L’impunita’ del piccolo reato comune non e’ onesta’.

Nello scrivere due post sulla giustizia e sulla mafia, ho involontariamente, stimolato il moralismo di alcuni lettori. Il vero problema di questo paese e’ che dietro la parola giustizia si nasconde semplicemente la parola “morale”. E che dietro alla parola “onesta’” si nasconde , nella stragrande maggioranza dei casi, l’impunita’ della quale nel nostro paese  gode chiunque, ovvero tutti, nella vita quotidiana si macchi di qualche piccolo reato, che regolarmente, o solo in casi rarissimi, viene punito.

Vediamo di chiarire un attimo il concetto con un esempio. Nel mondo immobiliare, chi accende un mutuo e’ tenuto, da contatto, ad assicurare l’immobile per coprire la banca da possibili atti dolosi che lo distruggano o lo danneggino, causando la perdita del valore.
Contemporaneamente , al momento dell’atto, viene messo per iscritto il valore dell’immobile, e viene iscritto un valore catastale.
Ebbene: i valori assicurati degli immobili “prima casa” sono, in media, TRE VOLTE quelli del valore dichiarato negli atti di vendita, e sono dalle CINQUE alle DIECI volte quelli dichiarati al catasto. Questa e’ la media nazionale.
Che cosa succede? Succede che quando andate a comprare la casa il notaio vi consigliava, per pagare meno tasse, di non menzionare tutta la cifra sborsata sull’atto, e di  iscriverne sono meta’, o ancora meno. Il risultato e’ che la quantita’ di tasse fisse versate si abbassa in proporzione.
Inoltre, la stragrande maggioranza dei mutui “per il 100% del valore” sono dei mutui all’ 80% del valore, che pero’ coprono l’intera cifra pagata in quanto un perito molto accondiscendente sopravvaluta il valore dell’immobile. Ma quando la banca va ad assicurarsi, non e’ mica scema: dice “io sborso tot, il mutuo e’ di tot, quindi mi assicuri tot”.
Si tratta di reati, reati dei quali la totale quantita’ di proprietari di immobili si e’ macchiata. Poiche’ i notai dicono questa cosa a tutti i clienti, e nessuno li denuncia per istigazione a delinquere (come si dovrebbe fare se si fosse onesti) , e di notai denunciati per questo non v’e’ notizia, c’e’ da concludere che ne’ a destra ne’ a sinistra questo e’ un fenomeno tanto disprezzato.
Eppure, si tratta di reati gravissimi: dichiarando un valore aumentato alla banca per avere un mutuo piu’ alto, si sta commettendo una truffa, per cifre che la rendono MOLTO penale. Oltre a questo sta commettendo un abuso il perito, e si sta anche truffando l’assicurazione che garantira’ per l’immobile. In teoria, a seconda della bravura dell’avvocato potreste beccarvi anche 15 anni di carcere.
Lo stesso dicasi dell’abnorme differenza tra i valori dichiarati al fisco e quelli effettivamente pagati: poiche’ si tratta di documenti registrati, non solo e’ evasione fiscale, ma anche una truffa ai danni dell’erario bella e buona. In associazione col notaio, tra l’altro.
Questa massa di criminali, che di fatto corrisponde al 100% dei possessori di immobili (1) , tuttavia si straccia le vesti per quanto accaduto nel caso di Scajola.
Lo stesso dicasi per un numero di pratiche comuni, come chiedere “non si puo’ fare senza IVA” ai professionisti, come se nel non pagare l’ IVA evadessero solo loro e non l’utente finale, che e’ il destinatario dell’ IVA stessa. E tante altre pratiche , molto comuni nell comportamento degli italiani. Tutti, nessuno escluso.
Perche’ allora l’italiano si ritiene “gente onesta” e si “indigna” per il comportamento dei politici?
Si indigna perche’ confonde l’ impunita’ dei piccoli con l’onesta’. L’italiano sa benissimo di aver commesso degli illeciti, ma sa benissimo che per questi piccoli reati cosi’ diffusi normalmente non si viene perseguiti.Cosi’ il lavoretto in nero da poche centinaia di euro, la casa comprata con un mutuo drogato da una perizia ottimista, e tutte le altre pratiche disoneste , vengono considerate come se fossero “al di sotto della soglia del crimine”: se , cioe’, commettete dei reati molto comuni, molto diffusi e poco perseguiti, allora siete ancora “onesti”.
L’italiano ha costruito una linea di indeterminazione, sotto alla quale non esistono i reati che egli stesso commette in continuazione, facendosi forza del fatto che non vengono normalmente perseguiti. Da quel momento in poi, ha preso a chiamare “onesta’” quella che di fatto e’ l’impunita’ dei piccoli.
Perche’ , allora, c’e’ questo stracciarsi le vesti ?
I motivi sono molteplici, e sono da ricercarsi nella differenza tra giustizia e morale. L’italiano, infatti, non vuole affatto “giustizia” come dice: vuole semplicemente “morale”, cioe’ una versione ipocrita e miserabile della giustizia stessa.
A differenza della giustizia, infatti, la morale ha alcune caratteristiche che si confanno molto all’italiano:
  • Essa ha come scopo quello di autoassolvere chi ne e’ portatore. La giustizia si limita ad associare alcuni comportamenti ad alcune sanzioni. Non ha lo scopo di assolvere, ne’ di autoassolvere. Al contrario, la morale ha come scopo (e come motivo di successo) quello di permettere a chi ne e’ portatore di autoassolversi. Cosi’, tra giustizia e morale l’italiano preferira’ sempre la morale, in quanto gli permette di autoassolversi dei reati “sotto il limite di impunita’ dei piccoli” e di ergersi a “la gente onesta”, “gli italiani perbene”, eccetera. Che , se il metro fosse la giustizia, non esisterebbero. Ma essendo il metro la morale, allora esistono.
