La guerra, questa sconosciuta.

Ogni volta che si apre un dibattito circa la guerra, ci sono sempre due fazioni in gioco.O meglio, ce ne sono tre, ma una non viene mai ascoltata, ovvero i militari. Le due fazioni che vengono ascoltate sono le due fazioni che si fanno un’idea della guerra al cinema. Ci sono due tipi di persone che si fanno una guerra guardando i film: quelli che vedono film sulla “guerra, che bello”, e quelli che vedono film su “guerra, che brutto”.  Nessuno dei due tipi umani sa di preciso cosa sia una guerra.

Nel senso che , per esempio, il tipo che vede i film “la guerra che brutta” coltiva diverse superstizioni. Le due piu’ importanti sono che la guerra la vogliano i militari e che la guerra convenga a qualcuno.
La prima superstizione e’ la piu’ difficile da estirpare. In italia il budget della difesa e’ attorno ai pochi punti percentuali del PIL. Se consideriamo che le coop sono attorno al 7%, non si capisce perche’ la possente lobby dei militari abbia questo potere di trascinare una nazione in guerra, visto che la (supposta pacifista) lobby delle coop pesa il doppio.
In generale, la retorica che la guerra si faccia per gli sporchi interessi dei militari e’ una palla: i militari stanno benissimo anche a prendere il loro stipendio dentro le caserme, facendo parate e altre attivita’ di addestramento, senza rischiare la pelle. Il budget della difesa , del resto, si giustifica dietro all’ipotesi di un’attacco; non per niente la nazione piu’ armata dell’europa occidentale e’ la Svizzera, che spende cifre considerevoli per la difesa (e produce uno dei migliori fucili d’assalto del mondo) ma non per questo la lobby dei militari la trascina in guerra ogni giorno.
La verita’ e’ che le guerre nascono per interessi commerciali, politici, economici, ovvero per gli interessi dei civili. Quasi mai sono i militari a spingere per la guerra; quando i militari spingono per la guerra in genere si tratta davvero di una guerra breve e facile. Cioe’ mai.
L’altra teoria stravagante dei pacifisti e’ che la guerra convenga a qualcuno. E’ vero che la guerra consuma armi e costa; e’ anche vero che il budget a disposizione non e’ infinito, e spesso e’ costante nel tempo. Una guerra totale, cioe’ tra nazioni che confinano e piu’ o meno equivalgono e devono quindi mobilitarsi completamente costa 10 anni di PIL ogni anno di guerra.

Questa e’ la ragione per la quale le guerre moderne si dividono in:

  1. Guerre asimmetriche. USA contro IRAQ. USA contro Serbia. Bersagli tutto sommato piccoli ed incapaci di contrattaccare gli USA sul proprio territorio.
  2. Guerre di paesi con forti flussi di liquidita’. IRAN e IRAQ hanno soldi a iosa che arrivano dal petrolio e si possono ben permettere dieci anni di guerra.
  3. Guerre di paesi sostenuti da altri paesi. Se ti arrivano aiuti dall’alleato, cioe’ fiumi di soldi dalla grande superpotenza (USA o URSS o CINA che siano), allora fai una guerra.
  4. Guerre vere, che in pochi mesi producono catastrofi umanitarie, la fine dell’economia e la poverta’ assoluta.
Il concetto di base e’ che l’economia moderna non regge un vero e proprio stato di guerra. Se gli USA dovessero piazzare il coprifuoco, evacuare le strade, mandare i civili nei rifugi, interrompere il business,  a parte l’inutilita’ di metropoli come New York , basterebbero 10 giorni su 200 giorni lavorativi a far crollare il PIL del 5%. Con un mese il PIL cala del 15%. Con due mesi, del 30%. Nessuna economia moderna puo’ reggere in queste condizioni.
Quindi no, sono pochissime le guerre che convengono, cioe’ quelle fortemente asimmetriche ove l’avversario non possa colpirti in casa. Le altre sono semplicemente improponibili per qualsiasi nazione abbia un’economia moderna.
