Senso di impotenza politico.

Sinora, Berlusconi e’ stato un genio nel percepire con estrema esattezza i sensi di frustrazione del proprio elettorato, e nel trasformarli in una spinta politica. Si tratta di un’abilita’ che sta sfruttando nel cosiddetto dibattito sul “presidenzialismo”. Mentre i farlocchi del PD e dell’ IDV discutono di potere e di politica, vorrei semplicemente chiarire che cosa, effettivamente, stia facendo Berlusconi nei confronti del proprio elettorato.

L’azione di Berlusconi si basa su una precisa frustrazione del cittadino italiano, dovuta all’iperregolamentazione tipica della nostra legislazione.

Facciamo un esempio: voglio mettere una casetta in legno (2 metri per 3) nel mio giardino, per tenerci dentro qualche attrezzo. Apparentemente si tratta di comprare la casetta in questione, metterci sotto delle pietre e una gettata di calcestruzzo (per evitare che marcisca da sotto) e basta.

In pratica, no. Innanzitutto, il comune me lo impedira’ perche’ pretendera’ degli adempimenti impossibili o troppo costosi. Dopodiche’ mi impone un inutile limite di 1.80 M (cioe’, la casetta deve essere piu’ bassa di me), a meno che un ipotetico vicino di casa (il demanio che possiede il bosco circostante) non dia il suo nulla osta. Altrimenti, devo piazzare la casetta nel mezzo del bosco di mia proprieta’, ma la forestale si opporra’ per via della storia degli incendi e del vincolo paesaggistico.

Indubbiamente “potrei”: a patto che per piazzare quella capanna degli attrezzi io passi da un geometra , il quale alla modesta cifra di circa 800 euro faccia un disegno simile a quello che si fa per una vera casa. A quel punto ci sara’ da chiedere una concessione edilizia , e solo alla fine avro’ il diritto di comprare un capanno per gli attrezzi. E questo solo se non e’ vietato da qualche direttiva UE, dalla Costituzione, o dal WTO. Cosa che potrebbe sempre succedere.

In definitiva, quindi, c’e’ un “non puoi”. Ma e’ solo un esempio. Oggettivamente, ogni volta che un cittadino desidera fare qualcosa su una sua proprieta’ (azienda, casa, negozio) si trova sempre con qualche entita’ dello stato che gli dice “non puoi, oppure puoi solo se tutti i pianeti del sistema solare sono allineati in un arco di cielo di 3 gradi (1) “.

Quando avevo il mio helpdesk, ad un certo punto i clienti che seguivo si fidavano di me e mi chiedevano di comprare da me le attrezzature che poi avrei dovuto assistere. Ebbene, chiesi alla mia commercialista come eseguire l’operazione, e mi disse, indovinate un pochino: “non puoi.”

O meglio, avrei potuto a patto che blablabla , e blablabla, e blablabla. Costo: maggiore di qualsiasi interesse io avessi nell’aggiungere la vendita alle mie attivita’.

Direte voi: frustrante. Dico io: esattamente. Dice Berlusconi: fantastico!

Perche’ una volta che Berlusconi ha capito che esiste una classe di italiani che vorrebbe fare qualcosa ma si sente sempre rispondere “non puoi, c’e’ una regola che lo vieta”, non fara’ altro che uscirsene e dire ” io vorrei fare questo o quello, ma c’e’ sempre una regola -costituzionale, europea , politica – che mi blocca. Ho le mani legate.

Ovviamente i polli della sinistra reagiscono sforzandosi di elencare i poteri che Berlusconi ha gia’, ma e’ inutile: Berlusconi lavora per risonanza. Quando Berlusconi esprime frustrazione per un presidente della repubblica che gli dice sempre che non puo’, non sta in realta’ combattendo contro il presidente della Repubblica.

Sta combattendo contro il catasto. Contro i vigili urbani. Contro l’ufficio igiene. Contro il sindaco. Contro l’ufficio tecnico del comune. Contro la camera di commercio.

Il cittadino frustrato perche’ non puo’ fare nulla ” risuonera’ ” immediatamente nel Berlusconi che si lamenta perche’ “Napolitano gli corregge anche gli aggettivi” , ma non perche’ trovi giusto o sbagliato che si correggano gli aggettivi  nelle leggi: e’ ovvio che “colpevole” in una legge possa essere diverso da “innocente”. Una legge che non fa caso “agli aggettivi” finirebbe inevitabilmente per confondere le due cose, e capite che se parliamo di leggi , confondere “colpevole” con “innocente” possa essere un problema. Insomma, gli aggettivi hanno la loro importanza nel diritto. Ma questo fatto banale verra’ silenziato dall’enorme effetto di risonanza.

