Dimostrazioni, II.

Ti accorgi che una guerra che sospettavi sia davvero esistente quando fai un post e ti arriva l’odio addosso. L’odio vero, quello di chi non dorme bene se non pensa che tu stia male in qualche modo, ma ti odia cosi’ tanto da non riuscire neppure a starti lontano. Diceva una persona che l’odio fa piu’ matrimoni dell’amore, e aveva ragione. In ogni caso, visto che (a giudicare dagli insulti) la cosa ha svegliato un certo polverone, direi che sia il caso di approfondire alcuni concetti. Quel tanto che il blog permette.

Esiste una vera e propria guerra. Una guerra tra due mondi. Tutto e’ andato bene fino a quando i due mondi sono rimasti separati, non c’e’ stato particolare problema nel riuscire a dividersi la torta del sapere.

Il problema dell’umanista e’ che da qualche tempo ha poco da dire. Mi spiego meglio: prendiamo Hollywood. Hollywood e’ un’industria del cinema, che ha le sue belle rese e i suoi bei fatturati. Cosa succede se lo stato investe, che so io, negli Actor’s studio? Succede che nei tempi tipici della formazione si assistera’ ad un picco di produttivita’, o almeno di produzione.

Non e’ una cosa strana: se investo nella ricerca scientifica entro qualche anno mi trovo ad avere un miglioramento delle condizioni industriali, o perlomeno succedera’ che i miei cittadini emigrano e fanno cose belle all’estero. Ma tant’e’, riesco a misurarne gli effetti.

Il problema e’ che ultimamente si fatica a misurare gli effetti. Per esempio, si e’ creato il DAMS. Ci si aspetterebbe un aumento di creativita’. Si sono finanziati corsi regionali di postproduzione cinematografica. Si sono istituiti corsi di laurea in storia del cinema. Insomma, si e’ fatto molto per questa cosa.

Ma qual’e’ stato il ritorno? Qui il punto.

Prendiamo i recenti fatti del nordafrica. Si dice che a far crollare i regimi sia stato Facebook. Che sia stata Internet. Che siano stati i nuovi media. Noi sappiamo che non sia cosi’, ma supponiamo pure che gli umanisti che lo dicono siano nel vero. Bene, signori, qual’e’ il vostro ruolo in tutto questo?

Internet nasce nei laboratori dei fisici del silicio che fanno i chip. Prosegue in quelli di elettronica, e finisce il suo corso dove si scrive il software. Gli utenti di internet non sono rilevanti, visto che non esistono grazie ad internet. Dunque?

Qual’e’ stato il ruolo di queste persone , se ipotizziamo che sia stato Facebook a portare idee di liberta’? Alla fine dei conti, stiamo parlando di una server farm. Stiamo parlando si’ di contenuti generati da utenti, ma sono utenti qualsiasi, non necessariamente persone formate in materie umanistiche.

Dunque?

Negli ultimi 20 anni, l’ Italia ha avuto una gigantesca impennata di studenti iscritti a facolta’ di tipo umanistico. Un tempo, ci sarebbe stata una rivoluzione con molti MENO uomini colti. Oggi, a fronte di migliaia di laureati in materie umanistiche, la cultura del paese produce piu’ opere degne di nota? Film migliori? Attori migliori? A me non sembra. Esportiamo cervelli di tipo scientifico o umanistico? Che mi risulti, la Canalis e’ arrivata ad Hollywood cavalcando la minchia di George, e anche la Bellucci non e’ che abbia brillato. E non si tratta di persone famose per cultura umanistica.

Le poche produzioni degne di rispetto sono fatte da anziani e cariatidi, hanno valore, ma non si spiega come mai ad un aumento dell’insegnamento non corrisponda un aumento del prodotto. Cosa che succede nel campo della ricerca scientifica, di solito.

Aveva ragione, in un certo senso, Fukuyama: la storia e’ finita perche’ il mondo ha esplorato tutte le categorie del pensiero. Se la pensate come affermazione globale e’ ovviamente una minchiata. Se la pensate come qualcosa riferito ad una specifica branca, ovvero quella umanistica, e’ perfettamente vera: la storia del pensiero umanistico e’ finita.

Se osservate le novita’ che hanno cambiato la storia recente piu’ di tutte, cosa ci trovate? Tecnologie, tecnologie, tecnologie. Scoperte scientifiche, scoperte scientifiche, e ancora scoperte scientifiche. La verita’ e’ che tutte le categorie piu’ nuove , innovatrici e sono innovazioni tecniche.

Certo, anche la cultura e’ cambiata. Ma quali sono i motori del cambiamento? Google? Wikipedia? Va bene, diciamo pure cosi’. E qual’e’ il contributo degli umanisti in tutto questo?

Quando nacque l’enciclopedismo illuminista, trovavamo intellettuali umanisti impegnati nello sponsorizzare, finanziare, partecipare alla costruzione di musei , biblioteche , pinacoteche, e ovviamente alla scrittura di enciclopedie.

All’ideazione di Google, o della stessa idea del “motore di ricerca”, chi troviamo? Andiamo indietro ad altavista, poi ancora a veronica, poi indietro ancora verso gopher, e WAIS. Fantastico: tutta roba uscita dal CERN,  o dall’ universita’ del minnesota. Tutti ingegneri e informatici.

Se per voi google e’ troppo aziendale andiamo a Wikipedia. Ci sono intellettuali dietro alla sua ideazione? Ma proprio no. Ci sono ancora informatici, informatici, informatici. Jimbo Whales ha un PhD in finanza. Dove sono gli umanisti? Dov’erano?

Dentro le loro facolta’. A parlare della minchia di Goethe e a chiedersi se la tenesse a destra o a sinistra. Avete mai provato ad informatizzare una facolta’ umanistica? Non provateci: loro sono ORGOGLIOSI di usare ancora la buona vecchia carta. Sono orgogliosi di assomigliare agli amanuensi chini sui libri di secoli fa.

Si dice che Facebook stia cambiando la societa’. Aha. Studenti in “computer science”. Insomma, si puo’ capire quale sia stato il ruolo degli intellettuali umanisti negli ultimi 30 anni? Il cinema non cambia la societa’. La musica non cambia piu’ niente. Che cosa agisce? La tecnologia.

Questo e’ il primo punto di questa guerra. Se contestualizziamo le parole di Fukuyama al pensiero umanistico, esse sono inesorabilmente esatte: la storia del pensiero umanistico, in se’, e’ morta.

Il primo punto di questa guerra e’ che non partecipando alla creazione del futuro culturale del mondo, essi sono sempre piu’ in disparte. Sempre piu’ isolati. Sempre meno finanziati.

Un tempo, arrivava qualcosa come l’umanesimo e cambiava interamente la classe politica. Oggi, a cambiare la politica sono i nuovi media. Tecnologie, tecnologie, ancora tecnologie. E gli umanisti? A guardarsi l’ombelico.

Ovviamente, sino a quando esisteva una divisione di ruoli, potevano vivere di rendita. Cioe’, e’ vero che non facevano niente, ma se vuoi qualcuno che parli di “democrazia” o ne scriva , devi proprio chiamare un filosofo politico. Dira’ cose inutili, sara’ uno spreco di soldi, ci pisciera’ in testa roba trita e ritrita, ma tant’e’, pensavano: ci siamo solo noi. Abbiamo il monopolio.

Finche’ un giorno arriva un Arrow, che prende in mano il paradosso di Condorcet e decide che no, una democrazia cosi’ come la si intende idealmente NON puo’ esistere, e che quello che puo’ esistere e’ un sistema “vicino” alla democrazia, cioe’ una democrazia “meno qualcosa”. Possiamo dividerci sul che cosa, ma quando arriva Arrow erano DECENNI che sulla democrazia non si sentiva dire qualcosa di nuovo.

Adesso mettetevi nei panni del trombone che pensava di avere il monopolio dei discorsi sulla democrazia e dei libri sulla democrazia, e improvvisamente si vede togliere il pulpito perche’ c’e’ qualcuno che ha incuriosito tutti e tutti vogliono ascoltare LUI. Vogliono fargli delle domande, perche’ alla fine il linguaggio matematico non e’ per tutti e quindi necessitano di spiegazioni.

E il nostro trombone?

Il nostro trombone essenzialmente si arrabbia. Si vede invadere il proprio ambito. Un recinto di competenza prima garantito che gli consentiva una rendita certa. Un monopolio, se vogliamo.

E cosi’ e’ iniziata una guerra silenziosa. Combattuta nel mondo dell’educazione. Si, proprio cosi’.

Nello scorso post ho risposto al solito argomento degli umanisti: “Ma Goedel”.

Goedel ha dimostrato che alcuni sistemi formali siano incompleti. Niente di preoccupante, non caschera’ il mondo per questo. I vostri conti sono sicuri.

Ma che cosa viene insegnato nelle facolta’ umanistiche su Goedel? Vediamo se ricordo tutto quello che mi hanno detto:

Goedel ha dimostrato che la matematica non funziona. Goedel ha dimostrato che la matematica e’ inaffidabile. Goedel ha dimostrato che la matematica produce inevitabilmente errori. Goedel ha dimostrato che la matematica e’ incoerente. Goedel ha dimostrato che non e’ possibile trovare risposte nella matematica. E cosi’ via.

Sono tutte panzane. E’ una falsita’, sic et simpliciter. Ma e’ quello che si insegna oggi nelle facolta’ umanistiche. Se ogni volta che faccio questi discorsi mi arrivano umanisti da tutto il paese  a ripetere ste cazzate, c’e’ una ragione: nelle facolta’ umanistiche SI INSEGNA IL FALSO.

Ad un ammasso di cazzate del genere si risponde circa cosi’ se vogliamo rimanere dentro gli assiomi che Goedel conosceva: 8f5054a9ead7091044cf16e5b99ac15aoppure si ribatte che ai tempi di Goedel non esistevano ancora logiche di secondo ordine capaci di generare aritmetiche senza ricadere nel problema.

Ma non e’ questo il punto: il punto e’ che i signori che insegnano il falso potrebbero anche informarsi e cercare di insegnare il vero. Invece, maliziosamente e volontariamente, stanno facendo  propaganda raccontando il falso.

Se ci fate caso, il mondo sta piombando in una cultura che definirei neopauperista. Se ci fate caso, non appena arriva una nuova tecnologia o una nuova scoperta, abbiamo fior di tromboni umanisti che per prima cosa ne puntualizzano i terribili rischi. I principali avversario di sistemi come wikipedia o google o facebook sono tutti intellettuali umanisti: essi sentono che la loro fine sta arrivando.

Perche’, secondo voi, da quando esiste la genomica tutti questi umanisti non ci hanno dato altro che film contro la genomica, da film che ci mostrano mostri ed esperimenti sfuggti al controllo (vorrei sapere quanti esperimenti siano sfuggiti al controllo sinora, quanti scienziati pazzi abbiano messo davvero in pericolo il pianeta, per curiosita’. A me gli scienziati sembrano, di solito, fin troppo equilibrati. Piu’ della media degli “umanisti”, di solito. Se dovessi pensare ad un intellettuale impazzito, mi verrebbe in mente un Giger, non un Einstein), societa’ ove la dittatura ti controlla il DNA e decide che lavoro vuoi fare, eccetera. Ancora non ho visto un cazzo di film dove una societa’ con la genomica e’ un posto migliore: credo di avere scritto l’unico libro di SF del mondo ove l’eroe e’ un OGM.

Signori, ma stiamo scherzando? Sapete bene perche’ non siano riusciti ad opporsi alla diffusione di internet: e’ stata troppo veloce per i loro ritmi. Non sono riusciti ad opporsi alle tecnologie che hanno cambiato il mondo perche’ quando sono riusciti ad alzare gli occhi da un libro sul medioevo , o se preferite da Kant, Facebook aveva gia’ un account anche per Kant.

