai quanta gente ha occupato facolta’ solo perche’ c’erano le compagne che la davano? Ma chi credi di prendere per il culo?
Ma forse questo non riesce a capirlo chi sbatte due tette sul proprio blog.
Due? Ho postato piu’ di 10.000 immagini. Conta meglio, che Marx si incazza.
Capisco che dell’erotismo a buon mercato possa riscuotere più approvazione che la critica contro l’immagine stereotipata della donna che voi diffondete.
Figliolo, non e’ una questione di stereotipi. Le immagini NON sono donne. Stallone NON era nei marines. Schwartzenegger NON e’ un robot che viene dal futuro. Una foto NON e’ una donna. Faccio un disegnino?
Voglio essere chiaro, dopo aver visto in che modo hai manipolato le mie parole.
Le ho postate cosi’ com’erano. Ci ho messo le MIE parole sotto, che non e’ “manipolare le tue”. Ah, forse nel tuo partito neanche questo e’ concesso, sbaglio?
Io non ho nulla contro il sesso, tutt’altro, e non mi interessa quante volte una persona lo faccia, con chi e in che modo e non ci trovo nulla di sbagliato. Quello che non approvo è l’utilizzo strumentale e opportunistico della sessualità, per fini commerciali, persuasivi o, in generale, egemonici.
E da quando quello che non approvi tu sarebbe “politico”? E da quando TU avresti il diritto di dire che cosa IO devo fare di una foto che mi piace guardare?
Non accetto l’ipocrisia di chi dice “ma come siete bacchettoni voi della sinistra, cosa c’è di male in un bel paio di tette?” e poi massacra l’immagine della donna rappresentandola come una puttana disponibile per riempirsi le tasche e per qualsiasi altro secondo fine.
Le immagini non si massacrano, e l’immagine di una donna NON e’ la donna. Le immagini e la realta’ NON coincidono. Ho lavorato per un’azienda che era al top nella produzione di realta’ virtuali ed effetti cinematografici. Ti rivelo un segreto: non esiste nulla di vero, nelle immagini. Neanche delle riprese televisive in diretta , ti puoi fidare. Tutti i discorsi che ti fai sono basati sul fatto che la TV suggestioni TE. Sul fatto che TU non distingui immagine e realta’. Ma io che si posso fare se non distingui il calendario di Anna Falchi da Anna Falchi?
Tu non sei un campione, lo capisci? Puo’ anche darsi che tu ti senta influenzato dalla TV perche’ sei troppo stupido per staccartene, o sei incapace di distinguere immagine e realta’ come faccio io. Io, per esempio, posso guardare due tette senza farmi un’opinione chauvinista delle donne. TU non ci riesci. Allora non guardarle, che cazzo vuoi? Perche’ devi imporlo a me?
E non mi raccontare le scialbe manfrine secondo cui “l’immagine non e’ corpo. La fotografia di una persona NON e’ la persona”. questa è filosofia da quattro soldi, volgare presa per il culo.
Assolutamente, e’ critica materialista allo stato puro. L’immagine NON e’ la persona. Semplice: scopati il calendario di Anna Falchi, se riesci. Ricucci, con l’originale, faceva meno fatica e non aveva quel senso come…. di inchiostro che ne ricaveresti tu. Tantevvero che il calendario non ti lascia, Anna Falchi ha mollato Ricucci: direi che la persona abbia addirittura piu’ autonomia della sua immagine, no?
Non sospetti qualcosa?
Usando l’immagine della donna (abilmente manipolata e ritoccata) per certi fini ti servi del corpo della donna,
No. Posso creare l’immagine dal nulla, ormai. Non c’e’ piu’ bisogno della realta’. Se tu non riesci a staccare le due cose, sei tu che hai un problema. Sei TU che hai un limite. Non io. Non il mondo. Non la societa’.
Tu. Sei proprio tu. Non poi continuare ad attribuire al mondo intero i tuoi limiti: se TU non distingui l’immagine dalla realta’ sei proprio stupido tu, non tutto il mondo.

