Due risposte poco rapide.

Mi hanno chiesto, a piu’ riprese, di commentare sia il successo della Lega che dire che cosa dovrebbe fare secondo me la sinistra per uscire dalla merda nella quale si trova. Si tratta di due problemi estremamente correlati, perche’ sono dovuti (anche) ad un fenomeno di migrazione di piccoli funzionari da un partito all’altro. Ma andiamo con ordine, e facciamo un pochino di analisi.

Innanzitutto, per capire se vi sia stata sconfitta o meno bisogna analizzare gli obiettivi. Senza analizzare gli obiettivi, non potete capire se avete fallito o meno. Fare analisi confrontando il dato coi dati precedenti e’ inutile. Se oggi mi propongo di avere una Mercedes e ottengo una Daewoo, non posso dirmi fortunato se ieri, quando volevo una Vespa, ho ottenuto una cinquecento. Perche’ nel primo caso ho maggiorato il mio obiettivo, mentre nel secondo l’ho fallito.
I risultati si confrontano con gli obiettivi prefissati, punto. Tutto il resto e’ semplice mentalita’ farlocca. Non si confronta il risultato elettorale con le europee. Si confronta con gli obiettivi che ci si erano prefissati, per questa competizione.
Che cosa c’era in palio? Queste nuove giunte regionali saranno le prime ad applicare il federalismo fiscale, ovvero a ritenere soldi (non versandoli a Roma) per spenderli localmente. Poiche’ ogni partito ha i propri obiettivi locali ed i suoi bacini elettorali, gli obiettivi sono due.

 

  1. Le regioni a PIL piu’ alto, perche’ sono quelle che maneggeranno piu’ soldi.
  2. Le regioni con piu’ elettori, perche’ con questi soldi potranno attirare piu’ elettori mediante le iniziative finanziate.

Da questo punto di vista, il PD ha catastroficamente perso. Con la sola esclusione di Emilia e Puglia, ha perso il 70% del PIL nazionale, che e’ finito in mani di destra, e le regioni piu’ popolose , idem. Non c’e’ dubbio che sul piano materiale sia una sconfitta catastrofica.

Adesso le giunte regionali delle regioni a piu’ alto PIL del paese, (Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto ) tratterranno quantita’ ingenti di soldi con i quali finanzieranno progetti locali, che produrranno un’economia legata a quei partiti. Il che significa, fidelizzare ancora gli elettori. Lo faranno nelle regioni piu’ ricche , e in quelle piu’ popolose (aggiungiamo quindi la Campania).
Certo, c’e’ gente che confronta il risultato attuale delle europee. Mica male. Del resto, se lo confrontiamo con le elezioni del 1904, per la sinistra e’ un successone. Ma non c’entra un cazzo: i risultati si confrontano con li obiettivi. Con la mentalita’ con la quale a sinistra stanno esaminando il risultato, non possono che perdere per incapacita’ di analisi della realta’. Risultati prefissati -> Vittoria. Punto.

 