Ma se avessero avuto il tempo, state tranquilli che fior di cinema e di libri avrebbero terrorizzato la popolazione circa internet: mostri nati su internet, Skynet che ammazza il genere umano (oddio, che strano. Chi avrebbe mai colto la sottile metafora?) , scienziati pazzi , un mongoloide che taglia erba che diventa uno stragenio perche’ si da’ alla realta’ virtuale (accidenti, che pericolo. Il mondo e’ pieno di giardinieri cerebrolesi hacker), e cosi’ via.

La verita’ e’ che il mondo degli umanisti e’ diventato per intero un mondo oscurantista, che brama il ritorno al passato dove non esistevano calcolatori capaci di simulare il linguaggio, altro regno che loro credevano di avere vastamente in mano. Bei tempi, quando i matematici non si occupavano di sintassi e loro erano quelli che decidevano ogni cosa.

Non fanno altro che parlare di quanto era fico quando non c’erano i computer e di quando non c’era la genetica e di quando non c’erano le auto. Sembra il “Celentano & Gluck Road Chorus”. Ci manca solo uno Yuppi Du. Non fanno altro che parlare di ritorno ai bei tempi quando la natalita’ infantile era del 20% e non c’erano i vaccini. Pero’ c’era Cartesio. Fico, eh?

Avete presente le teorie del complotto piu’ assurde? Le scie chimiche? Gli anticoncezionali nell’acqua potabile? Il grande complotto ebraico? Il signoraggio? Gli illuminati? Ecco, in gran parte del mondo positivista di questa merda si ride.

Ma provate ad entrare in una facolta’ umanistica. Ci trovate Vattimo. E sapete cosa vi dira’? Che e’ VERBO. Che e’ tutto VERO. Parola di DIO. Che per colpa della tecnologia gli alieni ci hanno dato l’ AIDS sbarcando ad Area51 e noi lo abbiamo diffuso per frenare la nascita di africani.

Non ci credete? provate a  frequentarli. Provate a vedere cosa succede quando un’associazione affitta un’aula di una facolta’ umanistica per presentare qualche teoria agli studenti. Quando non avete le profezie dei MAYA avete il signoraggio: signori e signori, i grandi elettori dell’impero romano vi stanno ciulando la sorella. E se considerate che tra gli elettori dell’impero romano c’e’, ad honorem, anche l’ Imperatore del Giappone, siamo messi bene. O meglio, le vostre sorelle.

Ma tant’e’.

Avete mai parlato con gente uscita da un conservatorio? In genere, si tratta di persone che credono che Hitler fosse una marca di wurstel. Studiano musica, musica e solo musica. E siccome la musica per definizione e’ un’attivita’ time-consuming, in pratica studiano solo vaghissimi accenni del resto. Il risultato, mediamente, e’ che il conservatorista medio sa tutto dello strumento che suona ma crede che il pacifico si chiami cosi’ perche’ le navi da guerra non ci vanno mai: il famoso triangolo delle bermuda le attira sotto, capito come?

Intorno al 1600, ci fu un grosso scontro tra il pensiero scientifico e quello religioso. Il conflitto e’ terminato a favore del pensiero scientifico, per la semplice ragione che era economicamente piu’ efficace.

Ma quelli erano solo prodromi: il vero scontro arriva adesso. 

Arriva nelle scuole, dove si insegnano falsita’ su Goedel, e tutta la minchioneria di tale Benedetto Croce, spacciata come oro colato: tu, merdaccia, scrivi con le K e pensi che il pappagallo sia un rapace che mangia maschi di pollo, ma per il solo fatto di essere umano rappresenti una cosa speciale, ineffabile, sublime, che pertanto non si puo’ nemmeno pensare di investigare con la logica o con “i freddi numeri”.

Ti dicono “si, ma l’essere umano ha la fantasia”. No, figlioli, ALCUNI esseri umani hanno la fantasia. Non “l’essere umano”. Lo stronzo che mediamente dice questo NON ha MAI inventato una cippa di niente.

Andiamo a vedere per quale motivo l’essere umano sarebbe intangibile alle scienze forti: “perche’ ha la fantasia. perche’ ha la creativita’. perche’ ha i sentimenti. perche’ l’uomo si pone domande”.

Quando vi dicono cosi’, chiedete loro: TU che cosa hai creato? Che cosa hai fantasticato? Che domande ti poni? Che altissimi sentimenti provi?

Si, sono esistiti esseri umani che hanno fatto tutto questo: ma sono cosi’ pochi da non poter essere considerati la norma, semmai l’eccezione. Loro ti dicono : “non ci puo’ essere una macchina come Leonardo da VInci”. Forse e’ vero, ma si dimentica di dire che ancora piu’ probabilmente non ci puo’ essere un altro uomo come Leonardo da Vinci. Le probabilita’ di costrire domani un Leonardo artificiale sono circa le stesse delle probabilita’ che nasca domani un altro Leonardo.

Certo, un campione di scacchi puo’ battere una macchina. Il campione di scacchi. Il campione.

Ma il rimanente 99% dell’umanita’ perde.

Io non penso che sia sensato dire che “le macchine supereranno gli uomini in intelligenza”. Penso che oggi ne abbiano superati un buon 20%. Non tutti.

Penso che domani ne supereranno un 30%. Poi un 40%. E cosi’ via.

Quando nacquero le prime macchine per gli scacchi, non battevano neanche i principianti. Oggi per batterle avete bisogno del campione del mondo.

E qui andiamo oltre: si pensa che la macchina arrivi come avversario. Aha. Davvero? Non credo proprio.

Esistono i cosiddetti “computer aided support system”. Si tratta di software usati per prendere decisioni coerenti e sistematiche. Si tratta di sistemi che “supportano” il manager o il politico che prendono decisioni.

Adesso supponiamo che questi sistemi facciano il 10% del lavoro. Aha. Il nostro manager batte del 10% gli altri.

Ma poi tutti hanno un programma simile.Allora ne nasce uno migliore. E via: il 20% del lavoro di prendere la decisione e’ fatto dal programma.

Ma poi, eccetera. Sinche’ il 90% del lavoro e’ fatto dal programma.

Arrivati a quel punto, il nostro manager va al lavoro, accende un computer e gli fa da portavoce. In teoria lui sta “usando” il computer, cioe’ si sta usando qualcosa come strumento. Sfortunatamente, e’ lo strumento che usa lui, visto che il 90% del lavoro di prendere decisioni lo fa il computer. Dunque?

Se io vi dico che un giorno esisteranno macchine che si scoperanno  vostra moglie quando non ci siete, penserete che i robot antropomorfi sono di la’ a venire. Adesso chiamiamolo “vibratore”. E scoprirete che le macchine scopano GIA’  con vostra moglie.

Quando ho detto “macchina che andra’ a letto con vostra moglie” avete pensato in termini umani: poiche’ la definizione di essere umano piu’ usata e’ “IO” e la frase piu’ approssimante dell’umanita e’ “e’ umano cio’ che e’ simile a me”, allora ogni affermazione viene antropizzata. Cosi’ quando ho detto che nasceranno robot che andranno a letto con vostra moglie avete immaginato un robot antropomorfo che la abbraccia e ve la porta via.

Invece no:

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Il robot che scopa  con vostra moglie.

In definitiva, cioe’, quando si parla di IA, si commettono diversi errori:

  • Confrontarle con l’intelligenza umana a patto di scegliere sempre il massimo della popolazione umana. Un bot come quello che ho messo a destra in alto(1) non arriva probabilmente al vostro livello. Ma supera il 5% della popolazione umana.
  • Considerare come macchina qualcosa di antropomorfo o antropizzabile. “Esiste un robot che scopa vostra moglie” non vi sembra una frase verosimile, semplicemente perche’ non riuscite a vedere requisiti di umanita’.
  • Nella valutazione delle ineffabili qualita’ umane, si prende in considerazione un insieme di qualita’ che NON sono tipiche del genere umano, ma di pochissimi dei suoi membri. Il che, essenzialmente, equivale a scegliere delle eccezioni per rappresentare la normalita’.

Su questi equivoci campa chi non vuole un mondo migliore. Esiste quello che alcuni economisti visionari chiamano “punto di rottura del lavoro”, quello in cui una macchina puo’ fare praticamente qualsiasi lavoro manuale.

Chiedetevi come sia un’economia del genere. Oh, certo, se immaginate i robot in tuta penserete che ci saranno proteste sindacali. MA non serve:

Se non riconoscete come umano l’essere che vi sostituisce, NON RIUSCITE A CREDERE CHE POSSA SOSTITUIRVI.

Questo e’ il punto: l’umanita’ si e’ convinta di essere cosi’ specifica da poter essere sostituita nel lavoro solo da una analoga umanita’. Da qualcosa che somigli all’uomo.

Certo, se mettessi in commercio un robot che sembra umano e lo mandassi nelle fabbriche, voi riconoscereste subito il pericolo e chiamereste i sindacalisti: una cosa che SEMBRA umana puo’, forse, sostituire l’uomo.

Ma se vi piazzo un robot che NON sembra umano, il pericolo non vi appare cosi’ certo.

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Il robot che fa l’operaio.

Allora, si dice “beh, se le macchine fanno tutto il lavoro, all’uomo restano i lavori intellettuali e creativi”. Aha.

Ma quanti sono i creativi e gli intellettuali? L’ uno per cento della popolazione, se va bene.

Quanti intellettuali conoscete? Quanti creativi conoscete? Io conosco solo 5 persone che detengono un brevetto. Ma conosco ben piu’ di 5 persone, profondamente quanto loro. Se le macchine faranno tutto forse questi 5 inventori potranno ancora dedicarsi alle invenzioni, alla ricerca, ma tutti gli altri?

Tutti gli altri probabilmente non faranno un cazzo da mane a sera, o si limiteranno a soddisfare i loro piaceri. Non sembra malaccio, no? Ci sono cosi’ tanti posti da vedere, dopotutto. Cosi’ tanti sport da praticare. Perche’ no?

Ma tutto questo fa paura, perche’ in qualsiasi modo arrivi un mondo basato su ancora piu’ tecnica, c’e’ qualcuno che ne ha paura. Che ha gia’ paura di perdere il posto. Che ha spesso e volentieri perso il posto nei confronti di una scienza piu’ efficace. Che e’ tagliato fuori.

E che oggi insegna falsita’ nelle universita’. Che insegna nelle universita’ che i vaccini fanno male. Non a medicina, ovviamente, ma provate a d entrare in una facolta’ umanistica e fare un sondaggio.

Questa e’ la guerra silenziosa che e’ in corso oggi. E non ha nulla da invidiare tra quella che avvenne tra i galileiani e l’inquisizione. Solo che al posto dell’inquisizione oggi ci sono gli umanisti.

Ammesso che non fosse cosi’ anche allora, si intende. Dopotutto, come definireste uno che ha studiato teologia?

Uriel

(1) Sta ancora imparando. Vi invito ad usarlo per renderlo piu’ intelligente. 112 commenti:

Odysseus_Nauticus ha detto…


Veramente sento più spesso circolare frasi come “Croce ha fatto i peggiori danni possibili”, “i grillini sono degli scioccati” e “l’uomo è un’invenzione piuttosto recente”. Si farà anche l’errore di considerare troppo spesso il meglio dell’umanità, ma è anche vero che te consideri sempre il peggio. Non che tu abbia torto, visto che purtroppo il tuo blog attira la peggiore umanità in quantità abbastanza poderose, a quanto vedo…

marzo 11, 2011

Paolo Bizzarri ha detto…


La colpa è tua…. fai due post privi di ghiandole mammarie giganti pubblicate….

marzo 11, 2011

sedsci ha detto…


“Dopotutto, come definireste uno che ha studiato teologia?”

