Ancora?

Nonostante sia uno degli eventi piu’ insignificanti del periodo, (per dire, c’e’ un vulcano che rischia di bloccare per un anno il traffico aereo europeo, con la paralisi dell’economia che ne risulterebbe, se proprio non vi interessa di GS) sembra che tutti siano interessati a Fini , come se fosse l’inizio di una novita’ e non la fine. Visto che vi interessa tanto, usiamo un pochino di logica.

Fini sembra intenzionato a volere di piu’, a comandare di piu’, o a rompere con Berlusconi.

 

Cosa ci dice questo?
Innanzitutto, che non e’ Fini il delfino di Berlusconi. E che in un qualche modo ne e’ cosi’ certo da non sperarci nemmeno. I giochi per la successione, quindi, sono chiusi. E sono chiusi in un modo completamente avverso per Fini stesso.
Fini e’ cosi’ sicuro di non poter concorrere al posto di successore, e di non avere un successore (o qualcuno vicino al successore) tra i propri uomini, da giocare il tutto per tutto. In definitiva, quindi, sappiamo che il successore di Berlusconi non sara’ ne’ Fini ne’ uno dei suoi colonnelli.
Ed e’ evidente: se uno dei colonnelli di Fini fosse stato tra i successori, tale colonnello avrebbe preso il posto di Fini nel gruppo di AN. Oppure Fini avrebbe chiesto un ruolo “a vita”, che gli consentisse di controllare il consenso sotto i piedi del colonnello in questione. Invece se ne esce causando una frattura. O sarebbe rimasto in gara col proprio colonnello, approfittando della visibilita’ del proprio ruolo istituzionale, sperando di ribaltare il risultato.
Dunque, il successore di Berlusconi e’ noto. Quando e’ stato scelto? Diciamo che l’inizio della consapevolezza di Fini di non essere il pescelto ne’ per vie dirette che per vie indirette inizia qualche mese fa. Si potrebbe misurare tranquillamente cercando il momento nel quale Fini ha cominciato a fare i capricci.
Berlusconi e’ tranquillo? Si probabilmente lo e’. Lo e’ per diversi motivi:
  • Andare oggi alle elezioni gli conviene per recuperare voti sulla lega, distruggendo il centro “moderato” che si e’ mostrato fallimentare alle scorse regionali.
  • Andare oggi alle elezioni conviene alla Lega, che ha appena segnato diversi colpacci nei salotti buoni della lira, nelle fondazioni bancarie, dalla nomina di Siniscalco al nuovo consiglio di amministrazione di RCS (Il Corriere, per intenderci).
  • Andare alle elezioni NON conviene al PD, che non ha una leadership, un’organizzazione interna, un consenso diffuso, entrate finanziarie stabili.
  • Andare alle elezioni conviene a Di Pietro, che divorerebbe il PD da sinistra, e a gente come Vendola, che potrebbe scendere in campo riprendendosi i voti della sinistra “radicale”.
  • Fini disturberebbe piu’ gli avversari che il PDL.

 

E sull’ultimo punto vorrei riflettere.
A sinistra si pensa alle conseguenze. E questo ha causato la solita rissa: sembra che nel PD non riescano a discutere senza accoltellarsi. Una famiglia normale sarebbe al divorzio da tempo, nelle stesse condizioni.Il problema e’ che  gira dalle loro parti il fantasma della “destra normale” in un “paese normale”: sono le uniche due o tre frasi che D’Alema sa pronunciare senza bisogno di un suggerimento, quindi vanno molto di moda.
Per quanto riguarda la “destra normale”, si tratta di un “vulgar display of asshole” , nel senso che loro credono che sarebbero molto piu’ competitivi se in italia ci fosse una destra “normale”, cioe’ una destra presentabile, seria, onesta, civica e politicamente colta.
Puo’ darsi che il paese ne trarrebbe giovamento, e che la politica sarebbe qualcosa di molto migliore, in quel caso. C’e’ solo un piccolo problema per la sinistra: una destra presentabile, seria, onesta, civica e politicamente colta vincerebbe le elezioni.
Il ragionamento della sinistra, e cioe’ “speriamo in Fini perche’ cosi’ avremmo una destra migliore” non tiene conto di un piccolo particolare: una destra migliore ha ancora piu’ probabilita’ di vincere. E se gia’ questa destra vince, immaginate voi cosa succederebbe se migliorasse.
In pratica, i farlocchi sono cosi’ stupidi da voler salire sul ring sperando che l’avversario sia piu’ forte e preparato. Liberi di farlo, io ormai non ho piu’ parole per descrivere una simile idiozia , l’idiozia tipica delle circonvoluzioni verbali della sinistra.Se loro non sanno distinguere “ragionare” da “parlare”, sono affari loro.
Il secondo punto e’ che a sinistra si spera che con una destra “normale” , l’italia diventerebbe un paese “normale”. Davvero? Secondo me, se l’ Italia diventasse un paese “normale”, i primi a spiccare per anormalita’ sarebbero proprio quelli di sinistra.
Non si e’ mai visto, nei paesi normali, un partito “di sinistra” che non sia socialista e fortemente laico (cosa che il PD non e’) , una magistratura che non risponde a nessuno se non alla legge (che “guarda caso”  amministra), un partito che ha un legame cosi’ forte con le fondazioni bancarie e con il mondo delle cooperative, eccetera. C’e’ qualcosa di “normale”, del resto, nella storia del PD? Era normale il PCI? No, in tutta europa partiti simili non sono mai esistiti. C’erano partiti comunisti , ma non cosi’ mastodontici, strutturatie palesemente finanziati dall’ URSS. Era normale il PdS? No, dopo il crollo del muro i partiti ex comunisti sono spariti. Erano normali i DS? No, in europa i moderni partiti di sinistra sono socialisti, e non ex comunisti. E’ normale il PD? Un partito nato con dentro gente che indossava orgogliosamente strumenti di tortura medioevali, un partito di sinistra che ha rotto coi movimenti gay per salvare la propaggine cattolica. 
C’e’ qualcosa di “normale” nel PD? C’e’ qualcosa di “normale” nel senso europeo/occidentale in giornali come Repubblica o L’ Unita’?
Non si capisce, quindi, per quale motivo i farlocchi sperino in un “paese normale”, ben sapendo che se la destra diventasse una destra “normale” loro scomparirebbero proprio per via dell’anomalia storica e politica che rappresentano.

