Disintegrazione del linguaggio.

Qualche post fa ho parlato di come, sfruttando i software a decisione automatica, sia stato possibile con un solo ordine di vendita provocare un “effetto domino” tale da far crollare per un giorno la borsa di New York. Ebbene, non e’ l’unica applicazione distruttiva dei software a decisione automatica. Un’altro effetto e’ quello della distruzione della notizia.

Innanzitutto, il fenomeno del quale sto parlando: la disintegrazione del linguaggio. Come spiegarla? Bene: prendete una parola, magari una parola con un significato che conoscete bene. Che so io, “sodomia”. Avete presente cosa significhi? Si’.

Ok, adesso ripetetela ad alta voce: “sodomiasodomia sodomiasodomiasodomiasodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomia sodomiasodomia sodomiasodomiasodomia sodomia sodomiasodomia sodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomia sodomiasodomiasodomia…”
Noterete, dopo qualche decina di secondi, che la parola ha perso il proprio significato. Improvvisamente, dopo qualche decina di ripetizioni, essa diventa solo un suono privo di qualsiasi significato. Si tratta di un esempio stupido di “disintegrazione del linguaggio”, ovvero come determinati “pattern” vengano percepiti dalle reti neurali come “informazione” se e’ possibile distinguerli da un “bias”, da uno sfondo. Ovviamente la regola e’ che lo sfondo e’ la parte sovrabbondante, cioe’ la parte che non ha significati, e la parte meno abbondante e’ quella che voi distinguete dallo sfondo.
Quando avete pronunciato “sodomia” la prima volta, era UNA parola, che si distingueva chiaramente dal resto chestavate ascoltando: i rumori di fondo della citta’, i colleghi di lavoro, o che so io qualsiasi sfondo sonoro vi circondasse.
Quando l’avete ripetuta ad alta voce per decine di volte, essa ha finito per diventare lo sfondo. Da quel momento, ovviamente, ha perso ogni significato. Insomma, se per un tempo anche relativamente breve un concetto e’ ripetuto molte volte esso perde completamente di significato , diventando “sfondo”.
E’ l’alto numero di volte nel breve lasso di tempo, ovvero la densita’ delle ripetizioni, a rendere “sfondo” un concetto. Ed e’ qui il punto: ripetere allo sfinimento un concetto per un brevissimo lasso di tempo e’ cio’ che fanno i media, e ultimamente a maggior ragione i siti internet, specialmente quelli che forniscono le notizie.
Qualche furbone del marketing deve aver pensato che se cliccate su “Orribile stupro a Roma”, probabilmente sarete interessati a qualsiasi orribile stupro avvenga. E cosi’ , quando La Repubblica o Il Corriere (1) o La stampa o CNN (o chiunque altro)  mettono vicino alla notizia altre due o tre notizie simili, il risultato e’ di aumentare la densita’ nel tempo delle stesse frasi, col risultato di disintegrarle.
Non c’e’ bisogno di arrivare al web: quando avviene che so io un caso di cronaca di tipo nuovo, quello che fanno i media tradizionali e’ di “sfruttare il filone”,  il risultato e’ che tutti sfruttano lo stesso filone nello stesso tempo, producendo ancora una volta la disintegrazione della notizia.

Questo e’ fondamentale per capire il declino dei media tradizionali nell’era moderna: essi vanno disintegrando la loro stessa materia prima. Il cittadino vede, mediamente, due o tre telegiornali la sera e legge, su internet, due o tre quotidiani. Ma quando e’ arrivato al secondo, e’ come se il terzo fosse bianco. Qualunque notizia gia’ sentita non fa altro che essere “sfondo”, e quindi si’, il giornale di fatto e’ bianco.

Del resto, quando la stampa era al proprio apice, il cittadino sceglieva tra giornali di impostazione molto diversa e ne leggeva uno, spesso nemmeno uno al giorno.

Su internet, il mondo dei blog non ha miglorato questa cosa, ma l’ha peggiorata. Non appena esce, che so io, uno scandalo, non solo i tre o quattro siti principali titolano a piene pagine con le stesse notizie (e le stesse frasi), ma migliaia di blogger scandalizzati riportano la notizia ovunque.

