Germania ‘npopiuseria.

Ho incontrato, in una pizzeria, due Italiani emigrati in Germania. Come capita spesso, li ho sentiti parlare. Come capita spesso, hanno raccontato ad altri che cosa facevano li’. “Project Manager”. Direte voi: e qual’e’ il problema? Nessuno, se lavorare nella portineria di una telco e’ un progetto, e se oltre ai badge si gestisse qualcosa. Morale: oggi parlo dell’ Italiano in germania, nella sua accezione peggiore: quello che e’ superiore/diverso dagli Italiani, che e’ stato “promosso” per il solo fatto di vivere all’estero.

Qualcuno dice che l’ Italiano si riconosce perche’, sceso dall’aereo, inizia immediatamente a telefonare in Italia , parlando ad alta voce. Il che e’ vero, ma c’e’ un italiano ancora peggiore: quello che , appena sceso dall’aereo in Italia, chiama la Germania.
Sia chiaro, non e’ una cosa nuova, per chi ha visto arrivare gli emigrati del sud nella propria citta’: alcune persone, per via di un atavico complesso di inferiorita’, una volta arrivati qui diventavano piu’ settentrionali del settentrionali. Ricordo che ai miei tempi all’universita’ c’era il “complesso di Lara Cardella”, che ci ha regalato diverse annate di ragazze meridionali che non dicevano mai di no, per non apparire arretrate. Lo stesso capita ad alcuni italiani che vengono in Germania, i quali per prima cosa si sforzano di “non fare gli italiani”. Con risultati che sono ancora piu’ patetici rispetto a quelli che loro accusano “di fare gli italiani”.
Germania ‘npopiusseria, parte I:
“Du bist immer noch ancora lo stesso coglionen  bekannt di sempren, ja”
Una delle caratteristiche di quegli italiani che si considerano l’opposto del tamarro e’ quella di considerarsi antropologicamente promossi solo perche’ sono arrivati nell’alto dei cieli. Quando arrivano in Germania e iniziano a scendere la scaletta dell’aereo, si trasformano un pochino come l’incredibile Hulk: mano a mano che scendono le scale dell’aereo, diventano sempre piu’ biondi e tedeschi. Non che i tedeschi ci caschino, ma loro sono davvero convinti di comportarsi come un tedesco.
Se non esprimono la loro italianita’ quando scendono da una scaletta dell’aereo, fanno qualcosa di peggio: esprimono la loro tedeschita’ quando tornano in italia.
vedrete delle scene del tipo:

 

  • Scusi, che ora e’?
  • Le 12.30, in germania. In Italia, non so. Sa, io vivo la’. Non sono piu’ come voi italiani di merda, adesso sono al di sopra di voi e delle vostre squallide beghe.
Oppure, che so io, in treno:
  • Biglietti, prego.
  • Eh? Ah, si’. Scusi, ma in Germania lo chiedono in maniera diversa.  Sa, io vivo la’. Non sono piu’ come voi italiani di merda, adesso sono al di sopra di voi e delle vostre squallide beghe.
Ora, ci sono comodi servizi che stampano T-Shirt , ragione per cui potreste effettivamente farvi una maglietta con sopra scritto “Io vivo in Germania. Non voglio piu’ essere scambiato per un italiano. Non sono piu’ come voi italiani di merda, adesso sono al di sopra di voi e delle vostre squallide beghe.”
Vi comunico, pero’, che alla terza volta avete rotto i coglioni. Alberto Sordi aveva scritto una cosa bellissima, “tu vo’ fa’ lamericano”. Beh, almeno gli USA la guerra l’hanno vinta.
Ora, se siete di questi personaggi ho una brutta notizia per voi: avete sbagliato nazione.

Dopo una generazione negli USA, siete italoamericani. Dopo due, probabilmente siete gia’ americani. Lo stesso vale, probabilmente, in UK e Francia, e molti altri posti. Potete iniziare a sentirvi inglesi gia’ dopo una decina di anni che vivete li’.