  • La morale, a differenza della giustizia, lavora per confronto.. Se meccanizzassimo i catasti e chiedessimo alle assicurazioni di fornire le cifre , con un semplice calcolatore potremmo calcolare le differenze tra i valori dichiarati e quelli assicurati, e punire TUTTI i trasgressori. Per la morale, invece, e’ ancora possibile dire che “la povera gente” doveva fare quelle cose, per potersi “permettere” la prima casa, e che semmai dovremmo punire chi ha commesso reati ben peggiori. La morale, cioe’, lavora per confronto: se il tuo vicino di casa e’ un assassino e tu sei un ladro, hai diritto all’impunita’ sinche’ non andra’ in carcere il ben peggiore assassino.
  • La morale si presta molto bene al populismo. Se diciamo che esiste una soglia di impunita’, tipicamente chi sta sopra a questa soglia e’ il politico, il ricco, il potente, che avendo piu’ mezzi potra’ superare piu’ spesso la soglia di impunita’. Al contrario, la gente comune stara’ sotto la soglia di impunita’ perche’ non ha i mezzi per superarla, e quindi una morale, con la sua soglia di impunita’, permette la solita cosa del “popolo buono governato da mascalzoni”.
Cosi’, l’italiano che scende in piazza a cercare giustizia in realta’ cerca solo morale. Egli si rifugia sotto la soglia di impunita’ , sopra la quale invece si trovano sempre gli stessi (i governanti, i ricchi, etc), ed autoassolvendosi dai propri reati grida di essere onesto sulla faccia. Gli italiani che andavano a tirare le monetine in faccia a Craxi solo dieci anni prima avrebbero lanciato dadi e bulloni: se potevano permettersi di lanciare le monetine e’ perche’ l’economia drogata di Craxi aveva dato loro la possibilita’ economica di sprecare quelle monetine che i loro genitori avrebbero tenuto al sicuro nelle tasche. Tuttavia, pur avendo mangiato tutti alla stessa tavola, essi pensavano di trovarsi al di sotto della soglia di impunita’, ove potevano dirsi “onesti”, e di poter quindi lanciare la monetina grazie al benessere avuto dalle ruberie di Craxi, che si erano trasformate in appalti, e quindi in lavoro, e quindi in ricchezza generalizzata, oppure in consumi, e quindi in lavoro, e cosi’ via.
In definitiva, quindi, quando io parlo di giustizia costruisco sempre un equivoco, perche’ coloro che mi leggono (specialmente gli onesti e gli opliti del bene) non chiamano giustizia la stessa cosa: quella che loro chiamano giustizia e’ in realta’ una miserabile morale, che come tutte le morali hanno il vantaggio di permettere al moralista di autoassolversi.
L’italiano, signori, non vuole la giustizia. Essendo equa, la giustizia non ha un livello di impunita’ sotto il quale violi le leggi ma sei ancora onesto. Questa e’ una cosa che viene dalla morale.
Se volessimo “giustizia” per la storia degli appartamenti di Scajola, dovremmo prendere TUTTI i valori dichiarati all’acquisto di OGNI abitazione del paese, confrontarli con i valori assicurati, e scopriremmo che nel 100% dei casi c’e’ differenza, cioe’ crimine.
Se invece vogliamo solo una morale, allora definiamo “onesta’” l’impunita’ dei piccoli criminali, ci autoassolviamo, e a quel punto (avuta la patente di onesti ) potremo incazzarci ed indignarci per il fatto che meta’ della cifra della casa in questione non figuri nell’atto di acquisto.
Un commentatore ha scritto che se nazionalizziamo del tutto la giustizia allora l’italiano pretendera’ che funzioni: non e’ affatto vero. L’italiano non vuole una giustizia che funzioni, perche’ la giustizia non lavora usando un livello di impunita’ accettabile: il poliziotto che vi vede superare i limiti di velocita’ DEVE farvi la multa, che lo abbiate superato di molto o di poco, che la strada fosse deserta o meno, che lo facciano tutti o meno, che altri facciano di peggio oppure no.
Solo con una morale, potete avere sempre la scusa per violare la legge di quel tanto che vi permette di chiamarvi ancora “gente onesta” e , nonostante i crimini commessi, insultare altri e pretendere “giustizia”.
Quindi non illudetevi: la giustizia in Italia andra’ comunque imposta, perche’  una vera giustizia non rispetterebbe la soglia di impunita’ sotto la quale l’italiano si autonomina “onesto” pur commettendo reati di piccola entita’. Tutto cio’ che l’italiano chiede non e’ una giustizia, ma una semplice , miserabile morale.
Un’entita’ autoassolutoria, che non scenda mai sotto un certo limite di impunita’ (quello ove il cittadino “onesto” opera i propri piccoli reati quoditiani) , e che lavori per confronto, cioe’ assolva tizio se caio ha fatto di peggio.Ovvero, una serie di regole concepite per colpire solo ricchi e potenti, e lasciare nel proprio bordello di piccole infrazioni l’italiano comune, cosicche’ abbia anche il diritto di autodefinirsi “onesto”, “povera gente”, “gente che lavora”.
E questa e’ la giustizia che hanno in mente tutti quelli che la chiedono: quando gli fate presente che fotografare la gente dentro la propria casa e’ un reato, e che per proteggere  cittadini da questi abusi andrebbe punito, vi si fara’ presente questo: mica succede a te. Certamente: questo dire e’ semplicemente il dire che “sei sotto la soglia di impunita’, tu le bagasce a casa te le puoi fare, di che ti preoccupi?”.