Detto questo, andiamo al primo discorso. La Lega. Mi chiedono di dire perche’ la Lega vinca, ricordando un articolo che scrissi tempo fa. Ma tempo fa la lega vinceva per altri motivi. I partiti politici hanno fasi storiche, cambiano del tempo, e la loro strategia cambia nel tempo. La lega oggi vince per motivi diversi rispetto ad anni fa.
Innanzitutto, la lega vince in provincia, e poco in citta’. Quindi, e’ evidente che un fattore trainante e’ la capacita’ di operare in zone a bassa densita’ demografica. A che cosa e’ dovuta questa superiorita’ tattica? Semplice: le zone a bassa densita’ hanno meno servizi, specialmente meno servizi civici: la risposta e’ sempre “vai in citta’”.
Lo so bene perche’ vivo  in provincia. Qualsiasi cosa vuoi, prendi un treno e vai in citta’. Prendi l’auto e vai a Bologna. La Lega sta semplicemente applicando la logica mussoliniana dello “stravillaggio”, ovvero sforzarsi di portare nel paesino delle funzioni che altrimenti verrebbero centralizzate nei grandi centri. Ormai e’ sempre la Lega che si batte per il piccolo asilo, per l’ufficio decentrato, per la strada vicinale da asfaltare, per il pronto soccorso locale, e spesso persino per tenere in loco attivita’ private come supermercati e altro, cosa che cambia notevolmente la vivibilita’ della provincia.
Per le citta’, stracolme di servizi, questa strategia non e’ pagante. Per questa ragione la Lega non sfonda nelle metropoli: non benissimo a Milano, non benissimo a Venezia, eccetera. Appena una cittadina ha una buona quantita’ di servizi, la Lega perde attrattiva.
Il problema e’ che l’intera provincia italiana e’ stata abbandonata a se’ stessa per decenni, e che le citta’ si stanno spopolando per via della speculazione immobiliare. Morale della storia: la lega si impadronisce della provincia.
A quel punto, negli ultimi anni ha messo a punto un meccanismo di radicamento micidiale, sfruttando una caratteristica peculiare della propria storia: e’ l’unico partito della Prima Repubblica ancora in vita, ed e’ strutturata esattamente  come un partito “classico” della Prima Repubblica.
Negli ultimi anni, il PD e’ stato colonizzato dalle zecche daleminane, provocando una vistosa emorraggia di piccoli funzionari di quella macchina da guerra che fu il PCI/PDS/DS. Questi piccoli funzionari, che per anni hanno fatto (molto bene) solo una cosa, si stanno rifugiando nella Lega, che e’ l’unico partito che conservi ancora una struttura “classica” da prima repubblica.
Questo ha permesso alla Lega di costruire le proprie sezioni come un misto di luogo comunitario, identitario, e spesso come centro servizi ufficioso. Non sai come fare a chiedere il tal permesso? Vai in sezione, che c’e’ l’assessore, e glielo chiedi. Pratica classica del PCI. Questo sta attirando immigrati a migliaia, tra parentesi.
Oltre ai profughi del PCI, sta attirando profughi del sindacato , delle vecchie sezioni di AN, e delle ACLI. Esse sono sempre state fortissime nelle campagne, e nelle associazioni di agricoltori. Se considerate il meccanismo pensionistico degli agricoltori (reversibilita’, contribuzione stagionale, etc), e pensate che le pensioni al nord rappresentano fette consistenti del PIL, capite che genere di potere si costruisca in provincia. Ovviamente, esso viene meno nelle citta’, e questo spiega la difficolta’ leghista di prendere alcuni centri.
L’ultimo , micidiale meccanismo che la Lega ha messo in atto e’ la gestione dei fondi UE. La Lega ha puntato molto su Bruxelles, riuscendo ad entrare nel meccanismo dei fondi europei. Una volta creato il “tubone” di soldi, essi stanno usando la tattica democristiana di occupazione della provincia, ovvero la distribuzione a pioggia. In quasi tutti i piccoli centri, se vuoi fondi europei per un progetto devi rivolgerti al leghista, o almeno venirci a patti, perche’ i progetti che passano per la Lega hanno una marcia in piu’. Una volta anche i rossi facevano questo, ma il tentennare del PD nella decisione circa il gruppo europarlamentare (popolari o socialisti?)  li ha buttati fuori dal giro.
Agendo su questi tre fronti, non c’e’ da stupirsi se la lega sia triplicata in Emilia. L’emilia offre un mix di caratteristiche che per la Lega sono l’ideale: molti piccoli centri, molta provincia, pochi grandi centri, molta agricoltura, molta attitudine ad attingere a finanziamenti di ogni tipo, molte pensioni, molti immigrati, una quantita’ enorme di funzionari del PD che lasciano il partito perche’ nauseati dal malcostume dei gallipolesi, o solo perche’ sostituiti con la pompinara gallipolese di turno.
Ormai in Emilia si dice chiaramente che sia meglio ritirarsi e fare terra bruciata, e si da’ per scontato che sara’ la prossima regione padana a cadere. Il PD non si prepara a lottare, c’e’ rassegnazione, e i pochi che si mostrano combattivi vengono eliminati per paura che facciano concorrenza a qualche zecca in quota gallipolese.
Il partito ha cercato di accentrare ogni cosa nelle citta’, trasformando in SPA le municipalizzate, e questo ha abbandonato le aree appenniniche e ha portato tutto in citta’. Le coop stanno devastando il tessuto economico locale (un’ IperCoop a Vergato ci voleva proprio, eh? Con un bacino  minimo strutturale di 30.000 persone in una zona del genere, vi siete guadagnati il perpetuo odio di ogni negoziante da Marzabotto sino alle porte di Pistoia), l’atteggiamento delle citta’ verso la provincia e’ predatorio (bisognava proprio proporlo, il “tubone” per portare l’acqua dalla montagna a Bologna, quando Bologna stessa galleggia sui canali, eh?)  , e cosi’ via.
Ma la cosa che li sta facendo cadere a pezzi e’ che appena si libera un posto arriva una telefonata da Gallipoli e spiega chi debba occuparlo.