Chi si faccia, la mattina , una breve rassegna stampa di giornali e blogger arriva alle 11.00 con tutte le novita’ della giornata gia’ disintegrate. 

Non c’e’ da stupirsi in un occidentale sempre piu’ abulico e indifferente: non potrebbe essere diversamente. Le notizie che dovrebbero indignarlo vengono disintegrate per ripetizione entro le prime due o tre ore. Un movimento di protesta ha bisogno, per “montare”, di qualche giorno in momenti di tensione, di qualche settimana in momenti di calma. Ma in questi tempi i mass media moderni hanno gia’ cannibalizzato la notizia, l’hanno ripetuta in modo dale da disintegrarla.

In un certo senso, quindi, i mass media hanno prodotto, mediante il meccanismo della ripetizione-amplificazione, il loro stesso declino. E non solo: anche il loro uso politico si fa sempre piu’ blando, mano a mano che ogni notizia ha un picco di indignazione di cinque minuti (troppo poco per sfociare in protesta) e poi si disintegra.

Perche’, direte voi, questi giornali si stanno prestando a questo gioco, pur sapendo che li portera’ alla morte? La prima risposta e’ che non lo sanno. Le classi dirigenti dei mass media,a  parte poche eccezioni, sono obsolete in tutto o in parte. Molti di loro pensano ad internet come ad un mezzo per diffondere il giornale. Non capiscono che Internet e’ esso stesso una citta’ con le sue notizie, non sempre legate alle tecnologie informatiche, la quale citta’ dovrebbe avere il proprio giornale.

E’ la loro incompetenza, il clou. Se ci pensate, nel fenomeno del blog i giornali hanno avuto pochissima spinta: sebbene si trattasse di una forma di volontariato spesso degna di considerazione, i giornali non sono riusciti ad assorbire questa spinta, non l’hanno fatta propria, e il risultato e’ stato che alcuni hanno offerto il blog gratuito, senza pero’ sfruttarne adeguatamente la spinta.

Quando hanno voluto ammodernarsi, i giornali si sono semplicemente lasciati abbindolare dai truffatori della pubblicita’, credendo che modernizzarsi equivalesse ad aprirsi al marketing. Risultato: un prodotto piu’ attraente, ma un giornale peggiore. E l’inizio della crisi.

I signori del marketing, se la stampa collassa, si sposteranno su un altro settore. Dopo aver scritto sul CV “collaborato col tale giornale”, andranno oltre. Ma un giornalista, che altro lavoro puo’ fare?

Cosi’, piano piano se ne vanno al declino, perche’ non hanno capito che non sempre eccitare le masse e’ una cosa saggia, per un massmedia. E’ una strategia da cavallette: prima la cavalletta divora tutte le risorse del luogo, poi migra in massa, ma quando esaurisce l’ecosistema, muore.

Cosi’ sta facendo la stampa: mirando alla ripetizione, sempre piu’ ripetizione, all’enfasi, alla ripetizione, non stanno facendo altro che disintegrare le notizie. Ridevano durante il terremoto? Oddio.

Ridevanoduranteilterremoto.RidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremotoRidevanoduranteilterremoto.

YAWN.
Corruzione? Oddio.

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YAWN
Capite che se tutto quello che fanno e’ disintegrarsi le notizie da se’, che cosa sara’ allora delle notizie? Diventeranno lo sfondo. Ed e’ quello che sono diventate, cioe’ uno sfondo.

In questo, muore anche la possibilita’ di fare qualche politica sulla stampa. Muore perche’ l’estrema ripetizione e l’estrema enfasi data alle notizie , concentrando una densita’ enorme di notizie in brevi intervalli di tempo, non fa altro che produrre altra disintegrazione.

E cosi’, alla fine stanno morendo avvelenati da loro stessi.

Uriel

(1) O quasi tutti i sistemi di broadcasting di notizie generati da queste menti eccelse.
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