Lemming

So benissimo che non e’ vera la storia dei lemming che si suicidano in massa ogni anno, dal momento che non si sono mai visti Lemming a Formentera. Tuttavia, in Italia abbiamo un’intera generazione di giovani che si sta suicidando, tanto alla fine potra’ sempre dare la colpa a qualche governo. Mi riferisco in particolare ad un paio di casi emblematici che leggo su alcuni giornali.

Il primo e’ diventato famoso perche’ sostiene di poter vivere con 14 euro al mese. Il che magari e’ vero, ma il vero problema e’ “come” e’ arrivato a questo punto.

Il baldo giovane ha prima fatto un corso per barman ,e  si e’ qualificato. Il che significa che , essenzialmente , sa fare il barman e per sua ammissione potrebbe pure andare a fare il barman. Che cosa fa il nostro baldo giovane? Si iscrive a filosofia.

Si iscrive a filosofia ben sapendo che la societa’ attuale, cosi’ come l’economia attuale, non manifestano alcuna domanda di filosofi. Qual’e’ il ragionamento di questo baldo giovine?

“Posso sempre andare ad insegnare.”

Questo e’ il primo emblema del parassita italiano: l’insegnamento come forma di welfare, come forma di sussidio da garantirsi a chiunque non si sia preso la briga di adattarsi al presente reale. Perche’ e’ qui il punto, di cui parlero’ dopo.
A quel punto, il nostro eroe non trova nulla, ma a salvare la sua autostima arriva la politica: E’ colpa della Gelmini e dei suoi Tagli. Affermazione con la quale si pretende di chiudere la questione: in fondo basta non chiedersi a cosa siano dovuti i tagli, al perche’ si sia arrivati ai tagli, e non si esamini un semplice concetto: la demografia italiana NON permette di prevedere alcun aumento del numero di studenti nei prossimi 20 anni.
Anzi, sembra plausibile che il numero sara’ in diminuzione. Quindi, puntare sull’insegnamento significa puntare su un settore che offrira’ sempre MENO lavoro. Ovvero, un suicidio. Per essere uno che ha studiato filosofia, a me sembra un volgare cretino.
A quel punto, il nostro baldo giovine, che cosa fa? Cerca lavoro in un settore ove c’e’ richiesta, ovvero il barista? Assolutamente NO. Lui deve seguire le proprie aspirazioni, e solo quelle contano: cosa volete che sia la realta’? Cosi’, decide di reiscriversi a psicologia.
Genius. In Italia abbiamo, all’incirca, uno psicologo ogni 1000 persone. A furia di laureare persone che vogliono vivere parlando con gli altri , il risultato e’ che non potremmo mantenerli tutti nemmeno se TUTTI avessimo bisogno di uno psicologo una o due volte ogni lustro.(1)
Il giovine fa questa considerazione? No! Perche’ quando avra’ la sua ambita laurea in psicologia e NON trovera’ lavoro, ci sara’ sempre qualcuno pronto a dare la colpa al governo: “guardate che governo di merda, neanche con due lauree trovi lavoro”. E cosi’, nessuno parlera’ dell’evidente difetto di pianificazione di questo cretino: si dira’ che la colpa e’ del governo, del tale ministro, del talaltro fattore sociale, politico, economico.
Lo stesso capita ad un altro tizio che, almeno, ha avuto la felice idea di fare davvero come i Lemming e togliere la sua farlocca presenza dai coglioni del genere umano. Il solito che ha scelto un corso di laurea in “filosofia della comunicazione”, senza prima accertarsi del fatto che vi siano sbocchi. Qual’era la sua aspirazione?
“Tanto dopo faccio il dottorato”
Ora, vi risulta che il dottorato sia una forma di welfare? Che siano forme di sussidio? Che sia lo strumento attraverso il quale compensare qualsiasi carenza del mercato del lavoro reale? Vi risulta che qualcuno abbia mai preso la decisione per la quale il contribuente debba pagare di tasca propria un dottorato a chiunque scelga il proprio corso di laurea senza chiedersi che sbocchi lavorativi abbia? E’ forse una forma di sussidio ai disoccupati?
Anni fa si inizio’ a lamentare lo squilibrio tra facolta’ tecnico/scientifiche e facolta’ umanistiche. Tutti si iscrivevano a facolta’ umanistiche, ed e’ di oggi la notizia che a Milano ci siano 20.000 avvocati iscritti all’ordine.
In che modo si presume che l’economia italiana dovrebbe ripartire? Che cosa dovremmo vendere ai mercati esteri? Prodotti o filosofia? Merci o cause?
Tutti questi “ggiovani” sono rovinati, a mio avviso, dalle peggiori madri del mondo, che sono le madri italiane. Le quali insegnano, circa, la seguente lezione:
  • Tu sei qualcosa di importante, speciale, un pezzo unico e raro, di tale splendore che la razza umana non potra’ fare a meno del tuo prezioso contributo. Di fronte a te c’e’ il mondo, il tuo unico limite e’ il cielo. Non importa cosa tu scelga di fare, perche’ sei cosi’ prezioso che qualcuno DEVE prendersi come preciso incarico quello di provvedere a te. Come faccio io, mammuzza santa di Dio.
  • Non devi tener conto della realta’. A che pro? Tu sei sopra la realta’, figlio mio: e’ la realta’, semmai, che deve tenere conto delle tue aspirazioni. Il governo, l’universo, l’economia, Dio, la scuola, devono tenere conto del fatto che tu hai come preciso diritto quello di fare esattamente il cazzo che ti va di fare e poi venire coperto di sesterzi per questo. Se tu, figlio mio ed immensita’ del creato , decidi di studiare scienza della merda di cammello, il governo e la societa’ e l’universo (e sono certa che Dio ne converra’) hanno il preciso mandato di darti un reddito per questo, sia un dottorato o qualche forma di cattedra.
  • Poiche’ la tua nascita ha dato a me, titanica mamma, un ruolo semidivino assicurato dalla cultura italiana, la mia maternita’ deve e puo’ essere estesa nel tempo quanto piu’ possibile. Ogni disadattamento sociale , culturale o educativo che porti mio figlio a rimanere a casa mia fino a 40 anni non fa altro che prolungare lo status semidivino che ho conseguito mediante la maternita’.  La tua eterna infantilita’ fa mi conferisce un’eterna maternita’. Preferisco tenere in casa un bamboccione piuttosto che ritornare ad essere, da madre, una semplice donna priva di trofei riproduttivi.
Una volta riempita la testa dei pargoli di queste catastrofiche minchiate, otteniamo un eterno bambino (2). Il bambino , secondo la psicologia freudiana, attraversa due fasi iniziali:

  • Il principio di piacere. Io inseguo esclusivamente il mio piacere personale e le mie libidini, senza avere cura del fatto che esista un mondo reale con i propri limiti ed esigenze. Voglio un biscotto, prendo un biscotto.
  • Il principio di realta’. Io ho compreso che il soddisfacimento dei miei piaceri e delle mie aspirazioni deve passare attraverso il filtro della realta’, e nel caso le mie azioni dovranno adattarsi alla realta’ stessa, modificandosi. Voglio un biscotto,do’ qualcosa in cambio, avro’ un biscotto.

Le madri italiane sono specializzate nel fare in modo che i loro preziosi pargoli non arrivino al principio di realta’, e che rimangano in eterno succubi del principio di piacere. Cosi’, al momento della scelta degli studi, si chiedono “che cosa mi piacerebbe?” (principio di piacere) senza chiedersi poi “e quale obiettivo mi permette di raggiungere?”.

Queste neotenie non fanno altro che continuare a seguire la propria libidine (oh, che figata essere dei filosofi della conoscenza e della comunicazione nella banana stroboscopica) quando pianificano l’unico ciclo di studi che hanno a disposizione , poi si scontrano col fatto che le loro aspirazioni non sono in linea con l’universo, e iniziano a strillare : colpa del governo! Colpa del ministro!

No, cazzoni, e’ almeno in parte colpa vostra.
Non sto dicendo che le facolta’ tecniche o scientifiche garantiscano un posto di lavoro. Nessuno puo’ fare previsioni a 5 anni, se non previsioni di massima. Ma almeno, CAZZO, provateci. Quello che non vedo in questa gente e’ proprio questo: essi non hanno MAI provato a pianificare realmente , non hanno MAI provato ad adattare i propri desiderata e le proprie aspirazioni alla realta’: no, “conta solo quello che io desidero fare“.

Leggo le interviste di questi coglioni, e ripeto coglioni, e vedo che non hanno il minimo dubbio, dico il minimo dubbio che laurearsi in filosofia affidando il proprio futuro alla remota speranza che un governo di filosofi dia un dottorato strapagato a vita ad ogni laureato in filosofia, fose, sia anche una ccazzata. Non vedo nel deficente che vive con 14 euro al giorno alcun dubbio circa il fatto che una seconda laurea in psicologia non sia , magari, la maniera migliore di imparare la lezione dell’inutilita’ della prima laurea in filosofia. Non vedo alcuna ombra di autocritica, non vedo alcun dubbio circa il fatto di aver pianificato male, no: e’ tutta colpa del governo malvagio che non assume piu’ , della scuola che non assume piu’, della societa’, del mondo malvagio.(3)

Il paese si sta riempiendo di disoccupati che sono tali e quali ai loro padri, con una sola piccola differenza:

non c’e’ piu’ il pasto gratis.

