Non manovellare il manovratore.

Tra le email che ho ricevuto nel weekend, ovviamente ce ne sono un paio che mi chiedono della manova economica in atto.Il problema di questa manovra , che viene vissuta (come per la Germania) con gli occhi al portafoglio, non e’ di ordine microeconomico, e neanche di ordine politico. Di per se’ i conti italiani NON hanno bisogno di questa manovra. Na ha bisogno l’ Euro, e ne ha bisogno il sistema bancario europeo. vediamo perche’.

Per capire il secondo crollo che sta per avvenire (e’ questione di mesi), occorre fare un salto indietro con la memoria.

Come ho scritto sin dall’inizio, il fulcro del problema del credit crunch e’ il mondo del lavoro. Il credit crunch e’ iniziato perche’ c’erano centinaia di milioni di mutui, prestiti, acquisti a rate, carte di credito in scoperto che erano state concesse a persone che non avevano un lavoro stabile, condizione tipica del mercato americano.
Per compensare questa aberrazione del mercato, nella quale non ci sono clienti”buoni” perche’ TUTTI i lavoratori sono precari, si era escogitata una stregoneria (figlia del concetto di CARP) che consisteva nel vendere il rischio. Quando pagare i debiti e’ stato impossibile, allora e’ successo il casino.
Di fatto, perche’ le banche hanno concesso tutti questi crediti? Li hanno concessi perche’ tutti i clienti erano precari: o perdevano TUTTI i clienti, oppure partorivano dei prodotti finanziari (mutui, prestiti, acquisti a rate, carte di credito) che potessero venire venduti. Di fatto, un mercato del lavoro nel quale tutti sono precari e’ un mercato ad altissimo rischio, ma le banche non possono farci nulla se TUTTI i clienti sono precari, come sono TUTTI i dipendenti americani.
Ora, stabilito questo , la domanda e’: sono state fatte riforme al mercato del lavoro tali da modificare questa situazione? La risposta e’ NO. Dunque, essa ritornera’. E’ inutile girarci attorno.
Cosi’, quello che sta avvenendo ai debiti sovrani, cioe’ ai debiti pubblici, non e’ relativo ai debiti pubblici. E’ relativo agli indebitamenti privati. Francia e Portogallo hanno il debito pubblico circa attorno al 70%. A rischiare di piu’ e’ il portogallo. E perche’? Perche’ e’ piu’ alto l’indebitamento dei privati. Vogliamo andare al mercato del lavoro portoghese? Andiamoci. Sono anni che le riforme liberiste del mercato del lavoro hanno precarizzato e parcellizzato il lavoro. Vogliamo prendere altri esempi? Spagna? UK? Stessa roba. \
Come ho gia’ detto, e’ vero che a crollare e’ il debito pubblico, ma e’ vero che a farlo saltare e’ l’indebitamento dei privati.
Digerito questo primo punto, andiamo al secondo punto: il credito. Subito dopo il credit crunch, si sono chiusi i rubinetti del finanziamento alle imprese. C’era “allergia al rischio”. Tuttavia, tutte le banche hanno annunciato buoni risultati ed utili. Domanda: come hanno fatto le banche a fare utili se non prestavano soldi? Risposta: comprando debiti di stati sovrani e speculando sulle monete.
Insomma, il secondo disastro si e’ costruito su due pilastri:
  1. Nessuna riforma del mercato del lavoro ha stabilizzato o migliorato la qualita’ del credito ai privati. La qualita’ del credito e’ andata scendendo, e le moratorie italiane hanno rimandato il problema, senza pero’ scalfirlo. Non si sono aboliti i contratti di lavoro atipico, e milioni di lavoratori, pur risultando ancora occupati, sono scivolati da “tipici” ad “atipici”. Se il dato dell’occupazione e’ cambiato di 2 punti percentuali, tra aziende in crisi (che rischiano di licenziare) e peggioramenti delle condizioni contrattuali, il rischio per le banche e’ cambiato. Se la mia azienda e’ in crisi, i debiti che ho sono debiti a rischio perche’ potrei essere licenziato. Se passo da dipendente a precario, i debiti che ho aumentano il rischio. Nulla e’ stato fatto, ne’ in Italia ne’ altrove, per stabilizzare la qualita’ del credito, cioe’ per stabilizzare il mercato del lavoro.
  2. Le banche di tutta europa hanno smesso di prestare soldi e si sono messe a comprare quantita’ ingentissime di debiti pubblici greci, spagnoli, italiani, eccetera. Inoltre, si sono messe a speculare sul forex tra euro e dollaro. Risultato: oggi l’euro sta crollando (1) e le banche stanno incontrando difficolta’ perche’ le aziende che hanno strangolato rifiutando crediti stanno chiudendo, e i debiti concessi a loro sono ancora piu’ a rischio.
 Oddo calcola, (in maniera molto ottimistica) che siano 37 miliardi di euro in Italia gli “incagli” cui le banche andranno incontro. Il problema e’ che si tratta di una stima ottimistica, per via dell’effetto domino che contraddistingue le PMI: quando una fallisce, non paga le altre. Avendo un livello di interconnessione di 3 , la mia personale opinione e’ che su 37 miliardi di incagli evidenti, possiamo tranquillamente ipotizzarne 120 di rischi di incaglio “derivato”, cioe’ di un 75% buono del PIL italiano.
Il sistema della giustizia italiana NON puo’, neanche volendo, gestire 37 miliardi di euro di “incagli”, e quello che e’ peggio e’ che la situazione di stallo che si otterrebbe manderebbe in sofferenza aziende per 120 miliardi di euro di altri “incagli”. Il che significa che nemmeno l’economia in senso globale puo’ sostenere questo urto.
Si tratta di una situazione di emergenza che sta facendo crollare la fiducia in tutte le economie europee ed occidentali (non e’ che i bond delle aziende americane siano messi meglio, eh) , e che si puo’ affrontare solo con strumenti draconiani. Ovvero, non si affrontera’ e si andra’ al disastro.
  • Anno sabbatico. Anziche’ moratorie assurde che non servono a nulla, quello che si puo’ fare e’ di seguire l’antica usanza ebraica e decidere che quei 37 miliardi siano persi. Ok, e’ una botta tremenda, ma almeno si eviteranno i 120 miliardi di PIL di disastro “derivato” dall’effetto domino.Ovviamente non verra’ fatto, e quando finira’ la moratoria sui debiti le banche italiane accuseranno perdite ancora peggiori. Manderanno in fallimento forzato le aziende, producendo altri fallimenti, e il patatrac sara’ fatto.
  • Moratorie ipocrite. La Germania ha bloccato le vendite al ribasso allo scoperto di tutti i titoli di tutte le banche tedesche che, anziche’ prestare soldi alle aziende, hanno comprato bond pubblici di paesi indebitati. L’italia ha fatto una moratoria su mutui e debiti aziendali. Questa ingessatura del mercato puo’ reggere, ma solo fino a quando i bilanci rimarranno credibili. Certo, i debiti sotto moratoria rimangono “congelati” e quindi sono ancora attivita’ della banca. Finche’ qualcuno ci crede, tra gli azionisti. Forse una moratoria su scala occidentale funzionerebbe meglio, ma sarebbe solo questione di tempo, e poi i nodi verrebbero al pettine.
  • Riforma del mercato del lavoro. Poche storie, il precariato ha un effetto devastante sul sistema bancario. Questa massa di privati che si indebitano anziche’ spendere uno stipendio che NON hanno non e’ sostenibile, e il relativo rischio (altissimo) per le banche non e’ sostenibile. Non e’ possibile buttare tutte queste persone fuori dal mercato perche’ i consumi crollerebbero. E allora facciamocene una ragione, e dichiariamo che la “flessibilita” e’ un bene per gli industriali, ma gli effetti collaterali sui debito dei privati e delle famiglie e’ DEVASTANTE.(2)
Obama ha appena varato una riforma irrilevante alla finanza americana, riforma che non sfiora nemmeno lontanamente il fulcro del problema: la banca che presta soldi ad un lavoratore americano fa un prestito ad alto rischio, perche’ negli USA il lavoratore e’ sempre cio’ che noi definiremmo “precario”. Idem in Europa.
Il risultato e’ che l’indebitamento dei privati e’ arrivato alla saturazione, e fa da detonatore ai debiti pubblici. Le banche, che hanno comprato bond nazionali anziche’ prestare i soldi alle aziende, pagano la loro miopia come la pagano le banche tedesche. Le banche italiane hanno approfittato della moratoriama hanno preferito investire altrove i soldi. Meno delle banche tedesche e francesi, ma lo hanno fatto.