In Germania, no. Non siete tedeschi dopo un anno, non lo sarete dopo tre anni, non lo sarete dopo trent’anni, e neanche fra tre generazioni. Non si diventa tedeschi. Dopo generazioni, i turchi sono ancora turchi, gli italiani ancora italiani, i portoghesi ancora portoghesi. Non c’e’ modo: non-si-diventa-tedeschi.
Certo, tutti saranno gentili con voi: ma il fatto che siano gentili con gli italiani NON significa che siate tedeschi. Siete solo italiani che loro trattano gentilmente. Fine.
Ma c’e’ di piu’: varcare il confine non ha cambiato una virgola di voi. Siete materialmente ancora gli stessi stronzi di prima. E siete ancora gli stessi italiani di prima. Anche se non lo percepite, anche se pensate di potervi confondere, non illudetevi: un tedesco non ha alcun dubbio , a chilometri di distanza, circa il fatto che voi siete italiani.
Vi conviene fare una cosa: anziche’ essere dei tedeschi mediocri, provate ad essere dei buoni italiani.
Cosi’ come noi italiani critichiamo l’italia, anche i tedeschi criticano la Germania. Ci sono delle cose della Germania e del modo di fare tedesco, che loro stessi non amano, e per i quali invidiano altri paesi. Un mio collega sogna, andato in pensione, di andare a vivere nelle marche.
Perche’ nelle marche? Perche’ c’e’ stato, e dice di aver trovato piu’ amici in un mese di quanti non se ne sia fatto in Germania in tutta la vita. Perche’? Perche’ se escludiamo le grandi citta’ (1), l germania e’ un posto, come dire, “chiusino”. Sul piano umano, iniziano ad acquisire una certa tolleranza e un certo umanesimo sono ad una certa eta’. E se ne rendono, in fondo, perfettamente conto. I piu adulti.
Che cos’e’ l’umanesimo? Mi spiace per il leghisti, che straparlano di “radici cattoliche” senza conoscerle, ma “umanesimo” e’ il nome di quello che (a mio avviso, e NON sono cattolico) e il piu’ bel lascito storico , o la piu’ bella tra le radici cattoliche del paese. Si tratta effettivamente di una cosa che e’ solo italiana, e cioe’ la convinzione che la ratio debba fermarsi di fronte alla dignita’ della persona.
L’umanesimo e’ quella cosa che ci mette in imbarazzo quando qualcuno perde la dignita’ in pubblico, per via delle azioni di un altro, quando una persona viene umiliata per futili motivi.

Altri paesi hanno opinioni ugualmente contrarie su questa cosa, ma i motivi sono diversi; in ogni caso non hanno mai teorizzato un limite oltre i quale la ratio deve fermarsi per non calpestare la dignita’. Faccio un esempio.

Una vostra collega e’ obesa. Lei pero’ non ci scherza sopra. L’italiano perbene, spesso anche l’ italiano medio, non direbbe mai “tu sei obesa”, se per prima la  persona non si prendesse per i fondelli mostrando autoironia. E anche cosi’, si limiterebbe. Perche’? Perche’ essenzialmente un lascito dell’umanesimo (particolarmentissimamente italiano: ed e’ una cosa della quale dovremmo andare orgogliosi) ci impedisce di calpestare la dignita’ di una persona, anche quando abbiamo ragione.
Questa, sia chiaro, e’ una radice cattolica, nasce dall’umanesimo italiano, e implica che anche avendo ragione ci si debba fermare di fronte alla dignita’ altrui. L’umiliazione pubblica di un’altra persona per l’italiano colto (2) e’ fonte di disagio.

Molti di noi si fermano istintivamente, altri si sentono a disagio. Beh, e’ una caratteristica italiana.

Il tedesco medio non la pensa cosi’: “e’ VERO che la persona e’ obesa, e’ VERO che potrebbe dimagrire se si impegnasse, e’ VERO che se non vuole essere chiamata obesa deve solo fare qualcosa, perche’ non si dovrebbe dire?” Noi diremmo: “perche’ e’ umiliante per lei”. La risposta che vi daranno, mediamente, e’ “che se non le piace deve solo dimagrire“. Stop.
Il fatto che si macellino tra di loro in continuazione, e che molti italiani hanno un’inibizione verso l’umiliazione degli altri, fa si’ che dopo qualche tempo si sentano (anche se spesso non capiscono il perche’) “bene” nei nostri confronti, o tra di noi. Non sanno perche’, ma poi e’ cosi’.
Mi sono capitate scene imbarazzanti. Collega Sven che prende in prestito il mio ombrello e lo perde. Ok, hai perso un ombrello. Va bene, ti senti meglio se me ne compri uno. Mi sono trovato in imbarazzo perche’ questo mi ha chiesto scusa di fronte a tutti, con un tono di umiliazione che per me era eccessivo. Penso che non si debba umiliare una persona per uno stupido ombrello; la dignita’ della persona vale ben di piu’.

