Gaudeamus sgamitur

Sono dell’idea ( non sono l’unico ne’ il primo) che la magistratura italiana sia (o sia stata) pesantemente infiltrata dalla CIA, e quando vedo accadere alcune cose all’estero ci sono dei particolari, come dire, che mi risuonano. Mi riferisco alla Svezia, il paese che ha dato al mondo l’ Ikea, gli Abba e Puma , la pornostar piu’ alta della scena. (potete portarla a casa in kit e montarla  costruirla da voi canticchiando “mama mia”).

Comunque, saprete chi sia Julian Assange.

Julian Assange e’ un tizio che ha creato Wikileaks, un sito web che pubblica tutti i dati coperti da NDA (Non disclosure Agreement) o altre forme di segreto, qualora chiunque ne sia in possesso legalmente decida di facilitarne (illegalmente) l’uscita e la pubblicazione.
Il giudizio che ho sulla cosa e’: quel ragazzo e’ statisticamente morto. Magari lui va in giro, ma sono i suoi protoni. Se calcolaste la funzione di probabilita’ dei suoi orbitali, la probabilita’ massima di trovare i suoi elettroni la trovereste dentro una bara.
Siccome e’ consapevole dei rischi, direi che ad occhio e croce siano affari suoi, e non intendo parlare del fatto che si sia ficcato in un sacco di guai, quanto del tipo particolare di guai che ha passato.
Dopo l’ultima “perdita” di cui si e’ occupato Assange, che ha rischiato di incrinare i gia’ flebili rapporti tra USA e Pakistan, era ovvio che la CIA avrebbe fatto qualcosa per fermarlo. Mi aspettavo un’operazione di polizia di qualche tipo, come quella che ha colpito i server di Indymedia qualche anno fa, ma la CIA ha deciso di giocare quasi allo scoperto.
Il risultato e’ che Assange e’ stato incriminato per stupro senza che gli sia stato notificato alcun “avviso di garanzia”, la notizia e’ finita ai giornali , senza che il suo avvocato (fossi in lui ne sposerei uno ,  visto il mestiere che si e’ scelto) ne sapesse nulla,  e poi improvvisamente l’accusa si e’ dissolta nel nulla.
Non credo di avere bisogno di far notare che sia alquanto improbabile che un caso di malagiustizia svedese che avvenga proprio violando i diritti dell’imputato (e in Svezia sono piuttosto severi su questo), e proprio ad un tizio che, guarda caso, aspettava un regalino dalla CIA.
La vera domanda e’: in che modo e’ possibile costruire un’accusa di stupro, e perche’ allora fermarla?
La prima domanda e’ la parte piu’ difficile. Trovare due ragazze che inventino uno stupro puo’ essere facile, basta pagare. Inventare uno stupro credibile per gli investigatori e’ piu’ difficile. Occorre che l’uomo in questione si trovi proprio in un dato punto in un dato momento, e che si trovi li’ da solo. E occorre anche sia documentabile che anche le ragazze siano nello stesso posto.
Dopodiche’ occorrera’ che un medico certifichi lo stupro avvenuto in seguito ad un ricovero, e possibilmente un riconoscimento antropometrico del maschio stupratore. Fortunatamente c’e’ una vasta casistica, per cui inventare uno stupro credibile non e’ cosi’ facile, anche con l’appoggio di un servizio segreto. Il servizio segreto potrebbe anche identificare una finestra temporale nella quale il nostro eroe e’ da solo, e avere cura che le ragazze si trovino, col cellulare acceso, attaccate alla stessa cella, ad una distanza ragionevolmente breve. Potrebbe procurarsi delle fotografie “intime” della persona per garantire un riconoscimento antropometrico, ma questo implica che le fotografie esistano, e quindi una certa attivita’ dei servizi segreti.
La quale attivita’ dei servizi segreti puo’ anche non piacere ai servizi segreti locali. Voglio dire: supponiamo che un servizio segreto sappia che la CIA sta organizzando una falsa accusa di stupro contro qualcuno. Se e’ Assange, magari se ne fottono. Se e’ il primo ministro, magari se ne fottono meno: in Svezia, si dimetterebbe immediatamente.
Siccome molti magistrati hanno una linea diretta coi servizi, ufficiale o meno, dal punto di vista CIA ‘e’ il rischio che l’operazione si fermi al magistrato. Inoltre, c’e’ il rischio che il magistrato non dica nulla ai giornali, e che si tenga in pancia la cosa per troppo tempo, rovinando il tempismo.
 
A meno che il magistrato non lavori per la CIA.
Quello che voglio dire e’ che l’organizzazione della falsa accusa contro Assange richiede, per funzionare con ragionevole certezza, che il magistrato sia d’accordo a mandare avanti l’inchiesta, che trovi credibili le due ragazze, che non chieda un parere ad un superiore perdendo tempo, che non riveli ai giornali dell’inchiesta, che non avvisi i servizi segreti locali, eccetera.
