Nipote ubertosa fa i figli antichi.

Mi sono trovato qui, oggi, e sui giornali (almeno su quelli che leggevano i miei vicini di posto sull’aereo) si fa un gran parlare delle elezioni svedesi. Sul dettaglio credo che WLF abbia gia’ scritto con cognizione di causa, quello che vorrei approfondire invece e’ lo choc in se’ stesso.

Il pensiero politico di Franco Freda, ormai metabolizzato con noncuranza dall’intero occidente sinistre comprese (o forse Franco Freda ha formalizzato un pensare onnipresente) e’ che ogni popolo e’ chiamato ad occupare un posto preciso nella storia. Cosi’, Olanda, Svezia & co sono, e devono rimanere, i popoli ariani dove i treni arrivano in orario, la figa abbonda, lo stato sociale ti segue dalla culla alla tomba, il politicamente corretto non esiste, insomma il paese preferito di ogni sessantottino che si rispetti.
Per 40 anni, i sessantottini hanno gironzolato gridando che bisognava fare “come fanno questi paesi piu’ avanti di noi“. Il che, unito al pensiero di Franco Freda, significava che questi paesi fossero chiamati dalla storia ad essere piu’ “avanti”, dove piu’ “avanti” significa applicare piu’ degli altri, a livello istituzionale, le utopie sessantottine.
Ma c’e’ di piu’: nell’immaginario collettivo, questi paesi erano un rifugio.
Ogni idiota che non riuscisse a convincere l’ Italia a piombare nella dissennata farloccaggine ove erano caduti questi paesi continuava a dire “voglio lasciare l’italia, voglio andare a vivere nei paesi piu’ avanti“. Ecco, il guaio e’ che dai paesi piu’ avanti inizia a venire un interessante segnale: si sono rotti le palle di essere cosi’ avanti.
Cosi’, ecco il punto: l’immigrazione e’ un fenomeno catastrofico, e specialmente un fenomeno ideologico. E’ assolutamente ridicolo pensare che un continente tutto sommato piccolo come l’ Europa possa dare casa a chiunque decida di abitarci, specialmente considerando che la densita’ della popolazione e’ altina. Non in Svezia, ma sicuramente in Europa siamo circa al doppio, per dire, rispetto agli USA, i quali non sono propriamente un popolo ospitale, quanto a immigrazione.
E’ chiaro che la soluzione per la fame NON puo’ essere l’immigrazione. Ma il problema scala se si tiene conto che spesso l’immigrazione produce problemi, e mi riferisco ai problemi di ordine pubblico.
A questo punto si alzera’ la solita cagnare di gente che dice “ma anche gli italiani delinquono”. Vero. Cosi’, se prima la stessa popolazione doveva fare i conti coi crimini degli italiani, adesso deve fare i conti coi crimini degli italiani E degli stranieri, ovvero assiste ad un peggioramento.
Qui veniamo al punto. A seconda del tipo di provenienza, l’immigrazione ha causato effetti e disagi diversi. Quando nella silicon valley arrivarono migliaia di ingegneri informatici indiani, probabilmente nessun americano noto’ una benche’ minima variazione nella criminalita’ locale. Questo era dovuto al fatto che un’immigrazione relativamente “colta” , o se preferite “alta”, era principalmente un flusso di persone che non avevano particolari problemi con la giustizia del paese natio (almeno in gran parte) e che non arrivava li’ con l’intenzione di farsi stipendiare dallo stato.
Il problema viene quando ad attirare masse di persone non e’ la possibilita’ di lavorare (il che, non dimentichiamolo, e’ un intento positivo), ma semplicemente di approfittare delle migliori condizioni del luogo senza avere nulla da dare in cambio. 
Quando parlo di “migliori condizioni”, spesso, parlo ANCHE della possibilita’ di commettere crimini senza subire pene dure o subendo pene meno dure rispetto a quelle che avrebbero subito in patria, per dirne una, cosa che produce la voglia di emigrare: se vi piace stuprare delle bionde, per dire, la Svezia e’ il posto perfetto. A parte le pene relativamente lievi, scoprirete quasi subito che esse vengono condonate (se siete stranieri), in nome della vostra presunta inferiorita’ culturale, e spesso ve la caverete con qualche mese di lavori socialmente utili. Pagati.
Se venite da un paese ove la donna e’ una varieta’ scadente di mucca E si viene impiccati per stupro, per dire, tutto quello che dovete fare e’ andare in Svezia. Ovviamente, era solo questione di tempo prima che agli svedesi girassero i coglioni.
Il secondo fattore che rende meno credibile l’emigrazione per “diritti umani” e’ che gli immigrati, con la scusa di preservare cultura e tradizioni, sembrano sforzarsi di ricostruire e propagare la merda dalla quale dicono di essere scappati. Voglio dire: supponiamo di dare asilo alla tizia iraniana che rischia la condanna a morte secondo i dettami della sharia.(1) E supponiamo che l’indomani inizi a chiedere di poter seguire la sharia, dalla quale l’abbiamo salvata (mi auguro di no) , anche qui, pretendendo di indossare qualche idiotissimo velo o di fare qualche altra cazzata da pecorai del deserto.
Non ci si sentirebbe presi per il culo? Perche’ qui e’ il problema: a migliaia hanno preteso , e sono stati accolti come ‘asilanti” in diversi paesi del nord europa, di essere povere vittime cui regimi islamici stavano, in nome della religione, togliendo liberta’.
Ma a pochi anni dall’arrivo, sono tutti uniti a sforzarsi di portare la religione (dalla quale hanno detto di essere fuggiti) nei paesi ospiti. Le stesse donne che hanno chiesto asilo con il pretesto la sharia toglieva loro dignita’ oggi lottano perche’ sia riconosciuto loro il diritto a portare il burqa, a costruire moschee, a tentare di rimettere in piedi il sistema dal quale raccontano di essere fuggite.
LA mia personale opinione e’ che una simile presa per il culo prima o poi dovesse venire allo scoperto: le contraddizioni logiche presentano SEMPRE il conto, e lo presentano in maniera da non poter essere evitato. E’ ovvio che, di fronte ad una visione ideologica dell’immigrazione, prima o poi la realta’ dei risultati prendera’ forza , piu’ forza di quattro carampane indignate e di qualche manifestante in estasi da urlo, e che qualcuno (magari silenziosamente) iniziera’ a dire: “ma se questi sono una ricchezza, perche’ io ho paura di uscire di casa“?
Questo e’ il punto. Sicuramente, potrete dire loro che anche gli svedesi commettono crimini. Cosi’ come potrete dire che anche gli italiani commettono crimini. Potrete dire che sia la poverta’ il problema , ovvero il problema da risolvere. E a quel punto, la domanda sara’:

Anche ammesso che il problema della poverta’ sia il vero problema degli immigrati, e che risolvendo questo si risolverebbero tutti i problemi, perche’ mai questi problemi dobbiamo risolverli NOI?

Voglio dire, anche in Italia abbiamo qualche milione di disoccupati. Perche’ mai un altro paese non risolve il problema? Perche’ diciamo che il problema dei disoccupati italiani sia un problema del governo italiano, se non affermiamo che il problema dei disoccupati marocchini dia un problema del governo marocchino?
Dopotutto, secondo i teorici dell’immigrazione stiamo ad affermare che l’Italia deve in qualche modo risolvere ogni problema di disoccupazione del Marocco,  allora perche’ non decidiamo, che so io, che il Nagorno-Karabach debba risolvere il problema dei disoccupati italiani?

Cosi’ , tutte queste contraddizioni logiche vengono a galla, e vengono maggiormente a galla nei luoghi ove si e’ praticata di piu’ la logica dell’accoglienza ad ogni costo. I problemi sono:

  1. Tossicita’ e viralita’ del modello culturale. Persone che fuggono da una cultura e dalle sue catastrofiche conseguenze (come nel caso dell’Islam, ma nche nei casi di arretratezze piu’ o meno evidenti) diventano vettori della stessa cultura, la diffondono e infettano le societa’ ospitanti. Le stesse donne che sono arrivate qui fuggendo dall’arretratezza dei paesi islamici si sforzano di riprodurre la medesima societa’ e di diffondere le stesse idee che sarebbero state la causa della loro “fuga”.
  2. Crimine aggiuntivo. Poco importa che l’immigrato delinqua quanto un italiano: la medesima popolazione deve subire sia i criminali in loco che quelli stranieri, e spesso la combinazione di due tipi diversi di crimine e’ ancora piu’ pericolosa della semplice somma. Qualsiasi aggiunta di crimine e’ un peggioramento per la popolazione ospitante.
  3. Appesantimento del welfare. Aiutare gli ultimi e’ possibile, ma occorre evitare di allungare troppo la coda. Il welfare europeo e’ in equilibrio piuttosto delicato per via della bassa natalita’. La bassa natalita’ rende l’equilibrio fiscale tale per cui l’ Europa non puo’ occuparsi che dei suoi poveri, e spesso neanche quelli. Sebbene tutti continuno a chiamarci “paesi ricchi”, si dimentica spesso che il benessere e’ il risultato di un preciso equilibrio, anche demografico. Aiutare poveri stranieri significa NON aiutare poveri locali, considerati per questo “ricchi”, in quanto meno poveri dei poveri stranieri.
  4. Perdita di conquiste sociali ed economiche. Quando in Italia sono arrivate le prime badanti rumene, era scontato che il pompino al datore di lavoro (che spesso le nascondeva) ci doveva stare nel prezzo. Gli immigrati non fanno altro che abbassare il costo del lavoro in loco, abbassando l’equilibrio tra offerta e domanda. Se contemporaneamente i paesi d’origine iniziano a sfruttare lo stesso fenomeno per distruggere le conquiste sociali altrui, senza mostrare di voler raggiungere conquiste analoghe, il risultato e’ la devastazione della societa’ ospitante.
Questi quattro fattori, uniti, possono convincere la popolazione che lo straniero sia in problema, persino quando sta a casa propria, perche’ in un modo o nell’altro sembra che il modello piu’ tossico, piu’ virale, sia quello peggiore, dal momento che necessita di meno sforzi per essere mantenuto. La sensazione, specialmente nei paesi del nord europa, e’ che gli stranieri (sia quelli arrivati in loco che quelli lontani) vogliano iniziare una corsa all’indietro, riportando l’orologio delle conquiste sociali indietro, indietro, sempre piu’ indietro, in una gara a chi puo’ umiliare di piu’ l’essere umano per ottenerne merce.

Tutta la retorica che si potra’ rovesciare su questi problemi non potra’ mai competere con una frase molto, molto piu’ semplice e facile da capire:

Quando non c’erano “loro” si stava meglio, noi.

 

Faccio notare che la cosa non si riferisce solo al “c’erano” inteso come immigrati in loco; nella psiche collettiva questo “c’erano” e’ legato all’apparizione degli stranieri alle cronache sociali ed economiche, riguarda sia l’immigrato che lavora per due soldi in Italia che lo straniero che lavora per un soldo in patria, ma ha una caratteristica devastante sul piano culturale.
Questo fenomeno contagia principalmente, prima e piu’ profondamente i paesi che hanno piu’ da perdere. Un paese ove le donne stanno a casa dopo il tramonto non risente molto dei problemi di criminalita’. Ma una citta’ italiana dove le donne sono abituate ad uscire da sole o con amiche, senza uomini a fare da scorta, e’ quella che soffre di piu’ la limitazione della liberta’ dovuta al crimine.
Cosi’ come i paesi ove i redditi erano piu’ alti sono quelli che soffrono per primi e maggiormente la concorrenza di chi fa social dumping; sono le classi che avevano conquistato di piu’ (il cosiddetto ceto medio) a soffrire di piu’ del peggioramento di massa.
Lo sciroccato di sinistra che sostiene che le destre xenofobe siano fomentate principalmente da ignoranti e poveracci sbagliano e di brutto: e’ la donna che ha perso la liberta’ di uscire che vota l’ SD in Svezia , come la Lega in Italia , e stiamo parlando proprio delle donne che questa liberta’ la vivevano, ovvero di quelle piu’ emancipate.
Il ceto annientato dalla concorrenza dei nuovi schiavi, e dalla loro disponibilita’ a fare tutto gratis e’ il ceto medio, cioe’ il ceto che storicamente forma la massa piu’ progressista.
Cosi’ come le zone dell’ Europa e le zone del paese che saranno piu’ colpite da queste perdite dei diritti sono quelle che di diritti ne hanno avuti maggiormente; dove esisteva gia’ il caporalato a salari da fame nessuno fara’ caso ad una nuova categoria di sfruttati, ma dove questo era stato superato, il ritorno del caporalato ha un impatto devastante: sono quindi le zone piu’ “avanti” le prime a fare marcia indietro. Non mi aspetto che a Sampia una vasta zona di lavoro nero in condizioni di schiavitu’ possa scandalizzare qualcuno, ma se la fate a Carpi forse qualcuno si incazza, o almeno si incazzavano prima che gli standards si abbassassero: indovinate perche’ si sono abbassati?
Il punto e’ che questa situazione e’ destinata ad esplodere. Gli intellettuali di sinistra rimangono ad osservare le “destre xenofobe” avanzare in tutta europa, e tutte le loro analisi non serviranno a nulla, perche’ essi per analizzare la situazione dovrebbero prima ammettere di aver detto delle cazzate per gli scorsi 40 anni, e specialmente dovrebbero ammettere che e’ stata l’applicazione di tali cazzate a produrre questa reazione.
Non ho molta simpatia dell’idea tedesca di modernita’, che sembra sia ferma a meta’ degli anni ’90 , cioe’ al periodo di vacche grasse della Germania, quando il marco valeva un sacco e loro facevano bagordi. Tuttavia, su una cosa sono certo, e cioe’ che non vogliono perdere le proprie conquiste.
Davanti a casa mia abita una ragazza che ogni sera, d’estate, si mette le sue ginocchiere, i suoi short, i suoi roller e se ne va a spasso per la citta’ coi pattini. Torna verso le 23.00 , e siccome frequento un pub a fianco della sua porta di casa, l’ho incontrata diverse volte. Ora, voi direte: beh, e’ solo una ragazza che va sui pattini.
Vero, ma voi a Milano di fare un giretto coi pattini in short a mezzanotte ve lo sognate. Un tempo, quando arrivai a Bologna, potevate farlo. Ma poi. Ma poi.
Io non mi aspetto da quella li’ che sia una bigotta o una supercattolica , ma potete star certi che votera’ per la destra xenofoba la prima volta che non potra’ piu’ girare coi suoi pattini, cioe’ il preciso momento in cui le verra’ tolta una liberta’.

