Cumming ants.

Avere una figlia significa e richiede di imparare delle favole. I primi libri che si leggono ai figli sono libri di favole. Lo so , sono un tipo all’antica, e anche Lady Uriel. Uriel Jr, pero’, sa che i libri si leggono e ci sono cose divertenti sopra. Tuttavia,  le favole classiche sono sempre quelle dieci o venti. E ce n’e’ una che mi e’ sempre sembrata incompleta. Ce n’e’ una che vi vorrei completare, perche’ mi sembra che per tenerla adatta ad un pubblico di minori si siano censurate le parti piu’ belle. Cosi’, ecco un post dedicato a questo.

Questa favola e’ l’edizione prolissa della favola di Esopo. Mettero’ in rosso le parti che aggiungo io.
Era un’estate torrida, il momento del raccolto. Una cicala se ne stava all’ombra, senza fare nessuna fatica, a cantare tutto il giorno . Le formiche, invece, sudate ed accaldate, stavano raccogliendo provviste per l’inverno. La cicala chiama una formica che passa per di li’ e le dice “devi essere proprio stupida per lavorare, quando potresti goderti la vita. Non vedi che il cibo non manca? Perche’ ti sforzi di accumularlo?” . E la formica, risponde “faccio fatica perche’ so che arrivera’ l’inverno, e allora non ci sara’ piu’ cibo e tu creperai di fame, puttana.” La cicala allora rispose “ma che dici? Non vedi che il mondo e’ bello e ovunque v’e’ cibo? Che cosa sara’ mai questo inverno? Maddai, non raccontare frottole, a chi vuoi darla a bere? Piantala con queste paranoie, non sai fare a vivere! Da quanto non scopi ? Ma guardati, che sfigata che sei? Non vedi che sei fuori moda? Ormai solo i fessi lavorano.“. La formica carico’ sulle spalle una grossa parte di mela e inizio’ a spostarla “sara’, disse.  Tanto e’ inutile perdere tempo a spiegartelo , avrai sicuramente mille parole per dimostrare che sbaglio e che hai ragione, e poi  mi stai troppo sui coglioni, penso’ la formica“.
Arrivo’ l’inverno, e la cicala inizio’ ad avere freddo e fame. “Qui non c’e’ piu’ cibo, penso’, i miei diritti sono violati ed e’ sicuramente colpa del governo, e poi io ho vinto un concorso.“. Cosi’ si presento’ di fronte alla porta del formicaio, che le formiche avevano sbarrato perche’ sapevano benissimo che la puttana sarebbe arrivata con il cappello in mano. Quando la cicala busso’, la formica mise fuori la testa e disse , con un sorrisetto bastardo, “che cosa vuoi , stupida puttana fancazzista? Dillo che cosa vuoi, che tanto lo so.”
Allora la cicala si sforzo’ di fare pena alle formiche,  si scopri’ un poco le tette ,  e disse “sto morendo di fame e di freddo, non potreste dividere con me il vostro cibo e il vostro calduccio? In fondo, che cos’e’ una bocca in piu’? Se mi regali un gelato ti faccio pure un pompino, vedi che belle tette che ho? E se non mi fai entrare, faccio ricorso al TAR e poi voto Di Pietro“.
LA formica, allora, disse “e tu dov’eri quando noi lavoravamo durante l’estate e noi facevamo per  scelta le cose piu’ difficili e faticose? Lo so benissimo che eri iscritta a scienze della comunicazione, sai , ma ci godo troppo a vederti cosi’, stupida troia da sbarco. “ Beh, rispose la cicala, io non sapevo di questa cosa chiamata inverno. Non ero informata! Sono stata raggirata! Come potevo sospettare? Mi rivolgero’ all’ Adusbef, al Garante! E’ una questione morale! 

“No”, le rispose la formica, “tu lo sapevi perche’ io te lo avevo detto”. Ma non ho perso tempo a convincerti perche’ sapevo come sarebbe finita e  mi piace fare turismo sessuale tra le cicale. ” “Adesso cosa vuoi ” continuo’ la formica mostrando una vistosa erezione “che noi dividiamo il cibo con te? Non lo faremo, stupida troia, perche’ per tutta l’estate abbiamo desiderato di vederti crepare proprio cosi’.”  Ma io – rispose la Cicala – dovevo cantere le mie armoniose canzoni, e’ nella mia natura di cicala! Non avevo scelta!
“E tu balla, adesso che e’ inverno, se d’estate hai cantato” concluse la formica, seguita da un fragoroso “godoooooo” esclamato da milioni di formiche nel profondo della terra, che avevano ascoltato il dialogo al citofono ” e adesso scusami, puttana, ma ho il party di helloween. Si mangia , si beve, e si scopa anche. Ma tu devi crepare qui fuori. Perche’ ci godiamo troppo , a vederti cosi’, capisci come?.

La morale di questa storia e’ che le formiche ci godono un sacco a veder crepare le cicale di fame e freddo. E che quando una formica ha avvisato una volta, non deve anche sforzarsi di convincerti: sara’ molto piu’ divertente rinfacciarti che te lei lo aveva detto.

Ma la vera morale e’:

 Nessuno e’ tenuto a faticare ne’ a  vincere delle resistenze pur di  dare un contributo positivo.

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Ecco, questo e’ davvero il mio ultimo post in materia di economia. Perche’ l’inverno e’ iniziato e adesso arriva il bello, e mi piace guardare le cicale che crepano. E io devo andare al party di Helloween.
Sapete, quando arriva l’inverno,  un pochino, le formiche ci godono. E non erano obbligate a convincervi. Non dovevano perdere molto tempo:  nessuno e’ tenuto a  vincere alcuna resistenza pur di  dare un contributo positivo.  Molte, molte, molte formiche sapevano benissimo che sarebbe finita cosi’. Che sarebbe arrivato l’inverno. A scuola li chiamavate secchioni. Al lavoro sono sempre stati i fessi che si sbattono troppo. Quelli che non sanno vivere. Era estate, e li avete derisi per la loro t-shirt, voi con la camicia bianca e la cravatta.
Buon inverno.
Uriel
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