Colpo su colpo.

Non pensavo, ieri, che nei “salotti bene” della finanza italiana ci sarebbe stata la capacita’ di fare squadra. Ne’ che si sarebbe giocata subito la carta decisiva, la piu’ dura possibile. Certo, lo ha fatto Berlusconi che non e’ un attore esplicito del mondo finanziario, ma l’arma che e’ stata usata e’ piuttosto potente. Non mi aspettavo che si arrivasse a usarla subito, una dimostrazione di aggressivita’ piuttosto forte, e mirata al cuore del sistema nemico.
L’attacco NEMICO e’ consistito in una vendita improvvisa, partita da Chicago, di titoli . Per capire in che modo funzioni la cosa, dovete sapere come funzionino i software finanziari. Essi lavorano su un livello di granularita’ delle operazioni altissime, ad una media do una transazione ogni 0.2 secondi. Poiche’ nessun essere umano puo’ trattare simili masse di dati, molti di questi software hanno una certa autonomia nel prendere decisioni. Si e’ stabilito (a mio avviso ottimisticamente) , cioe’, che se nell’arco di 20 anni le borse sono sempre in crescita, una elevatissima granularita’ e una grande quantita’ di piccole transazioni , il risultato sara’ simile ad un sistema stocastico gaussiano di Levy, e che la media degli errori di valutazione diminuira’ col quadrato del numero di operazioni nell’arco di tempo.

Quanto sia ottimistica questa valutazione, in assenza di modelli adeguati, e’ difficile dirlo. Quello che sicuramente e’ possibile dire e’ che il gioco si presta a novetoli effetti non lineari, il famoso effetto farfalla. In pratica, quando si e’ deciso di aggredire il mercato  , si e’ inserito un dato dentro il sistema: “Forte vendita al ribasso”. Tutti i software che hanno una minima capacita’ di decisione automatica hanno deciso, a quel punto , di vendere a loro volta, provocando un crollo degli indici di wall street. E lo stesso e’ successo quando ci si e’ lasciati scappare la cosa che ‘Italia era a rischio, SOLO che ad andare nel panico sono stati gli operatori umani.
L’evento, per quanto complesso, NON e’ imprevedibile. E’ difficile pensare che sia stato un errore, ed e’ da idioti pensare che nessuno abbia preso precauzioni contro eventi di questo genere. La verita’ e’ che si voluto che avvenisse. Anche perche’, guarda caso, arrivava in “casuale” concomitanza con un comunicato di Moody’s , il quale sosteneva che le nostre banche sarebbero esposte al debito greco, cosa che non e’:siamo esposti per meno dello 0.2%.

 

La mia idea , personalmente, e’ che quando dal territorio di una nazione partono attacchi evidentemente cosi’ orchestrati e volontari, sia un problema principalmente diplomatico. Una nazione dalla quale partono attacchi simili NON puo’ dirsi amica, ergo non puo’ dirsi alleata. L’Italia esca dalla NATO e mandi via le basi: se gli USA sono un nemico, e lo sono perche’ agiscono da nemico, le loro basi sono basi nemiche. Che lascino il paese e la smettano di dichiarare che siamo alleati, quando poi si comportano come se fossero i nostri peggiori nemici.

 

La risposta e’ stata abbastanza pesante, e ha spaventato le agenzie di rating straniere. Silvio Berlusconi ha dichiarato quasi immediatamente che le agenzie di rating anglosassone sono inaffidabili. E ha fatto eco la stampa italiana (persino i traditori di Repubblica si sono allineati, evidentemente hanno capito che da un crack hanno da rimetterci anche loro) , che ha pubblicato (praticamente in contemporanea) una serie di articoli che non fanno altro che dichiarare, in coro, che le agenzie di rating sono inaffidabili.

 

Sia chiaro, non e’ una cosa leggera come sembra. Le agenzie di rating, infatti, hanno un valore che si basa sul nulla. Il Re, cioe’, e’ nudo. Non esiste alcun motivo per il quale esse sarebbero piu’ capaci di indovinare il futuro di un paese piu’ di qualsiasi cartomante o altro. Essi non hanno al proprio interno delle competenze o dei metodi sconosciuti ad altri, per i quali sappiano dirvi meglio di , che so io, Montepaschi, quanto sia affidabile un titolo.