Ecco, se pensate che per un ombrello non potete calpestare la dignita’ di una persona, NON siete come loro. Se gli perdete un ombrello, loro PRETENDONO o si aspettano UMILI scuse. E “umili” sta per “piu’ di quanto sareste disposti a sopportare se vi puntassero una pistola alla tempia“, e specialmente “piu’ di quanto voi trovereste umano aspettarsi per uno stupido ombrello“.

Ci si rende conto di questa cosa, nel tempo, e andando a fondo ci si rende conto che alla fine…. abbiamo ragione noi.  E spesso lo pensano anche loro: come noi critichiamo l’italia per il permissivismo o per altri difetti, questa durezza immotivata e’ qualcosa che spesso loro criticano, a volte piacerebbe loro essere meno duri. Ma non fa parte della loro storia. Mentre in Italia c’era l’umanesimo, loro avevano il periodo gotico.

LA dura durissima verita’ puo’ sembrare bella se si criticano i politici, ma nel quotidiano significa essere sempre vasi di ferro tra i vasi di ferro. Il giorno in cui siete deboli in un mondo ove tutti non sono abituati a trattenere l’ascia, puo’ essere un problema. Quando il tedesco diventa vecchio, ci parlerete molto volentieri. E scoprirete che il vostro umanesimo somiglia molto alla delicatezza che il tedesco acquista quando, dopo una vita a gridare e sentirsi gridare sempre e solo l’amara verita’, e piu’ e’ amara piu’ si grida, capisce di non essere di ferro, e capisce che trattarsi con meno ferocia forse e’ piu’ conveniente.

Loro stessi criticano questi eccessi, e quando trovate le persone piu’ riflessive, ammettono che un pezzo dell’umanesimo italiano non ci starebbe male. Tuttavia, per ottenere simili confessioni dovrete farli ubriacare, quindi l’indomani ritratteranno. Ma sta di fatto che loro stessi si criticano, quando sono onesti, per non essere un pochino piu’ “easy”, come siamo a volte noi italiani. Senza esagerare, of course.

Quindi, spiace: siccome siete ancora degli italiani, fate una cosa. Provate ad essere il meglio che l’Italia possa dare, invece di essere una patetica imitazione di quello che non potrete MAI essere. I tedeschi vi apprezzeranno di piu’ come buoni italiani che come finti tedeschi.

Andate a vedere cosa puo’ esserci di buono nell’essere italiani, invece di sputare sopra ad ogni cosa per sentirvi promossi solo perche’ vi chiamano Herr.

