Fatto l’ Amazon, arriva l’inganno. O meglio, la legge.

Mentre qui e’ il RosenMontag, forse voi che state gustando i libri comprati su Amazon a prezzi stracciati non sapete che i soliti nipotini del socialismo reale stanno per prendere provvedimenti al fine di salvare l’economia sovietica del settore editoriale. Si tratta di un provvedimento in stile sovietico, che potete leggere  QUI (il testo e’ stato mandato all’apposita commissione per le modifiche, btw) il quale testo disciplina la quantita’ di sconti che si possono fare sui libri. Ne scrivo perche’ questo impattera’ inevitabilmente anche il mondo degli ebook.

In pratica il testo dice che gli sconti sul prezzo di copertina possono essere fatti solo in occasioni di campagne eccezionali, che non possono in ogni caso avvenire a Dicembre, e alle quali comunque i librai possono anche rifiutare e tenersi i baiocchi. In pratica la libreria A vi dice che c’e’ lo sconto , andate nella libreria B e non vi fanno lo sconto, anche se nessuno ha mai specificato bene il prezzo.
Il provvedimento sovietico e’ stato proposto da Riccardo Levi, del PD. Bersani avra’ molto da dire a spiegarci che lui e’ un liberalizzatore convinto: lui e’ uno che liberalizza le coop e lega le mani a tutti gli altri, tutto qui. E cosi’ fa il suo partito.
Questa isteria, ovvero questo patetico tentativo (un istinto retrosovietico, essenzialmente) (1) di salvare uno specifico venditore che con Amazon fa meno affari di un altro(2) non e’ altro che un esempio di quel che succede quando si va oltre alle chiacchiere e si sceglie di fare davvero del libero mercato.
Sia chiaro, Levi non e’ nuovo a provvedimenti simili, gia’ durante il governo Prodi ha fatto parlare di se’. Ma il succo e’ questo: con questo provvedimento si intende salvare l’editoria italiana dal mercato e dalla competizione.
Innanzitutto occorre sfatare la leggenda numero uno: “Amazon fa quei prezzi per via dei numeri che fa”. Palle. L’editoria italiana e’ una bottiglia chiusa nella quale se non e’ italiano l’editore e’ italiano il distributore. TUTTI i libri italiani passano per editori italiani O distributori italiani. Non si capisce, quandi quali sarebbero questi numeri di amazon: se la “piccola libreria” italiana (quella che si dice di voler salvare con questa legge) avesse in cantina l’autore e lo pagasse per vergare a mano ogni singola copia del libro, effettivamente Amazon farebbe “numeri maggiori”.
Ma la nostra “piccola libreria” acquista i libri da un distributore italiano che spesso ha il monopolio di quel titolo SULL’ INTERO PAESE. Di quali numeri maggiori stiamo cianciando, se gia’ oggi ogni distributore/editore (quando non l’uno, l’altro) hanno il monopolio de facto di TUTTE le copie di un libro vendute sul territorio nazionale?
Prendiamo per esempio un Saviano. Va bene , Gomorra lo distribuisce Mondadori. Quindi, solo mondadori ha il “monopolio” (chiamatela pure esclusiva se volete) di Gomorra. A questo punto, se lo vende Amazon, DI QUALI CAZZO DI NUMERI MAGGIORI STIAMO PARLANDO, VISTO CHE LO COMPRA SEMPRE DA MONDADORI?
Quindi, il punto e’ che Amazon non minaccia ne’ i grandi distributori ne’ i grandi editori.Minaccia uno specifico editore amico di un partito  , in crisi da anni, e minaccia una certa “egggggemonia culturale”. Minaccia, secondo chi fa la legge, la “piccola libreria”. Un tesoro (per no meglio specificati motivi, sia chiaro) del quale il paese sembra non possa fare a meno. Perche’?
Beh, e’ chiaro il perche’: perche’ grazie alle piccole librerie abbiamo un popolo che non legge piu’ UN CAZZO DI NIENTE, mentre se Amazon si mette a vendere (e se non vendesse non starebbero a fare una legge) magari qualcuno ricomincia a leggere. In pratica,bisogna come al solito salvare il modello obsoleto e fallimentare a tutti i costi.
