Saviano?

Mi chiedono di prendere una posizione su Saviano e sul suo libro. Presupposto che dopo “I beati paoli” non ho letto molto sulla mafia (argomento che mi interessa poco, e poi la leggenda dei “i beati paoli” spiega benissimo da sola il consenso popolare che la mafia ha: credono nella stessa leggenda) , spieghero’ anche perche’ mi sono trovato a leggere il suo libro. E che cosa ne pensi, da persona che vive all’estero.

Sapevo di Saviano, ma onestamente non me ne fregava niente di leggerlo. Il motivo e’ molto semplice: credo che il giornalismo di denuncia, e con lui la letteratura di denuncia e la satira di denuncia , siano un cancro. Di per se’, non hanno mai risolto nulla se non colpendo politici con problemi di immagine o governi instabili, timorosi di perdere il consenso.

 

Quando al potere c’e’ un governo consolidato che NON teme di perdere il potere, questo genere di azioni diffonde semplicemente rassegnazione e fatalismo: tutto viene denunciato ma nulla cambia. Si diffonde cosi’ la sensazione che nulla cambiera’ mai.

Perche’ allora ho cambiato idea e ho letto Saviano?
Beh, ero in Bolkerstraße con alcuni colleghi, e uno di loro mi disse di aver capito “alcune cose” degli italiani leggendo “Gomorra”. Si stava parlando del fatto che in Italia non esista questa lunghissima anticamera dei rapporti umani che i tedeschi chiamano “bekannt”, prima dell’amicizia, e che quindi noi tendiamo ad arrivare prima al rapporto di amicizia stesso.
A riguardo della facilita’ con la quale gli italiani fanno gruppo, mi fu data questa risposta.
Cosi’, ho cercato di capire che cosa avesse capito Alexander dell’ Italia, cioe’ di me, dal libro di Saviano. Molto semplice: che gli italiani si aggregano tra loro per formare famiglie mafiose. E siccome il libro non parlava di una realta’ di Napoli ma titolava con un bell’ “Italien” nella copertina, tutti ci siamo dentro. Anche chi non c’entra.
Perche’ avviene questo? Avviene perche’ in Italia si fa un certo abuso del concetto di identita’. L’identita’ locale, che per noi e’ cosi’ importante, non viene percepita all’estero. Per loro potete essere padani finche’ volete, ma “italien” e’ “italien”.
Cosi’, voi dite “guarda che io ho avuto un helpdesk ma non ho MAI pagato tasse che non fossero allo stato, a Bologna”. Ma non importa: per loro “italien” o no. Sei italiano, o no.
Prima che i soliti sbroc sbroc si rallegrino di questo bel ricatto morale (“o mi cacci la lira o spalmo il mio fango anche su di te”), dovete sapere una cosa: i tedeschi non solo non distinguono l’italiano del nord da quello del sud, ma non distinguono neanche quello di destra da quello di sinistra.
Cosi’, la Guzzanti pensa che spalando merda sulla Carfagna, quando andra’ all’estero nessuno pensera’ di lei che sia una pompinara. Invece, dopo aver visto il suo spettacolo sulla carfagna, noteranno (coerentemente) la sua bella presenza e penseranno che anche lei abbia fatto i suoi bei pompini.
Quello che lo sbroccotronico non capisce e’ che per lo straniero non esiste l’ “Italia di Berlusconi” come fenomeno a se’ stante, distinto da un’altra ipotetica “italia contro Berlusconi”. Per lo straniero esiste una sola italia.
Il tedesco (cosi’ come tutti gli altri stranieri) si convincono semplicemente di quello che gli dite: e cioe’ che sia la norma.Contro la quale , ovviamente, qualcuno protesta. Del resto, c’e’ gente che protesta contro la Sharia saudita, ma nessuno pensa per questo che l’Arabia Saudita non sia piu’ un luogo, visto nel suo complesso, islamico.
Quello che i vari Grillo, Di Pietro, Guzzanti & co non stanno capendo e’ che non si tratta di una cosa dalla quale gli italiani che vivono all’estero possono tirarsi fuori dicendo di essere contro Berlusconi. No, belli: non e’ un’arma di precisione.