Genio, perché vivrà di rendita per il resto della vita. E se è appena più sveglio di un paracarro magari diventerà pure famoso.

marzo 11, 2011

Barbara ha detto…


Bella la società futura che descrivi.
Se si avverasse finalmente potrei trovare il tempo di leggere l’Orlando Furioso come si deve, e anche di imparare a suonare il clavicembalo.
🙂
Saluti,

Barbara

marzo 11, 2011

Franco ha detto…


a me non sembra che i contenuti che leggo di wikipedia non siano “umanistici”. Dopo che l’informatico costruisce la piattaforma, chi la riempie di contenuti? chi ci mette quello che piace “agli uomini”? Su facebook ti chiedono quali sono i tuoi filmi e i tuoi gruppi musicali preferiti, non ti chiedono quali sono i teoremi con cui ti masturbi. o no?

marzo 11, 2011

idiotaignorante ha detto…


Mi vengono in mente, come corollario, libri di per sè gradevoli e suggestivi da leggere ma con effetti collaterali assai molesti: mi riferisco a roba tipo “Il Tao della Fisica” che con opportuni salti carpiati all’indietro e capriole metafisiche fanno un poutpurrì new age sbroc di fisica quantistica e cazzologia orientale. Molto battiatesco, negli esiti… e quindi negativo.

marzo 11, 2011

Massi ha detto…


Sì ma così bestemmio perché mi tocca ancora lavorare..

Una curiosità: sarebbe possibile un test di Turing al contrario? Cioè creare un bot capace di riconoscere circa al 100% se ha davanti un suo simile o un “umano”?

marzo 11, 2011

kurdt ha detto…


Correggo, il campione del mondo di scacchi oramai può solo baciare il case del computer, il più grande campione della storia, Kasparov, aveva 2850 punti elo, più o meno, l’ultima versione di Rybka, un software scacchistico, ne ha 3150, ed è un software per computer normale.

Oramai sono imbattibili.

marzo 11, 2011

Andrea ha detto…


Post molto bello.
Te lo dice un ‘umanista’ rinnegato. classico+filosofia (accannata ovviamente dopo sei mesi ad ascoltare stronzate). Sono stato salvato dal fatto che ai tempi dell’innocenza mi regalarono lo spectrum ed è solo per merito di quello che ora ho lavoro. Però io almeno ho sempre ammesso che sarebbe stato il mio sogno fare materie scientifiche, mi è mancata l’intelligenza e l’applicazione (e forse qualche prof decente in tempi remoti). Ti dirò di più, in ambienti piccolo borghesi come quello da cui provengo c’era sempre un po’ questa sorta di puzzetta al naso: la matematica (che arida!) gli istituti tecnici (che vuoi fare il meccanico?!) vuoi mettere la filosofia? è la madre di tutti i saperi!
L’odio lo capisco anche se non lo giustifico. Se hai sbagliato tutto nella vita e non hai l’onestà di prendertela con te stesso, ti sfoghi con gli altri.
Anarcoma.

marzo 11, 2011

bacco1977 ha detto…


L’ultimo scenario da te descritto mi ricorda “Il sole nudo”, di Asimov. Il pianeta Solaria, per la precisione. Le macchine che fanno il lavoro degli uomini e gli uomini che si dedicano ad altro.

Ah, adoro il tuo nuovo sottotitolo. Poveri ma feroci. Sono anni che mi scontro a viso aperto con i neo pauperisti, spiegando loro che povero e’, quasi sempre, sinonimo di schifo.
Saluti

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Bella la società futura che descrivi.
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Non sono io. La domande e’ sempre quella: se un tempo era umano fare conti, adesso hai le calcolatrici. E iniziano con i primi rudimentali dimostratori automatici. Domanda: cosa farai domani?

Il succo e’ che un tempo di fronte a questo si tentava di immaginare la societa’ risultante dal progresso. Oggi ci si limita a dire “moriremo tutti”.

marzo 11, 2011

pprllo ha detto…


Secondo me non è tanto timore per il posto, perchè quest’atteggiamento di merda lo vedi anche (e oserei dire soprattutto) con gente ggiovane.

A me più che altro sembra che ci sia una quantità notevole di “umanisti” che avrebbe dovuto trovarsi un lavoro in miniera e invece si sono presi la laurea, e il loro rigetto della tecnica è più che altro un modo per supportare la loro autostima.

A ben vedere il fenomeno non è nemmeno esclusivo degli umanisti “qualificati”, ho visto frotte di laureati in materie tecnico/scientifiche (matematica, fisica, medicina, ingegneria) sostenere posizioni analoghe.

Questo perchè la forma mentis tecnico/scientifica non te la danno insieme alla laurea.

Il grande sabotaggio, più che nelle università, lo vedo nelle scuole superiori, che sono diventate praticamente il fortino di questa merda, specialmente i licei.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Oramai sono imbattibili.
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Stamattina stavo aggiornando lo IAML del bot di questo blog. Pur avendo a disposizione si e no 30 frasi, c’e’ gente che ha impiegato qualche minuto a capire di aver di fronte un robot.

Il problema e’ “imbattibili per chi?”. Nel caso degli scacchi tu dici “imbattibili per chiunque noto sinora” (dopotutto potrebbe nascere una tecnica di gioco umana che migliora gli scacchi) , ma il vero metro dovrebbe essere l’uomo medio, non il massimo.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


a me non sembra che i contenuti che leggo di wikipedia non siano “umanistici”.
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Rileggi quello che ho scritto, pls.

marzo 11, 2011

lamb-O ha detto…


> c’e’ gente che ha impiegato qualche minuto a capire di aver di fronte un robot.

Mah, come ho aperto il link ho pensato che avessi messo un bot in occasione del post precedente =D che poi mi ha deluso, ho voluto scommettere con lui che l’avrei reso più stupido ma non raccoglie =(

> Secondo me non è tanto timore per il posto, perchè quest’atteggiamento di merda lo vedi anche (e oserei dire soprattutto) con gente ggiovane.

Ma i ggiovani oggi temono per il posto (che non hanno) molto più degli altri.

marzo 11, 2011

Jack il Pirata ha detto…


Di solito leggo senza commentare, perchè mi sembra di non aver nulla di aggiungere ai tuoi discorsi e voglio evitare di scrivere complimenti fini a se stessi o peggio obiezioni che poi potrei scoprire essere “farlocche”. Ma stavolta lo devo proprio dire, questi ultimi due post sono bellissimi. E mi hai fatto pensare ad Asimov e alla sua saga dei Robot, in cui mi sembra ci fossero i semi (se non già alcuni frutti) di tutti i discorsi che hai fatto. In particolare, mi ricordo un racconto di Susan Calvin in cui un vecchio professore di storia cercava di far causa alla US Robots fingendo che un robot avesse rovinato il suo lavoro; le motivazioni che adduceva alla fine del racconto erano esattamente le stesse che attribuisci ai cosiddetti “umanisti”. E la cosa peggiore è che lui, almeno, cercava di combattere in maniera (quasi) intelligente. Per quello che vedo invece, dai suoi colleghi reali vengono solo strepiti e falsità lanciate da posizione di rendita e potere. Sono ottimista: il tempo sarà nostro alleato…

marzo 11, 2011

enzpot ha detto…


Il succo e’ che un tempo di fronte a questo si tentava di immaginare la societa’ risultante dal progresso. Oggi ci si limita a dire “moriremo tutti”.

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In effetti perchè non ci fai su un bel romanzo? Ho letto cibo e non è affatto male, anzi, direi che mi ha piacevolmente sorpreso (OT: l’unica pecca, se vogliamo, l’ho trovata nel fatto che un po’ troppo spesso nel romanzo si esplicita il ragionamento logico: “se faccio A, allora succede X, se faccio B succede Y, ma se faccio C, allora…” a volte sarebbe meglio che ciò restasse un po’ tra le righe e fosse il lettore ad arrivarci senza sbatterglielo in faccia. Una sciocchezza, comunque. Bravo)

marzo 11, 2011

Franco ha detto…


Tu hai scritto che dietro l’ideazione di wikipedia c’è gente uscita da università scientifiche. Wikipedia è un’enciclopedia online, ma riprende l’idea di scienziati e umanisti del 700. Dove si sarebbero dovuti inserire gli umanisti, in un’idea che già c’era?
Poi una volta che si crea wikipedia, arriva gente che avendo studiato (da specialista o da dilettante) storia, geografia, scienza politica, filosofia, arte, musica, sociologia e tutte queste altre materie e le riempie di contenuti.
Forse tu ti riferisci al fatto che un domani nessuno pagherà per avere una lezione di storia e tutti pagheranno per avere la piattaforma informatica che ospiterà le lezioni di storia impartite da dilettanti ad altri dilettanti?

marzo 11, 2011

Kaspar ha detto…


Come posso essere sicuro che non sei un bot?

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Come posso essere sicuro che non sei un bot?
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Non puoi. Anche se ci fossi io dietro latastiera, non puoi escludere che ci sia una IA a consigliarmi cosa scrivere.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Tu hai scritto che dietro l’ideazione di wikipedia c’è gente uscita da università scientifiche. Wikipedia è un’enciclopedia online, ma riprende l’idea di scienziati e umanisti del 700. Dove si sarebbero dovuti inserire gli umanisti, in un’idea che già c’era?
—–

Non e’ affatto vero che si tratti di un’idea del 1700, i calcolatori non esistevano e l’impatto di wikipedia non sta nella quantita’ di dati che contiene, ma nella sua universale disponibilita’ in senso telematico.

Se fosse stato il problema di avere una biblioteca, bastava la biblioteca online del congresso degli stati uniti. A rendere eccezionale Wkipedia non e’ il contenuto.

Ma a quanto vedo dalla tua risposta, l’umanista crede che Wikipedia sia una versione telematica della biblioteca. Il che, oltre che desolante, mostra l’obsolescenza degli umanisti.

Ero tentato di risponderti cosi’:

“Si, si, va bene, e’ la stessa roba del ‘700. E che cosa non lo e’, per gli umanisti? E’ mai finito, il 700, nelle loro menti?”

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Mah, come ho aperto il link ho pensato che avessi messo un bot in occasione del post precedente =D che poi mi ha deluso
—–

Il robot e’ ancora rudimentale, lo sto addestrando basandomi sui log delle conversazioni. Se ci vai adesso, e’ meno stupido di ieri. Tra qualche mese, probabilmente ti stupira’.

marzo 11, 2011

enzpot ha detto…


lo sto addestrando basandomi sui log delle conversazioni
——–
Quindi, se continuo a fargli domande e attaccarci bottone, devo dedurne che sarà un po’ anche figlio mio? Mi hai reso padre 🙂

marzo 11, 2011

kurdt ha detto…


Beh se il metro dev’essere l’umano medio, allora devo prendere la macchina media, quindi non la migliore in assoluto, diciamo l’engine “the king”, di Ubisoft ma comunque ha 2900 punti Elo, spacca il culo in quattro a tutti i grandi maestri.

Riguardo alla nascita di qualche nuova tecnica “Umana”, purtroppo credo che oramai tecnica e strategia “Umane” siano stabili, o quasi.

