Minchiatine

Scrivendo dei perbenisti, ho detto molto chiaramente che li riconosco dalla puzza. Ed e’ vero, perche’ bastano tre parole per capire che siano perbenisti. Il perbenista NON PUO’ nascondere cio’ che e’, perche’ esiste un criterio assolutamente infallibile per distinguerlo da tutti gli altri. Non possono nascondersi, perche’ e’ un problema di dimensioni. Un problema di dimensioni non risolvibile comprando un SUV, peraltro.

Come ho gia’ scritto, la miseria umana del moralista/perbenista/benpensante consiste nella dimensione delle sue motivazioni.

Mi spiego: molta gente mi viene a dire “ma in Lombardia la gente e’ bigotta sul crocifisso, sull’aborto, sul divorzio, eccetera”. Quindi, anche li’ e’ perbenista , moralista  ebenpensante.

Questo e’ il punto. Vedete, il tema del crocifisso, dell’aborto e del divorzio, come la fecondazione assistita, sono temi “forti”. Sono questioni che comunque impattano sulla cultura religiosa, sulla tradizione etica, sulla sensibilita’ umanistica.

Di conseguenza, non c’e’ nulla di strano nel leggere delle posizioni FORTI su temi forti. Che si tratti dell’ Iran, dell’ Olanda o di altro, mi aspetto e trovo naturale che su temi FORTI ci siano posizioni FORTI. Posso disapprovarle o meno, ma il semplice fatto che una societa’ abbia posizioni forti su temi GRANDI non la classifica come provinciale, come perbenista/moralista/benpensante.

Come ho gia’ scritto, Hitler credeva (o voleva far credere) che se non si fossero sterminati gli ebrei la Germania sarebbe scomparsa dalla storia e come popolo. Ovviamente si tratta di un falso, ma di fronte ad un tema come “la nostra scomparsa dalla storia”, che e’ un tema FORTE, mi aspetto reazioni FORTI.

Sarebbe stato MOLTO diverso se Hitler avesse detto: “gli ebrei vanno sterminati perche’ usano un cattivo dopobarba”. Si tratta di una motivazione farlocca quanto la prima, ovviamente, ma c’e’ una differenza: la dimensione del problema, la sua forza.

“Sterminio” e’ una posizione FORTE. Mi aspetto che , qualora sia pronunciata, sia pronunciata riguardo a problemi altrettanto FORTI. Possiamo discutere sul fatto che lo sterminio sia una soluzione o meno, ma mi aspetto che sia proposta come soluzione FORTE solo a problemi FORTI. Il problema viene se “Sterminio”, posizione forte, (o meglio, enorme) viene applicata a problemi PICCOLI, come il dopobarba.

Se mi dite che intendete abbattere un edificio , fate un’affermazione FORTE. Mi aspetto che lo sia se il problema e’ FORTE, cioe’ che l’edificio e’ pericolante. Se mi dite che intendete abbattere l’edificio perche’ non vi piace il pavimento del secondo piano, ci troviamo di fronte ad un evidente squilibrio: la differenza  di dimensioni tra la posizione forte “abbattiamolo” e la problematica “il pavimento non mi piace” e’ troppo marcata.

Il provinciale lo riconoscete da questo. Poiche’ il suo mondo e’ PICCOLO, ogni cosa per lui e’ enorme. Poiche’ ogni cosa per lui e’ enorme, non riesce a distinguere tra temi forti e temi deboli:  per lui tutto e’ ENORME, quindi tutte le risposte saranno FORTI.

Alcuni sono venuti nei commenti e si sono traditi immediatamente. Io dico che il moralista e’ tale perche’ critica il fatto che Berlusconi scopi una bagascia, e lui mi dice che gli altri sono altrettanto moralisti perche’ ce l’hanno con aborto e fecondazione assistita.

Questa, da sola, e’ la prova del loro provincialismo. Soltanto se sei cosi’ provinciale da non andare oltre il tuo bar, ti puo’ sembrare che i due temi abbiano la medesima forza. L’aborto e la fecondazione assistita sono temi FORTI, mentre chi succhia il cazzo a Berlusconi e’ un problema debole. Solo se siete delle miserabili comari pettegole potete pensare che siano altrettanto importanti, e lo sono perche’ la vostra vita e’ cosi’ PICCOLA che entrambi i problemi vi sembrano enormi: Giove e’ piu’ grande di Saturno, ma dal punto di vista di un asteroide , sono dei giganti tutti e due.

Cio’ che fa del moralista, del perbenista, del benpensante quello che sono e’ proprio il fatto di avere posizioni FORTI su problemi deboli, piccoli, insignificanti.