 

Questa e’ la ragione principale della vittoria attuale della Lega, cioe’ dell’aver costruito un partito “classico” da prima repubblica, che gioca a tre punte (fondi UE, sezioni, agricoltura) , sfruttando i fuoriusciti dei vecchi partiti.

 

E’ vero che “adesso la Lega deve governare”, ma la provincia e’ stata governata cosi’ male negli ultimi anni che persino Borghezio puo’ fare di meglio seduto sulla tazza del cesso.  Non e’ una sfida impossibile, specialmente ora che ci sara’ di gestire (spalleggiati dai decreti attuativi del governo amico) la nuova autonomia federalista. Colpa di chi, in politica,  ha abbandonato la provincia per i piu’ succosi posti dentro i grandi centri.

 

Come il PD puo’ fermarli? Ricostruendo la struttura che aveva in provincia, e localizzandola. Ma per questo servono soldi, e il PD non ne ha piu’. E poi servono le persone, servono i  funzionari esperti,  ma i gallipolesi li hanno cacciati per piazzare le loro mignotte e molti sono finiti proprio nella Lega. Game over.

Veniamo alla seconda risposta. “Che cosa dovrebbe fare la sinistra per tornare a vincere davvero, e non solo nel number handling post-elettorale”.

E’ un pochino come chiedersi cosa debba fare una balena per volare: la risposta sara’ “non e’ impossibile, ma serve un sacco di energia, e bisogna utilizzarla bene”.