C’è gente che ha impiegato minuti a capire che quello fosse un bot? poveracci loro .P

marzo 11, 2011

.Saru ha detto…


Quella “guerra” di cui parli l’ho sperimentata spesso quando ho cercato di esprimere a qualche umanista – vivo nel mondo degli aspiranti scrittori – il mio atteggiamento critico verso la filosofia (ok diciamo proprio che la odio e i filosofi li butterei dal quinto piano, questo non mi rende molto simpatica agli umanisti…) e come risultato sono stata trattata da ignorante e ricoperta di insulti. Risultato: ci ho rinunciato, quando vedo una discussione anche minimamente filosofeggiante mi tengo a distanza di sicurezza.
E io stessa dovrei essere un’umanista, per fortuna ho studiato ragioneria e l’unico mio rimpianto è stato non scegliere la facoltà di informatica solo perché la voglia di scrivere, anzi IMPARARE a scrivere, ha prevalso. Solo che ho scoperto che le facoltà umanistiche e la scrittura creativa non hanno nulla in comune.
Ho sempre inteso la scrittura come qualcosa di tecnico che ha come scopo principale l’intrattenimento, anche perché ormai è già stato detto tutto quanto almeno 10 volte, ma io non direi mai di no a un nuovo libro sugli zombie 😀
Non credo ai complottismi e sono apertissima alle nuove tecnologie (e anche qui non ti dico le lotte infinite con chi odia gli ebook e non può vivere senza sniffare la sua dose quotidiana di carta).
I filosofi chiedono a me se non mi faccio delle domande… io le domande me le faccio, tipo mi chiedo a cosa serva studiare libri incomprensibili che non ti insegnano nulla e che non portano a nessun risultato concreto se non a essere un disoccupato che non sa fare niente. Ok mi fermo qui prima di essere ulteriormente linciata.
Però un mondo in cui i robot fanno tutto e io posso dedicarmi a scrivere tutto il giorno sarebbe tanto bellino *.* (*si sente vagamente fancazzista*)
La domanda è: come ci si guadagna da vivere in un mondo così? (almeno per sapere in cosa devo iniziare a specializzarmi :D)

P.S. ciao Uriel sono la tua correttrice di bozze 😀 ti è arrivata l’email con Altri Robot 1?

marzo 11, 2011

enzpot ha detto…


Altro OT: senti un po’ io ti leggo dal 2006, credo di non essermi perso un post (mi ricordo che all’epoca c’era anche il forum!), ma che ne sarà di tutta sta roba? Non sarebbe possibile fare un pdf scaricabile che contenga ogni post passato? Voglio dire, penso che tra poco mi metterò a far figli, va be’ che è presto, ma mi serve un sussidiario, altrimenti con cosa li tiro su? Poi sennò mi crescono farlocchi, con le letture sbagliate. O forse dai lezioni private a giovani pargoli, lì alla scuola di Hokuto? Seriamente!

marzo 11, 2011

Franco ha detto…


Enciclopedia online: Enciclopedia è l’idea del 700, online (ma mettici dentro rete, community…) è la parte innovativa, che ovviamente non può essere creata da un’umanista, perché non ne ha le competenze tecniche. Che poi gli umanisti non si interessino di relazioni che si sviluppano a rete o di comunità non è vero.mi sono dilettato con l’andazzo della storiografia e dello studio delle politiche e sono cose di cui ci si occupa dagli anni 70. Stessa cosa sociologi, economisti, geografi..

marzo 11, 2011

TopGun ha detto…


comunque è vero che non stai bene.
nomini le tette della santanchè…….

marzo 11, 2011

Paolo Bizzarri ha detto…


“Dove si sarebbero dovuti inserire gli umanisti, in un’idea che già c’era?”

Certo. Tu ci hai mai provato a mettere su una piattaforma cooperativa che includa migliaia o decine di migliaia di persone, senza un’effettivo filtro all’ingresso?

Hai idea dei problemi che questo comporta, semplicemente dei concetti (ripeto, concetti, non costrutti informatici) che è necessario definire per arrivare a gestire uno sforzo del genere in modo efficace?

Wikipedia si è dovuta inventare un intero linguaggio per poter parlare di quello che faceva, semplicemente perchè non c’erano i concetti relativi.

Tu devi appartenere alla categoria di quelli per cui andare su Marte e andare a Poggibonsi sono la stessa cosa – sempre di viaggi si tratta.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Enciclopedia online: Enciclopedia è l’idea del 700, online (ma mettici dentro rete, community…)
—–

Wikipedia non e’ un’enciclopedia online. E’ qui il punto. E’ un’enciclopedia *sociale* online. E questa e’ un’idea che sino ad anni fa veniva dagli umanisti. Oggi ce l’hanno gli informatici.

Ed e’ qui il GAP. Un tempo “sociale” era un argomento umanistico. Oggi e’ informatico.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


O forse dai lezioni private a giovani pargoli, lì alla scuola di Hokuto? Seriamente!
—–

Stai scherzando, vero?

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Quindi, se continuo a fargli domande e attaccarci bottone, devo dedurne che sarà un po’ anche figlio mio? Mi hai reso padre 🙂
—–

Questa cosa e’ molto piu’ interessante di quanto tu non creda. Comunque, dovresti gia’ vedere notevoli miglioramenti oggi.

Sto seguendo un approccio molto diverso da quelli in voga oggi, perche’ rifiuto di vedere una mente umana come prodotto fisiologico, bensi’ la considero come un costrutto dialogico.

Credo che questo bot potrebbe anche diventare interessante, addestrato cosi’.

marzo 11, 2011

Davide ha detto…


“Ancora non ho visto un cazzo di film dove una societa’ con la genomica e’ un posto migliore: credo di avere scritto l’unico libro di SF del mondo ove l’eroe e’ un OGM.”

Stross?

marzo 11, 2011

enzpot ha detto…


Stai scherzando, vero?
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Mah, sì e no. in realtà sto considerando l’opportunità di avere figli, quindi hanno cominciato a ronzarmi in testa tutta una serie di questioni cui non avevo mai pensato, sul modo di affrontare i problemi, su come organizzare i rapporti, sulla vita quotidiana, e così via. In proposito giorni fa mi chiedevo come tu avessi impostato l’educzione di tua figlia. Mi ricordo che ne parlasti anni fa, ma sarebbe interessante che ne scrivessi ancora. Alla fine un genitore stà lì a plasmare una mente fresca e non è che tutto fa brodo, si può sbagliare, eccome.

dovresti gia’ vedere notevoli miglioramenti oggi
—————-
In effetti il ragazzo non ha ancora la sufficienza, ma si nota che si sta applicando. 🙂

rifiuto di vedere una mente umana come prodotto fisiologico
———-
Ah si? Dal tuo post sull’informatica e il test di Turing avevo inteso il contrario; ovvero che il limite fosse dovuto all’attuale impossibilità tecnologica di ottenere una certa capacità e complessità paragonabili ad un cervello umano. Hardware, insomma. Tu invece parli di software, mi pare

marzo 11, 2011

Paolo Bizzarri ha detto…


“Che poi gli umanisti non si interessino di relazioni che si sviluppano a rete o di comunità non è vero.”

Interessarsi a e produrre un contributo significativo sull’argomento non sono due concetti equivalenti.

Quando sono nate le comunità open source, mancavano completamente – e anche ora sono tutte da vedere – delle analisi un minimo significative sull’argomento; o meglio, quelle che vedevo andavano da “è impossibile che esistano” al “non potranno mai funzionare” al “provocano la cementificazione della vulva nelle donne carine”.

Non c’erano le parole per parlare del fenomeno perchè mancavano i concetti sul fenomeno; i concetti di Cattedrale e Bazaar li ha tirati fuori uno come Eric Raymond, e ho detto tutto.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


Stross?
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Intendo un testo nel quale il protagonista si dichiara OGM *E* dichiara che esserlo gli dia utilita’. Mutanti & co sono OGM, ma non lo dicono, o non dicono che il fatto di esserlo dia loro valore,e quindi lo siano diventati esplicitamente.

Il mio protagonista ha SCELTO di diventare OGM, perche’ ha considerato che fosse DA PREFERIRE all’essere “2XY”

marzo 11, 2011

magiupa ha detto…


Ho provato il tuo bot,non che si sia dimostrato particolarmente “umano” se mi scusi il termine,però rispetto a cleverbot,sembra che abbia come priorità,quella di espandere il l’argomento,invece che di negare la sua natura artificiale,probabilmente per aumentare la casistica da cui “imparare”.
per curiosità come avviene la scelta/abbinamento delle parole? perchè di questo apparentemente si tratta,da l’impressione di essere ben lontano dal riuscire a trattare concetti.
mi sa che non sono riuscito a spiegarmi bene….
scusami se non sono stato chiaro,ma non riesco a spiegare le perplessità che ho avuto.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


per curiosità come avviene la scelta/abbinamento delle parole?
—–

Sto sperimentando una ID5 basata sull’entropia dell’informazione aggiunta o rimossa a seconda della scelta dei singoli termini. E’ un approccio inconsueto, e sono curioso di vedere come finisce.

Per ora, promette bene, ma tieni conto che impieghera’ qualche mese per diventare davvero divertente. In ogni caso, gia’ cosi’ e’ paragonabile ad ELIZA, e non e’ poco visto che usa un centesimo delle frasi di ELIZA.

marzo 11, 2011

Franco ha detto…


ah beh, cambia chi lo usa, ma la materia rimane sempre quella. La materia non perde di valore se la sviluppano degli informatici. Se si tratta di un confronto tra studiosi sociali vs scienziati, dove i primi perdono terreno perché non si confrontano con l’utile hai ragione, ma è cosa risaputa dal discorso di easton del ’69, e visto che ne sono consapevoli anche i protagonisti, non capisco tutta la polemica che imbastisci.

marzo 11, 2011

Uriel ha detto…


dove i primi perdono terreno perché non si confrontano con l’utile hai ragione, ma è cosa risaputa dal discorso di easton del ’69, e visto che ne sono consapevoli anche i protagonisti, non capisco tutta la polemica che imbastisci.
——

La polemica viene dal fatto che dal momento in cui gli umanisti hanno capito di essere perdenti perche’ non si confrontano con l’utile, ovvero perche’ sono inutili, anziche’ sforzarsi di cambiare stanno facendo , approfittando del loro essere insegnanti, una propaganda CONTRO il resto del pensiero, propaganda basata su falsita’ palesi. Vedi Godel.

Era scritto nel post, btw.

marzo 11, 2011

Yossarian ha detto…


Ma che magnifico post.

Uriel, il contributo degli umanisti alla storia recente si puo’ riassumere con: le deliranti politiche etno-identitarie che ci stanno facendo odiare l’un l’altro e resuscitando il razzismo, il politically correct che sta uccidendo la liberta’ di pensiero e di parola, il relativismo etico nella sua forma peggiore e ideologica, il ritorno delle religioni nella loro forma peggiore e reazionaria di cui fanno parte le merdate degli intellettuali islamisti sui Saladini dell’Islam che purificheranno il mondo, e tutta la merda New Age spiritualista, complottista, antimoderna, antiscientifica e antiilluministica(tipo omeopatia).

Oggi parole come “Illuminismo”, “Diritti Umani”, “Oggettivita’”, “Universalita” “Ragione” e “Razionalita”, sono parolacce da sostituire con “costrutti dialettici”, “punti di vista etno-identitari” e ” la mia cccultura”.

Nel Rinascimento l’Umanesimo, che significava anche scienza e che poneva l’uomo al centro dell’Universo, ci fece uscire dal Medioevo: oggi gli umanisti e il loro delirante umanesimo postmoderno, antiscientifico e relativista ci stanno facendo ripiombare nel Medioevo.

Fa benissimo il conservatore David Cameron a tagliare i fondi alle facolta’ umanistiche inglesi non essenziali per spingere quelle scientifiche.

Esiste una parte considerevole di intellettuali umanisti (non tutti per fortuna) che altro non e’ che una classe di inutili parassiti reazionari.

marzo 11, 2011

Lemon Tree ha detto…


Come definiresti Jimmy Wales, Stallman, Lessig? A me nella loro tecnologicita` mi sembrano “umanisti” con qualcosa di nuovo da dire (e fare)

marzo 11, 2011

magiupa ha detto…


Sto sperimentando una ID5 basata sull’entropia dell’informazione aggiunta o rimossa a seconda della scelta dei singoli termini. E’ un approccio inconsueto, e sono curioso di vedere come finisce.

———————————–

urca,purtroppo son ben lontano dal genere di conoscenze a cui ti riferisci,ma ho comunque cercato di capire.
entropia dell’informazione-se ci sono vicino,cerca di accumulare informazioni sui concetti attraverso un confronto di pertinenza delle frasi aggiungendo valori positivi o negativi in base alla informazioni aggiunte(parole) alle stesse(e questo spiega il ripetersi qualora non si aggiunga ma ci si limiti a “ripassare la palla”.
L’ID5 non ho capito cos’è.
chiedo venia ma la mia 1° superiore scarsa è un evidente limite.

marzo 11, 2011

Eliche in Funzione ha detto…


Finora la tecnologia e’ stata esclusivamente utilizzata per aumentare la produttività e mai per diminuire la forza lavoro. Le ore di lavoro risparmiate progressivamente sono state re-investite nello sviluppo tecnologico e nei servizi del mondo moderno e hanno, fortunatamente, contribuito a migliorare la qualità media del lavoro. Ma adesso è ormai obsoleta la visione della società dove 8 ore di lavoro al giorno sono considerate rispettose della dignità umana (saranno almeno 100 anni che è così). Non essendo ipotizzabile l’aumento all’infinito della produttività ci troveremo dinanzi alla situazione per cui il 90% della forza lavoro sarà del tutto inutile e dovremo rivedere completamente il nostro modello sociale. Il periodo di transizione non sarà bello temo…

marzo 11, 2011

Fabio ha detto…


Bellissima la definizione di pappagallo….
Stò aspettando di leggere in vari blog sbroccatronici che questo terremoto in Giappone in realtà è stato voluto dagli Usa attraverso le loro macchine infernali (letto sul serio).