Certo, com’e’ bella questa piccola libreria. Quando entrate vi salutano , e una dolce nonnina vi offre la torta mentre vi sedete su una poltrona comoda  con un the caldo. E poi discutete con lei (che avendo un petabyte di memoria sotto la crocchia di capelli bianchi ha letto OGNI libro del pianeta) del libro, e lei dopo avervi preso le misure del gusto letterario col metro da sarta, vi consiglia proprio quel libro che fa al caso vostro, stampato in sole pigreco copie da un editore di Hiroshima scomparso il 6 agosto 1945 , e voi andate a casa godendo ti tale estetica esperienza.
CAZZATE
 La piccola libreria e’ il covo , spesso ereditario, di un trafficante di carta che mediamente vive di libri scolastici venduti a prezzi emofiliaci alle famiglie dei liceali. Oltre a quel business di sangue umano, quel libraio non ha letto neanche uno dei libri di cui parla con sicumera. Egli si comporta come se avesse letto i libri, semplicemente usando una serie di dialoghi stereotipati:
  • Buongiorno, vorrei “Un letto di violette nel mio cuore fino al matrimonio col vestito a meringa” ma sono indecisa. Lei me lo consiglia?
  • Beh, devo essere sincero, signorina: e’ un libro che va capito, ecco.
  • In che senso?
  • Beh, non vorrei svelarle la trama, ma c’e’ un protagonista, ecco, che fa delle cose… insomma, bisogna leggerlo. Va capito.
  • Oh, capisco. Ma e’ noioso o ha un ritmo molto serrato?
  • Beh, serrato serrato non direi… e’ di quel movimento quando ci vuole, ecco. Poi, dipende dai gusti. Le e’ piaciuto  anche “I fidanzati del ponte di venezia con la luna piena e il profumo di biancospino?(3)”, per caso?
  • No, non l’ho letto.
  • Eh, sono abbastanza simili, almeno nelle prime dieci pagine. Poi, cambiano, ma e’ ovvio, sono libri diversi. Capito il genere?
  • Si, li compro tutti e due.
  • Va bene. Faccio lo sconto di 2.500E-10 Euro.
  • Grazie, lei e’ un tesoro. E , ovviamente, grazie del consiglio.
Dopodiche’ arriva un altro cliente:
  • Buongiorno, vorrei “Nero e duro nel mio culo con la testa contro il muro” ma sono indecisa. Lei me lo consiglia?
  • Beh, devo essere sincero, signorina: e’ un libro che va capito, ecco.
  • In che senso?
  • Beh, non vorrei svelarle la trama, ma c’e’ un protagonista, ecco, che fa delle cose… insomma, bisogna leggerlo. Va capito.
  • Oh, capisco. Ma e’ noioso o ha un ritmo molto serrato?
  • Beh, serrato serrato non direi… e’ di quel movimento quando ci vuole, ecco. Poi, dipende dai gusti. Le e’ piaciuto  anche “Alla majala piace ingoiare”, per caso?
  • No, non l’ho letto.
  • Eh, sono abbastanza simili, almeno nelle prime dieci pagine. Poi, cambiano, ma e’ ovvio, sono libri diversi. Capito il genere?
  • Si, li compro tutti e due.
  • Va bene. Faccio lo sconto di 2.500E-10 Euro.
  • Grazie, lei e’ un tesoro. E , ovviamente, grazie del consiglio.
In pratica, dicono sempre la stessa cosa. E questo avviene perche’ in vita loro  , quando va bene, hanno letto al massimo la Settimana Enigmistica. E sia chiaro, nel caso di sopra ho trattato il caso del cliente affezionato. Nel caso in cui non vi conoscano, piu’ che un cliente siete un nemico. Supponiamo di aver creduto alla palla delle piccole librerie che vogliono BBBBENE al lettore e lo consigliano e lo iNparano e gli trovano i libbbbri introvabbbbbbbili , e di entrare dentro una libreria , speranzosi. Appena entrate vi trovare di fronte un dipendente che ha avuto l’ordine di non perdere piu’ di 3.45E+2 secondi per voi. Oppure il titolare che vi sfancula subito con “non l’abbiamo”.