Per prima cosa, alla sinistra serve di liberarsi di alcuna zavorra.
Per prima cosa, quel branco di cialtroni che si spacciano per “intelligenzia” e non sarebbero capaci di fare una “O” con il bicchiere. Non puoi sempre cavartela con una analisi del dopo. Non puoi sempre , ad ogni occasione persa, dire “non abbiamo capito che”, o “non abbiamo visto che”. Non e’ possibile che invece gli avversari hanno sempre capito e hanno sempre visto, e loro mai.
Se questo succede e’ perche’ mancano i cervelli. Non e’ possibile che due o tre esperti di marketing riescano sempre, da 22 anni a questa parte, a capire gli umori del paese meglio degli “intellettuali di sinistra”. Non puo’ essere che Fede sia capace di plasmare l’ opinione pubblica meglio di Santoro, e si dica che Santoro e’ intelligente mentre Fede e’ un coglione.
Signori, l’intelligenza e’ la capacita’ di raggiungere gli obiettivi dove altri falliscono. La cultura e’ la capacita’ di vedere nuovi obiettivi dove gli altri sono ciechi. I vostri intellettuali sono aria fritta.
Mi fa ridere Moretti che dice “con questa classe dirigente non vinceremo mai”. Dimentica che questa classe dirigente e’ formata da decenni di pensiero farlocco, di parole farlocche, di idee farlocche prodotte proprio dai venditori di fumo fritto come Moretti.
La sinistra deve, per prima cosa, portare aria nuova tra i propri intellettuali. Del resto, vivono di soldi pubblici , il partito chiude il rubinetto e loro vanno a zappare. Occorre per prima cosa una mentalita’ nuova, e una mentalita’ nuova non si fa con intellettuali vecchi.
E’ ora di mandare via dal cazzo i profeti della farlocchita’. Basta con il declino dell’occidente, basta con il think different: se non vuoi uscire di strada, l’unico modo di pensare possibile e’ rimanere in strada. Think different una sega, schiantarsi su un platano non e’ un modo diverso di intendere il viaggio, e’ un incidente stradale. La sinistra ha bisogno di buonsenso e pragmaticita’, non di Fuksas e Moretti. Ha bisogno di una sana dose di “think achievements” e non di “think different”.
Quindi, prima parola d’ordine: via i cosiddetti “intellettuali”. Fuori dal cazzo i farlocchi.
Secondo punto, i mass media di sinistra. La sinistra che si presenta al voto sembra un Alessandro che si presenta in persia con le racchette da neve e le pellicce, convinta di lottare in un ghiacciaio. Sia la classe dirigente che la base vive in un mondo di falsita’.
Si sono presentati in Lazio convinti di avere a che fare con un partito cosi’ disorganizzato , decadente e stupido da non sapersi iscrivere alle elezioni. Perche’? Perche’ i loro massmedia gli hanno raccontato questa palla.
Si sono presentati in Piemonte pensando che il vero problema fosse “parlare di programmi”  e che la Lega  sia un partito di stupidi senza programmi. Ma che cazzo dite? Mercedes Bresso ha parlato di programmi per tutto il tempo, e’ stata in TV insieme a Cota, non ha fatto altro che parlare di programmi. Perche’ e’ successo? Perche’ era informata male. Non sapevate neanche chi fosse, Cota, a leggere i vostri “media” sembrava che la Bresso corresse contro un… come si chiama quello li’…. aspetta… quel pensionato… quello che da’ da mangiare ai piccioni…. come dite? Ah, si’: quello che ha vinto.

Vi hanno raccontato che all’ Aquila ci fosse un clima di piena rivolta, che il Berlusconi dovesse andare là scortato perchè sennò sarebbe stato linciato. Le carriole, le proteste e la polizia che vieta manifestazioni spontanee, con Repubblica che batteva forte la grancassa e poi… occazzo la sinistra perde la provincia con un disavanzo di 10 punti percentuali da parte dell’avversario.Vi hanno detto LA VERITA’, secondo voi?