I vostri padri si prendevano “il pezzo di carta” allo scopo di “fare il concorso”. Milioni di diplomati e laureati completamente inutili ed incapaci, i quali contavano su due cose:

  • Faro’ il concorso e lo stato mi assumera’.
  • Chiedero’ a qualche politico e mi fara’ assumere in qualche azienda privata patastatale.

Ebbene, signorini, quella merda e’ finita. FI-NI-TA. Non c’e’ piu’ il pasto gratis. Non esiste piu’ che ci sia uno stato che deve darvi il dottorato in scienze della banana solo perche’ avete deciso che vi sentivate solleticati dal nome della materia, non esiste piu’ uno stato che sia disposto a premiare con uno stipendio il vostro diploma svogliato col minimo dei voti o la vostra laurea “pezzo di carta”, non esistono piu’ aziende disposte a riciclare la vostra incompetenza, la vostra incapacita’, la vostra inutilita’.

Questo e’ il punto. E’ finita la festa di assunzioni pubbliche , di scuola che assorbe ogni coglione abbia studi inutili, di aziende che assumono in cambio di soldi pubblici. E’ finita la festa.

La scuola andra’ a ridimensionarsi, per forza di cose, sia per fattori demografici che per fattori di mercato; prima o poi quelli che vengono dopo di voi (perche’ voi siete un ramo sterile dell’evoluzione) capiranno che non possono esistere nazioni ove tutti sono laureati e hanno il lavoro di concetto, cosi’ come capiranno che 20.000 avvocati nella sola Milano sono destinati alla fame, cosi’ come capiranno che un’economia non si puo’ risollevare a furia di commercialisti, filosofi, psicologi e avvocati, ma occorre anche qualcuno che costruisca qualcosa. Le cose che dovremmo vendere all’estero, e produrre in Italia , ma non riusciamo perche’ siamo stracolmi di laureati inutili e di ignoranti completi, essendo la massa di disoccupati una massa inutile, economicamente inerte e industrialmente interessante quanto la merda di cavallo.

Su questa massa di disadattati cronici , che purtroppo hanno il diritto di voto, probabilmente si basera’ la politica del futuro; bastera’ dire loro che la colpa e’ del tale ministro e del tale governo per illuderli , per far credere loro che avranno un luminoso futuro come esperti di cinema medioevale, nel nuovo mondo perfetto che verra’ grazie al lucidissimo grande capo che verra’ eletto.

Beh, farlocchi, ho una cattiva notizia per voi:

Charles Darwin.

Guardate bene la foto di cui sopra. E’ Charles Darwin. E tutte le discussioni che potete fare sul darwinismo inteso come movimento psicosociologico applicato alla supercazzola prematurata in un’ottica postmoderna come se fosse antani non cambiano un semplice fatto. Ed il semplice fatto e’ che la mamma di Darwin , che era una cazzuta (mica come le vostre) ha fatto Darwin. Il quale ha avuto un figlio. Un figlio segreto di cui pochi conoscono l’esistenza.

Il quale ha il compito sacro di recapitarvi il Sacro Messaggio della Sacra  Scuola di Hokuto ai Farlocchi:

E ADESSO MUORI!

E se lo dice il Maestro della Scuola di Hokuto, e lo controfirmo io che sono Il Preside della Scuola di Hokuto,  allora e’ vero. E casomai ve lo chiedeste, no, la Sacra Scuola di Hokuto non assume laureati in filosofia.

Indovinate perche’.

Uriel

(1) Non per nulla il nuovo tomo della cialtroneria psic-* , il DSM V, ha incluso tutto, ma praticamente tutto, tra i comportamenti patologici. Si illudono che diagnosticando in chiunque una malattia allora potranno avere piu’ lavoro. Cosi’ finirete dallo psichiatra o dallo psicanalista se  a colazione mangiate la Nutella, se annaffiate le piante con regolarita’, se andate al lavoro ogni giorno, se vi grattate quando avete prurito. Sono tutti comportamenti compulsivi, e stando al DSM V si tratta , quindi, di patologie.
(2) No, non e’ la sindrome di peter pan. E’ la sindrome di GummiBear.
(3) Si, si, venite pure nel mitico estero a cercare lavoro. Le pizzerie straniere hanno sempre bisogno di camerieri italiani. Saper cantare O Sole Mio costituisce titolo preferenziale.No, perche’ neanche fuori esiste il pasto gratis, e nei paesi ove esisteva (che guarda caso sono il vostro mito) stanno iniziando a metterlo in dubbio. E prima che lo diciate: no, voi non siete cervelli in fuga. Siete sfigati da viaggio. Sono cose diverse.
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