La disoccupazione ti ha dato un bel mestiere, “esperto di 2.0”

Vengo coinvolto per vie traverse in una discussione riguardante la solenne opinione di alcuni cazzologi, di quella specie che e’ sempre li’ a fare mestieri come “il futurologo”, il “conoscitore di trend”, l’ “esperto di 2.0”, e altre minchiate che abbagliano la casalinga di Voghera semplicemente perche’ contengono qualche buzzword. Mi riferisco ad ammassi di cazzate come questi, o questi. Chi li scrive non solo non e’ un tecnico, ma non capisce una sega di nulla dell’infrastruttura di cui parla. Prima pero’ devo fare una breve digressione tecnica.

Come architetto di sistemi, ho una visione tecnica delle cose. Voi dite “Internet”, io comincio con dei distinguo, voi dite “Web 2.0” e io comincio con altri distinguo, voi dite “convergenza” e io ne faccio altri ancora. Ricordate i santoni newage che vi vendevano le pietre e l’era dell’acquario? Beh, si sono riciclati, e oggi vendono cyberspazio , democrazia digitale ed altre fregnacce.
Perche’ dico questo? Vi spiego la mia visione. Prendiamo per esempio un evento come unghilterra-germania, la partita. Ero reperibile da remoto proprio in quel momento, e quindi ho dato un’occhio alla situazione.
Ecco come poteva apparire a me la partita inghilterra-germania, prendendo alcuni dati sul traffico e facendoci un grafico :
Notate quei due picchi? Ecco, e’ stato perche’ qualche milioncino di tedeschi e di inglesi hanno deciso di guardare il risultato collegandosi col cellulare, mediante un meraviglioso servizio mobile che dava i risultati in tempo reale.
Noterete una differenza, rispetto al giorno prima. Niente di che, la partita le persone se la guardano in TV. Cosi’ erano solo pochi sfigati che dovevano lavorare o erano in viaggio a usare il cellulare per conoscere i risultati. In totale, circa un paio di milioni.
Niente di che, si tratta di semplice monitoraggio. Ora, supponiamo che anziche’ il picco di 600 mila accessi(1) 3G fossero stati, che so io un milione piu’ del solito.
Bene, ce l’avremmo fatta.
E se fossero stati due milioni di refresh secondo?
Qualcuno avrebbe ricevuto un messaggio di errore.
E se fossero stati tre?
Saremmo andati oltre capacita’. Ma tre milioni di refresh/secondo significa , ad un refresh ogni 10 secondi, trenta milioni di persone.
Morale della storia: l’infrastruttura ha dei limiti di capacita’. Se il picco e’ di breve entita’, nessun problema. Se il picco va oltre, puo’ anche fermare i servizi.
Voi direte: ma dopotutto sono clienti che pagano, perche’ non usate sistemi piu’ grandi? Beh, perche’ “piu’ grandi” significa “piu’ costosi”, e quello che si fa e’ calcolare un rischio, specialmente in caso di eventi noti come una partita, e dimensionare le cose. Ovvero, fare “capacity management”.
Voi direte: ma allora servizi che crescono inaspettatamente , come il web 2.0, che ha sorpreso tutti? E allora Secondlife, che ha sorpreso tutti con una crescita mai vista prima? E che dire di Facebook?
Vi rido in faccia. Semplicemente, vi rido in faccia. Si, voi potete credere ai cazzologi e pensare che quei servizi crescano senza pianificazione. Tanto, che ci vuole? Basta aggiungere computers.
Vi rido in faccia.
Una struttura come quella di Facebook pianifica l’infrastruttura con tempi che vanno dai 6 mesi ai 12 mesi. Si’, proprio cosi’. Tra ordinare il materiale, farlo arrivare, metterlo online, farsi configurare i link e la banda necessaria, preparare gli storage, testarli, e poi mandarli in produzione, i tempi di progetto sono circa questi.
Voi dite “ma nella mia azienda abbiamo piazzato un nuovo server in due giorni”. Certo. Ne sono convinto. Se ne avete 100, probabilmente passare a 101 vi prende due o tre giorni di tempo.
Se fate il lavoro di Facebook, o semplicemente di TIN, mettere online un nuovo cluster richiede qualche mese.
E sto parlando solo di infrastruttura. Perche’ c’e’ anche il lato finanziario. Se facebook, come dicono, esplode in un mese “in maniera esponenziale”, e supponiamo anche che possa triplicare la propria capacita’ in un solo mese, chi copre i costi?  E i soldi, in quel momento, li abbiamo in cassa?