Se vi trovate di fronte il dipendente, egli fara’ finta per qualche minuto di cercare il vostro libro. Non lo trovera’, poi consultera’ il catalogo su un computer che vi ricorda molto la macchina di Babbage, o a seconda dei casi, un iCoso dall’aspetto fantastico sul quale non gira il Solitario perche’ non c’era spazio per altra memoria nell’angusto case.
Allora il tipo trova il vostro libro nell’Enciclopedia Galattica    archivio degli ISBN , e vi dice: “trovato, lo ordino?”. Risposta: quanto ci vuole? Ri-risposta: “beh, un tempo variabile, dipende”. Il sorriso rassicurante del dipendente non vi inganni: quello alle vostre spalle non e’ uno scheletro di T-Rex messo li’ per dare tono ai libri scientifici: e’ un cliente che aveva ordinato “Asteroidi, come e perche’” , 65 milioni di anni fa.
Ordinare libri che vi arriveranno quando il sole sara’ una gigante rossa , e passare a chiedere se arriva per 65 volte prima di trovare il titolare che vi dice “no, non e’ arrivato e vedo che non lo stampano piu’ dal cambriano” , col sottotitolo di vaffanculo, e’ il vostro destino.
Del resto, non puo’ che essere cosi’: se queste “piccole librerie” che rischiano di chiudere facessero davvero questo meraviglioso servizio alla cultura, non sarebbero sfiorate nemmeno minimamente da Amazon, in quanto i loro clienti continuerebbero a comprare da loro e a consigliarli agli amici.
Se invece il cliente di queste “piccole librerie” si fionda su Amazon per uno sconto , probabilmente queste merdose “piccole librerie” non erano tutta questa ficata che dicono, is not?

In definitiva, AVETE ROTTO IL CAZZO, con sto vizio di  tirare fuori la campagna per la piccola bottega di Geppetto che chiudera’ se arriva IKEA in Italia:  se la piccola bottega di Geppetto chiude quando arriva IKEA, e’ perche’ i suoi clienti sono ben felici di abbandonarlo per comprare un “Vibrulla” al posto di quella merda di burattino, non trovate?

Ma lasciamo perdere i deliri dei neopauperisti , e andiamo a notare una cosa diversa. Come si fa a dire “non puoi fare sconti?”. Cioe’, come si fa a dire quale sia il prezzo giusto? Lo si fa risalendo al prezzo di copertina. Il che e’ una bella scommessa sul prezzo degli e-book. In primis perche’, quando non sono blindati da un DRM, la “copertina” non ce l’hanno. Inoltre, il “prezzo di copertina” e’ una convenzione che non e’ cosi’ semplice da verificare. Tantomeno e’ semplice da verificare l’accordo con di prezzo con l’editore. Io, per esempio, ad un certo punto ho deciso che il ciclo commerciale di Cibo fosse finito. Cosi’ l’ho messo online gratis, e al prezzo della carta se volete il cartaceo.
Con questa legge, MI SAREBBE VIETATO.

COn questa legge, cioe’, mi sarebbe proibito decidere da un giorno all’altro di regalare il mio libro. Ma stiamo scherzando? Certo che la definisco sovietica, e serve a poco se a detta dell’ onorevole Vincenzo Vita (PD), sarebbero minacciati “dall’arrivo dei grandi ipermercati” e dalla “vendita online”, perché se “si fa la vendita su grandi colossi come Amazon, vedremo sparire una parte qualitativa della cultura italiana, della cultura migliore del villaggio globale” .
Ma che cazzo dice? Se la cultura italiana e’ davvero cosi’ preziosa, non manchera’ gente disposta a comprarla e pagarla, anche nei supermercati (4). Che cosa impedirebbe ai supermercati di vendere la preziosa cultura italiana? Niente.
Il vero problema e’ che certa gente passa la giornata a ciarlare perche’ il malvagggggio governo non gli da’ la banda larga e perche’ all’estero estero estero estero la gente fa tutto online e invece noi no, e poi appena arriva la modernita’ che tanto bramano, improvvisamente scoprono che gli piace leggere i libri a lume di petrolio in una piccola libreria dove la nonna scuoia le caprette per fare la pergamena e un monaco minia i libri a mano.
