The evil in good

Ho parafrasato il titolo di un album dei MACE (cazzo, lo avevo su vinile ma e’ rimasto a casa mia quando me ne sono andato(1): e non lo trovo sul Mulo) allo scopo di parlare di nuovo del problema della pedofilia nella chiesa. Anche se, a dire il vero, non parlero’ della pedofilia, ma di qualcosa che sta disgustando il mondo piu’ della pedofilia stessa, ovvero l’evidente malvagita’ degli uomini piu’ in alto nelle gerarchie vaticane.

Perche’ di questo si parla. Se un’entita’ che cuba migliaia e migliaia di funzionari e’ coinvolta in uno scandalo, abbiamo a che fare con uno dei tanti eventi storici. Il parlamento inglese di recente e’ stato coinvolto da uno scandalo riguardante decine e decine di parlamentari ladri, come si direbbe in Italia. Nessuno ha pero’ chiesto l’eliminazione del parlamento.
Cosi’ come la gerarchia di un partito puo’ essere coinvolta nel tentativo di insabbiare qualcosa. In quel caso , quello che succedera’ e’ che si pretendera’ che l’ente si rinnovi. Ma in questo caso sono entrate in gioco alcune peculiarita’ della gerarchia cattolica. Quello che , parafrasando i mace, e’ “The evil in good”.
(U.C.A. sta per “United Catholics of America” nelle intenzioni del gruppo. Il resto della copertina si riferisce ai fatti di Salem, ed altro)
Che cosa succede?
Succede che quando il tuo portavoce parla solo se ha programmato di parlare, e solo di argomenti concordati, ovviamente riuscira’ a prendere un’aria di santita’ e di bonta’ infinita. Non ci vuole molto: basta semplicemente parlare solo quando si desidera farlo, nelle condizioni ideali, e lasciare il resto a ragionatissimi comunicati stampa.
Diverso e’ il caso in cui si venga incalzati. In cui si debba rispondere ad accuse che arrivano quando vuole l’accusatore, e non quando vuole l’accusato. Perche’ in quel caso quello che succede e’ che tenere una maschera e’ molto difficile, e nel difendersi , nella foga del combattimento, si mostra cio’ che si e’ veramente.
Ed e’ qui il problema: il mondo oggi sta inorridendo non solo per la pedofilia, ma per l’orrendo volto mostrato da coloro che sono sotto pressione per la cosa, ovvero per le reazioni della gerarchia.
Una frase come questa: “«un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi».
non e’ solo stupida e terribilmente obsoleta. E’ semplicemente la rappresentazione della personale malvagita’ di chi la pronuncia. La persona che pronuncia questa frase non e’ solo in errore, e non e’ male informata o vittima di un’educazione. La cosa che ci causa ribrezzo (e che causa ribrezzo al mondo) non e’ il contenuto in se’ (che sentiamo pronunciare anche ad altri idioti) ma la inevitabile malvagita’ che essa sottintende.
La verita’ e’ che il nostro spirito prova un senso di ripulsa verso una simile esibizione di malvagita’: se questa persona avesse qualche malattia mostruosa saremmo anche tentati di provare compassione; la malattia dello spirito che una simile frase presuppone e richiede e’ cosi’ infettiva, tossica e malefica che d’istinto il nostro spirito si ritrae da un simile orrore.
Quando bertone dice cose come questa:

È stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri che non c’è legame tra celibato e pedofilia» ha detto in una conferenza stampa Bertone, ricordando che «molti» altri studiosi hanno invece dimostrato un legame «tra omosessualità e pedofilia».