E c’e’ un unico modo per esserne davvero certi: possedere il magistrato.
Direi che, con una ragionevole certezza, quanto accaduto ad Assange ci dica una cosa molto semplice, ovvero che l’infiltrazione della magistratura di paesi ufficialmente “amici” sia una strategia della CIA.
Quando dico “sia una strategia” intendo dire che organizzare una cosa simile non si fa su due piedi, e quindi c’e’ una struttura apposita, un ufficio che gestisce la segretezza dei compensi da fornire ai magistrati corrotti , che trovi delle ragazze credibili(1) come testimoni, eccetera.
Direte voi: ma perche’ e’ andata storta?
E’ andata storta perche’, come ho detto, simulare uno stupro non e’ una cosa semplicissima. Occorre sapere esattamente dove si trovasse la persona ed essere certi che non possa dimostrare di essere stato da solo. E’ sufficiente che sia da solo in casa per rendere rischiosetta la cosa, perche’ affermare che sto stuprando due ragazze mentre sono in chat con qualcuno (che tiene il log, magari) e’ complicatino. Ammesso che sia possibile farle avvicinare abbastanza, perche’ se il tuo cellulare si muoveva in una cella a Lund, e’ difficile dire che tu sia stata stuprata ad Oslo. Occorre che mentre io sono solo in casa le due siano almeno sul pianerottolo, in modo che ci siano tracce di DNA, e roba cosi’. Facile in un condominio, difficile in una casetta isolata nel nord della Svezia.
Cosi’, la CIA ha trovato un magistrato disposto ad aprire una non-inchiesta (non c’e’ stato avviso di garanzia, o il suo corrispondente svedese ), e a comunicarlo ai giornali. Subito dopo, pero’,  la montaturasi e’ arenata su un semplice problema: in un sistema che separa le carriere, era assai difficile influenzare ANCHE l’assegnazione del giudice e scegliere un giudice “posseduto”. Prima del giudice, era difficile che si trovasse il corrispondente del nostro GIP , altrettanto posseduto, disposto a mandare in tribunale le accuse. E cosi’ via.
E’ facile pensare che un primo (grosso) scoglio al fallimento dell’operazione della CIA sia stata la separazione delle carriere. Infiltrare i PM non basta ad infiltrare anche i GIP e anche i giudici, perche’ le carriere sono separate.
Il magistrato CIA, cioe’, e’ stato costretto a fermarsi. Non poteva  reagire alla mancanza di prove scrivendo  il solito romanzetto diffamatorio (come si fa in Italia) perche’ il suo padrone non poteva garantire che qualcuno avrebbe preso sul serio le accuse.
Direte voi: ma perche’ non hanno impestato di brutto tutta la magistratura e tutti i giudici? Qui siamo al secondo punto. Se anziche Julian Assange l’inchiesta avesse colpito il primo ministro, diciamo prima del weekend, nei due giorni successivi prima del ritorno della procura al lavoro il primo ministro si sarebbe quasi certamente dimesso. La politica non aspetta il weekend.
Cosi’, se un servizio segreto sa che la CIA sta organizzando una falsa ccusa di stupro, finche’ non ci ha visto chiaro (o non e’ d’accordo) non lo permettera’. Ma qui viene il primo punto: occorre un servizio segreto organizzato e leale, e a questo punto che cos’e’ “non lo permettera’?”. Semplice: in Svezia i giudici rispondono all’esecutivo, come in tutta Europa , tranne in Italia. E’ possibile quindi per il governo fermare il giudice, punirlo, giudicare sbagliato il suo operato, eccetera.
E’ chiaro quindi che il controllo governativo sui giudici e’ un punto essenziale. Se il magistrato svedese si fosse comportato come un collega italiano, avrebbe portato avanti le accuse scrivendo un romanzetto dove dipingeva Assange come maniaco sessuale , avrebbe perquisito il suo PC trovando immagini porno, e sarebbe andato avanti. Tanto, nessuno puo’ punirlo. Lusso che non puo’ permettersi in Svezia, dove il magistrato risponde di quel che fa.
Con ogni probabilita’, il grosso fattore di fallimento dell’operazione di CIA e’ costituito dalla responsabilita’ dei magistrati nei confronti del governo. Il magistrato non poteva , come si fa in Italia, semplicemente inventare una favoletta morbosa e darla alla stampa , per poi mandare avanti il processo. Rischiava una punizione. Per cui, dopo sei ore ha dovuto chiudere baracca e burattini.
C’e’ infine un ultimo punto che merita di essere rivisto, ed e’ il ruolo dei servizi segreti, i quali sapendo che stai organizzando qualcosa potrebbero opporsi. La Svezia, essendo vicina a Russia e Finlandia, ha sempre dovuto difendersi dai servizi russi, e pertanto ha dei servizi piuttosto leali. La bassa densita’ della popolazione, del resto, rende piu’ facile controllare e spiare i movimenti, cosa chefacilita loro il lavoro.