La verita’ e’ che in quel mese si saranno anche venduti abbastanza contratti pubblicitari.
La morale della storia e’ che fare infrastruttura e’ un lavoro difficile, che richiede pianificazione. Richiede-pianificazione.
Il capacity management deve per forza di cose sapere di quanto database avremo bisogno tra sei mesi, perche’ tra hardware, preparazione e messa in linea se ci accorgiamo che stiamo sforando tra soli due mesi, in quattro mesi di progetto NON potremo migrare tutto ad un database piu’ grande.
Questo e’ il punto, e sono tempi normalissimi per strutture enormi. Non sto discutendo questa cosa, la sto spiegando. E’ il mio pane quotidiano.
Cosi’, mi spiace, ma la “crescita sorprendente” non e’ stata affatto sorprendente. Facebook sapeva della sua futura crescita, ha preparato la capacita’ dell’infrastruttura di conseguenza, ha fatto un lavoro di forecast adeguato, e alla fine e’ riuscita a d avere i sistemi in linea esattamente quando e’ arrivata la massa, cosi’ da avere ANCHE venduto, per quel momento, la quantita’ adeguata di pubblicita’ per sostenere i nuovi costi.
Le aziende, signori si pianificano.
E’ pianificata la quantita’ di banda che usate. Le telco dimensionano i links facendo delle previsioni, rischi compresi. Dimensionano le celle dell’ UMTS, dimensionano gli storage, dimensionano i database, dimensionano i server. Fanno previsioni di vendita per assegnare dei budget, che coprano le spese di tutto cio’. E poi, con le previsioni vanno dai clienti a vendere pubblicita’, servizi, quelchele’.
Nel mondo delle TLC non esistono eventi non pianificati. Non esistono fenomeni sociali sorprendenti. Non esistono “nuove tendenze che nessuno aveva immaginato”. Tutto e’ preparato con mesi di anticipo. Le infrastrutture, le migrazioni di utenti, la capacita’, e’ tutta preparata con mesi di anticipo.
Cosa succede quando NON e’ cosi’? Quello che succede a Twitter, il quale spesso se ne va a puttane perche’ ha dei problemi di capacita’ dei sistemi. E siccome non ha un modello di business, non riesce a vendere seguendo i forecast di crescita.
Bing.
Allora, c’e’ un problema. Come faceva il marketing a sapere che per germania-uk non si sarebbero collegate 30 milioni di persone? E’ improbabile, ma se ci fosse stata una giornata bellissima, perche’ 30 milioni di persone su un bacino di 200 NON possono stare all’aperto a fare una gita fuori porta, e guardare i risultati sul cellulare?
Non lo so. La gente del marketing sa dire alla mia squadra “ehi, il tale evento produrra’ un picco di tot milioni di persone. Siamo in grado di reggerlo?”
Voi direte: ma allora tu SAI quanta gente, alla prossima partita della Germania, usera’ il cellulare per vedere i risultati? Aha. L’ho saputo oggi. Ed eravamo gia’ pronti (il mondiale era pianificato da anni) con dell’hardware “freddo” da attivare. E’ stato comprato circa 17 settimane fa.
17 settimane fa qualcuno sapeva, all’incirca, quali picchi si potevano reggere. E quali no.
Dove porta tutto questo? Porta al fatto che in realta’ i bei discorsi di questi “guru” della minchia , gente che parla di internet senza mai aver configurato un router, sono aria fritta. Semplice aria fritta, con la quale prendere per il culo gente come la Galatea. Un’altra che secondo me ha bisogno di una ventola in testa per cuocere un uovo al tegamino: in certi salotti, stupire le signore e’ assai facile.
Questi signori disquisiscono di cosa fare e di cosa non fare per l’alfabetizzazione, per la democratizzazione, per l’uso civico di internet, come se Internet fosse l’aria, una cosa comunque presente ed inesauribile. Come se i loro blog fossero sospesi in cielo,  e nessuno avesse mai dovuto configurare una SAN per dare storage ai dati. Ma no, dicono i cazzologi, bisogna dare accesso alle masse. E come? informandole, spiegando, diffondendo.
Palle. Se nessuno raddoppia la capacita’ dei link, le masse non entrano su internet. Se Facebook non raddoppia lo spazio dedicato nel database agli utenti italiani (e relativi log, e blablabla), gli utenti italiani di Facebook NON possono raddoppiare. E se Facebook non vende abbastanza pubblicita’ italiana a quegli utenti, non raddoppiera’ l’infrastruttura.