Se tu credi che Stallone sia stato un pugile, e un soldato del vietnam, e un poliziotto estremamente violento, non e’ colpa mia. Se pensi che John Travolta sia stato un ballerino, e un alieno, e un angelo, io non c’entro: sei tu che non sai staccare l’immagine dalla persona.

perché l’immagine che ho del mio corpo incide sulla mia autostima, sulla mia personalità e sul concetto che ho di me stesso, fattelo dire da qualsiasi psicologo.
Se la psicologia e’ il massimo dell’autorevolezza della quale disponi, temo che caschi male.  Non si tratta di una scienza esatta, e ultimamente non la si ritiene nemmeno piu’ una scienza.
Si impone così un modello estetico a cui tutte le donne vuoi che si allineino. Un’immagine di una donna disponibile a soddisfare i piaceri, i desideri e le mire del maschio.
Ma vietare il modello e’  tirannico quanto imporlo. Non cambia nulla, hai solo trasformato cose obbligatorie in cose vietate. Rimane un’invasione della vita privata.
E con quelle immagini sul tuo blog tu collabori attivamente a questa imposizione.
Assolutamente no. Io ho messo delle foto, punto. Se TU non riesci a non esserne ipnotizzato , io non c’entro. Io posso guardarle mantenendo l’altissima opinione delle donne che ho. Se TU invece ne sarai influenzato, e’ per via del tuo fragile intelletto. Io che c’entro? Vietiamo agli idioti di guardare donne nude, e lasciamolo fare agli altri, chettedevo di?

Io posto una foto di una tizia con grandi tette. Se tu lettore ipotetico vai dalla tua morosa a mobbarla perche’ non le ha cosi’ grandi, il problema non e’ nella foto, e’ nella tua testa di cazzo. Io che c’entro?

Detto questo, siccome hai fatto delle illazione prive di fondamento sulla mia persona, volevo dimostrarti quanto ci si possa sbagliare nel dare opinioni sulla base di pregiudizi.
Nono, a mio avviso hai dimostrato la tua stupidita’ in quello che hai scritto, e come se non bastasse hai anche deciso di reiterare.
Io nel ’68 non ero ancora nato e non ho preso nessun 18 politico, studio all’università e ho la media del 28,
Dopo la riforma Berlinguer, il 30 non si nega a nessuno. Scarsino, con la tua media, eh. Fosse 18 politico, almeno ti abbassava la media. Oggi c’e’ il 30 politico, ormai…
se proprio vuoi saperlo, e per prevenire la facile obiezione, di quelli come voi, non c’ero ma l’ho studiato e posso parlarne con ragione esattamente come chi parla della scoperta dell’America avendola studiata.
Ah, l’hai studiato.
Visto che hai detto delle cose inesatte su Marx per me possiamo fare un confronto quanto vuoi su questo pensatore e vediamo se ne parli perché ne hai letto qualche paragrafo sul libro del liceo o non so dove.
E tu invece dove lo studi? Nel partito? Hai detto delle cazzate da paura.
Io comunque non censuro chi la pensa diversamente come me ed esprime delle critiche e non tempo il confronto, mentre tu hai dimostrato l’esatto contrario.
Neanche io. Ho dei pregiudizi, invece, sugli idioti. Ma non e’ che chiunque la pensi diversamente sia un idiota. Semmai, generalmente chi e’ un idiota la pensa diversamente, ma questo in sostanza mi conforta molto.
Infine volevo riportare il contenuto di quell’altro commento che hai censurato:
Tremonti ha regalato soldi alle banche, e i Tremonti bond ne sono la prova, se fai il contestatore devi farlo fino in fondo e dirla tutta la verità.
Assolutamente no, e il costo dei bond semmai e’ la prova. Comparalo col regalo secco che ha fatto Brown, o con il prestito ad interessi zero che ha fornito Obama, e vedrai che i numeri ti spiegheranno delle cose interessanti. Per esempio, che “regalare” e “prestare” sono due cose diverse.
Tantevvero che erano “bond”, appunto. No, non andare sul dizionario: ti darebbe torto ancora. Un bond e’ proprio una cosa che paga interessi.
Vediamo se hai il coraggio di pubblicare integralmente quanto ti ho scritto, senza spezzettamenti e senza “omissis”.
Secondo me non ce l’hai.
Maddai, mi diverto troppo con te. Sei troppo stupido, e appari come un evidente prodotto della scuola post-Berlinguer.
Io penso che tu sia un cretino.Leggendo le cose che dici mi faccio questa opinione sempre piu’ forte. Una scuola che non boccia piu’ ti ha disabituato all’idea che qualcuno ti ascolti e dica “sei un cretino”. Beh, fuori dalla scuola, succedera’ spesso.
Buongiorno. Dormito bene?
Uriel
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