La pillola rossa, la pillola nera.

Continua ad impazzare il dibattito riguardante la pillola RU486, cioe’ sul sostituto ormonale dell’aborto chirurgico. Personalmente, considero questo disastro, cosi’ come quasi tutti i disastri relativi ai diritti civili , come la conseguenza della visione dei partiti come chiese politiche, sia a destra che a sinistra.

Una caratteristica generale che divide l’Italia da altri paesi e’ che in Italia i partiti sono considerati come una via di mezzo tra un’istituzione statale (quando si discute della loro presenza materiale) e delle forme di religioni organizzate, del tutto simili a chiese.

Alla luce di questa aberrazione della politica si e’ sviluppato, nei cinquant’anni di prima repubblica, la tendenza ad arruolarsi di tutte le associazioni di attivisti politici, almeno di quelle che sostengono diritti umani. Il che ha portato alla situazione di disastro attuale.

Supponiamo per un attimo di essere l’associazione che vuole il diritto, che so io, di bere la salsa di pomodoro come se fosse una bevanda. Si tratta di un atto che molti considerano contronatura, e alcuni ritengono apra le porte dell’inferno. Cosi’, in moltissimi paesi c’e’ la pena di morte per chi beve la salsa di pomodoro in questo modo.(1)

Comunque, voi sostenete il diritto di fare questa cosa (che non nominero’ piu’ sul blog). In molti paesi del mondo, semplicemente fonderete un’associazione indipendente, e poi protesterete contro chiunque non faccia abbastanza per chi beve salsa di pomodoro col pepe, sia esso di destra o di sinistra.

Il fatto di essere un’associazione a parte fara’ in modo che tutti valutino di cercare i vostri voti: e’ tipico dei piccoli partiti indipendenti.Se ci fate caso, l’ UDC fa scarezzo come partito ma tutti valutano di allearsi (pagando pegno)con loro. In un sistema essenzialmente bipolare o tendente al bipolare, il piccolo partito di indipendenti e’ sempre l’oggetto di valutazione: “allearsi con loro o meno”?

Quindi, se la vostra associazione di bevitori di pummaro’  si tiene abbastanza neutrale, potra’ trattare con tutte le parti  in continuazione. E potra’ sempre chiedere una contropartita, in quanto ad ogni elezione l’alleanza andra’ discussa, confermata, eccetera.

Supponiamo adesso che nel vostro paese ci siano due grandi partiti: gli Orazi e i Curiazi. E voi decidiate che bere salsa di pomodoro sia una cosa che fa molto orazio. A quel punto, tutti i curiazi inizieranno a darvi addosso, e se i toni crescono diventeranno “improponibili” come possibili controparti.

A quel punto vi siete autosegregati nella fazione degli orazi. Che invece vi amano assai, se non altro per contrasto con i curiazi.

Molto bene. Ma che cosa vi avete guadagnato?

  • Avete perso il potere di trattativa. Potete stare solo con gli orazi. Se vi danno qualcosa in cambio bene, altrimenti… anche.
  • Avete i diritti a giorni alterni. Quando vincono gli orazi gli avete, quando vincono i curiazi no. Dove vincono gli orazi li avete , dove perdono no.
  • Dipendete dagli orazi. Se vi fanno l’elemosina di darvi i diritti, ve li danno. Altrimenti no.

Il concetto molto semplice , che io cerco di esprimere , e’ molto semplicemente che arruolare determinati temi in un partito porta semplicemente ad un meccanismo identitario per il quale il partito opposto diventa ostile, (2) il confronto di radicalizza, e il consenso diventando un meccanismo obbligato non ha piu’ potere di trattativa.

Cosi’, nel trasformare i diritti delle donne, dai gay, di chiunque , in diritti “di sinistra”, il risultato e’ stato che forse la sinistra ci ha guadagnato qualche manciata di voti, ma alla fine non si e’ piu’ mosso nulla.

Oggi come oggi, le donne che vogliono difendere il proprio diritto ad un trattamento piu’ umano , e meno vessatorio, hanno come sponda solo la sinistra. Di conseguenza hanno la destra come avversaria. Eppure , le donne di destra e quelle di sinistra hanno gli stessi bisogni materiali, e un raschiamento non e’ una cosa divertente solo perche’ voti Berlusconi: il vero motivo per il quale la RU486 e’ un diritto “di sinistra” e’ una scelta politica, nient’altro.

L’errore di base che sta dietro a questa scelta e’ quello di chiedersi, per prima cosa, in quale partito arruolarsi per fare politica. Si sono scambiati i diritti per programmi politici , e di conseguenza si sono colorati i diritti. Adesso abbiamo la pillola “rossa”, e magari poi avremo quella “nera”. Niente potrebbe essere piu’ idiota di un simile meccanismo.

La politica, care signore, ha una sua meccanica. Si tratta di meccanismi invariabili, il cui funzionamento e’ altamente regolare, e altamente prevedibile.

Prendete per esempio chi ci sa fare: Confindustria. Essa non si schiera mai apertamente. Anzi, di solito dialoga con tutti. Diciamo che “riceve” tutti. E siccome tutti vogliono quei voti, il fatto di non essere al di fuori dai giochi potrebbe pesare. Se confindustria domani dicesse “a sinistra, mai”, la destra non avrebbe alcuna ragione per corteggiarli. E la sinistra lo considererebbe tempo perso.