D’Alema, il provinciale per eccellenza, dice che siccome la sicurezza costa allora tutta questa cosa costa allo stato. Certo che costa: circa 1/3 delle brioches della bouvette di Montecitorio, che i parlamentari potrebbero anche pagare di tasca propria, come faccio io quando vado al bar.

Stabilito il fatto che il problema pesa 1/3 delle brioches del bar di Montecitorio, ha senso prendere una posizione FORTE chiedendo le dimissioni di un governo? No. Solo se sei un provinciale: se sei un provinciale, il problema di spendere tot per proteggere il premier (1) ti sembra grande quanto la tenuta del governo. E se sei un provinciale, una scopata con una prostituta conclamata ti sembra grave quanto il tema dell’aborto, del divorzio, eccetera.

Un altro problema del provinciale, del perbenista, del benpensante moralista, che lo tradisce immediatamente , e’ di faticare a distinguere il ruolo sociale delle persone. Qualcuno mi disse “ma i preti sono moralisti”. Si, signori: ma 2000 anni di storia e teologia sono una cosa ben diversa dall’opinione della signora Pina: non puoi dirmi che se la signora Pina e’ moralista e la condanno per questo allora devo condannare anche il prete. Quella del prete e’ un’opinione, perche’ si e’ fondata come si fondano le opinioni. Puoi essere d’accordo o meno, ma non bollarla di superficialita’. Quella della signora Pina, invece, e’ un’opinione del tutto superficiale.

Se una chiesa che ha una teologia conclamata inizia a prendere posizione sulla sessualita’, sta facendo il proprio lavoro. Non sono d’accordo con le loro posizioni, ma quando hai scritto quei settantamila libri di filosofia morale a riguardo, almeno per rispetto verso il tuo impegno due paroline te le lascierei dire. Poi non saro’ d’accordo, ma se un ente che intende occuparsi di morale e investe mezzi e cervelli per farlo , non ci trovo nulla di strano.

Tuttavia, vista la mole del lavoro svolto e lo spessore dei teologi mossi, non posso mettere sullo stesso piano la chiesa e la signora Pina. Dire che la chiesa e’ moralista quando la pensa come la signora Pina  sgnifica accomunare  due cose diverse, e non ha senso dirlo.

La chiesa si e’ formata un’opinione per via di una storia di 2000 anni, e di una discussione altrettanto lunga. La signora Pina e’ moralista perche’ ha imparato al liceo mentre fumava con le compagne di classe. NON si tratta della stessa cosa.

Dire “La signora Pina non e’ moralista perche’ i preti dicono le stesse cose” e’ una cazzata. E’ come dire “io mio barista e’ un filosofo perche’ parla di filosofia quanto Fukuyama”. No, non funziona cosi’.

Cosi’ il piccolo bigottino moralista, perbenista e benpensante si tradisce sempre ed irrimediabilmente non solo quando confonde i temi di grandi dimensioni con quelli di microscopiche dimensioni, prendendo posizioni altrettanto forti su entrambi, ma si tradisce quando paragona il giudizio apodittico di un barbiere con l’opinione piu’ o meno condivisibile di qualcuno che ha studiato un tema per 2000 anni.

Questo e’ il secondo marchio del miserabile perbenista/bigotto/moralista:  crede di essere sullo stesso piano di chiunque altro. Mi viene a dire “se la chiesa condanna l’omosessualita’ e’ uguale a Pino che ce l’ha coi froci”. No, nel caso della chiesa e’ un’opinione formata, nel caso di Pino e’ una semplice minchiata. Se il papa si lamenta della decadenza dei costumi sta succedendo un fatto, se lo fa il barbiere o il tassista ne sta accadendo un altro. E quindi no, non devo per forza prendermela con il Papa solo perche’ me la prendo col tassista, anche se trovo ugualmente sbagliato quel che dicono.

L’ultima caratteristica che vi permettera’ sempre di sgamare il moralista benpensante perbenista e’ la sua incapacita’ di distinguere tra temi politici e vita privata. Questi personaggi vivono in provincia, ove non esistono veri temi politici. I problemi locali di cui si occupa la politica locale impattano direttamente e materialmente la vita privata del cittadino, e sono molto MENO astratti e generali rispetto alle leggi dello stato. Cosi’, il provinciale NON riesce a distinguere un’ordinanza comunale sulla lunghezza delle sottane da una legge sulla fecondazione assistita: per lui si tratta sempre di “politica”.

Un comune nel quale d’inverno faccia freddo puo’ tranquillamente legiferare sull’abbigliamento imponendo, che so io, ai cittadini di usare scarpe da neve per il mese di dicembre. Ha senso, nella misura in cui fa freddo e nella misura in cui il provvedimento trova la sua ratio nel clima. Se il governo dice una cosa simile, ci ritroviamo con lagente che gira in doposci a Pantelleria con 21 gradi. Capite bene che se parliamo di politica nazionale la differenza tra l’ambito personale e quello generale e’ molto marcata.