Cosi’, tutti quei discorsi sono merda. Merda allo stato puro. La gente si illude che sia “il passaparola” a decidere quanti milioni di utenti debba avere Facebook. Vi rido in faccia. Facebook le infrastrutture che usa oggi le ha costruite iniziando sei mesi fa. In sei mesi, anche con tutto il vostro passaparola, non siete MAI andati oltre quanto previsto dai loro manager.
Qualcuno, da queste parti, sa dirmi quanta gente di colleghera’ alla prossima partita della Germania. E lo sapeva, nell’eventualita’, sei mesi fa. E’ la gente che studia il mercato a sapere queste cose. E le sanno sul serio.
In questi giorni (nei prossimi due mesi) stiamo integrando una telco russa. Ora, voi direte: “attraverso il web 2.0 puo’ nascere un movimento che si doffondera’ cosi’ velocemente ed inaspettatamente da travolgere il governo con la sua forza politica”.
No, non succedera’. Non e’ previsto alcun potenzialmento dei link. Quindi, se anche nascesse un simile movimento, ad un certo punto gli succedera’ come succede a twitter: manca la capacita’, i sistemi giu’. Ma succede molto raramente, dovrete ammetterlo, e solo ad aziende dal business incerto come twitter. E allora?
E allora, semplicemente, non succedera’. Fine.
Guardate le minchiate che predica questo sedicente esperto che non ha mai configurato un Brocade in vita sua:
A) Il linguaggio. Partiamo dal linguaggio. Certo è da geek, anzi spesso è nerd. Ma chi ci capisce?
Spesso mi trovo a “raccontare” di mondi e di esperienze. Magari qualcuno prova a farsi persuadere, ma non basta il linguaggio, la carica persuasiva, il racconto entusiasta. Bisogna far vivere l’esperienza e questo è, molto spesso, un problema insormontabile. Chi ci ascolta, ci guarda, ci studia, spesso non conosce il percorso. Ma c’è un percorso da intraprendere per abitare la rete?
Vedete? Non si pone nemmeno il problema se nella rete ci sia LO SPAZIO per abitarci. Lui pensa davvero che se il triplo, o il quadruplo, degli utenti ordinasse una ADSL domani, la avrebbe! Lui pensa davvero che se il numero di utenti italiani di Facebook triplicasse domani, FAcebook avrebbe capacita’! E’ cosi’ lontano dal mondo reale dell’informatica, che non capisce come per forza di cose ad ogni gruppo di utenti /clienti della pubblicita’ Facebook riservi delle risorse limitate. E un aumento NON pianificato semplicemente andrebbe oltre la capacita’. Questa e’ incompetenza allo stato puro, di gente che fino a ieri vendeva Reiki e Cristalli di Luce e oggi vende Democrazia Digitale 2.0.
B) Gli usi e le abitudini. Geolocalizzarsi, taggarsi, followarsi, oddio che termini. Vabbè, aggregare gli RSS, costruire MASH-UP, partecipare al LIFESTRAM. Oddio, ancora? Hai voglia tu a raccontare che questo è bene, è facile, è conveniente. A chi? Raccontavo di alcune esperienze con la vecchia e ormai consolidata posta elettronica. Mentre noi “abitanti” la superiamo con altri sistemi (Twitt, DM, ecc.) per il 99% dei nostri interlocutori è un sistema asincrono a cui si può anche dare un certo risalto, forse. Attenzione….. ma anche no! Risposta……..forse?
Pochi giorni fa spiegavo (pacatamente, lentamente, con molta pazienza e con dovizia di particolari legati alla praticità e alla convenienza) gli RSS a mio cognato. Cosa che faccio spesso con molti colleghi, amici, ecc. Il risultato è sempre lo stesso. Ti guardano, ti fanno un sorriso educato e ti chiedono: “passiamo ad altro che non mi interessa”!
E se fosse diversamente? Cosa credi, che tutti i provider che ti danno un servizio RSS abbiano l’infrastruttura ed il business per sostenere anche tuo cognato? Pensi che basti convincere tuo cognato perche’ dal nulla spuntino gli storage, i link, i server, gli incassi , tutto quel che serve per dare il servizio? Ecco, il nostro pseudoguru non capisce che qualcuno SA BENISSIMO come crescera’ la rete nei prossimi mesi, e sa gia’ quanto storage, quanti link, quanti server, quanti contratti pubblicitari vendere. E non cambia un cazzo che lui convinca o meno suo cognato.
