La piramide della fame.

Mi scrivono chiedendomi lumi sulle notizie circa il fatto che, mentre le retribuzioni aumentano, la disuccupazione sia in crescita. Vogliono sapere, cioe’, perche’ le aziende siano disposte a pagare il 2.8% in piu’, ma non ad assumere il 2.8% dei disoccupati. No, nessuna delle due notizie e’ falsa: ma per spiegarne le ragioni devo usare un esempio, e raccontare quello che e’ successo oggi per via del vulcano islandese.

E’ successo che alcuni fortunati siano andati a casa , e quindi oggi non siano stati in grado di tornare al lavoro. Cosi’, abbiamo dovuto fare a meno di loro.
Forse non sapete cosa sia un “tester”. Che cosa sia questa professione. Il “tester” e’ un individuo che le telco pagano per fare, appunto, dei test. Essi stanno in una camera con un grosso armadio stracolmo di cellulari. Ogni volta che viene cambiato un grosso apparato , che vengono fatte grosse modifiche alla rete, o che ci sia un nuovo firmware per quell’apparato,  c’e’ un gruppo di persone che va a fare “regression”, cioe’ controlla che le funzionalita’ prima garantite ci siano ancora.
Il loro lavoro consiste nel prendere un cellulare, e seguire un foglio excel che dice “accendere il cellulare. Metterci una sim ifrancese. Configurare  la lingua come francese.. Cliccare su “rubrica”. Andare su un numero irlandese. Cliccare su “messaggio”. Scrivere un messaggio contenente la lettera “ç”. Inviare il messaggio. Verificare che l’sms arrivi con la lettera giusta.
Nel fare questi test, e anche piu’ noiosi, devono simulare l’utente stupido. E ci riescono benissimo. Oserei dire che riescono a simulare l’utente stupido fino all’ultimo neutrino. Sono davvero indistinguibili da un idiota. Sia chiaro: non penso che siano idioti. Sono indistinguibili da un idiota, ecco.
La media di questi test, per dire, e’ di due test-uomo e mezzo al giorno.No, non sto scherzando.

In tutte le telco del mondo questo processo si chiama “certificazione dei terminali”. Quando vi chiedete come mai un terminale (un cellulare) non sia in vendita in un paese, significa che non ha passato questa fase. Per qualche motivo che puo’ essere legato anche ad un malfunzionamento dei dispositivi di rete, o ad un baco nel loro software. Se di questi dispositivi pensiamo di venderne X, e aggiustare il baco costa Y, ecco che la telco “telecom” o “vodafone” non ve lo vende in versione “brandizzata”.Magari lo trovate anche, ma se avete problemi sono cazzacci vostri.
Ordunque, oggi gli idioti i testers non c’erano. Da un certo punto di vista, potremmo dire che queste formichine siano la base di una piramide. Diciamo che il mio team sia formato da una decina di persone: i testers , tra tutte le funzionalita’, sono di piu’, molti di piu’.
Che cosa e’ successo oggi? E’ successo che molti di loro mancavano. Mancava molta della base di questa piramide. Si e’ fermato il processo?
No. Anzi, ha funzionato meglio e ha prodotto di piu’.Che cosa e’ successo? E’ successo che l’architetto di sistema puo’ sapere esattamente quale tra i 200 test sia impattato da una specifica modifica. E quindi , l’architetto di sistema ha potuto eseguire DUE test. Due.  E chiudere con un nuovo terminale.
E’ successo, cioe’, che la cima della piramide sta scoprendo che puo’ fare a meno della base. Anzi: che la base produce cosi’ tanto overhead per venire gestita (per via dell’intelligenza del tester) che conviene fare i due test sufficienti a chi comprende il sistema, piuttosto che far spazzolare tutte le funzionalita’ di un terminale a chi non comprende il funzionamento del sistema.
I lavori a bassa specializzazione , specialmente nel campo dei servizi, stanno diventando un problema. 