Questa e’ la metafora del problema, ovvero il perche’ i movimenti di destra xenofoba compaiono quasi sempre e con sempre piu’ frequenza nei luoghi piu’ progrediti , nei quali la cultura dei diritti e delle liberta’ era piu’ diffusa:

Sono proprio i diritti e le liberta’ ad essere  in pericolo in seguito all’ introduzione di culture tossiche quando non virali.
Ed e’ quindi logico che la reazione parta proprio da dove ci sono piu’ diritti e piu’ liberta’.
I movimenti xenofobi prenderanno voti sempre di piu’ proprio nelle nazioni considerate “di sinistra”, nei ceti considerati “di sinistra”, e tra le persone che hanno una percezione dei diritti e delle liberta’ “di sinistra”, perche’ proprio laddove si tiene di piu’ ai diritti ed alle liberta’ si percepisce il malessere della loro perdita.
A cadere per primi saranno proprio i paesi ove piu’ che in ogni altro luogo era forte una cultura della liberta’, le aree di ogni paese nelle quali era piu’ forte l’idea di liberta’ e di diritti, cioe’ le parti piu’ avanzate, i ceti sociali che maggiormente tengono alla liberta’ e ai diritti , cioe’ quelli che abitualmente sono un serbatoio per la sinistra.
Chi nel passato aveva fatto i conti sul fatto che questi movimenti avrebbero tolto i voti alla destra si sbagliava; l’avanzata della lega segue la scomparsa della sinistra , e ovunque questo tipo di partiti ha tolto voti alla sinistra piu’ che alla destra.
In tutta onesta’, non credo di dover faticare nel dare un contributo positivo. La mia personale opinione e’ che l’avanzata di questi partiti sia inarrestabile, e che essi sostituiranno le sinistre togliendo loro l’elettorato, con l’esclusione dei radicalchic, e penso che presto arrivera’ l’inversione di tendenza, con i suoi eccessi.
Il problema vero e’ che ogni persona razionale, e intellettualmente onesta, sa benissimo che dico il vero. Ma si preferisce la parlata benpensante ad una analisi razionale. Per motivi di lavoro, ho perso l’abitudine a fermare ogni cretino che sti per fare una cazzata: per fermare un cretino occorre sforzo,  lo sforzo dello scontro che serve per far cambiare piani al cretino, e non accetto l’idea che occorra dello sforzo per portare un contributo positivo.
Succedera’, e succedera’ sempre di piu’. I movimenti di “destra xenofoba” fagociteranno l’elettorato e la fascia socioeconomica “di sinistra”, cosi’ come le nazioni “di sinistra”. Poi, il crollo dell’impianto ideologico tutto sara’ inevitabile.
E si’, si poteva evitare. E no, nessuno muovera’ un dito per farlo.
E’ troppo difficile dare un contributo razionale ad una societa’ che ragiona per ideologie.
E non sono nemmeno convinto che ne valga la pena.
Uriel

(1)La tizia dice di essere musulmana. Quindi, ammazzatela pure. E’ la merda che vuole, che venera, che adora cinque volte al giorno. Non vedo per quale ragione dovremmo salvarla da qualcosa che lei stessa non ha mai rinnegato, e che continua a professare.

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