Nell’altro post scrivevi che i mercati finanziari non possono essere prevedibili, su questo dissento, sul breve periodo non nego sia difficile capire il trend, dai 3 mesi in su si può fare. Si mi dai la mail ti mando alcuni miei studi, in particolare un grafico, sulle aspettative da maggio in poi. Vedremo se il tempo sarà galantuomo.

Fabio – VI

marzo 11, 2011

Bruno ha detto…


improvvisamente essere passato dal DAMS cinema a infermieristica apparve, nuovamente, come la scelta migliore della mia vita.

mantenga il buon lavoro e come sempre complimenti.

B.

marzo 11, 2011

Chaotic Alea ha detto…


Sto seguendo un approccio molto diverso da quelli in voga oggi, perche’ rifiuto di vedere una mente umana come prodotto fisiologico, bensi’ la considero come un costrutto dialogico.

Credo che questo bot potrebbe anche diventare interessante, addestrato cosi’.

Bisognerebbe vedere se, continuando ad usare un approccio dialogico, far in modo che il bot nei cicli di idle (o comunque quando non lo usa nessuno) crei un dialogo fittizio con un “utente medio” derivato da tutte le frasi usate con il bot stesso. Non e’ necessario che il “finto utente medio” scriva cose che abbiano senso (del resto potrei scrivere io cazzate al tuo bot) ma il bot deve rispondere a senso. L’idea e’ di far un bot gemello che peschi piu’ o meno dallo stesso database ma molto piu’ a caso del primo e che non debba necessariamente produrre frasi di senso compiuto.

Credo che se si potesse tentare questo approccio, l’unica cosa di cui bisognerebbe guardarsi sia il fatto che il bot cominci a sparare robe a cazzo come “l’utente medio finto”

Chaotic Alea

marzo 11, 2011

lamb-O ha detto…


> tipo mi chiedo a cosa serva studiare libri incomprensibili che non ti insegnano nulla

Non ti lincio ma ti faccio un piccolo appunto, altrimenti non faccio mai post minimamente costruttivi ^^ per la mia esperienza non sono quasi mai veramente incomprensibili, al massimo richiedono uno sforzo di decifrazione maggiore rispetto agli altri libri (per lo meno fra quelli interamente o in massima parte basati sul linguaggio naturale). Che poi l’esito sia che non ci fosse davvero niente da comprendere è un altro discorso =D

Comunque boh, che so, i filosofi analitici sono sempre piuttosto perspicui, un saggio di Kripke o di Putnam è mediamente leggero e non fa nemmeno sprecare molto tempo per leggerlo… è che gli autori europei sono molto più cazzeggioni degli altri, almeno negli ultimi due secoli.

marzo 11, 2011

Fabio ha detto…


Non fai a tempo a scrivere una cosa che uno sbroccato ti ha superato….

http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9106183090096685585&postID=4418313159143660447

Volete una teoria complottista?
la propongo io: vi ricordate la questione del centro in alaska per la produzione di onde, secondo le teorie di Tesla, e il fatto che qualcuno sosteneva che gli americani lo usassero per provocare terremoti nelle nazioni non allineate?
e se fosse successo questo anche sta volta, dopo che il giappone ha annunciato di uscire dai bond usa per comprare debito pubblico euro?

http://www.zerohedge.com/article/will-japanese-earthquake-be-straw-breaks-europes-back

marzo 11, 2011

vic rattlehead ha detto…


a proposito di cazzate umanistiche e\o eco-farlocche…..

http://www.beppegrillo.it/2011/03/terremoto_e_cen/

il terremoto in giappone e’ stato provocato dalle centrali nucleari….inutile dire che la parte piu’ succulenta sono i commenti degli sciroccati che fanno a gara a chi la spara piu’ grossa!!! che manica di coglioni…..

marzo 11, 2011

Paolo Giovanni ha detto…


Un relativismo ideologico è una contraddizione in termini. Se c’è qualcosa che aiuta la tolleranza e il dialogo è proprio il relativismo

marzo 11, 2011

Minkia Mouse ha detto…


Bella questa storia del bot nella chat!
L’ho provato! Ma l’ho sgamato:
Mica per altro, gli ho detto che avevo letto cibo e che mi era piaciuto. La prima volta non aveva proprio capito, l’altra, quando gli ho fatto i complimenti, ha risposto: “Chi l’avrebbe mai detto?” Io ho risposto “forse Repubblica?” E lui mi ha risposto che il suo modo di pensare non riesce a trovare un senso in questo.”

Comunque prende bene. Chissà tra 6 mesi!

ps: Cibo l’ho letto veramente, e mi è piaciuto veramente molto! Complimenti! Soprattutto quando spiegavi tutte le logiche sottostanti ai comportamenti dei protagonisti. Bello bello.

Ora attendo con ansia Pietre. 🙂

marzo 11, 2011

Paolo Giovanni ha detto…


E poi scusate, ma di che vi preoccupate? In questo momento scienza e tecnologia sono il partito vincente, e quando sei il partito vincente puoi dire e fare tutto ciò che vuoi, come in effetti è, anche qualche cazzata. Te lo puoi permettere. E’ troppo facile, stai sparando sulla Croce Rossa. Se quelli che chiamate “umanisti”, o una parte di essi, ora stanno a spasso è solo perchè di quello che dicono non gliene frega niente a nessuno, non perchè per forza dicano cazzate. Se poi qualche coglione parla di complottismo, ritorno ad una bucolico passato di cui nessuno nutre rimpianti od altre amenità senza fondamento, allora la frittata è fatta. Ma va comunque bene così. Il mondo va avanti lo stesso, delle masturbazioni intellettuali non sappiamo che farcene, ma di un umanesimo serio sì. Scienza e tecnologia non mi fanno paura, per tutto ciò che di buono hanno dato e daranno. Mi auguro solo che non diventino la nuova religione, come mi pare stia già succedendo, perchè di qui ad una nuova inquisizione il passo è breve. Di una nuova guerra di religione non abbiamo bisogno, ma purtroppo la storia è noiosamente ripetitiva. Una scienza che per sua stessa ammissione è in grado di osservare solo il 4% dell’universo, con un 22% di massa oscura ed un 74% di energia oscura, non ha molto di cui vantarsi a mio parere. Ci saranno un giorno i mezzi tecnici per investigare questo? Vedremo. Per adesso mi sembra un paradosso per una scienza che va autoproclamandosi trionfante e sprezzante con cià che è diverso da lei.

marzo 11, 2011

robert ha detto…


Ma secondo te i top management di telecom italia
li usa i ai aid?

marzo 11, 2011

Elio Gabalo ha detto…


Ad oggi sembra che mia moglie preferisca trombare con me piuttosto che con un robot. Questo mi rincuora sulla mia utilità nell’universo.

Se andiamo avanti nel ragionamento, il fatto che una macchina sia un giocatore di scacchi piu’ evoluto di un umano, dovrebbe disincentivare gli umani a imparare a giocare a scacchi. Infatti il 99.9% degli umani non potrebbe aggiungere altro ad un gioco in cui la macchina ha ottenuto ormai il dominio conclamato. Potebbe essere piu’ probabile che sia la macchina stessa a trovare tecniche migliori di gioco piuttosto che l’uomo. L’evoluzione tecnica dell’argomento specifico dovrebbe essere affidata alla macchina stessa.

Estendendo ancora di piu’ il ragionamento, quando le macchine sapranno fare il 50% delle cose meglio degli uomini, la specie dominante sul pianeta diventerebbero le macchine con conseguente evoluzione parabolica dell’intelligenza artificile e inevitabile attacco alla specie umana da considerarsi secondo logica, una incredibile consumatrice di energia senza ritorni apprezzabili.

Che le leggi della robotica siano un patetico tentativo di nascondere la verità sulla fine inevitabile della nostra specie l’ho sempre sospettato.

Il tuo post sembra confermarlo.

marzo 12, 2011

geumjalee ha detto…


Certi umanisti-luddisti pero hanno un che di geniale nello sviluppare strategie di entrenchment che permettano loro di ritardare la loro uscita di scena (che queste, nonostante il loro contenuto fortemente antirazionale e antiscientifico, non siano frutto di ragionamenti molto piu logico-scientifici di quanto si pensa?).
Nel caso in cui abbiano di fronte un orizzonte di tempo non troppo lungo e il loro istinto di autoconservazione detti loro strategie abbastanza intelligenti e creative alla fine il loro obiettivo lo raggiungono (e in termini di risultato finale hanno successo a scapito della societa che perde in termini di mancate innovazioni tecnologiche).
I cazzi amari arrivano: 1) quando oltre a essere umanisti sono pure stupidi, quindi:sono esuberi fin dalla nascita/non riescono a sviluppare strategie di entrenchment adatte a conservarsi ‘o posto per qualche anno in piu 2) quando hanno di fronte un orizzonte temporale molto lungo (ecco spiegato perche spesso i giovani si cagano sotto piu di tutti).
Uriel: applicando quello che dici alla vita pratica cosa consiglieresti di fare a qualcuno che ha di fronte un orizzonte di vita lavorativa abbastanza lungo (diciamo 40-45 anni) da poter vedere “il trionfo delle macchine sull uomo” e abbastanza tempo (diciamo tra i 10 e 20 anni, insomma ne informatico ne letterato) per “riconvertirsti” a qualcosa di utile prima di diventare esubero?

marzo 12, 2011

Franco ha detto…


Io purtroppo conosco bene solo il mio ambito, e benché sia un ambito umanistico deve per forza fare i conti con matematica e tecnica, e ha parecchio a che fare col pragmatismo. Nel mio ambito è dagli anni 70 che c’è stato un cambio di rotta. Quindi almeno da me, non c’è quello che dici tu. E la svolta non ha comportato (esclusivamente) un uso maggiore di metodi deduttivi e razionalità economica. Da una parte c’è stato il contributo degli studi sulla scelta pubblica (teoria dei giochi, Arrow, elettore mediano…) dall’altra, maggiore apertura a metodi induttivi, incrementalismo sconnesso, costruttivismo sociale, razionalità limitata e via dicendo.
Se dici che insegnano Godel in quel modo, e la cosa è generale, comunque, hai ragione.

marzo 12, 2011

Odysseus_Nauticus ha detto…


@ Paolo Bizzarri:
Interessarsi a e produrre un contributo significativo sull’argomento non sono due concetti equivalenti.

Giustissimo. Ma quale contributo sarebbe servito?

Quando sono nate le comunità open source, mancavano completamente – e anche ora sono tutte da vedere – delle analisi un minimo significative sull’argomento; o meglio, quelle che vedevo andavano da “è impossibile che esistano” al “non potranno mai funzionare” al “provocano la cementificazione della vulva nelle donne carine”.

Posso chiederti cos’hai letto? Mi interessa l’argomento e vorrei ripercorrere anche i contributi insignificanti (tanto male che vada li abbandono immediatamente).

Non c’erano le parole per parlare del fenomeno perchè mancavano i concetti sul fenomeno; i concetti di Cattedrale e Bazaar li ha tirati fuori uno come Eric Raymond, e ho detto tutto.

Secondo me è che tra gli “umanisti” nella fase iniziale è proprio mancata l’attenzione verso il fenomeno, e se lo sono ritrovati già confezionato a cose fatte. Se avessero tenuto gli occhi aperti sarebbe stato abbastanza semplice trasportare un bagaglio concettuale essenzialmente politico in un ambito che riproduce meccaniche simili.

