Il velo della confusione.

Vedo in giro un sacco di confusione riguardo alla storia della Francia che ha vietato il velo nei luoghi pubblici alle donne islamiche, in opposizione alle loro usanze che lo impongono. Nel dibattito che ne e’ seguito, l’unica cosa che vedo e’ una grozza confusione, nel senso che si fatica a distinguere il concetto di “laico” dal concetto di “secolarizzato”. Allora: uno stato e’ laico quando i suoi funzionari eseguono le proprie funzioni SENZA tener conto di alcuna morale personale,  riguardo ai compiti assegnati loro, e senza riguardi verso la morale personale dei cittadini che entrano in contatto con loro.

Ovviamente questa visione e’ entrata in conflitto immediato con la visione guelfista , ed in generale con l’idea teocratica: rabbini, imam, preti, e tutti gli esponenti di qualsiasi casta religiosa che influisca nei confronti di  almeno un governo  ovviamente NON desiderano uno stato laico.
Un autista NON e’ “laico” se non vi lascia salire sull’autobus perche’ non siete vestiti come dice la sua religione, cosi’ come non e’ laico se e’ vegano e per questo  non vi lascia salire a bordo con un panino al prosciutto. Sebbene il principale nemico dei laici siano storicamente i religiosi, QUALSIASI interferenza della morale personale del funzionario di stato e’ una rottura del principio di laicismo.
L’ideale laico in Italia non e’ affatto diffuso. Esso e’ confuso a volte con un ideale di stato secolare, altre volte con qualsiasi cosa entri in conflitto con la religione.
Uno stato che dice:
  • “Sulle scuole ci vuole il crocifisso appeso al muro” NON e’ laico.
  • “Sulla scuole NON ci vuole il crocifisso appeso al muro” NON e’ laico.
  • “Il muro delle scuole deve essere sgombro e di colore bianco” E’ laico.
Sebbene la terza proposizione sembri uguale alla seconda, non lo e’ affatto: la seconda proposizione e’ una proposizione riguardante (anche) il crocifisso. Prende, cioe’, posizione rispetto ad un problema morale/religioso. La terza proposizione e’ solo una disposizione di tipo architettonico, e NON prende posizione circa il crocifisso, anche se usandola si potra’ dedurre che il crocifisso non vada appeso al muro.Tuttavia, la regola NON ne parla.
Solo ed esclusivamente la TERZA regola e’ tipica di uno stato laico. Ne’ la prima NE’ la seconda ne sono espressione.Le prime due, anche se in modo opposto, pongono lo stato in relazione positiva con la morale e/o la religione dei cittadini.
Questo concetto non poteva passare ai tempi del PCI, dal momento che il PCI pretendeva un atteggiamento partigiano (nel senso che richiedeva loro di seguire alcune regole ideologiche) dai suoi adepti quando fossero funzionari di stato, e cosi’ via.
Quindi, in Italia si e’ optato per insegnare in giro che uno stato laico sia semplicemente uno stato che dispiace ai religiosi, e fa cose che sono loro invise.
Punto secondo: che cos’e’ uno stato secolarizzato.
Uno stato secolarizzato, o secolare,  e’ uno stato la cui volonta’ e’ distinta e prevalente rispetto a quella dei religiosi. Uno stato e’ secolare quando e’ in grado di far prevalere le sue leggi su quelle dei religiosi, e quando la sua stessa volonta’ puo’ non coincidere con quella dei religiosi.
Quale dei tre stati di cui sopra e’ secolare?
La risposta e’: i primi due. Se e’ lo stato a decidere con le sue leggi la possibilita’ (o meno) di appendere un crocifisso a scuola, e’ secolare. Sia nel caso in cui decida di si’ che nel caso in cui decida di no. Il semplice fatto che a decidere del crocifisso sia una legge dello stato ne fa uno stato secolare.

Nel caso della terza proposizione, essa NON si occupa di crocifissi; sarebbe laico il funzionaro che dovesse rimuoverli pur disapprovando la disposizione, e sarebbe tipicamente secolare il dispositivo di rimuovere il crocifisso per applicare la norma.