Il problema, dicevo, non e’ questo: il problema e’ che qualsiasi specie sociale propaga in qualche modo le emozioni dei singoli. Se uno e’ in allarme, tutti entrano in allarme: cio’ che e’ un pericolo per uno e’ un pericolo potenziale per tutti.  E’ un fenomeno di risonanza: un cristallo vibra, tutti i cristalli simili vibrano alla stessa frequenza.

Cosi’, nel momento in cui Berlusconi esprimera’ frustrazione perche’ il Csm, la Costituzione, il Presidente, l’ Unione Europea, chiunque, gli dicono che non puo’ fare come vorrebbe, immediatamente milioni di possessori di case, negozi, aziende risuoneranno con lui.

Essi lo sosterranno all’infinito, perche’ associeranno alla battaglia di Berlusconi contro il “non puoi” la propria battaglia contro i “non puoi”. Si tratta di un meccanismo di risonanza per analogia emotiva: esso e’ efficace nella misura per la quale la rabbia di Berlusconi assomiglia alla frustrazione del cittadino che vorrebbe fare delle cose ma si sente dire “non puoi”.

Non per caso ha fatto questo discorso di fronte a Confindustria. Ricordiamo che Hatu ha lasciato Bologna per la Spagna in quanto il consiglio comunale locale gli ha negato il permesso di costruire nuovi impianti.(notare la pelosa ipocrisia con la quale il trasferimento viene attribuito alla “nuova proprieta’ inglese”).

E non a caso lo ripetera’ ancora piu’ forte quando andra’ a parlare con confcommercio e le PMI, che avendo ancora meno potere (e meno uffici legali) ha dei soci che nutrono ancora piu’ frustrazione e rabbia.

Poi lo ripetera’, esattamente allo stesso modo, in TV. Parlera’ del fatto che luo voleva fare tante cose, ma la UE gli ha risposto “non puoi”, il quirinale gli ha risposto “non firmo”, il CSM gli ha risposto “e’ incostituzionale”. E questo a moltissimi cittadini ricordera’ quella volta che volevano aggiustarsi una finestra ma il condominio non ha voluto , quella volta in cui voleva aprire una finestra nel garage ma e’ passato il vigile urbano e gli ha detto di toglierla. Quella volta che ha messo una simpatica ghirlanda con gli auguri di natale nella vetrina del negozio ed e’ passato il comune a fargliela togliere perche’ era due CM di troppo rispetto alle norme. Quella volta che lo hanno multato perche’ ha fatto entrare una cieca col cane (2), eccetera.

Ovviamente vedo che a sinistra sono cascati pienamente nella trappola. Poiche’ nel PD  e nell’ IDV non hanno idea della frustrazione che circola a riguardo, non avendo ormai il loro partito che rancorosi pensionati a basso reddito , precari sena futuro e  statali sottopagati e non possidenti.

Anzi: questi partiti insisteranno nell’aumentare la frustrazione delle persone cui Berlusconi punta, continuando con la consueta litania “Berlusconi non puo’ fare la tal cosa perche’ e’ contro la regola X”, senza rendersi conto di rappresentare nel cittadino una commedia estremamente frustrante e per questo irritante: in questo meccanismo di Berlusconi “che fa questo e quello” mentre l’opposizione si arrabbia “perche’ la regola X lo vieterebbe” non si rappresenta altro che la loro storia personale, quella volta che volevano fare la tal cosa ma era loro proibito.

Il vero problema non e’ che PD e IDV siano o meno capaci di concepire il meccanismo dell’immedesimazione: il problema e’ che non hanno idea del cittadino reale, e quindi non riescono ad individuare le precise frustrazioni sulle quali fa leva Berlusconi per le sue campagne.

Sia la giustizia che la burocrazia, ovvero le “regole”, sono un mostruoso meccanismo assolutamente vessatorio, frustrante ed irritante. La pubblica amministrazione e’ quanto di piu’ ostile per il cittadino (e specialmente per l’imprenditore) che possa esistere. Essa e’ sempre efficacissima quando si tratta di negare a qualcuno la possibilita’ di fare qualcosa, ma se il cittadino si rivolge ad essa per far valere i propri diritti allora diviene estremamente lenta, inefficace ed inutile.