Quando si dice che c’e’ gente che e’ in carcere senza ragioni di legge e che si sta usando la carcerazione preventiva come tortura, ci si sente rispondere che tu non “hai niente da nascondere”: significa semplicemente che sei sotto il limite di impunita’, e quindi non devi aver paura che ti succedano cose simili.

Questo e’ il punto: in Italia l’onesto non e’ tale perche’ si comporta correttamente, ma perche’ si trova sotto un livello di soglia sotto il quale si considera ancora “onesto”, perche’ “lo fanno tutti” o perche’ “se dovessero punire tutti, allora”….

E questo e’ il motivo per il quale preferisco che tutto vada in mano allo stato: non so se ci sara’ mai una giustizia al posto della miserabile morale dell’ IDV o dei grillini, ma di certo se ci sara’ dovra’ venire imposta, e per venire imposta occorrono i mezzi dello stato. La Repubblica non andra’ MAI a indagare sul VOSTRO atto di acquisto : se qualcuno lo fara’, sara’ un militare della GDF.

Ed e’ per questo che l’italiano vuole la giustizia sui giornali e sulle piazze: l’ italiano sa bene che sino a quando la giustizia sara’ nei giornali e nelle piazze avra’ buon gioco a tenerla lontana dai suoi piccoli reati quotidiani, e puntare gli occhi solo sui reati di alcuni ricchi e potenti.

Al contrario, l’italiano sa bene che se la giustizia finisce in mano alla GdF, anche i suoi reati quotidiani verranno puniti.

Ed e’ per questo che si indigna: l’ Italiano teme che la miserabile morale degli ultimi 20 anni, con la sua soglia di impunita’ per i piccoli reati quotidiani (intervallata dalle grida per i piu’ grandi reati di ricchi e potenti) ceda il posto ad una vera giustizia, che si occuperebbe con uguale solerzia dei grandi e dei piccoli reati.

E terrebbe la testa bassa a questi “onesti” da operetta.
Uriel
(1) Non perdete il tempo a venire a postare che avete trovato l’unico notaio onesto del paese, e che siete gli unici ad aver fatto tutto in regola: di colossei , in Italia, ne basta uno.
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2 pensieri su “L’impunita’ del piccolo reato comune non e’ onesta’.

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