Possiamo andare a fare un paragone con l’italia, e specialmente notando una cosa.
Il 18 ottobre 1993, arriva una riforma dei servizi segreti. I nuovi servizi segreti sono accentrati nel coordinamento e nella gestione, e posti alle dirette dipendenze del presidente del consiglio, anziche’ di una commissione parlamentare come era prima.
Con la vittoria alle elezioni del 10 maggio 1994, Berlusconi eredita tale ruolo divenendo presidente del consiglio. Il sei dicembre dello stesso anno Di Pietro da’ le dimissioni dalla magistratura, perche’ c’e’ un’inchiesta del GICO e Il Sabato pubblica un dossier contro di lui. La sorgente e’ il SISDE, e il dossier si chiamava “Achille”.
Non occorre un genio per capire una semplice cosa: che la riforma dei servizi segreti e’ stata tra le cause dello spegnersi di Mani Pulite, della capacita’ di distruggere intere classi politiche. E’ piuttosto chiaro come, alla fine dei conti, il dossieraggio dei servizi (non molto dissimile , nei metodi, da quelli della magistratura: intercettazioni e raccolta di dati privati da divulgare) sia l’arma che bilancia il potere della magistratura.
Dopo la riforma del tre agosto 2007, i servizi segreti sono raggruppati sotto il comando della Presidenza Del Consiglio. Silvio Berlusconi ne e’ tutt’ora comandante. Direte voi: ha potere assoluto? La risposta e’ NO, perche’ esiste il COPASIR, ovvero il comitato parlamentare per la sicurezza per la repubblica.
Questo comitato e’ influente?
Mettiamola cosi’: Durante la XV legislatura, il comitato era guidato (fino a gennaio 2010) , da Francesco Rutelli. Succedono tutte le infiltrazioni nella vita privata di Berlusconi, si fotografa il presidente nella sua villa sarda, e tutto quanto.
Il 26 Gennaio 2010, Massimo D’Alema, (da sempre allergico e polemico verso lo strapotere dei magistrati, per via di alcuni trascorsi giudiziari non proprio trasparenti(2) ) diventa presidente del COPASIR. E da quel momento, le intrusioni nella vita privata condotte dai magistrati iniziano a diminuire  di intensita’, fino a quasi scomparire.
Potete considerare queste coincidenze temporali, tra le riforme ai vertici dei servizi segreti (e riforme DEI vertici dei servizi segreti) e modifiche del comportamento dei magistrati come delle pure coincidenze, of course. Cosi’ come potete considerare il caso Assange come uno sfortunato errore casuale di un magistrato svedese.
Quello che penso, onestamente, e’ che la CIA abbia una strategia consolidata e continua nel tempo di infiltrazione delle magistrature dei paesi alleati. E che un’inchiesta salti fuori , puntuale, contro persone scomode  agli USA o per mettere in piedi inchieste capaci di destabilizzare politici scomodi agli USA (da Brown a Sarkozy, a Berlusconi) ogni volta che un paese “amico” non suona la musica del pentagono.
E penso che la parte che bilancia questa azione della CIA sia quella di controspionaggio, e che se confrontiamo la storia dei vertici dei servizi e delle inchieste della magistratura , scopriamo correlazioni interessanti tra il potere che gestisce i servizi segreti e la capacita’ della magistratura di tenere sotto scacco i politici scomodi agli interessi USA.
Nella mia personale visione delle cose, cioe’, la magistratura (in Italia e altrove) e’ una pedina che la CIA muove, a patto che non ci sia un altro servizio segreto (di solito locale) che impedisce agli americani di muovere le loro pedine togate sulla tastiera.
Ovviamente, essendo un lavoro di deduzione, voi penserete quel che vi pare. Insolito comunque che alcuni personaggi, come Fini, siano stati da sempre immuni alle inchieste della magistratura.
Uriel
(1) La D’addario venne alla cronaca durante un’inchiesta contro lo sfruttamento della prostituzione, inchiesta diretta contro un giro di mafia  della prostituzione pugliese. Difficilemente puoi organizzare un giro di squillo a Bari senza il consenso della SCU. Sebbene Patrizia racconto’ tutto a tutti, non ha alcuna scorta.  Ed e’ viva. Ecco, e’ credibile il giusto. O la mafia pugliese della prostituzione non c’entra, e allora e’ sospetto che sia saltata fuori e che sia stata intercettata, oppure c’entra e abbiamo la puttana piu’ fortunata dell’universo.
(2)D’Alema sostiene che, per via delle accuse di finanziamento ricevute dalla mafia barese, si sia lasciato giudicare. Tecnicamente e’ falso, perche’ tutto e’ caduto in prescrizione.
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