Per gli stranieri, la Guzzanti e’ puttana quanto la Carfagna. O sono puttane entrambe, o nessuna delle due. Ma non c’e’ modo di operare in questo modo, salvando l’una e condannando l’altra. Sono entrambe italiane. E c’e’ una sola italia:  non c’e’ l’ “Italia di Berlusconi” che e’ diversa da quella di Di Pietro. Ce n’e’ una sola.
Certo, se siete dei sinistrati e parlate con un altro sinistrato, avrete un segno di compiacimento se denuncerete le cose: perche’ confermate i pregiudizi che hanno SULL’ ITALIA. Non su quella di Berlusconi. Non su quella di destra, o su quella democristiana. C’e’ una sola Italia.
Lo straniero sa che i pregiudizi sono politicamente scorretti. E siccome in molte nazioni il politicamente scorretto e’ punito, ovviamente non dira’ MAI che “gli italiani sono mafiosi”. MAgari si sentira’ in colpa , pure. A meno che qualche italiano non gli dica che no, pensa la verita. Non e’ razzismo, e’ verita’. Pura.
Per questo agli stranieri piacciono le vostre manifestazioni: li sollvate da un senso di colpa. Lo straniero si sente meglio, piu’ libero di parlare.
Cosi’, potra’ dire in faccia, come mi e’ successo “dimmi la verita’. Ma c’e’ qualche italiano che non ha fatto affari con la mafia?”. Chi mi ha chiesto questa cosa sapeva che ho avuto un helpdesk. Quindi sapeva benissimo che stava dicendomi che io stesso avrei fatto affari con la mafia.
Ed e’ questo quello che avete seminato. E no, non c’e’ modo di difendersi. Se anche io girassi con la spilla dell’ IDV e la maglietta di Di Pietro, per lui non cambierebbe NULLA.
Avete fatto, cari sbroccotronici,  una manifestazione a Colonia. Pensavate che gli italiani del luogo, essendo in gran parte ancora italofoni, si sarebbero uniti. Ovviamente, siete rimasti i soliti quattro gatti, venuti dall’Italia o emigrati pochi anni fa. Italotedeschi di prima e seconda generazione ne avete visti ZERO. Zero perche’ hanno gia’ abbastanza tedeschi che gli rinfacciano ogni problema della nazione come se fosse un difetto personale senza bisogno della vostra aggiunta.
La diffusione del pensiero secessionista tra quelli che lavorano all’estero e provengono dal nord italia e’ dovuta proprio a questo. Perche’ uno che viene da Vicenza deve sentirsi dire che sicuramente ha fatto affari con la mafia? Oh, suppongo che ci sia a Vicenza chi ha fatto affari con la mafia. Come ci sara’ a Bologna. Tuttavia, io non ho mai pagato pizzi per avere il mio laboratorio con la mia bella saracinesca. Perche’ mi si deve dire che essendo italiano io SICURAMENTE “ho pagato e taciuto?”
Perche’ questo e’ quello che Saviano dice. Semplice. Perche’ una donna italiana che abbia fatto carriera oggi e’ vista come una pompinara? Perche’ ovviamente qualcuno dice che se fai carriera in TV sei una pompinara. Questo vale per tutte. Non e’ che cambia se vi chiamate Finocchiaro o se vi chiamate Rosy Bindi. Fregancazzo, l’italia e’ una.
Quelli come Saviano, come la Guzzanti, come Grillo, sono quelli che aizzano le masse di stranieri contro l’italia, perche’ essenzialmente non ci vivranno mai. E anche quei pochi che ci vivono, essenzialmente, vivono della gratitudine che lo straniero prova quando gli dai mano libera nel pronunciare qualche pregiudizio che altrimenti dovrebbero nascondere.
Cosi’ no, passando gran parte del tempo all’estero non mi piace Saviano. E non mi piacciono quelli come lui, i Di Pietro che affittano una pagina per dire quanto siamo mafiosi e corrotti, non mi piace Grillo che se ne va a rilasciare interviste dicendo che il 3% degli italiani e’ sano e vota per le cinque stelle mentre il resto e’ mafioso, non mi piace questa gente.

Perche’ quando Di Pietro affitta la pagina del giornale, da’ per scontato che lo straniero capisca “l’Italia di berlusconi” e non “l’Italia”. Quando Grillo va in giro per le TV tedesche a dire quel che dice del paese, da’ per scontato che lo straniero capisca “ma qualcuno no”. L’ IDV no. L’ M5S no.