La posizione di confindustria, terza a tutti gli schieramenti (apparentemente) e’ tale che alle prossime elezioni tutti e due gli schieramenti si presenteranno dagli industriali a presentare il loro programma. Ed e’ tale che , parlando contro il governo in carica, la sinistra da’ fiato alle trombe.

Nei decenni scorsi, quando i comunisti li chiamavano “i padroni” , Via dell’ Astronomia non aveva tutta questa presa: si poteva barcamenare tra socialisti e democristiani. Hanno potuto vendersi davvero quando entrambi gli schieramenti sono diventati papabili.

E lo stesso dicasi della chiesa: per 50 anni il supporto del cattolici e’ andato a destra; non c’era bisogno di dare qualcosa in cambio. O il governo , o i comunisti. In questa situazione la chiesa aveva pochissimo potere di trattativa. E infatti l’italia si e’ secolarizzata molto, proprio in quel periodo.

In generale, per un gruppo che chiede i propri diritti, darsi un colore politico e’ sempre sbagliato e stupido. Ma specialmente, attiva delle meccaniche il cui esito e’ facilmente prevedibile: essere inglobati in una falange che promette e non mantiene mai: in un’asta con un solo compratore, il prezzo lo fa lui.

Alcuni dicono “bipartisan, bipartisan”, ma dimenticano che cosa sia stato, il “bipartisan”. Non era un periodo nel quale la destra faceva cose di sinistra, ma era un periodo nel quale la sinistra faceva cose di destra. Era, cioe’ uno spostamento a destra legato al fatto che Clinton ad un certo punto ha perso la maggioranza nelle camere.

Signori, ho cattive notizie: la destra NON fa cose di sinistra

Se il vostro diritto all’aborto ormonale e’ “di sinistra”, allora dovrete aspettare il governo giusto. E di vivere nella regione giusta. Perche’ se definite il vostro diritto come “di sinistra” , e’ ovvio che succedera’ esattamente questo.

Intervistare su giornali “di area” la prima donna ad usare l’aborto ormonale non e’ stata una geniale idea: adesso arriveranno i giornali dell’area opposta a raccontare come Sigourney Weaver si sia tuffata nello zinco fuso pur di abortire con dolore , in Alien. Spero che non abbiate la pelle delicata, magari il tuffo nello zinco fuso diverra’ legge per le donne che vogliono abortire.

Il diritto ad un aborto umano non e’ una cosa di sinistra. Non c’entra nulla coi partiti. E’ la differenza tra farsi raschiare l’utero con un pezzo di ferro o meno. Fine. Non c’era alcun bisogno di colorarlo politicamente. E’ stata una scelta, e siccome la politica ha le sue meccaniche, i risultati saranno quelli che vedete. Diritti negati, donne sottoposte ad una pressione disumana, eccetera.

Buttare le cose in politica, colorare i diritti, colorare le battaglie, e’ in generale sbagliato e controproducente nel lungo e medio termine. Certo, alcuni partiti si tuffano come sciacalli su queste cose: ma questo e’ il LORO lavoro. Il lavoro delle associazioni di base, e delle persone, e’ invece che i diritti non devono essere colorati da bandiere politiche.

Solo cosi’ si potra’ vendere il consenso , e solo cosi’ tutti valuteranno l’opportunita’ di allearsi con voi: Casini e’ piu’ corteggiato di Di Pietro, per una semplice ragione. Casini bisogna convincerlo ad allearsi, mentre Di Pietro ha una sola scelta utile. Cosi’ Casini puo’ vendersi al migliore offerente, ottenendo di piu’, mentre Casini non puo’.

Certo, nel tempo si sono create delle associazioni di idee, per le quali i gay devono essere di sinistra, l’aborto umano e’ una cosa di sinistra, etc. E ci vorranno anni, per eliminare questa associazione.

Durante queste regionali, sembra , i gay hanno votato a destra per quasi il 58% di quelli che hanno votato. L’astensione e’ stata altissima, certo. Ma se qualcuno a destra capisce che ci sono voti in quell’area, piano piano inizieranno a smetterla di sparare sui gay. Ultimamente , da quando il movimento dei gay e’ di fatto uscito dal PD per via della Binetti, sono diventati un partito che si puo’ anche corteggiare.

Per ora con discrezione, ma mentre passa il tempo sempre di piu’, cosi’ come e’ successo con il mondo ebraico, che oggi vota in percentuali compatte a destra.

Il mio semplice consiglio e’: volete un aborto umano? Bene. Depoliticizzate il problema. Non fatevi imbarcare dai soliti partiti che lottano da cinquant’anni e non vincono mai. Gli eterni lottatori, quando non vincono, sono eterni perdenti.E trascineranno la vostra causa, i vostri diritti, le vostre vite nella stessa eterna sconfitta.

Ho notato con una certa soddisfazione che il movimento gay si va emancipando sempre di piu’, e di conseguenza la destra spara sempre meno su di loro. Se vietassero le bandiere di certi partiti al gay pride, probabilmente non ci sarebbe neanche tanta opposizione da parte dei partiti opposti.

Certo, in piazza si sarebbe di meno.

Ma vincere in pochi, ricordate, da’ ancora piu’ soddisfazione, rispetto a perdere in tanti.

Uriel

(1) E lasciatemi sognare, cazzo.

(2) Quando gli ebrei italiani hanno cominciato a votare per la destra qui e la’ nel paese,  Fini e’ andato in Israele. Dopodiche’ hanno potuto vincere le elezioni a Roma.

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