Il problema è che, se escludiamo i movimentisti – che in ogni caso hanno iniziato a interessarsi di open source e varie abbastanza tardi – è caduta la volontà di adottare qualsiasi cosa venga dalla scienza. Il che è uno schifo, considerato che in genere l’incontro fra umanesimo e scienza produce robe del genere:

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Shape_of_Time:_Remarks_on_the_History_of_Things

marzo 12, 2011

Lettore ha detto…


“mi chiedo a cosa serva studiare libri incomprensibili che non ti insegnano nulla e che non portano a nessun risultato concreto se non a essere un disoccupato che non sa fare niente”

Potrei banalmente rispondere, visto che mi sono laureato in filosofia e sono disoccupato giustamente perché non so fare un cazzo con una semplice parola: PIACERE. Che è una cosa ben concreta, non certo astratta.
L’informatica non mi interessa minimamente, so appena usare un computer. Comunque, da vaghe notizie, mi sembra che la filosofia più avanzata, quella anglosassone, se ne occupi ormai da decenni, di informatica, così come si occupa di mente in sintonia con le scienze cognitive e di linguaggio in sintonia con la logica e la matematica. Ci sono intersi libri che si occupano di argomenti filosofici in cui non c’è quasi una riga di linguaggio naturale, ma solo linguaggi formali. Il punto è che molti pensano ancora che la filosofia sia rimasta a parlare degli angeli, come nel medioevo o a poetare; c’è quell’aspetto, ma ce ne sono molti altri.

Comunque io non ho mai imposto o proposto o propagandato i miei interessi a nessuno che non manifestasse a sua volta un interesse convergente. Come a lei sono “incomprensibili” o noiosi i libri di filosofia a me sono “incomprensibili” o noiosi quelli di fisica o informatica; è una precisa volonta quella dell’incomprensione dovuta al disinteresse ed al dis-piacere; credo meno al limite, perché il limite si sperimenta con l’esercizio costante. Se non c’è l’esercizio perché viene a noia, non si può parlare di limiti, almeno non ancora.

Sarò un sempliciotto, ma a me sembra che in questo post si denunci l’ideologia umanista (quella che spaccia gli interessi di gruppi e settori precisi per l’interesse della società nel suo complesso, in nome del bene dell’umanità) e lo si fa con l’ideologia tecnico-scientifica (quella che spaccia gli interessi di gruppi e settori precisi per l’interesse della società nel suo complesso, in nome del bene dell’umanità); gli interessi confliggono, come i dis-interessi, e trovo legittimo che i cosiddetti umanisti facciano propaganda per non fare inaridire il proprio campo, per portare persone ad investigarlo e per spingerne altre a comprare i loro prodotti (titoli di studio, libri, etc). Anche il discorso dell’utilità sociale è ideologico in quanto si presuppone che l’utile della società nel suo complesso sia x (es. la crescita economica); ma altri settori possono dire che è y (es. la decrescita), o z (es. accelerare la fine della società). Ed in generale lo fanno per interessi e/o piaceri, spacciandoli per il bene dell’Umanità (concetto astratto, l’Umanità non esiste).

marzo 12, 2011

Lettore ha detto…


A poi, ma questo non è importante, c’è Francesco Berto che è un filosofo e che ha scritto “Tutti pazzi per Gödel”, che mi sembra una ottima risposta alle vostre accuse riguardo alle distorsioni umaniste sull’argomento (ma nomi e cognomi e contesti, mai? ).
Mi taccio, e mi scuso per l’invasione.

marzo 12, 2011

Chaotic Alea ha detto…


Ho una curiosita’ pura e semplice, come vedi tu l’avvento di questa “singolarita’” (come la chiamate tu e Kurtzweil)?

Come una cosa inimmaginabile, dove una razza umana nascera’ al posto di questa qui, la si chiami come si vuole, postumanesimo, transumanesimo o Homo Superior.

O come un Asimov che pensava ai robot come superiori in se (poi le leggi della robotica son una bella assicurazione)

O come Heinlein in cui esistono IA capaci di superare il test di Turing ma hanno le limitazioni che il programmatore umano ha intrinseche(L’uomo non puo’ produrre niente di superiore a se stesso) e l’unico modo di renderle indistinguibili da un umano e’ “dargli del tu” come con Minerva e discendenza.

O come mi e’ parso di capire hai fatto in Pietre(dalle poche cose che hai detto) ovvero che le IA sono superiori agli uomini ma le usano come strumenti(niente coscienza vera e propria quindi). Se le mega IA di Pietre non sono cosi’ prendi l’esempio come appunto un esempio 🙂

Si e’ parzialmente OT ma e’ un bell’argomento da appassionati di SF 🙂

marzo 12, 2011

Giorgio Misuri ha detto…


Ci sono due tipi di decisioni: quelle scientifiche e quelle politiche. Quelle scientifiche fanno appello a tutte le scienze, prima fra tutte la matematica, poi la fisica, la chimica ecc. quelle politiche sono tutte le altre.

Noi siamo «animali politici» e quindi soggetti a facili entusiasmi, illusioni, il solo antidoto è l’umorismo.

L’umanista che non sa ridere e prendersi in giro è pericoloso. L’umanesimo non è monopolio di nessuno, Uriel scrive libri, lo faccio anch’io. Quello che l’umanista chiama “INCONSCIO” io lo chiamo “automatismi decisionali”

Abbiamo degli automatismi:
Motori (andatura, sorriso…)
Percettivi (quello che notiamo di quello che percepiamo)
Cognitivi (le parole associate alle percezioni)
Emotivi (impulsività, attività, curiosità…)
Poi si usa la ragione, ma di solito su informazioni approssimate, datate, incomplete con le quali si fanno ragionamenti molto umani… ma non scientifici!

marzo 12, 2011

Giorgio Misuri ha detto…


Non “geoviziamo” l’umanesimo. Resta essenziale in condizioni in cui “si deve decidere non sapendo come decidere”, cioè quando il problema non ammette soluzione scientifica. Non considero umanisti coloro che ripetono verità ideologiche che non hanno nemmeno capito cui i commentatori hanno abbondantemente trattato.

Qualcuno ha nominato i teologi, ha letto almeno un libro di teologia? Quello che io ho letto cominciava con questa frase “Prima mettersi d’accordo sui termini” cosa molto sensata e poi faceva considerazioni psicologiche molto più acute di quelle di Freud.

Gli umanisti hanno fatto importanti considerazione su cosa è bene e cosa e male. Oggi sono gli scienziati che devono argomentare al riguardo, perché l’equilibrio socioambientale dipende dalle innovazioni tecnologiche.

Il mio motto è “meno avvocati e più scienziati”.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Qualcuno ha nominato i teologi, ha letto almeno un libro di teologia? Quello che io ho letto cominciava con questa frase “Prima mettersi d’accordo sui termini”
—–

E’ molto facile mettersi d’accordo sui termini, quando si e’ un cattiva fede. E nella maggior parte dei testi di teologia, la cattiva fede e’ evidente. Si salvano pochi mistici come Merton, per dire. Ma non ci vai molto oltre.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Ci sono due tipi di decisioni: quelle scientifiche e quelle politiche
—–

C’erano. Adesso esiste la teoria del giochi, e quelle politiche esistono sempre meno. Ed e’ qui quello che rode agli umanisti. Venire cacciati dalle loro sedie da qualcuno di piu’ efficace.

Mentre i politici ciarlano di democrazia, qualche “scienziato” ha dimostrato che la democrazia come ne ciarlano i politici sia impossibile da realizzare.

E adesso?

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Come una cosa inimmaginabile, dove una razza umana nascera’ al posto di questa qui, la si chiami come si vuole, postumanesimo, transumanesimo o Homo Superior.
——

Semplicemente, non ci credera’ nessuno. Blatereranno minchiate sulle macchine che eseguono “solo programmi”. Come se la chimica del cervello non fosse la stessa cosa.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


A poi, ma questo non è importante, c’è Francesco Berto che è un filosofo e che ha scritto “Tutti pazzi per Gödel”, che mi sembra una ottima risposta alle vostre accuse riguardo alle distorsioni umaniste sull’argomento
—–

Non mi interessa di cosa scrivono. Mi interessa cosa poi vanno ad insegnare.

Se appena nomino la matematica il blog mi si riempie di farlocchi umanisti che dicono tutti le stesse minchiate, non puo’ essere un caso: qualcuno le insegna.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Potrei banalmente rispondere, visto che mi sono laureato in filosofia e sono disoccupato giustamente perché non so fare un cazzo con una semplice parola: PIACERE. Che è una cosa ben concreta, non certo astratta.
—–

Falso. E’ semplicemente una tua esperienza. LE cose concrete possono essere esperienze, ma non tutto cio’ che e’ esperienza e’ concreto. Le allucinazioni sono esperienze ma non sono concrete. Che tristezza, vedervi argomentare in maniera cosi’ piccola.

—–
Comunque, da vaghe notizie, mi sembra che la filosofia più avanzata, quella anglosassone, se ne occupi ormai da decenni, di informatica, così come si occupa di mente in sintonia con le scienze cognitive e di linguaggio in sintonia con la logica e la matematica.
——

Anche il mio cane si occupa di cucina. Ma il suo contributo alla scienza gastronomica e’ nullo. Eppure, ti assicuro che pratica la cosa con dedizione e continuita’.

—–
Il punto è che molti pensano ancora che la filosofia sia rimasta a parlare degli angeli, come nel medioevo o a poetare; c’è quell’aspetto, ma ce ne sono molti altri.
—–

Lo sta facendo, e quando parla di informatica diventa cosi’ evidente che gli sproloqui incompetenti di questa gente fanno quasi ridere.

—–
Sarò un sempliciotto, ma a me sembra che in questo post si denunci l’ideologia umanista (quella che spaccia gli interessi di gruppi e settori precisi per l’interesse della società nel suo complesso, in nome del bene dell’umanità) e lo si fa con l’ideologia tecnico-scientifica (quella che spaccia gli interessi di gruppi e settori precisi per l’interesse della società nel suo complesso, in nome del bene dell’umanità);
—–

Diciamo che dalle parti del pensiero scientifico non sono ancora arrivati orrori come quelli del ‘900.

—–
e trovo legittimo che i cosiddetti umanisti facciano propaganda per non fare inaridire il proprio campo
—–

In pratica, confermi la cattiva fede che denuncio.

QED, appunto.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Giustissimo. Ma quale contributo sarebbe servito?
—–

Questo e’ un problema di chi vuole essere utile. Se ne e’ capace. Questa gente si vanta di aver inventato l’enciclopedismo nel ‘700, ma quando si costruisce un’idea nuova di enciclopedia, non sa nemmeno quale contributo dare. Davvero hanno “inventato l’enciclopedismo nel ‘700”?

Non credo a chi sa, se non sa fare.

—–
Secondo me è che tra gli “umanisti” nella fase iniziale è proprio mancata l’attenzione verso il fenomeno, e se lo sono ritrovati già confezionato a cose fatte.
——

Questo e’ esattamente quello che scriveremo sull’epitaffio.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Io purtroppo conosco bene solo il mio ambito, e benché sia un ambito umanistico deve per forza fare i conti con matematica e tecnica, e ha parecchio a che fare col pragmatismo. Nel mio ambito è dagli anni 70 che c’è stato un cambio di rotta. Quindi almeno da me, non c’è quello che dici tu.
——

Qual’e’ il “vostro” contributo, dagli anni ’70 ad oggi, qualsiasi cosa sia il “vostro” ambito?