Mavaffanculo, ecco.
MA insomma , che cosa diavolo ci hanno dato queste piccole librerie? Gli italiani hanno smesso, PER COLPA LORO, di leggere gia’ molti anni fa . Se i giovani hanno ricominciato a leggere e’ stato per MERITO della grande distribuzione con il suo assortimento, ed un altro BOOM recente e’ portato dai lettori di ebook e dalla possibilita’ di scaricare i libri online.
Se fosse per le “piccole librerie” leggere dei libri sarebbe ancora appannaggio di piccoli club di carampane incartapecorite, zitelle col cavatappi nel culo, giovani sfigati con la gobba  e vecchi stronzi. Se oggi c’e’ una vampata di giovani che leggono , e’ perche’ e’ stato fornito loro un canale moderno, che va dai tablet ai lettori di ebook.
E loro che vogliono fare?
Salvare le piccole librerie, ovvero le principali responsabili del fatto che la lettura sia diventata un’occupazione di elite. Proprio quelle che andavano bruciate per le scelte piu’ antiestetiche, biecamente commerciali di libri orrendi. E ripeto: biecamente commerciali, perche’ i signorini un libro lo mettono nei primi due metri del negozio vicino alla porta solo se il margine alla libreria e’ alto, altrimenti lo sbattono in cantina vicino alla gabbia del giaguaro.
Cioe’, stanno cercando di salvare proprio quelli che NON andrebbero salvati.
Questo e’ quello che succedera’ sempre. E’ quello che impedisce a Starbucks di darvi un caffe’ a prezzo decente. E’ quello che impedisce a catene come Maredo di darvi una cena a prezzi decenti anche in Italia. E’ quello che impedisce a TUTTO cio’ che potrebbe abbassare il costo della vostra vita “appena fuori dallo stipite della porta”, fino a ridarvi la voglia di uscire di casa.
Perche’ casomai non lo aveste capito, le tasse non le pagate solo sul reddito. Quando entrate in un cazzo di Bar, pagate una tassa ad una corporazione di distributori del caffe’. Quando entrate in un ristorante, pagate una tassa alla cazzo di corporazione dei negozianti che impedisce la creazione di grandi catene di ristoranti. Se appena uscite fuori di casa finite i soldi, e vi state rinchiudendo dentro casa perche’ qualsiasi cosa vogliate fare  fuori costa troppo, il motivo sta in queste logiche: proteggere la merdosa bottega di Geppetto dal progresso.
godetevelo.
Uriel
(1) E’ un luogo comune fare dei sovietici a quelli del PD. Ma quando una legge e’ sovietica, come cazzo la devo chiamare, “diversamente menscevica?”. La norma e’ una norma che impone il prezzo di stato allo scopo di frenare la concorrenza. Sovietica. Punto. I comunisti in Italia non se li inventa Berlusconi: ci sono. E sono questi.
(2) Andate su Amazon.it e fate due ricerche: una per “mondadori” e una per “feltrinelli”, e confrontate i numeri e la tipologia di libri. Capirete subito a chi mi riferisco, chi voglia colpire il provvedimento e chi voglia salvare. E poi aprono bocca sul “conflitto di interessi”….
(3) Possiedo mezza dozzina di biancospini. Qualcuno spieghi ai cazzo di scrittori rosa che IL BIANCOSPINO NON FA NESSUNO STRACAZZO DI PROFUMO!  E ha pure le spine, quindi di “farla vostra” su un “letto di fiori di biancospino” ve lo sognate. A meno che non siate un pelo sadomaso. In quel caso, beh, vi divertirete un sacco. Anche il vostro chirurgo plastico. Se gli piaccono i puzzle.
(4) Questa merda di abitudine di chiamare “supermercato” qualsiasi venditore che abbia un grande assortimento e un grosso magazzino , in senso dispregiativo, sarebbe ora che finisse. I supermercati garantiscono una qualita’ lineare che coi piccoli negozietti sporchi come topaie non si era mai vista.
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