In provincia, cioe’, la politica entra molto piu’ facilmente nella vita privata, perche’ prende decisioni che facilmente impattano nel quotidiano. Anche la dimensione della citta’ conta: in un piccolo paesino di montagna posso imporre , che so io, di far girare gli anziani a piedi solo se accopagnati in caso di gelate.(2)

Se lo fanno a Milano, il problema cambia e di molto. Cosi’, persino la differenza di dimensioni pone un divario tra politica e vita privata.

Allo stesso modo, ci sono paesini dove non potete prendere il sole sul terrazzo stando in costume da bagno Provate a fare una simile ordinanza a Roma, se ci riuscite.

Il motivo e’ che il piccolo paesino puo’ appellarsi al sentire comune di una piccola comunita’ MOLTO piu’ facilmente di quanto non possa farlo una grande citta’ che ha una comunita’ piu’ diversificata, e quindi un sentire comune un tantino meno omogeneo.

Cosi’, riconoscete il provinciale per due ragioni:

  • Il provinciale ritiene che esista un sentire comune omogeneo, monolitico e univocamente determinabile, come succede nelle piccole comunita’.
  • Il provinciale ritiene naturale che la politica si occupi della sua vita quotidiana, basandosi su questo senso comune, come accade nelle piccole comunita’.

Cosi’, il provinciale si tradisce immediatamente nel momento in cui scambia il tema “famiglia”, che e’ un tema astratto e generale, con “la famiglia di Berlusconi”, che e’ un fatto privato.

Per il provinciale, non esiste una netta separazione tra le due cose: se in un paesino vado a dire “famiglia”, intendo le “nostre” famiglie: quella di Beppe, di Antonio, di Francesca, di Barbara. (3) Intendo famiglie col nome ed il cognome. Cosi’, posso pensare che discutere del buco del culo di Barbara sia discutere della “famiglia”.

E’ chiaro che su scala nazionale “famiglia” sia un tema piu’ generico, e NO, quando parlo di “famiglia” in senso nazionale NON sto facendo la stessa operazione di quando parlo di Silvio e Veronica. Chi confonde le due cose semplicemente ragiona da provinciale. “Legge sulle coppie omosessuali” e “Filippo ama Antonio” sono due temi diversi. Uno e’ personale, l’altro e’ politico.

Cosi’, e’ molto semplice sgamare i moralisti/perbenisti/benpensanti. Li si riconosce dalla puzza, ed e’ una puzza della quale NON possono liberarsi, perche’ la stessa scelta dei temi di discussione rende evidente , anche quando non si tradiscono nei dettagli, la loro dimensione culturale.

Signori, siete passati dalla DC alla sinistra. Ma fate ancora la stessa puzza.

E non vi illudete: non la perderete MAI. Vi riconosceremo SEMPRE. Vi riconosceremo dalle minchiatine, quelle minchiatine che, per via della scarsa dimensione della vostra esistenza, PER VOI SONO TUTTO.

Uriel

(1) D’Alema deve ancora spiegare come uno psicopatico accertato abbia potuto lanciare un oggetto sulla faccia del premier. Deve ancora spiegare come sia stato possibile per dei giornalisti fotografare l’interno della casa del presidente. Se quello e’ il livello di protezione che i nostri servizi garantiscono, D’alema puo’ stare sereno e spendere quei soldi in un altro modo. Nessuno se ne accorgera’. Del resto, che la scorta del premier , quella vera di cui lui si fida, sia completamente privata e’ noto da tempo: di questo, semmai , D’Alema dovrebbe rispondere. Un premier che paga di tasca propria una scorta perche’ non si fida dei servizi e’ , semmai, il tema forte. Perche’ Berlusconi non si fida piu’ della vostra “protezione”, caro Mr COPASIR?

(2) lo ha fatto davvero un paesino  delle mie parti, dopo che un povero signore anziano  “debole di mente” ,scivolando si e’ rotto un femore e poi morto assiderato. Potrebbe succedere anche ad un giovane, ma in definitiva la notte se beccano un anziano da solo in strada i vigili lo devono accompagnare a casa identificarlo e contattare i familiari. La sanzione, cioe’, e’ nulla. Di fatto l’ordinanza serve ad obbligare i vigili urbani alla procedura.

(3)Prima che vi incazziate, Barbara e’ negra. Non discrimino nessuno, io, negli esempi. E Antonio e’ gay. Ma Beppe no. la provincia e’ un casino.

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