Questi “tester” di fatto hanno studiato scienze della banana. Rispetto a cinque anni fa, quando il tester capiva cio’ che testava, oggi non capisce niente di niente. Che si tratti di testare un smsc o di collaudare un servizio web per cellulari, per loro sono incomprensibili istruzioni da eseguire alla lettera. Alcuni testbook non dicono piu’ “andate su opzioni”, dicono “premete il tasto verde”. Non richiedono neanche di leggere il display.
Milioni di persone, in Italia, sono a questo livello di intelligenza. “lavorare” per loro significa eseguire meccanicamente istruzioni. La sola richiesta di accendere il cervello e’ vista come esosa.
Lo stesso dicasi per il cosiddetto programmatore.Un tempo erano figure qualificate e capivano gran parte di quel che facevano. Leggevano documenti di architettura e ne traevano conclusioni riguardanti il codice. Oggi no. Gli dici che c’e’ un frontend di fronte al loro sistema e loro continuano a scrivere codice che scrive nell’hash l’indirizzo IP di sorgente. Gli dici che il tempo e’ sincronizzato in maniera paranoica, e loro continuano ad usare i millisecondi come se fossero una certezza assoluta che “nessuno puo’ indovinare il millisecondo esatto”. L’ultimo “hash sicuro” che ho incontrato resisteva meno di dieci minuti ad un attacco statistico sul mio portatile.
Di fatto sono diventati degli scribacchini di codice, che seguono come tanti automi le specifiche. Non leggono piu’ documenti di architettura. Non capiscono nessun concetto che sia complesso o astratto. Il codice che scrivono e’ fuori dal loro controllo: in media ci sono tre o quattro strati di astrazione tra loro ed il calcolatore: un interprete/macchina virtuale, poi uno strato di librerie, poi un application server, e alla fine il loro codice: un ammasso di chiamate a routines misteriose, delle quali nessuno di loro sa predire il comportamento, se non quelli che considerano “i guru”, gente che ha imparato a memoria tutti i bachi che ha incontrato, o che frequenta un forum piu’ di qualcun altro. E poi c’e’ google: non si prendono nemmeno piu’ la briga di imparare qualcosa, di trattenere dentro di se’ qualche informazione.
Chi deve fare manutenzione al loro codice, in queste condizioni, si trova a fare reverse engineering delle librerie, degli interpreti, degli ambienti di sviluppo (che spesso diventano parte del programma stesso, come spesso fa eclipse se scrivete un programma con un’interfaccia grafica: o installate le tali librerie di eclipse o non va).
Ogni volta che metto le mani sul codice scritto da un “senior” mi trovo in condizioni peggiori: ci trovo il top del top delle “worst practice”. Il programmatore senior ormai e’ uno che sa incasinare di piu’ il software: se almeno lo junior non ha il coraggio di osare, il senior ti arriva con un software che ha bisogno dell’endorsement di 15 librerie, di sei modifiche di /etc/hosts , di due regole del firewall per mascherare delle porte, e di installare 75 “libraries of the day”. Cosi’, se su una macchina deve girare piu’ di un software, impazzirete solo per supportare le 19 versioni di libcurl per 19 programmi diversi, ld edue o tre versioni diverse di Axis, i ventidue dialetti ECMA implementati. E sapete perche’? Perche’ ognuno di loro sa lavorare SOLO sul proprio portatile. Col risultato che vi sentite dire “ma questo sulla JVM per Ubuntu non succede”.
Ragazzi, state diventando scimmie spaziali. Le scimmie spaziali di Fight Club. Chiusi dentro un modulo spaziale, sapete che al tale suono dovete premere la tale manovella. E lo fate.
Ma state diventando un problema. Perche’ ormai create cosi’ tanto overhead che conviene un buon vecchio programmatore “vecchio stile” che scriva il codice. Stanno tornando di moda i maniframes, vi rendete conto? Solo per avere a che fare con gente che sappia ancora quanti cicli macchina servano per eseguire un’istruzione, cosa che voi non sapete perche’ lavorare su 15 livelli di astrazione.
Questo sta succedendo in tutti i settori. La parte bassa della piramide lavorativa sta diventando inutile, costosa, e necessita sempre di piu’ di “micromanagement”.
Che cos’e’ il micromanagement? Il micromanagement e’ la situazione per la quale io imposto un messaggio diagnostico che dice “Se leggi questo messaggio, la tua SIM non e’ provisionata per testare questo accesso. Allora, contatta Tizio-caio-sempronio e chiedi di provisionare la SIM” e devo poi rispondere a dieci ticket al giorno (provenienti dai tester), e tutti i ticket dicono:
“quando faccio il test fallisce, e leggo questo messaggio di errore: “Se leggi questo messaggio, la tua SIM non e’ provisionata per testare questo accesso. Allora, contatta Tizio-caio-sempronio e chiedi di provisionare la SIM