Continuano a dire che la Lega sia razzista e basi tutto sulla paura  degli immigrati. La Lega nel frattempo piazza sindaci di colore e sindaci meridionali , e aumenta i consensi proprio tra questi ultimi. (1) Siete informati bene?
Sono andati alle elezioni pensando che Berlusconi fosse in un crollo inevitabile ,  che gli italiani fossero stufi, che il suo nome ormai desse il voltastomaco. E che cosa e’ successo? Che proprio la sua discesa in campo PERSONALE fa vincere la Polverini.  Era la verita’, quella che vi hanno raccontato gli scalfaroidi? Erano i FATTI?
E’ evidente che siete informati male. E’ evidente che i media di sinistra raccontano PALLE. Non e’ possibile che un momento prima delle elezioni tutti i giornali di sinistra parlino di disfatta inevitabile di Silvio, e il giorno dopo siano ad analizzare la sconfitta.
Un giornale NON e’ un organo di propaganda. E’ un organo di informazione. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. icevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta. Ricevere informazioni troppo ottimistiche porta alla sottovalutazione ed alla sconfitta.
Adesso si stanno autolavando il cervello parlando di una fantomatica “tenuta”. Di una fantomatica “sconfitta” del PDL. Interessante. Arriverete alle prossime elezioni con la geometrica vittoria in pugno. Come sempre. MA questo avviene perche’ i vostri media vi raccontano palle. Vi dicono che avete di fronte un avversario debole, vecchio e sfinito, che i sondaggi lo danno in crollo, che gli italiani sono stufi. Sono dei FATTI, questi, col senno di poi? No.
E’ chiaro che uno dei contributori maggiori alla sconfitta e’ la stampa di sinistra. Continua a fornire una mappa dello scenario completamente falsa ai propri militanti. Tale mappa diventa politica perche’ i militanti decidono poi (anche tramite le primarie) la strategia globale. E cosi’, drogati da una stampa che dice IL FALSO per fare propaganda, si gettano alla conquista di altissimi ghiacciai, per poi scoprire che in quel posto li’ c’e’ una pianura, che gli sci non servono, e che le mappe della realta’ italiana sono da buttare.
Vi stanno raccontando che il modello vincente per le prossime elezioni e’ l’insalata mista di Burlando. Nove partiti in giunta. Perche’? Perche’? Perche’ lo dice D’Alema. E la ricetta di Vendola? Ma quella e’ “irripetibile”, of course!  Vi getterete nella prossima mischia elettorale con una logica del cazzo, semplicemente perche’ i vostri mass media vi stanno facendo il lavaggio del cervello dicendovi che e’ meglio vincere come a Genova che come a Bari.
Seconda operazione necessaria: spazzare via questi media di merda. O questi media informano, permettendo alla base stessa di sapere , di capire, di agire mediante la militanza e la rappresentanza, o otterrete sempre e solo un partito di Don Chisciotte, chiuso nelle allucinazioni di Repubblica, dell’ Unita’ , di una blogsfera che quando va bene passa da una realta’ virtuale ad una serie di uomini di spettacolo.
Punto terzo: a proposito di uomini di spettacolo, fuori dal cazzo i paraculi. Casomai non lo aveste capito, non c’e’ molta differenza tra Grillo e Santoro. Si tratta di professionisti dello spettacolo, il cui scopo e’ lavorare per guadagnare soldi. A Santoro, come a Grillo, non fotte un cazzo di chi vinca le elezioni. A loro importa solo vendere i loro spettacoli. Il loro problema e’ lo share.
Quando parla Santoro, non parla Bersani. Quando parla Travaglio, non parla Bersani. Quando parla Luttazzi, non parla Bersani. E poi vi lamentate che Bersani non si vede mai. e non si parla di programmi .Perche’, al Paladozza lo avete visto, Bersani? No. E questo non vi dice niente, TESTE DI CAZZO?

Doveva parlarvi BENIGNI, dei programmi?

Il Paladozza era solo una attivita’ commerciale di alcuni comici. Vi stanno illudendo di guardare un comizio politico quando guardate i loro spettacoli, COGLIONI, cosi’ non andate piu’ ai comizi politici veri. Vi stanno illudendo che se guardate Santoro guardate la sinistra, e voi non guardate piu’ Bersani. Ditemi, COGLIONI, al Paladozza ha avuto piu’ spazio Santoro o Bersani? Ha avuto piu’ fottuto spazio Luttazzi o la Bonino? Se dovessi andare a contare lo spazio dato ai politici al Paladozza, voi mi direste che tutta la manifestazione sia stata “di sinistra”?
PORCA TROIA, MA C’ERA UN SOLO, FOTTUTO POLITICO DI SINISTRA?
No, c’erano solo giornalisti e comici. Presenza politici di sinistra: zero. Di cosa parlava l’iniziativa: di Berlusconi che non fa parlare i politici di sinistra. Che al Paladozza non c’erano.
E QUESTA LA CHIAMATE LIBERTA’ DI  INFORMAZIONE, TESTE DI CAZZO?
No, coglioni: quello era il business di Crozza. Il Business di santoro. Il business di Luttazzi. Il business di benigni. Che si sono guadagnati il pane. E bersani? Eh, che cazzo c’entra bersani con la mancanza di informazione che nasconde i programmi politici (di Bersani) alla gente? Cioe’, stiamo protestando perche’ Santoro non puo’ andare in TV o perche’ non ci puo’ andare Bersani, TESTE DI CAZZO?
Non vi rendete conto di questo paraculismo perche’ siete troppo impregnati di cultura farlocca, quella merda inconcludente che vi hanno spacciato per decenni i Vattimi, i Cacciari, i Moretti, i Fuskas. Bravi coglioni. Una trasmissione che si proponeva di protestare , di aggirare una censura contro i partiti politici di sinistra, eh? E voi, coglioni, non vi siete neanche accorti che non ci fosse neanche un POLITICO di sinistra! Avrebbero dovuto esserci TUTTI. Avrebbero dovuto esserci SOLO LORO. E invece? E invece, comici e giornalisti. Che guarda caso, vivono proprio di questo.