Germania ‘npopiusseria, parte II:
Du non e’ prezitente di cermania, Ja
Molti Italiani che emigrano in Germania hanno un brutto vizio: il vizio di MArco Polo, detto anche “Il Milione”. Come raccontavo all’inizio, capita che gli stipendi qui siano piu’ alti. Cosi’, la donna delle pulizie che tiene in ordine le teekuche guadagna circa 1900 euro/mese. Siccome gli essenziali costano di solito meno che in Italia (a meno di non voler fare i fichissimi), spacciarsi per ceto medio ad un italiano di passaggio, specialmente se femmina, e’ facile.
E se un portinaio guadagna 2400 euro e una casa decente ammobiliata si trova a 700 euro/mese, capite che di scialo ce ne esce.
Avete l’ aipodde, avete l’aifone,  avete gli occhiali da sole coprenti firmati, avete la macchina wolkswagen cetomedio, quindi se incontrate delle signore italiane potrete raccontare che siete Porject Manager. Magari anche le signore lo sono, ma sono precarie a 600 euro al mese. Cosi’ farete i fichi.
Ma domani tornerete alla vostra portineria a controllare badges.Tornerete in Italia, sciroppandovi le vostre dieci ore di viaggio (direte poi che le autostrate tedesche sono cosi’ fantastiche che ci avete messo un attimo: avete delle stravaganti convinzioni) , solo per far vedere che adesso vi potete permettere una volksvagen cetomedio, un ipod, un iphone, un ibook.
Fatelo pure, se volete. Ma ricordate che la Germania non e’ un posto segreto nel quale andate solo voi, c’e’ un sacco di gente che sa come stanno le cose, e che sa bene che per via degli stipendi altissimi gli status symbol siano diversi. Un sacco di gente e’ emigrata in Germania, e un sacco di gente ci lavora.
E no, tutte queste persone capiranno, solo  a guardarvi, che NON siete “Project Manager”, ma solo portinai col vestito della domenica.
E il fatto che un portinaio guadagni piu’ di un PM in Italia non significa nulla, se non in Italia. Qui, se poi tentate di entrare al Residenz con i vostri vestiti della domenica, non vi lasciano passare. Siete ancora gli stronzi di sempre, insomma.
E’ vero che tra gli emigrati c’e’ chi fa enorme fortuna. Ma e’ un pochino come gli spermatozoi: per un Giuliani che diventa sindaco di New York ce ne sono cinquecentomila che fanno i camerieri. E per una che diventa Liza Minnelli ce ne sono state dieci milioni che hanno fatto le bagasce nei sobborghi.
Beh, se la cosa puo’ consolarvi, qui non ci sono ne’ i Giuliani ne’ le Liza Minnelli, il che forse vi toglie l’ansia da prestazione, ma d’altro canto tutto il resto e’ ancora vero. Molti di quelli che vengono qui fanno i camerieri. Tornano in Italia e sono dirigenti nel settore del catering. Liberi di farlo, ma la cosa ha breve durata in Italia e ancor piu’ breve durata qui.
In definitiva, siete patetici.
Germania ‘npopiusseria, parte III:
“Racchia italiana uguale a racchia tedesca, ja”
Una delle cose che l’italiano espatriato fa e’ accusare in blocco l’italia e le donne italiane della propria incapacita’ come corteggiatore. A sentire loro tutte le colpe della loro incapacita’ sono legate alla “mentalita’”, alla “cultura”, e se non si sfogano cosi’, allora partono per la tangente opposta: io non sono uno che ci prova con tutte.
La verita’ e’ molto semplice: se miraste a bersagli simili, avreste le medesime difficolta’. Non siete diventati latin lover solo perche’ avete varcato la frontiera, ma specialmente non siete su un altro pianeta. Le cose funzionano esattamente allo stesso modo, ma con un’estetica diversa. L’estetica non vi fa capire, o forse vi permette di non capire, che il vonstro successo sentimentale tedesco e’ dovuto al fatto che avete abbassato il livello del target , e di molto.
Quando ero giovane, a Bologna c’era un locale chiamato “Sporting Club”. Era frequentato da signore “attempate” dette “le leopardate” per via delle camicie che indossano, e se eravate poco piu’ che ventenni faticavate ad uscirne senza rimediare almeno un pompino.
Ora, qual’e’ la cosa? Che siccome poi dovevate uscirci mano nella mano, magari vi vergognavate ad uscire per Bologna con un vecchio troione con il trucco a stucco di Venezia, capello cotonato col tritolo, camicia leopardata e silouehtte a salsiccia per ogni elastico indossato. Lo facevate solo se eravate militari, tanto dopo tornavate al paesello.
Qui in Germania invece non vi vergognate a girare con il medesimo troione, che avete rimorchiato in Bolkerstrasse.(3) Tutto bene, ma non e’ dovuto al fatto che venendo qui le vostre doti di maschio siano piu’ cercate: e’ dovuto al fatto che, semmai, insieme alla timidezza avete lasciato in Italia anche l’amor proprio.
Lo stesso dicasi delle “fidanzate tedesche”. Signori, il fondo del barile c’era anche in Italia. La bruttina facile che va bene tutto esiste anche in Italia. Solo che in Italia vi vergognereste ad uscirci insieme, o per qualche motivo puntate sempre alla fighetta di turno. Cosa che, se faceste anche qui, vi darebbe la stessa percentuale di due di picche.
Il permissivismo nell’abbigliamento e la diversa estetica dei gruppi antropologici fanno si’ che non riconosciate nei vostri bersagli il corrispondente di donne che in Italia avreste scartato.
Cosi’, i casi sono due: se dite “non devo provarci con tutte perche’ non voglio essere come gli altri italiani” , beh, state trovando spesso una comoda scusa per evitare il fallimento. Cosi’ direte che “la’ e’ diverso”. Ni. La morale sessuale e’ diversa, ma le probabilita’ di un maschio di trovare da far bene sono identiche, come per tutto l’universo .(esclusi i bordelli, ma ci sono anche in Italia, eh. Se avete fatto 1000 km per andare a puttane siete un pochino fessi, ecco)
Quello che cambia e’ che qui la bruttina speranzosa non la riconoscete. Non percepite di stare raschiando il fondo del barile, perche’ non lo riconoscete. E non la scartate come fareste in Italia. Semplicemente. Quello che cambia e’ che qui girate mano nella mano con donne delle quali in Italia vi vergognereste.(perche’ siete anche un poco pezzi di merda, eh). Farsi una casalinga divorziata e’ facile in Italia come in Germania. La differenza e’ che in Italia vi vergognereste a farvici vedere insieme per le strade: perche’ e’ troppo vecchia, perche’ ha il corpo della sua eta’, eccetera.
E no, non mostrate di essere “usi a diversa mentalita’”, se fate cosi’. No, siete usi alla stessa. Solo che essendo all’estero non sentite la pressione del giudizio sociale. Non vi sentite giudicati, dite “qui fai il cazzo che vuoi e nessuno ti giudica”.(4)
MA voi siete ancora quelli, siete venuti qui a sparare nel barile, convinti che nessuno noti quanto abbiate abbassato la difficolta’ del bersaglio.
Bene.
Avrete intuito, se NON siete le persone che mi hanno “scarrubbato tre quarti di fungia di minchia” (come dicono in Sicilia) che mi sto rivolgendo a qualcuno in particolare.