 

Il micromanagement e’ costoso. In termini di tempo e di soldi. La persona che non sa gestire il proprio lavoro e’ un costo catastrofico. ITIL v3 spiega chiaramente che “ogni funzione e’ contenuta in se’ stessa“. Significa che il tester deve saper fare il tester, e non ha bisogno di decisioni sul come farlo. Che il gruppo di tester deve poter chiedere al proprio manager , ma non all’esterno. Che il programmatore deve avere l’ambiente come requisito, invece di fare come fanno sulle scatole di videogame dove scrivono i requisiti di sistema per installare il software.
Sorpresa, cocchi: e’ l’ambiente ad essere un requisito per il programma, e non viceversa.
Invece, dovete sempre prendere le LORO decisioni. Spiegare loro come fare le cose. Non “spiegare loro cosa fare”. No, spiegare loro COME farlo. Se non gli dici che sia una bad practice per le performance usare dodici strati di libreria e un emulatore che gira su una macchina virtuale, non lo sanno decidere da soli. Se non gli spieghi che un amministratore di sistema costa dieci volte un operatore, e quindi se mi richiede di modificare un file di sistema anziche’ agire sulla configurazione del software sfora il budget, non lo sa da solo.
Questo overhead costa.
Un tempo gli strati bassi della piramide, la working class, era un valore inestimabile. Era difficile distinguere l’artigianato dall’arte tanta era la capacita’ e la dedizione di chi lavorava alla base. Un tempo potevi delegare il lavoro. Delegare.
Oggi delegare e’ un suicidio.
Anzi, il 90% del tempo lo si spreca a controllare che chi lavora non faccia minchiate perche’ non ragiona. Perche’ non ha una visione di insieme. Perche’ vuole solo fare due o tre minchiate meccanicamente ed uscire alle quattro.
Uno degli esercizi di quando facevo l’universita’ era “scrivi un compilatore per il Pascal di Wirth”. Oggi, per i programmatori il sistema di sviluppo e’ una blackbox. E’ una blackbox il linguaggio. E’ una blackbox la libreria. Dicono di usare “sofisticate tecniche di programmazione”. Dicono di avere “agile” e di avere il paradigma giusto.
Quando vi prendono per il culo. Stategli a fianco per qualche ora. Osservateli attentamente. Vanno per “trials and errors”. Dov’e’ l’ “agile”? Dov’e’ il “paradigma di qualita’?”. “Proviamo con questa libreria”. Non vanno oltre. Proviamo. Proviamo.
Gli chiedi che cosa faccia quella libreria, e tutto quello che sanno fare e’ fare un programma di test e sniffare. Fanno reverse engineering dei loro strumenti di sviluppo per sapere che roba scrivono.
Tutta questa gente e’ un peso.
Questa e’ la ragione per la quale i redditi si alzano mentre la disoccupazione aumenta: l’economia si sta liberando, lentamente, della base della piramide. Il faraone aveva bisogno degli schiavi per costruire la sua piramide, ma non avrebbe saputo che cazzo farsene di uno schiavo che avesse dovuto essere guidato costantemente dal faraone stesso.