Fin qui, il concetto e’ molto chiaro, spero. Per prima cosa le guerre si fanno perche’ le vogliono i civili , e non i militari (anche i politici sono civili, tanto per chiarire la cosa), secondo , le uniche guerre che convengono sono delle mere operazioni militari all’estero contro nemici poco armati e comunque molto piu’ piccoli.
Il fronte del cinema di guerra , pero’, produce anche quelli che sono favorevoli alla guerra perche’ la vedono sui film e la leggono sui libri.

 

La riduzione cinematografica della guerra ci evita, molto spesso, di vedere il peggio. Innanzitutto perche’ i nemici muoiono. Rambo spara e la gente cade. Lanci una bomba a mano e i soldati saltano in aria e muoiono. Nessuno rimane per terra a cercare il proprio intestino, per dire, nessuno che urli tutta una notte perche’ e’ ferito ed impigliato nel filo spinato, e cosi’ via.
C’e’ un interessante museo che mostra , tra le altre cose, la cosiddetta chirurgia militare. E’ importante vederne uno perche’ si apprendono cose interessanti. Innanzitutto, che morire in guerra non e’ la cosa peggiore che vi possa capitare.
Il problema e’ che il corpo umano resiste e rimane in vita anche dopo ingiurie incredibili. Potete rimanere in vita dopo l’amputazione di parti del corpo che ritenete essenziali. Potete rimanere in vita dopo che il vostro viso viene strappato via dal cranio, mostrando la fronte ed uno scavo con solo il buco del setto nasale e quello della faringe.
Potete restare in vita dopo amputazioni casuali. E attenzione, quando dico “casuali” significa proprio questo: nella chirurgia d’emergenza dei civili i corpi umani possono subire incidenti atroci, si. Ma a parte incidenti sul lavoro e disastri enormi, il danno e’ limitato ad alcune parti in uso, diciamo per lavoro. Gli incidenti professionali sono spesso limitati. Laddove ci sia un problema meccanico (il corpo fatto a pezzi, come capita a chi lavora con macchine utensili) raramente c’e’ anche il fuoco, e ancora piu’ raramente ci sono proiettili e scheggie, se non in rari casi di esplosione in ambienti industriali.
La chirurgia militare si trova a fare i conti con le cose piu’ incredibili, perche’ un’arma fa tutto il male che puo’. Se siete in un bosco e cade un colpo d’artiglieria, qualche albero puo’ andare in pezzi e produrre schegge di legno ad alta velocita’. Ho visto le foto di un tizio investito da piccole schegge di legno, e vi assicuro che i suoi compagni avrebbero fatto bene a tirargli un colpo alla nuca. L’effetto sul corpo DOPO la “guarigione”  (qualche anno di ospedale) era qualcosa che nemmeno Terminator vorrebbe incontrare. Stessa cosa per le schegge di terreno, che contengono potenzialmente di tutto, ma almeno non fibroso come il legno.
Queste cose non si dicono ai soldati. Si dice che il tale carro abbia una “protezione dell’equipaggio”, cosi’ si sentira’ invincibile. Le foto di un carro colpito da un rpg non ve le mostrano, intendo le foto dell’interno.
Chi ama le armi le studia in condizioni teoriche, e studia quella che io chiamerei “la morte perfetta”. La “morte perfetta”, cioe’ la piu’ umana, per quanto possa sembrare paradossale e’ quella da armi chimiche. Pochi minuti e il VX vi porta via, paralizzati. Sembra orribile? Immaginate di rantolare per giorni sul fondo di un carro distrutto, (1) con i femori esplosi per via dell’onda d’urto e le braccia strappate quando il motore del vostro merkava e’ schizzato due metri indietro “proteggendo l’equipaggio”.