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Uriel: applicando quello che dici alla vita pratica cosa consiglieresti di fare a qualcuno che ha di fronte un orizzonte di vita lavorativa abbastanza lungo (diciamo 40-45 anni) da poter vedere “il trionfo delle macchine sull uomo” e abbastanza tempo (diciamo tra i 10 e 20 anni, insomma ne informatico ne letterato) per “riconvertirsti” a qualcosa di utile prima di diventare esubero?
—–

Chiedersi cosa sappia costruire, che sia destinato a dare piu’ mezzi agli altri. L’uomo , in fine , chiede questo al lavoro: avere piu’ mezzi.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Ad oggi sembra che mia moglie preferisca trombare con me piuttosto che con un robot. Questo mi rincuora sulla mia utilità nell’universo.
—–

Ti rispondo come rispondera’ il mio bot tra qualche settimana: “dunque, ti sentivi in competizione”?

—–
Se andiamo avanti nel ragionamento, il fatto che una macchina sia un giocatore di scacchi piu’ evoluto di un umano, dovrebbe disincentivare gli umani a imparare a giocare a scacchi. Infatti il 99.9% degli umani non potrebbe aggiungere altro ad un gioco in cui la macchina ha ottenuto ormai il dominio conclamato. Potebbe essere piu’ probabile che sia la macchina stessa a trovare tecniche migliori di gioco piuttosto che l’uomo. L’evoluzione tecnica dell’argomento specifico dovrebbe essere affidata alla macchina stessa.
——

A quanto mi dicono, le attuali macchine sono gia’ imbattibili anche per l’acme dell’umanita’. Il che, nei fatti, prefigura la condizione di cui parli. Certo, il criceto puo’ continuare a girare nella ruota per divertimento, ma c’e’ qualcuno che ne sa calcolare l’hamiltoniana meglio di lui.
Il che rende divertente la cosa solo a chi non sa cosa sia un’hamiltoniana.

—–
Estendendo ancora di piu’ il ragionamento, quando le macchine sapranno fare il 50% delle cose meglio degli uomini, la specie dominante sul pianeta diventerebbero le macchine con conseguente evoluzione parabolica dell’intelligenza artificile e inevitabile attacco alla specie umana da considerarsi secondo logica, una incredibile consumatrice di energia senza ritorni apprezzabili.
—–

Non vedo per quale motivo le macchine debbano preoccuparsi di chi consuma le energie e come. A meno che tu non voglia costruire un farlocco radicalchic artificiale. Certo, quando Intel costruira’ un Pecoraro Scanio artificiale, probabilmente la sua decisione sara’ quella. Ma gia’ abbiamo cagato poco le decisioni del Pecorario Scanio vero, figuriamoci quelle del suo vibratore.

———
Che le leggi della robotica siano un patetico tentativo di nascondere la verità sulla fine inevitabile della nostra specie l’ho sempre sospettato.
——

Le leggi della robotica sono un’invenzione letteraria. Nel mondo reale nessun algoritmo puo’ sapere in anticipo come termina, il che le rende tre errori logici. Asimov era un chimico-fisico, non un logico. Ho scritto Altri Robot proprio per evidenziare questo punto, con tutto il rispetto che devo ad Asimov.

—-
Il tuo post sembra confermarlo.
—-

Ad occhio e croce, non lo hai capito. 🙂

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Ma secondo te i top management di telecom italia
li usa i ai aid?
—–

Mah, anche una query ad un DB ti aiuta nelle decisioni. In fondo, alla fine il problema non e’ se sei artificiale, ma quanto lo sei.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Mi auguro solo che non diventino la nuova religione, come mi pare stia già succedendo, perchè di qui ad una nuova inquisizione il passo è breve. Di una nuova guerra di religione non abbiamo bisogno, ma purtroppo la storia è noiosamente ripetitiva.
—–

Questa e’ una tua affermazione. Non riuscirai mai a dimostrare alcuna prasseologia storica, stando ai fatti.

Non e’ la storia che si ripete: sono i libri di storia a farlo.

—–
Una scienza che per sua stessa ammissione è in grado di osservare solo il 4% dell’universo, con un 22% di massa oscura ed un 74% di energia oscura, non ha molto di cui vantarsi a mio parere.
—–

Beh, rispetto a gente che non si curava nemmeno di osservare, e che non se ne cura nemmeno oggi, direi che sia un bel passo avanti.

Il 4% dell’universo e’ molto piu’ di quanto potremo mai vivere, sia come specie che come singoli.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


ps: Cibo l’ho letto veramente, e mi è piaciuto veramente molto! Complimenti! Soprattutto quando spiegavi tutte le logiche sottostanti ai comportamenti dei protagonisti. Bello bello.
—–

Buffo, perche’ alcuni mi hanno detto che questa e’ la cosa che NON piace loro. Evidentemente contiene informazione, e quindi genera scelte.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Un relativismo ideologico è una contraddizione in termini. Se c’è qualcosa che aiuta la tolleranza e il dialogo è proprio il relativismo
——

Non mi sembra proprio.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


il terremoto in giappone e’ stato provocato dalle centrali nucleari….inutile dire che la parte piu’ succulenta sono i commenti degli sciroccati che fanno a gara a chi la spara piu’ grossa!!! che manica di coglioni…..
—–

Beh, sai, basta lasciar perdere i “freddi numeri” e….

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Non fai a tempo a scrivere una cosa che uno sbroccato ti ha superato….
—–

Tutta roba pronta per Lettere e Filosofia. Mi chiedo cosa aspetti Vattimo a dire la sua.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Bisognerebbe vedere se, continuando ad usare un approccio dialogico, far in modo che il bot nei cicli di idle (o comunque quando non lo usa nessuno) crei un dialogo fittizio con un “utente medio” derivato da tutte le frasi usate con il bot stesso. Non e’ necessario che il “finto utente medio” scriva cose che abbiano senso (del resto potrei scrivere io cazzate al tuo bot) ma il bot deve rispondere a senso. L’idea e’ di far un bot gemello che peschi piu’ o meno dallo stesso database ma molto piu’ a caso del primo e che non debba necessariamente produrre frasi di senso compiuto.

Credo che se si potesse tentare questo approccio, l’unica cosa di cui bisognerebbe guardarsi sia il fatto che il bot cominci a sparare robe a cazzo come “l’utente medio finto”
—–

Questo approccio e’ dimostrato funzionante per la fase di apprendimento delle reti neurali back propagation. Tuttavia, il bot in questione e’ molto piu’ semplice di cosi’.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


urca,purtroppo son ben lontano dal genere di conoscenze a cui ti riferisci,ma ho comunque cercato di capire.
—–

Sto cercando di individuare le parti piu’ significative delle singole frasi e costrire delle dicotomie , che poi usero’ come albero decisionale.

E’ un approccio inconsueto perche’ in definitiva riduce l’intelligenza al dialogo.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Come definiresti Jimmy Wales, Stallman, Lessig? A me nella loro tecnologicita` mi sembrano “umanisti” con qualcosa di nuovo da dire (e fare)
—–

Jimbo Wales viene dal mondo della finanza.

Il punto semmai e’ che ad un certo punto i tecnologi riescono a cambiare la cultura dell’umanita’ (perche’ hanno i mezzi che accumulano, manipolano e spostano l’informazione)piu’ degli umanisti.

Ti sembrano umanisti perche’ fanno il lavoro che prima era degli umanisti, ma non hanno la formazione degli umanisti. Altrimenti sarebbero li’ a parlare di Abulafia e della biblioteca di Alessandria (come fa Eco, per dire), anziche’ costruire Wikipedia.

marzo 12, 2011

Uriel ha detto…


Comunque prende bene. Chissà tra 6 mesi!
—–

E’ gia’ stato aggiornato piu’ volte, dovrebbe essere migliorato, se ti puo’ interessare.

Di certo e’ riuscito a tener testa ad un troll… LOL.

marzo 12, 2011

Marco Bizzarri ha detto…


“Di certo e’ riuscito a tener testa ad un troll… LOL. ”

Ora ci pubblichi il dialogo…

marzo 13, 2011

Paolo Bizzarri ha detto…


“Posso chiederti cos’hai letto?”

Letto pochissimo, perchè non c’era praticamente nessuno che se ne interessava. Quando parlavo con i professori di Economia, per dire, dovevo raccontargli cosa era l’open source a partire dall’anno zero.

Fra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000 – diciamo 1995/2005 – sulla comunità Linux e sull’open source non c’era praticamente niente; tuttora c’è pochissimo.

E nota che stiamo parlando di un problema molto interessante: come gestisco una comunità di volontari altamente skillati? come faccio ad attrarre nuove reclute, per garantire che il progetto vada avanti? come permetto a persone meno skillate di partecipare e contribuire? come gestisco i conflitti fra persone che hanno ego di proporzioni colossali? E’ più appropriato una democrazia, una dittatura, una comitatocrazia o cosa? Quali sono i fenomeni distruttivi che si possono presentare? Quando arrivano soldi che si fa?

In questo non ho visto elaborazioni politiche, economiche o sociali – se non recentissimamente – che dessero contributi al fenomeno; la gran parte delle cose arriva dai praticanti sul campo, che elaborano le proprie esperienze e tirano fuori alcune idee.

marzo 13, 2011

Giorgio Misuri ha detto…


ps: Cibo l’ho letto veramente, e mi è piaciuto veramente molto! Complimenti! Soprattutto quando spiegavi tutte le logiche sottostanti ai comportamenti dei protagonisti. Bello bello.
—–

Buffo, perche’ alcuni mi hanno detto che questa e’ la cosa che NON piace loro. Evidentemente contiene informazione, e quindi genera scelte.
——
Da informatico ho scritto storie di Robot.

La gente si meraviglia quando il robot sembra avere delle emozioni mentre sono semplicemente i suoi automatismi decisionali che lo fanno apparire emotivo. Le emozioni sono semplicemente reazioni automatiche fatte in base a informazioni tendenziose, vaghe, incomplete e datate con i risultati che ci si può attendere da tale impostazione.

Sono reazioni molto “umane” di cui gli umanisti da strapazzo vanno molto fieri, ci scrivono libri interi sull’argomento senza considerare i flussi e le quantità di informazione in gioco.

Un’emozione ha pochi bit: pesca in grandi categorie come paura, amore, curiosità, sensualità ecc. e tira giù una valanga di pregiudizi, abitudini, istinti che solo un pazzo può pensare sia ragionato, ma siccome a nessuno piace passare per stupido…
disquisiscono sull’ineffabilità dei sentimenti!

marzo 13, 2011

Giorgio Misuri ha detto…


Scienza con coscienza
Consumiamo più risorse di quanto la natura riesca a rigenerare. Abbiamo troppo cibo e tante cose inutili, mentre ci sono popoli che muoiono di fame. Sono problemi umani che la tecnica può RISOLVERE o AGGRAVARE, sta solo a noi – donne e uomini – decidere!
Queste decisioni sono troppo importanti per lasciarle a degli umanisti-farlocchi!

marzo 13, 2011

geumjalee ha detto…


scusate l’OT: ho appena finito di leggere Cibo, mi e piaciuto veramente tanto e volevo consigliarlo a un mio amico che pero non parla italiano. Volevo sapere se ne esisteva una versione tradotta in inglese o tedesco. Pure a pagamento.

marzo 13, 2011

Uriel ha detto…


Volevo sapere se ne esisteva una versione tradotta in inglese o tedesco.
—–

No, non li ho mai tradotti. Ovviamente accetto volontari… 😉

marzo 13, 2011

Paolo Giovanni ha detto…


Non riuscirai mai a dimostrare alcuna prasseologia storica, stando ai fatti.
——————————————-

Anche questa è una tua affermazione. Il mio è solo un invito alla prudenza. Non amo i Pensieri Unici, di qualunque matrice essi siano.

——————————————–
Il 4% dell’universo e’ molto piu’ di quanto potremo mai vivere, sia come specie che come singoli.
——————————————–

Utilizziamo solo il 10% o forse meno delle nostre potenzialità cerebrali. Una previsione come questa non ha senso.

marzo 13, 2011

Uriel ha detto…


Anche questa è una tua affermazione. Il mio è solo un invito alla prudenza. Non amo i Pensieri Unici, di qualunque matrice essi siano.
——

Non li ami quando non sono il tuo. In genere, quando un umanista non ama pensieri unici, si riferisce a quelli altrui.