Delega. Non si riesce piu’ a delegare nulla. Inaffidabilita’ totale.
A questo overhead, la “base della piramide” aggiunge un’assurda e puerile concezione della gerarchia: anziche’ essere uno strumento per risolvere problemi, essa e’ , detta loro, un entita’ che ha la sanzione disciplinare come primo obiettivo. La punizione.
Secondo loro la gerarchia e’ semplicemente il negriero che li frusta per farli andare di piu’, o la mamma arcigna che li punisce se fanno le marachelle. Risultato: per non essere puniti, nascondono i problemi ai loro superiori.
Avere a che fare con la “base” della piramide, oggi, significa questo:
  • Dover controllare come lavorano, prendere le loro decisioni, fare le loro scelte progettuali, svolgere di fatto il loro lavoro. Potrete ridere di SCRUM perche’ fanno un meeting al giorno: ma la verita’ e’ che senza quel meeting non saprebbero come lavorare.
  •  Dovete controllarli per evitare che non vi mentano sui problemi. Che non ve li nascondano perche’ la loro concezione di gerarchia e’ unicamente punitiva. Il capo e’ uno sbirro, nascondi la maria sotto il letto, presto!
Quello che sta succedendo e’ che il lavoratore costa troppo non in termini di stipendio, ma in termini di attenzione e di management. Ormai avete bisogno di un manager a testa. Di un architetto a testa. Di un sistemista a testa.
Un’intera gerarchia che prende le VOSTRE decisioni, che controlla i dettagli DEL VOSTRO lavoro, che verifica il comportamento delle blackbox che voi dovreste conoscere ma NON conoscete. Il mio lavoro consiste nel fare reverse engineering del software che ricevo: perche’ non lo documentano.
Ho chiesto documentazione, e mi si e’ risposto che “quando finisci di scrivere la documentazione il software e’ ga’ vecchio”. Hanno scritto un ammasso di minchiate per soddisfare quelli di ISO, e basta.  Sapete perche’? Non perche’ siano pigri. Non perche’ siano oberati.
Semplicemente , perche’ scrivere delle frasi compiute nella propria lingua madre ormai e’ un problema.
Questa e’ la verita’. Sapete che cosa dovete fare per fargli scrivere la documentazione? Promettere loro che la leggerete  e correggerete prima di metterla nel wiki aziendale. Hanno paura di come scrivono. Non sanno scrivere. Non sto scherzando.
Una tizia che sostiene di essere un ingegnere doveva scrivere un annuncio nella bacheca aziendale perche’ si era liberato un posto nella casa che condivideva con un’altra lavoratrice. Ha chiesto ad una collega di correggerglielo.Si intitolava  “Fittasi”. Chiedetele di scrivere un documento. Andra’ nel panico. Poi vi chiedera’ “un template”. Se quello che le fornite e’ vuoto, cioe’ un “template”, allora vi chiedera’ “un esempio”. Dopodiche’ usera’ le stesse frasi dell’esempio per dire quello che vuole dire, con delle circonvoluzioni pazzesche per trasformare un documento che parlava di tutt’altro in quello che dovrebbe ottenere.