La morte perfetta e’ l’idea che le armi colpiscano laddove precisamente sono disegnate per colpire, tipicamente il punto piu’ debole del carro/nave/soldato/aereo , e quindi funzionino al massimo dell’efficienza. I soldati israeliani vanno in guerra convinti del fatto che avere il motore nel vano di prua sia un “riparo per l’equipaggio”. Il che e’ vero, se andiamo su scala statistica e il colpo non e’ stronzo. Se il colpo e’ stronzo, colpisce di lato, e ribalta il motore che schizza dentro lo scafo. Meta’ dell’equipaggio si salva, e qualcuno dira’ “il motore salva meta’ degli equipaggi”.
Si’, l’altra meta’ dell’equipaggio e’ rimasta dentro il carro a rantolare morente per qualche ora, con la cassa toracica a pezzi, o le gambe strappate, o il volto carbonizzato. Quello che importa e’ che il motore in posizione anteriore “salvi la meta’ degli equipaggi”: che ne stritoli , mutili, disperda l’altra meta’ e’ un particolare che non si ama raccontare.
Un sottomarino ha di solito due scafi, distanziati tra loro di qualche decina di centimetri. Dentro, e’ diviso in una specie di  “bottiglie” teoricamente separabili. Questo migliora la resa. Ma bisogna vedere che cosa significa.
In guerra nessuno guarda il millimetro. Su 100 colpi, si e no 5 sono ben portati. Gli altri colpiscono con l’angolazione sbagliata, colpiscono in condizioni subottimali. Chi vede la guerra nei film pensa che in tal caso il protagonista si salvi.
In “caccia ad ottobre rosso” per qualche stravagante motivo il siluro non aveva alcun innesco di prossimita’. Per qualche stravagante motivo si fermava dopo il primo tentativo , anziche’ continuare (era un MK4X) per qualche decina di minuti a riprovarci, come mi aspetto da un MK4X.(X sta perche’ nel film non si capisce bene che cosa sia di preciso)
Siccome nel film ha sbagliato il sommergibile di mezzo metro, allora non e’ esploso. Nella realta’ esploderebbe per via dell’innesco di prossimita’. Sicuramente, non essendo il siluro rivolto contro lo scafo, non lo bucherebbe, almeno non bucherebbe entrambi gli scafi. Produrrebbe pero’ un’onda elastica lungo la struttura metallica, la quale onda farebbe semplicemente a pezzi lo scheletro dei marinai nel raggio di qualche decina di metri, e la stessa onda meccanica produrrebbe guasti di vario genere un poco ovunque, a casaccio. Gente folgorata, gente cotta dal vapore in sala turbine, gente cui l’azoto nel sangue fa un pochino come la coca cola (se la agitate e poi togliete il tappo) e voi li vedete che rantolano con tutta questa schiuma rossa che esce dappertutto.
Se in un film un sottomarino viene colpito da un siluro, vedete che le paratie calano, che alcuni fuggono dall’acqua che ruggisce entrando e allagando tutto: tipicamente c’e’ un marinaio che sale una scaletta mentre una sala si allaga. Si, se il siluro colpisce veramente male puo’ succedere: fa a malappena un taglietto allo scafo, e allora va cosi’. Se colpisce mediamente male, beh: siete a tot atmosfere di pressione,  ma per evitare embolie in caso di rapida emersione  il sottomarino e’ ancora ad una atmosfera di pressione dentro il cosiddetto “pressure hull”, lo scafo di pressurizzazione. L’acqua che entra  non fa altro che comprimere l’aria e portarla, se siete a 100 metri, a dieci atmosfere. E non lo fa delicatamente.
Siccome nel vostro sangue la pressione dell’ossigeno, quella del CO2, quella del CO e quella dell’azoto hanno curve diverse, succede che il PH del sangue cambi improvvisamente, e generalmente mentre l’acqua avanza siete per terra svenuti o rantolanti: nessuno sale una scaletta per fuggire mentre l’acqua sale, spiacenti. (2)
Tutte queste cose non vengono raccontate. Ai soldati che sbarcano nessuno racconta cosa fa la sabbia scagliata da un’esplosione , su una spiaggia. Prendete una sabbiatrice industriale e puntatela su una mano, e capirete. Diciamo che e’ una versione irreversibile della radiografia.
