L’output, il sindacalista ed il filosofo.

Quando ho scritto il post sul perche’ gli investitori stiano evitando l’italia, due o tre persone hanno insistentemente posto la questione sul fatto che io abbia spesso detto che i tedeschi lavorano , individualmente, molto peggio degli italiani. Si trattava di una maliziosa (probabilmente di ispirazione sindacale) lettura, dal momento che io ho SEMPRE specificato che quando parlo di redditivita’ parlo di output finale. Cosa che in Italia e’ blasfema, come conferma il caso di Marchionne. Altri mi chiedono “ma allora come si comportano i sindacati tedeschi”? Vedro’ di rispondere ad entrambe le domande, per farvi capire quanto i sindacalisti ed i sindacati italiani siano merda fritta allo stato puro.

L’output di un servizio non dipende, di per se’, dall’output individuale. Una catena di montaggio molto parcellizzata puo’,tendenzialmente, produrre automobili di ottima fattura anche se l’operaio si limita a lavori di bassissima specializzazione. Il fatto in se’ che l’operaio si limiti a tirare delle leve o a premere dei pulsanti senza sapere di preciso che cosa stia facendo, cioe’ la poverissima qualita’ del suo lavoro, non implica assolutamente che anche l’output sia povero.
Ma il concetto di output di sistema NON coincide con il problema dell’output individuale.
Quando arriva in Italia una lamentela del tipo “ma la catena di montaggio non produce abbastanza”, tutti i sindacalisti (e i loro servetti) si fanno in quattro a portare la discussione sul perche’. Quando vanno al perche’, ovviamente dimostrano che tutti gli operai hanno fatto il loro dovere. Tranne, perlappunto, quello di produrre l’output globale desiderato.
Il sindacalista cioe’ si comporta come se fosse l’avvocato difensore del singolo lavoratore, senza tenere conto di una semplice realta’ di costo globale: se l’azienda costa X, o produce un output maggiore ad X, oppure chiude. Che gli operai siano ottimi lavoratori o meno, conta zero.
Spesso in Italia gli operai scendono in piazza con un cartello che dice “come mai come mai va in culo sempre agli operai”. In realta’ la risposta esiste, ma e’ il sindacalista che non gliela vuole spiegare.
Nel post “Viaggio nel perche'” ho fatto l’esempio dell’aereoporto bloccato per una vertenza sindacale, o della scadentissima preparazione in inglese del personale di Fiumicino. Questo e’ stato preso come una critica al fatto che il lavoratore sia cosi’ o cola’, il che e’ vero, ma non e’ completo: il problema e’ che il lavoratore italiano non si preoccupa di produrre output , nonostante la sua mancanza di skill.
In diversi aereoporti tedeschi (in genere non in principali, ma ne hanno moltissimi) gran parte del personale parla solo tedesco, con l’eccezione delle persone addette al pubblico. Il risultato e’ non molto dissimile da quello che potete verificare  a Fiumicino, con una piccola eccezione: a queste persone viene attaccata alla camicia una serie di bandierine che indicano la lingua parlata. La signorina che parla tedesco potete evitarla fin da subito, e si dedichera’ SOLO ai clienti tedeschi , austriaci e svizzeri, mentre quella che parla anche inglese o francese o arabo o cinese ha le sue belle bandierine sul petto. Cosi’, chi parla cinese sa a chi rivolgersi.
Ovviamente, chi sa piu’ lingue guadagna di piu’.
Nella stessa situazione, in Italia si ignora il problema (guai a dire che la piu’ brava guadagni di piu’) e si lasciano tutte a tutti i clienti.