 

Qualsiasi operatore finanziario, da quelli di Montepaschi a quelli di Pirelli Re,( e persino molti hobbisti,con un buon software) sa prendere in esame i dati con i quali le agenzie di rating giudicano le nazioni, ed arriverebbe a conclusioni simili. ma piu’ oneste ed utili. I dati coi quali le agenzie di rating procedono sono pubblici, quindi per i grandi investitori non ci sarebbe alcun problema a farsi in casa il rating dei titoli che comprano.

Questo e’ il succo del problema:

Poiche’ le agenzie di rating NON fanno alcunche’ di speciale, unico, segreto, irripetibile, e’ perfettamente alla portata di tutti i grandi trader il bagaglio di conoscenze che serve a misurare il rating di una nazione. Le agenzie di rating non soltanto sono una convenzione che si sta rivelando dannosa, ma usando metodi standardizzati SONO PERFETTAMENTE INUTILI.

A patto di standardizzare i metodi , come e’ gia’ stato fatto, si potrebbero persino avere dei dipartimenti aziendali che, per i singoli grandi operatori, facciano il rating in casa.
Essendo inutili, le agenzie di rating  devono in qualche modo giustificare il proprio potere e il proprio valore. Sapete come fanno? Non lo fanno. E non lo fanno perche’ essenzialmente nessuno le mette sul banco degli imputati. Se qualcuno mettesse Moody’s su un bel banco degli imputati e dicesse
“spiegami che cosa sei capace di fare tu, che non possa fare Unicredit o Commerzbank al proprio interno. Disponi di dati non pubblici? Hai metodi segreti o sconosciuti agli altri operatori?“.
Moody’s , come chiunque altro, non saprebbe cosa rispondere. La fortuna di queste “agenzie di rating” e’ storica e viene dalle leggi britanniche sull’arbitrato, leggi che poi hanno lasciato la propria impronta anche nel diritto americano. Poiche’ nella legge britannica c’e’ la barbara ed estremamente incivile  abitudine, detta arbitrato ,di nominare giudici diversi dallo stato (2) , si e’ esportata l’abitudine di dare a degli enti privati la possibilita’ di svolgere compiti  che altrimenti dovrebbero essere dello stato.
Un tempo, del resto, questi operatori erano gli unici a poterlo fare, oltre ai governi. Poiche’ le notizie , che non erano sempre pubbliche, viaggiavano lentamente ed era molto costoso, queste agenzie aprivano uffici in tutte le (ex) colonie dell’impero, raccoglievano notizie “diversamente pubbliche” e grazie a questo erano avvantaggiate. Avendo un ufficio nel Congo, probabilmente erano la migliore fonte di notizie economiche riguardo al congo.
Insomma, quando sono nate, benche’ il vizio di base sia sempre quello di aver dato a privati un compito di stato, tali agenzie avevano effettivamente un punto di vista privilegiato rispetto ad ogni altro operatore. Nel 2010, invece, coi i metodi di rating standardizzati e le notizie a disposizione di tutti, con le reti telematiche e la facilita’ di trasmettere notizie, non hanno piu’ ragione di esistere.
Persino un software che gira sul vostro PC potrebbe , usando Internet, reperire gli indici di  debito e i dati (oggi pubblici) che permettono di calcolare un rating standard. Non c’e’ piu’ bisogno di queste grandi agenzie di rating.

 

Per questa ragione, un attacco a queste agenzie e’ molto facile: con la loro debolezza filosofica esse sono il punto debole di tutto il sistema anglosassone. Affondate le agenzie di rating, ogni operatore iniziera’ a calcolarsi il rating da se’, con il risultato che moltissime aziende americane ed inglesi, benedette per anni da rating ingiustificati (3) crollerebbero come  miserabili cartelli di carte.
Se domani qualcuno calcolasse DAVVERO il rating di Goldman Sachs, visti i titoli a leva mostruosa che ha vomitato ovunque, la risposta sarebbe: junk. Inesorabile: senza ombra di dubbio, Goldman Sachs non e’ solvibile neanche in minima parte della propria esposizione.

 

E lo stesso dicasi della stragrande maggioranza dei “masters of the universe”: possono vendere merda perche’ le agenzie di rating , dopo aver calcolato “junk” sui loro titoli, fanno un favore ai loro stessi padroni (appartengono proprio alle aziende che “benedicono” nascondendo lo stato di Junk) e alzano il rating. Ma se il rating si distribuisse e tutti iniziassero a calcolare usando i propri mezzi, Goldman Sachs, Merril Lynch &co non li vorrebbe neanche un idiota, e bisognerebbe introdurre un giudizio peggiore di “junk”. per classificarli( Propongo “bluff”).
Cosi’, capite che il minimo attacco alla credibilita’ (e in futuro, alla necessita’ o all’utilita’) delle agenzie di rating e’ qualcosa che li fa cagare sotto.Se si diffonde la convinzione, o il dubbio, che le agenzie di rating non siano affidabili, quel che succede e’ che gli investitori inizieranno a dotarsi di rating interni ,e  inizieranno a privilegiarli rispetto a questi cialtroni. Se questa abitudine si diffondesse, tutte le aziende-bluff anglosassoni collasserebbero rapidamente: un bond di Goldman Sachs non puo’ nemmeno, situazione alla mano, aspirare al rating di “junk”. E’ un bluff bello e buono.