Quello che proviamo e’ semplicemente orrore. Non tanto per la questione pedofilia, perche’ Bertone non sta in quel momento inchiappettando bambini: stiamo provando orrore per la miserabile umanita’ di un individuo evidentemente malvagio. Quello che ci produce orrore (in alcuni rabbia: l’istinto di autodifesa si manifesta in molti modi) e’ l’osceno volto delle gerarchie.
La verita’ e’ che quegli uomini di appaiono malvagi. Quando escono dalla situazione controllata nella quale possono agevolmente fingere di essere buone e pie, queste persone mostrano un volto osceno, abominevole, mostrano una disgustosa degradazione che sentiamo infetta, pericolosa, mortale per lo spirito.
E’ fuori di dubbio , visto che le prove sono state pubblicate, che si siano coperti molti casi di pedofilia. Ma fin qui sarebbe solo disapprovazione, perdita di immagine, condanna.
Ma sino a quando si pensa che un’associazione tutto sommato ben comandata abbia il problema di recuperare fiducia, e’ un conto. I problemi iniziano quando percepiamo una malvagita’ intrinseca nelle persone. Non e’ possibile pronunciare certe parole senza essere malvagi. Non e’ un dibattito o un’opinione: Bertone , se puo’ dire queste cose senza provare un terribile disagio, e’ evidentemente un individuo orribile e malvagio.
Puo’ portare la bandiera di Cristo quanto vuole, puo’ ricordare tutto quel che vuole: quello che sta terrificando l’opinione pubblica mondiale e’ l’orrendo volto di queste persone, volto che emerge quando , nella furia della lotta, perdono la maschera che indossano normalmente.
Personalmente, non credo nel Satana dei cattolici. Credo pero’ che un male malvagio, orribile, una qualche malattia mostruosa abbia colto i vertici della chiesa cattolica. Nelle loro risposte e’ contenuta una qualche forma di malattia dello spirito, una malvagita’ antica, perfida, astuta: probabilmente gli altri cristiani direbbero “diabolica”. Io dico solo “infetta”.
Lungo il mio cammino spirituale ho sviluppato un’idea, piuttosto euristica, del cammino stesso. Credo che esistano malattie dello spirito, e che lo spirito possa ammalarsi, anche morire. Credo potenzialmente sia immortale, ma occorre averne cura.
Credo che alcune delle malattie peggiori siano, nell’ordine, il potere, il narcisismo, il vizio.(2) Credo che la Chiesa sia malata , nella sua gerarchia, di tutte queste cose.
Quegli uomini hanno passato anni ad idolatrare la gerarchia. La gerarchia della quale fanno parte, peraltro. Nel fare questo, si sono inevitabilmente infettati di entrambi i mali: potere e narcisismo, entrambe malattie che conducono lo spirito all’abisso. Hanno adorato il potere adorando la gerarchia, si sono immersi nel narcisismo quando sono diventati parte della stessa gerarchia per la quale si aspettano adorazione: “sua eccellenza”, “sua santita’”, “sua catarifrangenza”, “sua invarianza relativistica”, “sua chiusura rispetto alla moltiplicazione”. Quanti stupidissimi appellativi hanno inventato, al solo scopo di titillare un narcisismo malato?
Chi incontra un vescovo deve baciargli l’anello. Perche’ non odorare le sue ciabatte, gridare scooby-scooby-doo mentre saltella attorno al campanile? Nient’altro?
Anni di questa infezione hanno prodotto quello che vediamo: persone evidentemente malvagie, malate di una malvagita’ subdola, inumana, perfida, astuta. Demoniaca, diremmo.
E il vizio. Il vizio di giudicare. Chi si dice portatore si valori sommi, come il Bene, lo fa spesso soltanto per il piacere di giudicare. Ma giudicare non e’ altro che un vizio: l’atto di giudicare , la libidine di condannare qualcun altro, sono piaceri che non producono sazieta’. Chi giudica, chi condanna, non e’ mai stanco di farlo. E’ sempre alla ricerca di condanne ancora piu’ dure, di parole ancora piu’ crudeli, di vedere nell’imputato un volto sempre piu’ sofferente.
A mio avviso, queste tre malattie hanno trascinato questi uomini, queste gerarchie, in un abisso orribile e abominevole. Non e’ un giudizio sulla chiesa, che impiega migliaia di persone. Si tratta della sensazione che ormai tutto il mondo ha quando i vertici tentano di “reagire” alle accuse.
Se accusano una persona a voi cara, potete dire qualcosa come “la conosco, stai raccontando palle.”. Cosi’, se qualcuno accusasse la mia cattolicissima suocera di essere pedofila, o moralmente accomunabile con un pedofilo, o potenzialmente capace di fare del male a dei bambini, risponderei semplicemente “non la conosci”.
Se mi chiedessero di Giurare su quei personaggi che stanno reagendo accusando i gay, la modernita’, gli ebrei, beh… qualche difficolta’ ce l’avrei.
Non credo che abbia senso condannare tutti i cattolici: ne ho conosciuti di buoni e di cattivi. Ma questa vicenda ha fatto cadere molte maschere, e quello che abbiamo visto e’ il volto orribile delle gerarchie vaticane. Ovvero, l’orrenda mancanza di umanita’ degli uomini che dirigono la chiesa: la loro malvagita’, la loro mentalita’ subdola e mendace.
Ho gia’ visto questo processo svolgersi. Come ho gia’ scritto, lavoravo a Dublino quando avvenne lo scandalo di Fern. La reazione della chiesa locale fu la medesima: ogni trasmissione TV, ogni giornale, riportava le dichiarazioni e le interviste di qualche vescovo, suora, priore, i quali tentavano di difendere la chiesa dagli assalti furibondi.
Assalti che erano, lo so benissimo, anche interessati. Ma cio’ che ha terrificato l’ Irlanda intera, all’epoca, fu la mostruosita’ che ne emerse. Non la mostruosita’ delle testimonianze o dei crimini, ma l’aggiunta testimonianza dell’orrore che si vedeva in TV.
Come succede ora, entrarono in gioco i peggiori tra gli istinti del clero. Cioe’ l’antisemitismo, la dialettica orribilmente viziosa e sviante, il tentativo di accusare altri. Tutto questo non ha funzionato in Irlanda, e ha anzi aumentato la catastrofe, spingendo il governo (altrimenti pesantemente lottizzato dai cattolici) a ordinare una survey indipendente sul numero di casi nazionali.
Questo perche’ furono messi sotto pressione, e i giornalisti capirono il trucco: basta metterli sotto pressione e registrare quello che dicono quando non hanno il tempo e la calma di dipingersi una maschera addosso.
Ricordo un vescovo che inizio’ l’ennesima intervista nella maniera piu’ corretta, dicendo una cosa come:

il nostro maggiore fallimento e’ stato di fallire proprio dove ci offrivamo come pastore, cioe’ aver tradito chi si fidava di noi.