Il che non significa, appunto, che sia laico: se domani vanno al potere dei vegetariani e vietano la carne, o se nella mensa scolastica di mia figlia i vegetariani si rifiutano di servire carne, lo stato NON e’ laico perche’ il giudizio personale dei suoi funzionari sta venendo applicato in maniera vessatoria su persone che sono di opinione diversa.
Allora, veniamo al punto, ovvero la storia del velo francese.
  1. Lo stato francese, decidendo sulla questione del velo, si qualifica sicuramente come stato secolare. Il fatto che la scelta NON sia piu’ dei religiosi, e che la legge dello stato prevalga sui desideri dei religiosi, di per se’ ne fa uno stato secolare. Sia chiaro, questo sarebbe stato vero ANCHE se lo stato avesse deciso che il velo e’ legale: nel momento in cui la cosa deriva dalla decisione dello stato e NON da quella dei religiosi, lo stato e’ secolare.
  2. Lo stato francese NON e’ uno stato laico nel fare questo, perche’ prende posizione su una questione religiosa, di modo che i funzionari dello stato hanno applicato le loro convinzioni personali nel decidere in che modo far rispettare un diritto (quello di espressione) che in teoria permette di andare in giro con qualsiasi cosa rispetti le norme di decenza.
Quello che lo stato francese sta facendo, e su questo sono d’accordo, e’ di dire ai religiosi islamici “anche se il velo fosse un problema, a decidere e’ lo stato, e lo stato in Francia prevale su Allah”. Si sta qualificando, quindi, come stato estremamente secolare.(a patto che i funzionari di stato non coincidano con la gerarchia religiosa, of course).
Fa bene?
A mio avviso si’. Le motivazioni della legge sono razionali e logicamente perfette. Dire che una donna puo’ esporre il suo corpo solo al marito fa del corpo femminile una proprieta’ del marito. Dire che questo e’ dovuto a questioni legate alla sessualita’ fa del corpo femminile  un oggetto sessuale di proprieta’ esclusiva del marito. Su questo non ci sono dubbi, dal momento che si tratta delle stesse giustificazioni che gli islamici danno all’uso del velo: loro stessi affermano che solo il marito (e/o alcuni familiari) dovrebbero poter vedere la donna. Il che fa della donna una proprieta’ del marito e del clan.
Poiche’ questo principio e’ in palese conflitto coi principi della repubblica francese, e’ chiaro che si sarebbe arrivati allo scontro. Se una mi dice che si vuole intabarrare, e’ un conto. Se mi dite che lo fa perche’  considera la propria pelle proprieta’ esclusiva di un marito e di alcuni familiari, allora uno stato civile ha evidentemente l’obbligo di intervenire e spazzare via quella massa di merda.
A mio avviso, anzi, se ne e’ dibattuto troppo: ascoltare le ragioni di chi ha torto e’ un errore che non bisognerebbe mai commettere.
E’ una posizione leghista? No, anzi. E’ una posizione tranquillizzante, perche’ spezza quella tensione che proprio i razzisti seminano per vivere. Se voi dite , che so io, “escono dai fottuti muri, ci ammazzeranno tutti!”, e’ chiaro che qualsiasi persona si sentira’ preoccupata.
Se voi dite, che so io, “ecco, arriveranno qui e sfrutteranno la nostra tolleranza per diffondere i loro usi, finche’ non ci distruggeranno(1)”, allora qualcuno si preoccupera’ e iniziera’ a dire “fuori da casa mia!”. Se invece date una bella dimostrazione di forza, dicendo “guarda che quelli non possono neanche decidere cosa mettere in testa, figurati se ci invadono”, quello che stai facendo e’ di seminare tranquillita’. 
Chi semina razzismo continua a dire che di questo passo gli islamici porteranno qui la sharia. Bene, quello che lo stato dovrebbe fare, e ha fatto saggiamente in Francia, e’ stato di prendere un tema tutto sommato marginale  (in ultima analisi una donna col burqa e’ vestita come una suora) per poi usarlo per sancire che no, non hai la piu’ pallida possibilita’ di instaurare alcuna Sharia, dal momento che lo stato piscia in testa ai tuoi preti quando vuole, e i tuoi preti chineranno la testa se non vogliono finire in tribunale.
La mia personale opinione e’ che una legge simile ci vorrebbe anche in Italia. Sancendo una legge del genere ci si andrebbe ad occupare di una problematica che nel nostro paese e’ marginale, ma si darebbe un messaggio molto tranquillizzante alla popolazione: “avete visto? Il paese non e’ in pericolo solo perche’ questi arrivano qui, ne’ hanno il potere di imporre alcuna legge islamica”.
Sono dell’opinione, quindi, che di queste cose si parlera’ molto, ma la Lega sara’ la prima a NON proporre una legge simile su scala nazionale. Per una semplice ragione: senza il drago, San Giorgio e’ solo un Don Chisciotte noioso.
Uriel

(1) Fra l’altro, anche i loro ideologi del cazzo hanno sostenuto questo. Credo scopriranno quanto duro puo’ essere il pugno della democrazia.

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