 

Questa e’ la prima arma del giudizio che ieri e’ stata mostrata, per qualche minuto, ai signori di Moody. &co Il risultato e’ stato che immediatamente si e’ scoperto che (AHAHAHAHAHA) un operatore avrebbe erroneamente digitato la lettera sbagliata, e (AHAHAHAHA) per qualche motivo strano un altro giovane operatore avrebbe dichiarato alla stampa che le banche italiane sono esposte al debito greco, cosa che non e’.
Abbiamo, quindi , un’arma. Solo che e’ una doomsday weapon. Se iniziamo a diffondere negli operatori la convinzione che i rating sia inaffidabile, i piu’ grandi si doteranno di meccanismi interni, e iniziera’ il collasso dei “masters of the universe”, con conseguenze imprevedibili.

Pensavo che tale arma sarebbe stata usata con estrema cautela, invece vedo che subito i “salotti buoni” della finanza italiana (gruppo RCS) che il quotidiano della FIAT hanno iniziato a bombardare, e quasi subito anche Repubblica si e’ unita al gruppo. Il che significa che si intende usare quell’arma.

Direte voi: e’ un’arma spuntata, per alcuni versi. Aha. Ma la situazione delle agenzie di rating, la loro inutilita’ e la loro ingiustificabilita’ e’ tale che basta un soffio di vento ad abbatterle. Sarebbe sufficiente che un grosso operatore dichiari di aver creato la propria agenzia interna  di averci guadagnato e di NON credere piu’ alle agenzie anglosassoni, e inizierebbe il collasso. Per dire, basterebbe una parola di un Doris della situazione, e inizierebbe l’effetto domino. Se un operatore inizia ad usare un proprio ufficio interno di rating, e guadagna,  e dichiara a qualche giornale di guadagnarci perche’ calcola il rating meglio di Moody’s , tutti gli altri operatori avranno paura di stare puntando sul cavallo perdente e di essere svantaggiati rispetto a chi usa un ufficio rating interno.

Basta pochissimo, davvero pochissimo, per scatenare l’apocalisse. 

Per questa ragione Moody, subito dopo aver fatto il casino, ha ritrattato e ha smentito quanto detto prima, e per questo motivo si e’ subito subito “scoperto” il ragazzino drogato che ha scritto B anziche’ M.(4)

Il problema e’ che ad ogni incidente di questo genere, comunque sui giornali finiscono gli articoli che mettono in dubbio le agenzie di rating. E ad ogni volta, un altro colpo di accetta di abbatte sul tronco di un albero che ormai ha lo spessore di uno stuzzicadenti.

Lo ripeto: basta UN operatore, UNO, che dichiari  ad un grande pubblico di aver guadagnato perche’ si e’ creato un sistema di rating interno migliore di quello dei grandi. Magari dicendo che’ migliore perche’ valuta anche la sensibilita’ dell’azienda su quel mercato, o altra fuffa. Immediatamente inizierebbe il panico e tutti gli investitori inizierebbero a pretendere che gli operatori abbiano un sistema simile.

La bestia stessa  ci mostra dove dobbiamo colpirla.

Uriel

(1) Si, come no. L’operatore ha premuto B anziche’ M.  Ha anche comprato tre colossei perche’ c’era il tre per due?
(2)Il primo atto di uno stato civile e’ quello di decidere, definire ed imporre chi rappresenti la legge e chi no. Se si viene meno a questo compito, lasciando alle parti in causa la possibilita’ di decidere chi sia il giudice, si torna ad un modello tribale a-civile. Quali, appunto, sono le tribu’ degli a-civili inglesi e americani.
(3) Fanny Mae, Lehman Brothers, Enron, avevano rating ottimi fino ad un giorno prima del crack.
(4)Come se gli operatori che si occupano di B fossero gli stessi che si occupano di M, come se un direttore di filiale di una banca di casalecchio di reno facesse la legge finanziaria tedesca, insomma.
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