E cosi’, in Italia siete tutti eccitati per questo: a sinistra sognano una destra migliore, capitanata da Fini, che spazzi via questa destra brutta con la propria bellezza, e  quindi vinca le elezioni di piu’ e meglio, essendo una destra migliore capace di superare i risultati di quella peggiore per definizione.

A destra Fini ha capito di non essere il cocco di mamma e sta pensando di fondare l’ennesimo partitello di destra , come hanno fatto la Mussolini, la Santanche’, Storace, eccetera. Una specie di Bertinotti delle destre, insomma. Aspetto di vedere Casini e Rutelli proporgli di co-fondare il “Centro Piacione” , con il motto “tua zia si bagna tutta pensando a noi, e siamo ancora in giacca e cravatta”.
La lega vuole capitalizzare ancora di piu’ il risultato delle regionali prendendo Milano al PdL e sfruttando la debolezza finanziaria del PD, anche in Emilia, approfittando del fatto che le politiche quasi certamente cadrebbero insieme alle comunali bolognesi. 
Berlusconi sa bene che in politica i nemici siano piu’ redditizi degli alleati, e pensa di andare alle politiche ricompattando l’elettorato contro “il traditore”. Oppure, sa di cedere voti alla Lega.
E qui, torniamo al punto di prima. Che cosa, di preciso, rende Berlusconi cosi’ sicuro del fatto che la Lega sia un alleato leale? Che cosa fa si’ che Bossi non si svincoli formando un’alleanza con , per dire, lo stesso Fini? Lega al Nord e Fini al sud. Potrebbe andare.
Ma allora, perche’ Berlusconi pensa che la Lega non lo tradira’ ? Cosa gli da’ questa certezza granitica? Torniamo al discorso del delfino di Berlusconi. Fini non avrebbe fatto tutto questo casino se lui fosse il delfino, il successore di Berlusconi. Sarebbe, ovviamente , rimasto fedelissimo e scodinzolante ai suoi ordini, fino all’inevitabile passaggio di consegne.
Che e’ quello che sta facendo la Lega. E’ abbastanza chiaro che nella scelta del delfino di Berlusconi la Lega abbia da guadagnarci cosi’ tanto che le conviene rimanere alleata di Berlusconi qualsiasi cosa succeda. E’ interessante il fatto che la Lega non voglia fondersi col PdL: insomma, il successore di Berlusconi e’ uno che va molto d’accordo con la Lega, che ha bisogno della Lega per vivere, e che e’ un alleato naturale e vantaggioso per la lega.
Si tratta dunque di un politico del nord, vicino alla lega ma dentro il CdL, che oggi tiene , per ovvi motivi , un profilo bassissimo pur gestendo qualcosa che alla lega piace molto, tipo il denaro , e che magari sia gia’ stato vicepresidente del PdL cosi’ ne conosce le dinamiche.Uno che pensi che la devolution sia un vantaggio economico e  fiscale (e lo abbia scritto su un libro).
Non ci voleva tanto a capirlo. E se voleste riconoscere questo successore, ve ne accorgereste per via del fatto che (oltre al basso profilo politico che tiene) , ha un inspiegabile potere , enorme, capace di resistere pur dicendo “no” a chi gli chiede soldi per nuove mangerie. Verrebbe difeso a spada tratta da Berlusconi e tenuto quasi in disparte, al riparo , per proteggerlo. Ah, si’: il nome inizia per T, un pochino come “Te lo Tronco nel culo”.
Ma e’ semplicemente noioso.E’ un gioco stupido e noioso,nel quale tutti pensano di avere le carte coperte e invece stanno giocando a scacchi, con le pedine sotto gli occhi di tutti.

Tranne di chi non vuole vederle, tipo Scalfari che ci fa la sua normale omelia domenicale di banalita’. Ma per il banale c’e’ Repubblica.

Il resto non ha prezzo.

Uriel
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