Ma sulla confezione della manifestazione del Paladozza c’era scritto che si lottava per la liberta’ di informazione, che si lottava contro l’ oscuramento dei partiti dei politici di sinistra: l’etichetta sulla confezione. Peccato che non ci fossero  proprio i politici di sinistra. Ma il marketing e’ cosi’: conta quello che sta scritto sulla confezione. Polli. Siete polli.

Questa e’ la triade mortale dalla quale la sinistra deve URGENTEMENTE liberarsi:
  • Intellettuali della zuppa di minchia, incapaci di capire la realta’ PRIMA del disastro.
  • Mass media della zuppa di minchia, che forniscono informazioni sbagliate e FALSE alla base di militanti.
  • Paraculi mediatici della zuppa di minchia, che in nome della liberta’ di informazione negata, tolgono il palcoscenico ai politici, facendo credere che i loro SPETTACOLI siano COMIZI. Cosa che non e’.
Da questo potrebbe nascere una cultura diversa. Ci vorra’ tempo e non sara’ facile. Ma con questi mass media di sinistra, questi giornalisti di sinistra, questi intellettuali, non vincerete MAI. Perche’ vivrete in un mondo irreale nel quale perdere il governo di quattro regioni proprio mentre si istituisce il federalismo regionale e’ una vittoria, e’ un “tenere”, un “essere in piedi”. Ma che droghe usate, si puo’ sapere?
E con una cultura pragmatica , cioe’ vincente (non e’ una parola brutta, non e’ una parola di destra, per vincere le elezioni bisogna essere vincenti, e se le vinci sei un vincente. E’ una tautologia, cazzo, non e’ “cultura di destra”! Spiegatelo, questo,  a Vattimo.) , forse si potra’ anche tornare a vincere.
Ma finche’ i militanti hanno una mappa del paese falsa perche’ i mass media di sinistra raccontano palle, finche’ i loro intellettuali non formano una cultura efficace e pragmatica (ormai parole di destra), finche’ i loro preziosi “giornalisti” e “comici” prendono il palcoscenico ai politici, spacciando per comizi i loro spettacoli, non andrete da nessuna parte.
Vi presenterete in Russia con le scarpe di cartone, per una vittoria rapida e sicura.
Ricorda nulla, antifascisti da operetta?
Uriel.
(1) Il motivo e’ semplice. Quando sono qui in Germania, se vedo un tedesco fare il cazzone me ne frego. Se fa il cretino un italiano, mi incazzo perche’ le sue figuracce ricadranno su di me. Un partito che in Germania dicesse “basta con gli italiani che fanno i mafiosi” raccoglierebbe per primi i voti degli italiani. E’ vero che “non si affita ai meridionali” e’ odioso, ma a certi meridionali non affitterebbero la casa PRIMA i loro stessi conterranei. Non si capisce che incazzarsi contro gli immigrati che si comportano male e lasciare in pace gli altri produce una simpatia automatica.
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