E sapete come pensano di risolvere il problema? Quando non sanno come dire una cosa nella propria lingua, allora ci infilano un anglismo. Non sanno scrivere “devo controllare ripetutamente”, e quindi scrivono “faccio doublecheck”. Ormai sembra di sentir parlare degli emigrati italoamericani di terza generazione. E non perche’ l’inglese vada di moda o perche’ sia la lingua del mondo: perche’ non sanno parlare in italiano, e per compensare inseriscono nelle frasi dei termini che tolgano loro la scelta tra femminile e maschile, tra singolare e plurale, tra presente e futuro, tra passato prossimo e passato remoto.

Questa working class stupida, incapace, inutile, bisognosa di balia, e’ un problema.
Il mondo dell’economia se ne sta disfando. Questa e’ la ragione per la quale i redditi aumentano mentre la disoccupazione cresce. Si stanno liberando della working class.
Non perche’ non ne abbiano bisogno: cercano quella di altri paesi.
Perche’ vedete, i paesi poveri non offrono solo professionalita’ a buon mercato. Nono. Sono paesi dove per sopravvivere devi essere come una gazzella: correre. E per correre devi tenere gli occhi aperti. Capire come funziona il gioco della Jungla. Guardare piu’ lontano degli altri. Afferrare il momento giusto. Decidere dove correre.
La working class occidentale somiglia molto , nel confronto, agli animali cresciuti allo zoo. Unfit to survive.
Questa e’ la ragione: la qualita’ lavorativa e produttiva della working class si e’ abbassata cosi’ tanto che e’ uno svantaggio piu’ che un vantaggio. E se ne stanno liberando: una persona piu’ qualificata e pensante , con gli strumenti adatti, puo’ fare il loro lavoro. Il vostro capo non ha piu’ bisogno delle vostre braccia. E la vostra testa e’ poco interessante, poco funzionante, e specialmente poco produttiva.
Sapete perche’ quegli idioti quei tester sono ancora li’? L’ho scoperto per caso. Qui in Germania i lander sgravano le grosse aziende da molte tasse se non licenziano. In pratica, forniscono un risarcimento danni per tutti i costi passivi che questi idioti costituiscono. Le aziende qui sono un pezzo di welfare. 
Loro credono di recepire uno stipendio, e invece e’ un sussidio.
In Italia questo non si fa, e ci si sta davvero liberando della base della piramide, perche’ costa piu’ del poco , pochissimo che produce.
Un tempo gli agnelli andavano a lavorare in catena per capire che cosa fosse la fabbrica. Oggi non piu’.
Se lo facessero, sospetto che oggi avrebbero una sorpresa: con l’agnelli da solo in catena , due ore la settimana, potrebbero fare a meno degli operai, o quasi. Siamo al ridicolo.Le competenze produttive si stanno spostando verso l’alto.
Come ho gia’ detto, un tempo la working class era una mostruosa macchina produttiva. Ed e’ quella working class che ha costruito il paese, e i migliori tra loro si sono messi in proprio e hanno fatto le PMI. 
Con la working class di oggi non ci riempite neanche i fossi.
E se ne stanno liberando.
Tutto qui. Ecco perche’ gli stipendi di chi lavora aumentano mentre aumenta la disoccupazione: si stanno liberando di voi. Prima o poi si accorgeranno che quasi tutti gli architetti di sistema sono degli ex sistemisti. Osserveranno i nuovi sistemisti (magari certificati) che sembrano dei robot attaccati ad un ticketing system, e si chiederanno se l’architetto con il tool di distribuzione/deployment/configurazione giusto non potrebbe fare lo stesso lavoro di dieci sistemisti, meglio.
Poi prenderanno un architetto del software, osserveranno gli sviluppatori che lavorano per lui, vedranno che non fanno altro che usare il compilatore di google per ottenere le interfacce, e che  che usano un tool UML per scrivere il codice gia’ pronto o quasi, e chiederanno a Google di dare all’architetto un tool analogo , e fare a meno dei suoi stessi sviluppatori. E vedranno che funziona.
La produttivita’ sta scivolando lentamente verso gli strati alti della piramide lavorativa. E con essa il reddito. Tra qualche anno magari vedrete davvero Elkann lavorare in catena.
Sara’ da solo.
E produrra’ piu’ dei suoi operai,  oggi, perche’ magari si e’ fatto automatizzare la fabbrica, con un sistema che puo’ usare solo lui perche’ ha in mente la complessita’ che serve.
Alla working class sta sfuggendo di mano la complessita’. Sempre piu’ parcellizzati, sempre piu’ standardizzati, sempre piu’ formalizzati in ruoli sempre piu’ definiti contrattualmente. E quindi, sempre piu’ inutili, sempre piu’ sostituibili, sempre piu’ costosi, sempre piu’ improduttivi.

Ormai c’e’ chi si augura gli scioperi per poter lavorare in pace senza idioti da guidare nelle piu’ piccole cose.

Si stanno liberando di voi.
Tutto qui.
Non servite piu’ a niente, e c’e’ una grossa fetta di colpa proprio in voi.
Uriel
(1) Vi chiederete come mai non gli spiego che deve provisionarla. Risposta: e’ un concetto troppo complesso per loro. “Make it ready” mette gia’ a dura prova i 26 BYTES di memoria che hanno nel cranio.
(2) Cazzo, un tempo all’universita’ dovevi cercare tu le fonti. Oggi sono i professori che danno la bibliografia!
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