Da dove viene l’esigenza di mettere le bandierine? Dalla misura dell’output finale. Il problema essenziale e’ che in Italia NON si tollera che una misura dell’output globale abbia ricadute sui dipendenti: non appena si fa un discorso di output globale, immediatamente arrivano “i signori del distinguo” che mi vengono a dire che io devo chiedermi SE E QUANDO il singolo lavoratore performi poco.
Devo quindi andare caso per caso a vedere chi , come e perche’ performa male. Facciamo invece una cosa diversa: io misuro la performance, e se non vai bene ti pago di meno. Sara’ affar del lavoratore che non parla altre lingue chiedere all’azienda di mandargli solo clienti che parlino tedesco.
Parlare di output globale significa proprio questo, ed e’ il punto che rende il sistema tedesco apparentemente piu’ affidabile: gli scioperi ci sono anche qui, e anche le assemblee sindacali. Il guaio e’ che ad essere misurato non e’ il dipendente: e l’output di un ufficio.
Facciamo un esempio: in una provincia l’amministrazione pubblica e’ piu’ lenta di quella di un’altra provincia. L’approccio italiano e’ quello di andare a vedere se sia colpa di tizio o di caio, a quel punto tizio e caio pagano avvocati per sostenere una discussione lunghissima, e alla fine non se ne esce piu’.
Usiamo un approccio tedesco : ho misurato che nella provincia A i tempi sono piu’ brevi del 25% rispetto alla provincia B. Cosi’, taglio il budget alla provincia B. Sara’ affare di chi si vede tagliare il budget (compresa quindi la parte variabile dello stipendio)  analizzare il problema , idenfiticare i colli di bottiglia e proporre delle soluzioni.
Cosi’, puo’ succedere che un sindacato da 200 persone blocchi l’aereoporto di Berlino per un’ora. Ma il sindacalista SA che l’output dell’aereoporto viene misurato, e quel giorno gli costa un -0.3%. E sa che alla fine se succede troppo spesso, il budget verra’ ridotto e ci saranno tagli. Nessuno andra’ a vedere se la colpa sia di Hans o di Otto: il problema e’ tutto loro, e quindi spetta a loro evitare di fare i cazzoni.
Quando Marchionne ha detto che a Mirafiori devono uscire tot automobili all’anno, ha detto quale debba essere l’output finale dell’azienda. Fine. Non gliene rega niente di andare  avedere se Carmine non rende perche’ la sua postazione e’ buia o Filippo non rende perche’ nella sua scuola ha avuto cattivi professori. Si sa semplicemente che lo stabilimento chiude se non raggiunge quell’output, poi e’ compito del sindacalista segnalare che la lampada non fa abbastanza luce a Carmine o che Filippo non sa fare un lavoro e va spostato a pulire i pavimenti.
Questo, ovviamente, evidenzia il ruolo assurdo dei sindacati italiani, che di fatto sono dei maliziosi difensori del fancazzismo , nel senso che fanno di tutto perche’ le valutazioni sull’output globale non corrispondano a misure punitive sui singoli.
Il lavoratore tedesco sgobba molto meno di quello italiano, lo ripeto. MA ha chiaro un concetto: che dalla sua catena debba uscire tot output, perche’ questo viene misurato. Io so che devo finire una certa attivita’ entro una certa data/ora. Posso anche scrivere questo articolo, ma se alla fine vedo di essere indietro, so che devo saltare il pranzo per recuperare. E questo non perche’ ci sia un “controllore dei tempi e metodi di produzione” che mi sta sorvegliando: perche’ c’e’ una misura finale globale. Se la cosa che devo fare c’e’ per stasera bene, altrimenti male. Fine.
Il lavoratore tedesco non sgobba cosi’ tanto, ma si limita semplicemente a tenere d’occhio il proprio output e specialmente l’output del proprio gruppo. Sa che sotto un certo livello ci saranno problemi, e tiene quel livello. Fine della fiera.