Ma non e’ cosi’: ed e’ questo che li tradisce. Loro dicono di amare l’italia, ma non ho ancora visto questa gente vantare quel che invece funziona, del paese. Quel che e’ bello. Loro, del resto, portano all’estero il peggio.

Il loro ricatto, in fondo, e’ questo: o fate come diciamo noi, o vi sputtaniamo tutti. E’ lo strumento di pressione che colpisce nel mucchio.

Non e’ un caso se il leghismo nasce nel momento in cui le aziende del nord iniziano a commerciare di piu’ con l’estero. E’ il momento in cui gli italiani iniziano ad andare all’estero anziche’ per emigrare , per vendere. Per vendere il paese.

E scoprono che l’italiano e’ , per lo straniero, quello che gli emigrati di una certa zona del paese hanno venduto per tale.

Hai voglia di dire che la sanita’ emiliana sia migliore, e di gran lunga, di quella tedesca(1). No, perche’ qualcuno ha scritto libri su libri sulla malasanita’. E loro conoscono quelli. E tu sei quello della malasanita’ al cardarelli. Che poi i tedeschi vengano a farsi le protesi al Rizzoli conta poco.

Cosi’, non credo che Saviano, Grillo, La Guzzanti & co amino il proprio paese. Non lo credo perche’ sono cosi’ provinciali da credere che lo straniero scenda nel merito delle piccole beghe di Di Pietro contro Berlusconi, della Guzzanti contro la Carfagna. Non si rendono conto del fatto che esiste un contesto generale di riconoscimento del sistema-nazione.

Ma loro non hanno in mente la nazione. Hanno in mente il partito. Hanno in mente il piatto pieno. Hanno in mente il loro avversario politico. Ma non hanno in mente il fatto che tutte queste cose , fuori, non esistono, ed esiste solo l’Italia. Una sola.

Pensate che sia bello, che sia una bella posa dire “mi vergogno di essere italiano”. Davvero? Pensate che vi esenti dal sentirvi dire “vergognati di essere italiano?”. Certo, voi siete quelli che amano l’estero, che ogni tre giorni scrivete sui blog che ve ne andrete, e che siete sempre li’. 

Ma quando siete all’estero, cambia tutto. Quando ci siete davvero, allora vi importa, se dovete vergognarvi di essere italiani o meno.

Cosi’ no, ho letto Saviano, e ho trovato un libro che lascia intendere che il paese intero sia cosi’. Che la mafia sia “la prima industria del paese”, nonostante non sia ne’ un’industria, tantomeno la prima, dal momento che e’ un’affermazione cosi’ priva di senso economico da non discuterla nemmeno seriamente.

MA quando dite questa cosa abnorme tipo “la mafia e’ la prima industria del paese”, gli economisti faranno spallucce, mentre gli altri ci credono. E vi ricade addosso.

Vale la pena leggere quel libro? Non credo. Ha avuto successo. Si’. anche il Grande Fratello.

Vogliamo discutere di letteratura? Allora un libro solo non basta.
Aspetto Saviano al secondo libro, e al terzo.

Ma credo che, su Gomorra, Saviano marcera’ ancora per un bel pezzo.
Perche’ sa che vincere alla roulette non capita tutti i giorni.

Per il resto, ha detto qualcosa che Mario Puzo non avesse gia’ detto una trentina di anni fa? Che cosa e’ cambiato in Italia dopo Gomorra? Ha fatto catturare piu’ boss mafiosi? Ha dato una mano?

Mi spiace, ma lo trovo irrilevante e fastidiosamente allineato con tutto il coretto mainstream “l’Italia e’ una merda”.
E ti accorgi di quanto sia sbagliato quando, all’estero, ti senti accusare di aver finanziato la mafia “tacendo e pagando” , mentre sai che , in qualche anno di imprendotoria, alla mafia non hai dato un soldo. Ma se Saviano scrive che “non c’e’ imprenditore che sfugga”, loro leggono esattamente questo: “non c’e’ imprenditore che sfugga”.

Onestamente, potevamo anche farne a meno.

Uriel

(1) Non ci vuole molto, sono al lumicino, e’ un pozzo che divora soldi.
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