Qualcuno che…. non ne posso piu’ di vederlo in giro a vantarsi di qui e di la’. A cui vorei dire “se entri nel cazzo di Lounge degli aereoporti e’ perche’ l’azienda ti paga il biglietto  e tu accumuli miglia, coglione, non e’ perche’ sei uno che e’ abituato alla prima classe”. Quando paghi tu vai con Ryanair, e e fai la coda col tuo bel foglio A4. Sei solo uno che va a scroccare una merenda gratis nel Senator’s dell’aereoporto“. Ecco, uno del genere.

Questo qualcuno mi legge, lo so.
Ecco, bello, ecco come sembri.
Un cretino con un posto impiegatizio, una “fidanzata” che va in giro a vantarsi con le amiche di avere l’amante italiano giovane al solarium delle sosia di Ru Paul ti cermania, e un vestito della domenica per fingere di essere qualcuno. Il tuo misto di anglismi e italiano non fa di te un manager, ti fa sembrare un pizzaiolo di brooklin.
E no, non fai il Project Manager.  E neanche il Business Developer. Sei solo un mediocre italiano terrone in trasferta, tutto qui.

E no, del “terrone” te lo beccheresti anche se fossi di Bolzano e di cognome facessi Drochner.

E’ una categoria dello spirito, capisci?

Uriel
(1) Francoforte ha meno discoteche di Bologna. Rifletteteci.
(2) Se sei in Italia e non hai percepito le radici “alte” della tua stessa nazione, beh, sei un cafone.
(3) Bolkerstrasse e’ una via piena di locali notturni. Uno di questi, “da Spiegel”, e’ una specie di ospizio per anziani ninfomani e satiri, dove al posto delle medicine diano viagra e ecstasy. L’equivalente locale del vecchio Sporting Club di Bologna. (oggi chiuso, per fortuna. Che io sappia il Rivareno prese la staffetta).
(4) I vicinati tedeschi sono piu’ pettegoli di quelli italiani. E i pettegolezzi sono MOLTO piu’ maligni. E’ una pia illusione che nessuno vi giudichi. E’ solo che non siete nel network sociale abbastanza da curarvene.
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7 pensieri su “Germania ‘npopiuseria.

  1. “Io vivo in Germania. Non voglio piu’ essere scambiato per un italiano. Non sono piu’ come voi italiani di merda, adesso sono al di sopra di voi e delle vostre squallide beghe.”

    Ma lui se l’è stampata la maglietta? O è un passo avanti e la vende anche agli altri all’aeroporto?

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  2. “Alcune persone, per via di un atavico complesso di inferiorita’, una volta arrivati qui diventavano piu’ settentrionali del settentrionali. Ricordo che ai miei tempi all’universita’ c’era il “complesso di Lara Cardella”, che ci ha regalato diverse annate di ragazze meridionali che non dicevano mai di no, per non apparire arretrate”

    Sua madre, siciliana di Gela, ha sposato un ferrarese. Stando a quello che mi ha raccontato, il matrimonio andava di merda, e sua madre una volta gli ha confessato “io volevo andarmene dalla Sicilia, e ho preso la prima occasione, non ho mai amato tuo padre”. Tra le righe, gi aveva detto di averci scopato prima del matrimonio.

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