Ripeto: in un sistema estremamente parcellizzato, non e’ necessario chissa’ cosa (sul piano individuale) per raggiungere ottimi risultati globali: basta essere focalizzati sul risultato globale e non sulla correttezza delle procedure seguite.

Chi ha bloccato l’ aereoporto di Fiumicino ha, sul piano giuridico, perfettamente ragione. Ma nel fare il casino che ha fatto NON si e’ posto alcuna domanda sul costo globale dell’azione, cosi’ come si vede nella misura globale. Tutti gli aerei che hanno fatto ritorno stracolmi di valigie non scaricate hanno prodotto un costo alle compagnie, le quali lo scaricheranno dal prezzo che pagano a Roma FCO per i servizi di terra. Il bilancio di Roma FCO , cioe’ l’output, sara’ piu’ basso. Cosi’, probabilmente arriveranno tagli per mantenere la redditivita’.
A questo punto, a nessuno frega di chi abbia ragione o torto tra i lavoratori: la decisione di tagliare i budget arrivera’ guardando l’otuput globale. Sono cavoli dei lavoratori, e dei loro sindacati, suggerire dei metodi perche’ questo non succede. Il management risponde dell’output globale, di quello individuale risponde il lavoratore. Una volta abbassato il budget in risposta ad un bilancio peggiore, il manager ha fatto il suo lavoro. Il resto dovevano farlo lavoratori e sindacati.
Questo principio di responsabilita’ e’ la risposta a “come mai come mai vai in culo sempre agli operai”: va in culo sempre agli operai perche’ quelli che sono responsabili del bilancio globale sono i manager, ma quelli che sono responsabili della produzione sono i lavoratori. Se l’output globale e’ pessimo, il manager e’ chiamato a rimettere a posto i bilanci, ovvero a fare tagli.  Quelli chiamati a rialzare l’output sono i lavoratori: se non lo fanno, ne pagano il prezzo. Il lavoratore, cioe’, e’ responsabile dell’output globale. Per questo , quando manca la produttivita’, va in culo sempre a lui.
Che sia colpa sua o meno, che l’output globale sia disturbato da fattori che non dipendono da lui, e’ un problema del lavoratore e dei suoi sindacati. Il manager risponde solo del bilancio, e se l’output peggiora  coi tagli il suo lavoro e’ finito. Chi risponde della produzione e’ il lavoratore: se non c’e’ produzione, “va in culo a lui”.  Ed e’ giusto cosi’: e’ solo che nessuno lo spiega ai lavoratori.
Questo e’ quello che i sindacati non vi hanno mai voluto spiegare. E c’e’ una ragione: il sindacato italiano NON saprebbe fare a migliorare la produttivita’. Non lo considera un suo problema, perche’ il sindacalista italiano e’ troppo ignorante per capire che il management risponde del bilancio mentre i lavoratori rispondono della produzione: nella mente ignorante del sindacalista, i manager rispondono di tutto, mentre il lavoratore risponde solo del fatto di essersi presentato a lavorare in tempo.
Qui andiamo alla differenza tra il sindacato tedesco e quello italiano. Entrambi scioperano, ma la differenza e’ “per che cosa”. Prendiamo pure, visto che e’ l’ 8 marzo, la questione femminile. Sei piani piu’ in basso del mio ufficio c’e’ il kindergarden aziendale. I dipendenti che hanno figli in eta’ di asilo arrivano qui coi figli , li lasciano li’, e passano a ritirarli all’uscita dal lavoro. Nelle aziende piu’ piccole, che non hanno la forza di assumere babysitter o di pagare aziende specializzate, si usano convenzioni con asili privati, secondo delle leggi che sono abbastanza complesse e cosi’ non conosco completamente neanche io.
Ma la domanda e’: come hanno fatto, qui in Germania, i sindacati ad arrivare a cio’?
Beh, non come in Italia. Se vi chiedessi come si fa in Italia, la risposta e’: si fa uno sciopero di protesta CONTRO IL GOVERNO portando in piazza specialmente le poche donne che lavorano. Poi, il partito vicino al sindacato dice parole di fuoco contro il governo che non ha una politica per il lavoro femminile. Punto. Fine della questione. Da queste azioni non finalizzate e non costruttive ci si aspetta che spunti, per miracolo, una riforma dello stato sociale. Chi al deve scrivere? Il governo, of course. E perche’? perche’ altrimenti protestiamo. Aha. Risultato: il governo vi lascia protestare, e vi fottete.
Fatto questo, il risultato e’ che il governo risponde , che so io, “ma noi abbiamo una proposta di legge in parlamento” , e se i sindacati fanno scioperare le donne le aziende…. si limitano a non assumerle. Punto. Questo fallimento e’ la summa dell’incompetenza dei sindacati italiani.
Perche’ il fallimento? Perche’ se si vuole una istituzione permanente come il kinderganden obbligatorio, occorre una legge. Non basta ricattare il datore di lavoro.
Adesso supponiamo un modello di sciopero diverso. Il sindacato dice “scioperiamo perche’ vogliamo il kindergaden garantito, e perche’ chiediamo al -nnome del partito amico , in genere SPD o Linke – di fare una legge cosi’” . Fa UN SOLO sciopero che paralizza la nazione, ma lo fa PER sostenere una proposta.

(capitano anche scioperi contro una legge sbagliata, ma sono rarissimi: contro le leggi sbagliate sono I PARTITI che devono agire, non i sindacati. E’ politica, non lavoro.)