E qui veniamo al punto: l’euro. L’euro crollera’ perche’ il paese che in teoria lo dovrebbe sorreggere, la Germania, ha le proprie banche cosi’ stracolme di debiti di bassa qualita’ e di bond che non e’ in grado di reggere alcunche’

Se qualcuno pensa che saranno i paesi “deboli” a far cadere l’euro, si sbaglia di grosso.

Apro un’altra parentesi per spiegarmi:

Ecco  il punto: ci stiamo concentrando sul debito pubblico dei governi senza chiederci “e come stanno i privati”?

Mi spiego meglio: e va bene, il debito pubblico italiano e’ al 117% del GDP. Bene. Qual’e’ il debito medio di una famiglia? Beh, se ha SOLO un mutuo casa, e’ attorno al 1200% del GDP. Se hanno altri debiti, puo’ salire.

La cosa che pochi capiscono, cioe’, e che se compro un’auto con un finanziamento, diciamo in tre anni, probabilmente ho fatto quello che lo stato farebbe facendo debito pubblico, diciamo un 30% del GDP. Quando compro una casa col mutuo, sto facendo un debito che, se lo misurassimo con i criteri di uno stato, sarebbe al 1200% del GDP.

Voi direte: ma perche’ dovremmo usare per le famiglie lo stesso criterio che usiamo per lo stato? La risposta alla domanda e’: perche’ non esiste alcuna ragione per fare diversamente.