Fin qui, tutto ok. Poiche’ quel vescovo li’ non era accusato di nulla, sicuramente si trattava di un approccio sensato e persino doveroso. Molestare bambini e’ orribile, a maggior ragione se la famiglia si fidava ciecamente di te quando te li ha affidati. E’ un fatto.
Ma i giornalisti presenti erano del tipo piu’ petulante e professionalmente fastidioso, e presero la palla al balzo per chiedere per quale motivo, cioe’ quali punizioni, sarebbero state necessarie perche’ le famiglie potessero di nuovo inviare i bambini nelle scuole cattoliche. Cioe’ se non ritenesse che fosse necessario istituire qualche serie di punizioni molto piu’ forti , in modo da praticare una tolleranza zero: insomma, togliere definitivamente ai preti la possibilita’ di nuocere.
La risposta  , piccata, fu che per i preti c’era gia’ un percorso di “cura” e che una volta “curati” (era anche la ragione del contendere) i preti potessero riprendere il loro sacerdozio.
Ovviamente, era come un invito a nozze per i giornalisti, i quali immediatamente chiesero conto di tali “cure”. Che consistevano in pratica nella preghiera in un convento fuori mano. Immediatamente iniziarono a chiedere perche’ un normale stupratore viene messo in carcere mentre loro venivano mandati in una localita’ turistica a pregare, cosa che si suppone i preti facciano gia’.
Non appena fu incalzato, il escovo disse tutto quel che pensava: che rimanendo in un convento si disintossicasse dalla societa’ irlandese malata di modernismo, dove tutti fanno sesso ovunque, cosa che spinge i sacertoti alla pedofilia. E ci mise dentro tutto il repertorio, non appena i giornalisti tornarono all’attacco.
Il risultato fu che io spensi la TV dell’hotel e decisi di non ascoltare piu’ il vescovo. La sfiga e’ che lo fecero anche milioni di irlandesi.
I giornali che stanno conducendo gli attacchi alla chiesa, cioe’, sono gia’ specializzati ormai nel metterli in difficolta’. Essi hanno capito una cosa essenziale: la chiesa e’ guidata da un’umanita’ orribile, malvagia, falsa, e basta mostrare in TV quel che pensano realmente per smascherarli. E hanno capito anche il punto debole della chiesa: sinche’ permetti loro di gestire il “quando” e il “dove” rilasciare una dichiarazione, riescono a indossare una maschera. Ma se li incalzi e li metti sotto pressione perdono immediatamente il controllo e si mostrano per quello che sono. A quel punto, basta solo propagare le loro orrende , disgustose parole e l’opinione pubblica fara’ il resto.
La debolezza di questa chiesa non e’ la pedofilia. Quello e’ un problema che si potra’ anche risolvere assegnando la cura del prete alle galere locali.
Il vero problema sono i Bertone che pronunciano parole che grondano di malvagita’ e cattiveria. Sono i vescovi che tentano di sviare con argomenti pelosi ed offensivi verso le “lobby ebraiche”. Sono i preti che vedono un cadavere in soffitta e “dimenticano” di avvisare la polizia.
E’ questa umanita’ orribile , questo abominio che e’ arrivato ai vertici il loro problema.
Che la chiesa abbia dei nemici e’ fuori di dubbio. Ma adesso i nemici hanno capito come attaccarli: basta solo mostrare la profonda malvagita’ degli uomini che stanno ai vertici, la loro indifferenza verso i concetti di base dell’umanita’, la crudelta’ con la quale non si fanno problemi a scaricare su pregiudizi sin troppo dolorosi i propri peccati.
Il vostro punto debole, ed i vostri nemici lo hanno capito, e’ il volto abominevole  e diabolico che sta sotto la maschera, la maschera di bonta’ e di cristianita’ che indossano i vertici ecclesiastici.
Bastera’ loro farli parlare per mostrarli al mondo. Bastera’ loro tenerli sotto pressione perche’ dicano quel che pensano veramente, e la sensazione di disgusto fara’ il resto.
La chiesa e’ nella condizione di una volpe astutissima che un giorno incontra uno che di mestiere caccia le volpi. Conoscono tutti i vostri trucchi. Hanno anni di esperienza. E sanno come si fa. Anzi, una volpe molto astuta rendera’ la caccia uno sport piu’ divertente.
O cambiate i vertici (e in massa), o piano piano vi eroderanno sino alle fondamenta.
Semmai doveste interrogarvi, chiedetevi come sia possibile che uomini cosi’ malvagi, falsi, orribili ,siano arrivati cosi’ in alto nella gerarchia.
Uriel
(1) No, non mi aspetto che abbiano conservato le mie cose. Aggiungerebbe una nota patetica.
(2) Il vizio e’ semplicemente una forma di piacere che anziche’ saziare produce ancora piu’ desiderio, creando un circolo di dipendenza. Ogni piacere che non produca sazieta’ e’ vizio.
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