A quel punto il partito amico, (SPD o LINKE che sia) fa la proposta di legge e scende in piazza PER la sua proposta di legge insieme ai sindacati. Risultato: passa la proposta di legge, perche’ lo stesso governo si rende conto che a  votare contro rischia di perdere il consenso che vede nelle piazze. Nessuno sta dicendo “governo di merda non hai politiche femminili”, si sta SFIDANDO il governo ad opporsi apertamente ad una legge sulle politiche femminili, il che e’ diverso.
Quasi nessun governo puo’ opporsi ad una legge buona sostenuta dalle piazze. TUTTI i governi possono resistere , infischiandosene, di una manifestazione “contro il governo”.
La Camusso, col suo patetico sciopero prossimo venturo, fara’ solo sorridere Berlusconi: non sostenendo alcuna proposta di legge, il suo patetico sciopero non ha nulla da ottenere. Il governo rimarra’ immobile, SENZA RISCHIARE CONSENSO.
Se la Camusso, che ufficialmente sciopera CONTRO il nuovo contratto di Mirafiori, chiedesse al PD di presentare una proposta di riforma in parlamento, e scendesse in piazza PER la riforma del lavoro, probabilmente vincerebbe.
Dico “probabilmente” perche’ e’ cosi’ che si e’ fatto quando, in passato i sindacati vincevano: il famoso “Statuto dei lavoratori” fu voluto principalmente da Nenni, del PSI (anche se non ne vide mai l’andata in vigore  perche’ mori’) . Fu una proposta di legge sostenuta da manifestazioni e scioperi perche’ la legge venisse votata: a quel punto, essendo lo statuto una cosa che piaceva agli italiani, la DC non pote’ opporsi.
Quello che sto dicendo, insomma, non e’ il classico “all’estero fanno cosi'”. Sto dicendo semplicemente “all’estero i sindacati hanno continuato a fare quello che i sindacati facevano ANCHE IN ITALIA 40 ANNI FA”.
Il motivo per cui vale la pena di spalare merda sui sindacati italiani e’ proprio questo: il modo di lavorare del sindacato tedesco non e’ molto dissimile da quello dei sindacati italiani fino al 1970. Ma 40 anni fa improvvisamente hanno smesso di fare il proprio mestiere, probabilmente perche’ era piu’ conveniente limitarsi a trattare per i 10 minuti del cesso o per i 30 euro/anno di aumento riassorbibile.
I sindacati italiani stanno fallendo e falliranno ancora per una ragione molto semplice: non sanno piu’ fare il proprio mestiere. Si attribuiscono il compito di fare da avvocato difensore di qualcosa, ma si limitano a berciare contro i governi perche’ non fanno la cosa, anziche’ essere quelli che spingono per la cosa.
Oggi e’ molto di moda che i sindacati dicano che “il governo non ha una politica dei redditi” e confindustria (altro lato cialtrone del fenomeno) conferma che il governo “non ha una politica sul lavoro”. In un posto normale, Confindustria e il Sindacato si mettono a tavolino, tirano fuori una legge sui redditi, una sul lavoro, cercano un partito sponsor, e poi spingono PER le due leggi.
Perche’ dovrebbero farlo loro? Semmai la domanda e’ quella opposta: perche’ no? Come dicono sempre i manifestanti, “come mai, come mai, va in culo sempre agli operai?”. Ecco, dovrebbero farlo i sindacati perche’  altrimenti….. altrimenti si sa a chi va in culo se le leggi le scrivono altri.
E perche’ confindustria dovrebbe partecipare? Perche’ se partecipa alla stesura della legge, magari oltre a non andare in culo agli operai non va neanche in culo a loro, come potrebbe succedere se la proposta di legge la facessero i sindacati da soli.
In definitiva, il sindacato straniero non e’ diverso da quello italiano perche’ sciopera di piu’ o di meno: e’ diverso perche’ non si limita a scioperare, e perche’ sciopera PER delle proposte di legge che stanno in parlamento.
Cosa che non e’ aliena, perche’ si fece anche in Italia, sino a 40 anni fa. Tutte le attuali leggi sui lavoratori non furono fatte semplicemente scioperando. Non e’ che i sindacati siano scesi in piazza e puf, la DC gli ha scritto lo Statuto. Lo statuto lo scrissero i sindacati e il PSI dell’epoca, nelle persone di Nenni , Brodolini e Giugni. Tutti e tre socialisti.
Voi direte: ma se lo statuto lo vollero e lo scrissero dei socialisti, che cazzo facevano sindacati e PCI? Beh, Brodolini era anche un sindacalista, e per di piu’ molto autorevole, quindi di fatto il sindacato era ben rappresentato. Il PCI? Era a protestare, come sempre.
Qui e’ il punto: una riforma organica come fu lo Statuto dei Lavoratori non si ottiene protestando. Protestando non si ottiene nulla che non sia una protesta. Per ottenere leggi organiche, politiche sul lavoro, i kindergarden aziendali, occorre prima SCRIVERE delle leggi, poi trovare un partito che non sia interessato alla mera protesta e le presenti in parlamento, e POI, infine, scender ein piazza e scioperare PER la legge in questione. Fatto questo, quasi nessun governo riesce ad argomentare e ad opporsi.
E questa differenza tra il sindacalismo tedesco e i sindacati italiani, o tra i sindacati italiani di 40 anni fa  e i cialtroni di oggi, e’ la misura delle sconfitte dei lavoratori. Che sono, in media, politicamente stupidi quanto i loro sindacalisti.
O meglio, quanto i cialtroni che si fanno chiamare cosi’.
Per prima cosa, quindi, i lavoratori farebbero bene ad incazzarsi col sindacato che non fa pressioni sui partiti per mandare in parlamento delle riforme scritta dai sindacati stessi , prima che col governo. Incazzarsi senza proposte contro il governo, infatti, NON SERVE A NIENTE.
Uriel

P.S: visto che non faccio gli auguri alle signore, eccoveli. La canzone piu’ sensuale della storia cantata dal rocker piu’ sensuale della storia.

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