C) L’opportunità. Ci proviamo a spiegare il modello economico. Illustriamo usi, consuetudini (quasi sempre all’estero) che hanno portato i social media nel business, nelle istituzioni, nel mondo dei consumi. E allora? E allora sarebbe il momento di sviluppare applicazioni per Facebook, di portare sulla Intranet aziendale alcuni social media, di rendere le istituzioni più social grazie all’adozione delle dinamiche del social web. Non va, non va. Stenta a decollare. Ognuno preferisce coltivare il proprio opportunismo basato sulla conservazione di schemi, processi e confini rigidi.
Ah, capito: lui prova a spiegare il modello economico. E’ palese che non abbia la piu’ pallida idea di come si pianifichi un’infrastruttura IT, e va in giro a spiegare “modelli economici”. Sapete perche’? Perche’ tutti sono ignoranti come suo cognato, e quindi credono alle sue fregnacce. No, figliolo, se non hai idea di quanto costi, in termini di costi e di tempi (e quindi di pianificazione) costruire l’infrastruttura, l’ultima cosa che puoi insegnare e’ il “modello economico”. Cosi’ come i guru del periodo newage parlavano di “energia” senza sapere che cazzo fosse. E il suo pubblico, rispetto a quando vendeva angeli di luce, non deve essere molto diverso.
D) Il tempo. E poi diciamolo, per abitare la rete ci vuole tempo, fatica e molta distrazione dalle cose e dai fatti …..tradizionali. Il cosiddetto “presidio” è faticoso. Che vantaggi immediati ottiene l’italiano medio da un esercizio partecipativo e sociale? Che opportunità diretta, tangibile e di puro opportunismo si palesa da un adozione tout cour al mondo del web sociale?
Guardatelo: continua a parlare come se tutto dipendesse dal cittadino. Come se un risveglio digitale fosse solo una scelta. Da domani tutti gli italiani decidono di vivere internet e…. e meta’ dei servizi di blogging crashano. E occorreranno sei mesi (se va bene) per implementare tutto quel che serve per raddoppiare le previsioni di traffico. Ammesso che il nuovo traffico porti business con cui pagare l’investimento, cosa che sappiamo perche’ i contratti si fanno in anticipo. Dimmi, hai venduto il doppio della pubblicita’? No. E allora con quali soldi dovremmo raddoppiare l’infrastruttura?
Di guru del 2.0 del genere ce ne sono a iosa. Quando si e’ dismesso il frastagliato mondo del newage, quando non e’ stato piu’ cosi’ facile vendere consulenze sugli angeli e calendari maya, quando il Reiki ha smesso di essere considerato una forma di energia rinnovabile, un sacco di gente e’ rimasta senza lavoro. Senza contare i laureati in scienze della banana.
Cosi’, sono nati questi “esperti” di “2.0”. Che non hanno una sola idea della banana di che cazzo ci voglia per costruire un’infrastruttura, ma parlano del “modello di business”. Che non sanno fare un forecast dell’utilizzo di una struttura, ma pensano che “internet” sia come l’aria, onnipresente ed in abbonzanza, cosi’, che si faccia da sola.
Beh, mettiamola cosi’: per campare uno puo’ fare il lavoro che gli pare.
Ma nessuna delle vostre “campagne culturali” sapra’ mai produrre un evento imprevedibile.
Ma ti diro’ di piu’ “guru” dei miei coglioni: se anche succedesse che ci fosse questa esplosione, tuo cognato si incazzera’ con te perche’ non gli funziona l’ RSS, e qualcuno verrebbe da me a chiedermi di aggiungere infrastruttura. Di disegnarla, di fare calcolo della capacita’. Mi fornirebbe una stima del numero di nuovi clienti, una stima del traffico, una previsione di utilizzo del sistema. Proprio cosi’: previsione.

Il che significa che l’utente non decide gli sviluppi di internet. Non decide nulla. Quello che fara’ l’utente e’ quello che oggi fa un piccolo numero di utenti “pionieri” , quelli “piu’ avanti”, che vengono studiati come “trend”. E quando arrivera’ la massa, lo si sapra’ gia’ mesi e mesi prima.

Nel mondo di internet, delle telco, dell’ IT, non succedera’ MAI niente di cosi’ travolgente da essere imprevisto, imprevedibile, sorprendente. Non esistono, dal lato delle ifrastrutture, le “novita’”. E’ roba gia’ pianificata.
Il libero arbitrio delle masse non esiste, e non e’ mai esistito.

Uriel
(1) Per accesso intendo lo stato in cui un apparecchio 3G inizia a richiedere di fare del traffico.
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