Non mi sto divertendo a raccontare cose orribili: voglio dire che sia sul piano economico che su quello “umano”, quanto accade ai soldati in guerra non e’ considerato accettabile se applicato alla popolazione. Ancora una volta: la guerra non deve capitare a noi, in casa nostra.
Adesso mettiamo insieme due palle, o meglio lo smascheramento delle due visioni fallaci,  e otteniamo una verita’ essenziale: lo scopo di ogni nazione moderna e’ di evitare che il proprio territorio , dove risiedono le attivita’ produttive, sia teatro di guerra.
Poiche’ nessuna economia moderna regge le conseguenze di una guerra sul proprio territorio, poiche’ nessun civile accetterebbe di veder succedere ad altri quanto succede ai soldati in guerra, o scopo primario di una guerra moderna e’  far si’ che la guerra avvenga altrove. Questa e’, nel mondo moderno, la primaria funzione della guerra: scegliere il campo di battaglia della guerra stessa.Nient’altro.
Gli USA hanno invaso IRAQ e Afghanistan perche’ c’erano tot guerriglieri che avevano voglia di menare le mani. Invadendo IRAQ e Afghanistan, la guerra si e’ svolta li’: come tanti coglioni, i comandanti di Al Qaeda hanno visto rosso, e si sono tuffati a fare la guerra esattamente dove volevano gli americani, ovvero in IRAQ. Gli stessi 4-5000 che sono morti nella battaglia di Falluja avrebbero potuto arrivare in messico illegalmente e filtrare negli USA attraverso la frontiera, scatenando una guerra , che so io, a New York. Avrebbero paralizzato una metropoli per giorni e giorni, e il danno sarebbe stato enorme.
Invece, come tanti fessi, si sono tuffati a combattere i marines, e si sono fatti ammazzare LONTANI da New York. La guerra moderna e’ un pochino come il telo rosso del torero, serve ad attirare il toro dove il torero vuole, preferibilmente lontano dalle sue palle. Un toro che non vede la banderuola e si tuffa sul torero e’ un grosso problema.
Cosi’, la domanda “ha senso la guerra in Afghanistan” ha la seguente risposta: ha senso nella misura in cui, senza una guerra li’, i soldati nemici che combattono in Afghanistan si sposterebbero qui. Se pensate che dopo il ritiro quei signori che oggi combattono in Afgnanistan tornerebbero a casa a fare i fornai, allora ha senso il ritiro. Se pensate che continuerebbero a fare i guerriglieri e tenterebbero di fare danni da noi, allora ha senso restare. Tutto dipende da quanto pensate che il terrorista sia disposto a fare il fornaio dopo il ritiro del vostro contingente.
Esiste, ovviamente, un’ultima possibilita’. Sinora gli islamici si sono comportati come il toro nell’arena. Appena gli fai vedere il rosso, caricano. Cosi’ se metti i soldati in IRAQ vanno a combattere in iRAQ (e via di case esplose, stragi, autobombe, eccetera), se mandi i soldati in Afghanistan vanno come tanti fessi a combattere in afghanistan, e lasciano in pace le nazioni occidentali perche’ devono combattere i soldati. Il mondo islamico non ha avuto Cartesio ne’ l’ illuminismo, quindi non concepisce la ratio della guerra moderna. Sinora il trucco ha funzionato, e per tenere la guerra lontana da noi e’ stato sufficiente inviare lontano i  soldati , e la guerra  ( essenzialmente i terroristi)  seguiva i soldati.