Il debito delle famiglie pesa sui consumi quanto quello dello stato. Pesa sull’economia quanto quello dello stato. Pesa sul rating quanto quello dello stato. Ma se andiamo ad applicare alle famiglie il famoso “criterio di Maastricht”, che cosa troviamo?

Troviamo che quasi nessuna famiglia italiana lo rispetta.

Adesso andiamo ad applicare il criterio di Maastricht alle aziende. Ci aspettiamo che il deficit sia meno del 3% e che l’indebitamento totale sia meno del 60% del fatturato. Quante rispettano questo criterio?

NESSUNA.

Se le straccionissime aziende usano, come usano, il fido per comprare ogni cosa, occorrerebbe che tale debito operativo sia inferiore al 60% del fatturato, ovvero lavorare con un margine di contribuzione almeno del 40%, in media. Il che, ovviamente e’ assurdo.

Se per investire fanno sempre e solo debiti, prima o poi si superera’ il 3% di deficit annuo. Anzi, lo si supera molto facilmente.
Cosi’ ci troviamo in un paradosso logico: i criteri di rating usati per le aziende europee e per le famiglie europee e il criterio di Maastricht usato per i bilanci pubblici sono troppo diversi.

Non c’e’ alcuna ragione logica od operativa per applicare due criteri cosi’ diversi, ma tant’e’: si e’ calcolato che per tenere stabile l’economia europea occorreva omogeneizzare i debiti pubblici e i deficit pubblici, MA non ci si e’ chiesto come omogeneizzare il debito dei privati: il trattato di MAastricht non ne parla.

E qui chiudo la parentesi , per far capire che genere di tempesta ci apprestiamo a vivere.

A causare il problema e’ il debito dei privati, cioe’ aziende e famiglie. Quello delle famiglie si trasforma in una serie di crolli dei consumi (auto in primis, visto che vengono acquistate a credito), cioe’ in difficolta’ delle imprese.

Il debito delle imprese si trasforma in incagli per le banche, le quali sono a loro volta intasate di bond. Bond di grendi aziende in crisi per il calo dei consumi, e bond di governi.

Mi aspetto, quindi, che nei paesi piu’ forti d’Europa, Germania e Francia, ci sia una serie di cali nei consumi. Ai quali seguira’ una serie di cali nei titoli bancari. Ai quali seguira’ un rilascio di bond, che mettera’ in crisi grande industria e banche. Infine, tutto questo si ripercuotera’ sulla moneta.

L’unica soluzione sarebbe una robusta riforma del mondo del lavoro che cancelli le sacche di precariato. Stabilizzando i lavoratori, moltissimo debito ai privati prenderebbe qualita’. I consumi a medio termine si rialzerebbero, e le banche avrebbero meno incagli. E non sarebbero costrette a rilasciare bond.

Invece, si sta scegliendo un rimedio classico: germania, Italia ed altri paesi stanno facendo delle finanziarie dolorosissime. Esse vanno a svuotare le prossime aste di emissione dei debiti pubblici, svuotando il mercato dei CDS.Funzionera’?

No.

Il problema che sta impattando sui debiti pubblici e’ la debolezza dell’economia privata e del mercato. Le aziende, grandi e piccole , sono indebitate a lungo termine ma non ricevono prestiti a breve termine per le attivita’ operative. Le famiglie sono indebitate in un modo incredibile.

La cosa buffa e’ che oggi l’ Italia e’ tra i paesi che soffrono MENO di questi due problemi: i paesi cosiddetti “forti” , cioe’ Germania e Francia, ne soffrono di piu’.

E cosi’, lasciando prendere alla Germania la guida dell’ Europa e lasciando loro l’iniziativa, si e’ fatto il danno: tutto quello che sapranno fare sara’ gridare “voi! terroni! mettete a posto il debito pubblico!” senza rendersi conto che i punti su cui agire sono il mercato del lavoro e l’indebitamento di aziende e famiglie. Ma nessuno fara’ mai nulla di simile.

E cosi’ tutta Europa si appresta a leggi finanziarie speciali per rimettere a posto i conti pubblici, mentre gli europei sono cosi’ dissestati nei conti privati che il fatto di avere debiti pubblici bassi non cambia quasi nulla.

Non vi consiglio di tenere Euro in casa. Con questi medici, l’euro non ha molto futuro, e se ce l’ha, malediremo che ne abbia uno.

Uriel

(1) No, non ci sperate, e’ finita. Puo’ metterci piu’ tempo o meno tempo, ma l’era dell’Euro e’ finita.
(2) Il fatto che anche il precario riceva dei soldi e’ irrilevante. I soldi servono quando arrivano le scadenze. Se devo pagare un mutuo entro il 24 ma i soldi mi arrivano il 15 del mese dopo (perche’ qualcuno dimentica di pagarmi) , ho bisogno di 21 giorni di prestito. E anche questo e’ indebitamento. E siccome sono precario e rischio di NON essere pagato, per la banca e’ credito di qualita’ bassa.
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