Allora i farlocchi dicono: ma lui e’ al governo, perche’ non cambia queste cose? Semplice: perche’ lui non fara’ altro che dire di essere vittima di un meccanismo analogo, ma di piu’ alto livello. E lo aiutera’ nel fare questo proprio una massa di coglioni che strillano “e’ contro le regole”, e che fungeranno da prova provata delle sue affermazioni.

Di Pietro che chiede al Presidente di non firmare le nuove leggi e’ come il condomino che alle assemblee chiede all’amministrazione di vietare il nuovo portone che vuoi installare nel tuo garage. Bersani che strilla all’incostituzionalita’ di qualcosa e’ come il vicino di casa che chiama i vigili per farti togliere il gazebo che hai messo nel giardino per mangiare fuori d’estate.

E non solo: questa cosa annullera’ anche qualsiasi critica verso il suo governo. Gli bastera’ dire “io volevo fare, il mio e’ il governo del fare, ma questi burocrati con la loro costituzione e le loro regole e il loro putrido presidente burocrate mi hanno fermato” . Questa e’ una scusante che non solo verra’ accettata, ma lavorera’ per risonanza dentro le frustrazioni di milioni di italiani, che a loro volta avrebbero voluto “fare” ma sono stati fermati dal vicino di casa impiccione che ha mosso il consiglio di condominio, dal passante che ha chiamato i vigili, dal negoziante invidioso che ha chiamato l’ufficio igiene, sempre allo stesso scopo: impedire. Bloccare. Vietare.

Se PD e IDV volessero metterlo in difficolta’ dovrebbero dire invece: “va bene, adesso ti diamo il presidenzialismo in sei mesi, dopodiche’ TU risolvi i problemi del paese (cancro compreso, as seen on TV) .”

Volete che berlusconi faccia cento passi indietro sul presidenzialismo? Ditegli che si puo’ fare. Ditegli che lo aiuterete a farlo in tre mesi, ma in cambio lui dovra’ dare al paese tutte le riforme che seguono nei sei mesi dopo.

Berlusconi sta lavorando per risonanza. Conosce bene le frustrazioni dei suoi polli. Sa bene che da qui a tre anni ogni industriale, imprenditore, negoziante, cittadino possidente verra’ bloccato dalla burocrazia ottusa, e si riempira’ di rabbia, pensando “cazzo, ma ha ragione Berlusconi, non ti lasciano fare niente in questo paese!”. E questo gli portera’ il loro voto, a patto che anche lui gridi abbastanza forte “non ti lasciano fare niente in questo paese!”

Questo meccanismo perverso trascinera’ anche la Costituzione nel calderone degli odiosi regolamenti edilizi, igienici, aziendali, la sprofondera’ alla voce “brucrazia”, perche’ la costituzione viene sempre usata dall’opposizione per dire “non puoi”, esattamente quel “non puoi” che il cittadino si sente dire dalla burocrazia asfissiante e vessatoria del nostro paese. Gridando in continuazione “e’ anticostituzionale” state fomentando nel cittadino un odio verso la costituzione, che  nelle vostre parole sempre piu’ ricorda quella burocrazia vessatoria che non ti lascia far nulla.

Gli state dando la vittoria , dalle vostre mani. Paghi due, compri tre.

Quello che IDV e PD dovrebbero capire e’ che stanno recitando la parte di “cio’ che il cittadino odia di piu”, e sempre di piu’ scendono a rappresentare solo quel pezzo di merda che scoccia alle riunioni di condominio, quello che non lascia tua figlia esercitarsi col violino (nonostante sia pieno giorno e si senta a malappena) perche’ “questo condominio non e’ un conservatorio” , l’odioso bastardo che chiama i vigili urbani se fai entrare una cieca nel bar con il cane, eccetera.

Questi sono ormai, nella mente del cittadino, PD e IDV: i pezzi di merda che non ti lasciano fare niente.

E ovviamente, in questa meccanica politica, Berlusconi avra’ agio a gridare “non mi lasciano fare niente” : a provare la sua affermazione ci saranno le centinaia di volte in cui Di Pietro chiede al presidente di non firmare, le migliaia di volte in cui si grida “e’ contro la costituzione”, trasformando la Carta in uno stupido regolamento vessatorio e immobilizzante, eccetera.

Perderete anche questa battaglia. E lui la vincera’.

Perche’ lui conosce il paese, e sa lavorare per risonanza.

Oppure, diciamola come va detta: sa fare politica.

Questa sconosciuta, in certi partiti.

Uriel

(1) In fondo e’ solo qualche millennio di attesa.

(2) Successo davvero. Il padrone del bar ha dovuto fare (e vincere) un ricorso , spendendo piu’ del costo della multa.

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