Cosa succederebbe o succedera’ nel momento in cui i terroristi e i guerriglieri si accorgeranno di essere presi per i fondelli come tanti tori nell’arena per 50 anni di fila? Ovviamente, succedera’ che i talebani lascieranno l’afghanistan e si sposteranno a combattere altrove, magari venendo a fare danni da noi. Sinora non e’ successo, il che significa essenzialmente che il talebano medio  pur essendo un valido combattente ha un QI di 10 e la capacita’ strategica di un coniglio in umido.
Tornando a bomba, comunque, il fatto che ci siano due visioni cinematografiche della guerra ci fa capire il perche’ dello stupore. E’ “guerra” qualsiasi situazione nella quale vuoi far prevalere la tua volonta’ politica rappresentando una minaccia di tipo militare. Le missioni di pace sono guerra, e sono anche missioni di pace: le due cose NON si contraddicono, cosi’ come la Pax Romana era una pace che si sosteneva sull’immensa (per l’epoca) capacita’ militare dei romani.
C’e’ chi pensa che i nostri soldati siano invulnerabili. Stabilito che i carri occidentali non si sfondano perche’ occorre una carica che colpisca esattamente cosi’ e cola’, allora i nostri ragazzi arriveranno indenni. Beh, ho una brutta sorpresa per voi:
Questa e’ l’efficienza di qualsiasi processo si basi sul rischio. Questa e’ la curva che e’ la realta’ dei fatti quando dite “il mio carro non lo sfondi”. Questo e’ quello che dite quando dite “l’elmetto protegge il cranio”. Questo e’ quello che dite quando dite “il carro ha una protezione dell’equipaggio”. Questo e’ quello che dite quando dite che una carica cava deve colpire “con precisione”. Sarete in un qualche punto della curva.
“Il mio carro non lo sfondi” significa che il 99.7% delle volte non lo sfondo. Bene. Ma c’e’ ancora uno 0.3% delle volte in cui porti a casa un carro distrutto e l’equipaggio morto. E le bare che arrivano a casa e le mamme che piangono “non me lo hanno neanche fatto vedere!”.(3)L’elmetto protegge il cranio, stessa storia. Porterai lo stesso a casa dei soldati con la scatola cranica scarnificata. Idem per “il carro ha una protezione per l’equipaggio”.
Come vedete non si tratta di una curva binaria, tra zero ed uno. Non e’ che se non colpite un carro nel modo giusto nessuno muoia dentro il carro.
ALCUNI MORIRANNO COMUNQUE.
Quindi, e’ inutile piagnucolare. Tenere gente in Afghanistan ha senso nella misura in cui ha senso che quello scontro si tenga li’ e non qui.
E alcuni moriranno comunque.
Fatevene una ragione.
Uriel
(1) No, nessuno entra dentro un carro distrutto a cercare i feriti. Solo un fesso entra in un arsenale ambulante che scotta ancora. Non illudetevi, se rimanete feriti dentro un carro, creperete da soli al buio, coi topi che vi divorano mentre siete ancora vivi, se sanguinate. Anche se, a dire il vero, anche i topi magari non entrano in un carro mentre fuma ancora. Dipende da quanto hanno fame e da quanto il botto li ha spaventati. Chi e’ stato nella IIWW racconta dei topi terrorizzati che fuggono disperatamente durante i bombardamenti aerei.
(2) Il record di profondita’ per un sottomarino militare e’ detenuto dai russi ” Classe Lyra”, che sono scesi fino a 1350 metri di profondita’: una follia, a quella profondita’ qualsiasi incidente e’ mortale senza speranza alcuna di sopravvivere. In codice nato, si chiamano “Classe Alfa”, una classe di sottomarini in gran parte sperimentali, costruiti dall’ URSS in sette esemplari. Sebbene siano stati costruiti a scopo di sperimentazione come padri dei sottomarini successivi, le loro caratteristiche fecero cagare sotto gli stati maggiori occidentali non di poco.

(3) Eh, gia’, signora. E mi creda, e’ stato meglio cosi’.

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