—–
Utilizziamo solo il 10% o forse meno delle nostre potenzialità cerebrali.
——

Falso. Era una leggenda nata negli anni ’70 quando non esistevano ancora metodi di scansione dell’attivita’ nervosa. In realta’ il cervello lo sfruttiamo praticamente tutto. Immagino che gli umanisti insegnino ancora il contrario.

O, perlomeno, e’ quello che insegneresti tu, visto che lo credi vero.

marzo 13, 2011

Franco ha detto…


Kenneth Arrow. Ti basta?

marzo 13, 2011

Odysseus_Nauticus ha detto…


@ Uriel:
Diciamo che dalle parti del pensiero scientifico non sono ancora arrivati orrori come quelli del ‘900.

Che intendi?

Altrimenti sarebbero li’ a parlare di Abulafia e della biblioteca di Alessandria (come fa Eco, per dire), anziche’ costruire Wikipedia.

Ma lì eravamo nel 1988, aveva già fatto tanto scrivendo ben due romanzi al computer e mettendo l’idea del rimando continuo dell’informazione nel secondo. Il problema è venuto negli anni ’90, o mi sbaglio? Con le tonnellate di carta buttata sul tema della biblioteca-labirinto (nelle sue numerosissime forme di Biblioteca di Babele, Holzwege, semplice labirinto e cazzate varie) mi aspetterei almeno un minimo di interessamento verso l’open source.

Se appena nomino la matematica il blog mi si riempie di farlocchi umanisti che dicono tutti le stesse minchiate, non puo’ essere un caso: qualcuno le insegna.

O semplicemente si tratta di rassegnati. E’ molto diffusa tra letterati e filosofi l’idea di doversi rassegnare a stare in un solo settore, quindi cercano limitazioni anche agli altri. Per come la vedo, non hanno capito che l’umanista deve occuparsi di tutto. Sì, anche di matematica.

@ Paolo Bizzarri:
Letto pochissimo, perchè non c’era praticamente nessuno che se ne interessava. Quando parlavo con i professori di Economia, per dire, dovevo raccontargli cosa era l’open source a partire dall’anno zero.

Anche quel poco potrebbe interessarmi. Per come la metti sembra che proprio non sia stato scritto nulla.

Fra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000 – diciamo 1995/2005 – sulla comunità Linux e sull’open source non c’era praticamente niente; tuttora c’è pochissimo.

Sai cosa mi fa pensare che non sia stato fatto neanche uno sforzo? Il fatto che, ad esempio, i Wu Ming hanno preso il prodotto “open source” fatto e finito e ci hanno iniziato a ragionare da letterati, anziché fare il contrario.

E nota che stiamo parlando di un problema molto interessante […]

Sì, infatti.

In questo non ho visto elaborazioni politiche, economiche o sociali – se non recentissimamente – che dessero contributi al fenomeno; la gran parte delle cose arriva dai praticanti sul campo, che elaborano le proprie esperienze e tirano fuori alcune idee.

Quindi in pratica anche in seguito si è sviluppato tutto sulla falsariga de “La Cattedrale e il Bazaar”, no?

marzo 13, 2011

Tommy ha detto…


In realtà, c’è umanesimo da tutte le parti, un po’ come c’è tecnica/tecnologia da tutte le parti. Nessuna guerra, i due sono complementari.
Per l’umanesimo vale la teoria di Enzensberger sulla letteratura: non è che non esiste più, o ha perso, o è marginalizzato, è solo che come l’Alka Seltzer si è disciolto ovunque.
Togliete l’umanesimo (compreso quello un po’ «perverso» dei blog, degli «sguardi sul mondo» di Flickr, etc.) e il web diventerà una struttura vuota adatta solo a scopi militari e a scambiarsi equazioni tra scienziati o a mandarsi fatture alla fine del mese.
Senza contare che l’umanesimo, con i suoi sottoprodotti come l’arte contemporanea (Hirst) e l’advertising contemporaneo o il turismo nelle città del Vecchio Mondo, muovono miliardi di euro, forse più del web. Quindi anche la «funzionalità» economica della tecnologia viene a decadere, dal momento che c’è sempre bisogno di una, per così dire, «parte maledetta» (e inutile).
Senza contare che quando le macchine saranno tutte giù a «lavorare nei campi» per noi, e avremo tempo di coltivare chissà che cosa, si tornerà proprio all’umanesimo: con molto tempo libero a disposizione, gli uomini torneranno a scrivere i «Buddenbrook» e la «Fenomenologia dello spirito» del proprio tempo. C’è sempre bisogno dell’umanesimo, dell’Uomo, checché Foucault diceva del volto umano che scompare sulla sabbia etc. Solo lo declineremo in modo diverso, tuttavia molto «umanistico», come approccio.
Non capisco di che si discute. Finché si è cerebrali, lineari, consequenziali, un po’ estremisti e bisognosi si rassicurazioni, queste discussioni di guerra «umanesimo vs. tecnologia» vanno bene. Poi si vive nel mondo, e si capisce che c’è spazio per tutto.

marzo 13, 2011

Uriel ha detto…


@ Uriel:
Diciamo che dalle parti del pensiero scientifico non sono ancora arrivati orrori come quelli del ‘900.

Che intendi?
——

Quello che ho scritto nei miei post. Che mi basterebbe il ‘900 per bannare la filosofia dalle scuole, bruciare tutti i libri di filosofia e mettere in carcere i filosofi. Il ‘900 e’ stato il secolo delle grandi filosofie, dette “ideali”.

—–
Altrimenti sarebbero li’ a parlare di Abulafia e della biblioteca di Alessandria (come fa Eco, per dire), anziche’ costruire Wikipedia.

Ma lì eravamo nel 1988, aveva già fatto tanto scrivendo ben due romanzi al computer e mettendo l’idea del rimando continuo dell’informazione nel secondo. Il problema è venuto negli anni ’90, o mi sbaglio? Con le tonnellate di carta buttata sul tema della biblioteca-labirinto (nelle sue numerosissime forme di Biblioteca di Babele, Holzwege, semplice labirinto e cazzate varie) mi aspetterei almeno un minimo di interessamento verso l’open source.
——

No, eco pensa ancora le stesse cose che pensava nel 1988. Non era nel 1988 perche’ era al passo coi tempi, era nel 1988 perche’ e’ costantemente incompetente allo stesso modo. Tantevvero che non ha piu’ detto niente di utile, anche di fronte ai cambiamenti.

—-
Se appena nomino la matematica il blog mi si riempie di farlocchi umanisti che dicono tutti le stesse minchiate, non puo’ essere un caso: qualcuno le insegna.

O semplicemente si tratta di rassegnati. E’ molto diffusa tra letterati e filosofi l’idea di doversi rassegnare a stare in un solo settore, quindi cercano limitazioni anche agli altri. Per come la vedo, non hanno capito che l’umanista deve occuparsi di tutto. Sì, anche di matematica.
—–

E questo cosa cambia? Si tratta comunque di persone cui si consente di insegnare nelle scuole, anzi molto spesso li si considera naturalmente destinati all’insegnamento.

marzo 13, 2011

Uriel ha detto…


In realtà, c’è umanesimo da tutte le parti, un po’ come c’è tecnica/tecnologia da tutte le parti. Nessuna guerra, i due sono complementari.
—–

Sei OT. Non si sta discutendo di umanesimo o tecnica, ma di tecnici e umanisti.

Io mi sto chiedendo quali siano i contributi dati dagli umanisti, e se e’ vero che le due cose sono complementari, ormai entrambe sono dominio dei tecnici. Gli umanisti non hanno nulla da dire, perche’ non sanno NIENTE di questo mondo attuale.

marzo 13, 2011

Uriel ha detto…


Togliete l’umanesimo (compreso quello un po’ «perverso» dei blog, degli «sguardi sul mondo» di Flickr, etc.) e il web diventerà una struttura vuota adatta solo a scopi militari e a scambiarsi equazioni tra scienziati o a mandarsi fatture alla fine del mese.
——

Io c’ero anche prima che ci fossero tutte queste cose, e non si passava il tempo a scambiarsi equazioni.

E’ solo che probabilmente tu su internet sei arrivato quando gia’ si diceva “duemilaqualcosa”.

marzo 13, 2011

Paolo Giovanni ha detto…


Non li ami quando non sono il tuo. In genere, quando un umanista non ama pensieri unici, si riferisce a quelli altrui.
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Non ho un Pensiero Unico (sono una rarità? Forse) e non sono un umanista. Spiacente di deluderti due volte.

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O, perlomeno, e’ quello che insegneresti tu, visto che lo credi vero.

———————————————

Ok, non è vero. A parte il fatto che non mi hai interessato fare l’insegnante, perchè dovrei insegnare una cosa che so essere falsa?

marzo 13, 2011

geumjalee ha detto…


“E questo cosa cambia? Si tratta comunque di persone cui si consente di insegnare nelle scuole, anzi molto spesso li si considera naturalmente destinati all’insegnamento.”
E li so cazzi amari per tutti visto che poi 1)trasmettono il disprezzo per tecnica e matematica 2) spiegano qualsiasi materia insegnino in modo ultraconfusionario (lo studente odia piu di tutte le materie con un prof che non sa spiegare 3) la matematica e le scienze nella scuola italiana in moltissimi casi sono trascurate.
Cosi si creano generazioni di farlocchi che poi finiranno nei call centre perche nonostante la laurea non sanno far niente…mentre le aziende scappano in India, dove matematica e scienze si insegnano seriamente..

marzo 13, 2011

magiupa ha detto…


Sto cercando di individuare le parti piu’ significative delle singole frasi e costrire delle dicotomie , che poi usero’ come albero decisionale.

E’ un approccio inconsueto perche’ in definitiva riduce l’intelligenza al dialogo.

————————————————
Mi dispiace non poter valutare la parte matematica,ma a livello di speculazione intellettuale sembra promettente,sarei meno ottimista sul breve termine,perchè un albero decisionale abbastanza strutturato penso che ti richiederà più di qualche cura,ma raggiunta una massa critica,dato che il linguaggio è strutturato con regole logiche,direi che dovrebbe fare da sè.
penso però che una conversazione che verta sul personale lo lascerà sempre un po’distaccato, surreale non so,non credo che possa sviluppare una “personalità”per modo di dire.

marzo 13, 2011

magiupa ha detto…


Sei OT. Non si sta discutendo di umanesimo o tecnica, ma di tecnici e umanisti.

——————————————-
ebbene si,mi sembra questo il vero problema
capita spesso di avere un tecnico chè anche un buon filosofo e troppo spesso filosofi che passano ore a parlare di un problema tecnico….ohhh se il rubinetto perde non è che se gli parli smette!

marzo 13, 2011

Paolo Giovanni ha detto…


Che mi basterebbe il ‘900 per bannare la filosofia dalle scuole, bruciare tutti i libri di filosofia e mettere in carcere i filosofi.
———————————————-

Wow, alla faccia della chiarezza. Qualcosa di simile, ad occhio e croce, la facevano già nel Medio Evo. A quanto pare succederà di nuovo. Strano. Mi era parso di capire che la Storia non si ripete mai, ma forse ho capito male.

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Il ‘900 e’ stato il secolo delle grandi filosofie, dette “ideali”.
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Il ‘900 è stato anche il secolo della bomba atomica, inventata dai fisici, non dagli umanisti. E questo è un fatto.
Ma nessuno mi pare che abbia chiesto di bruciare i libri di fisica. E se qualcuno l’avesse fatto sarebbe un mentecatto. Come minimo.

marzo 13, 2011

Paolo ha detto…


>>Utilizziamo solo il 10% o forse meno delle nostre potenzialità cerebrali.
——

Falso. Era una leggenda nata negli anni ’70 quando non esistevano ancora metodi di scansione dell’attivita’ nervosa. In realta’ il cervello lo sfruttiamo praticamente tutto. Immagino che gli umanisti insegnino ancora il contrario.<<

Per quello che ne so Uriel ha ragione.
Quello che cambia (e fa la differenza, sempre per quello che ne so) è il numero di “connessioni”;

dettaglio: pare che i “vecchi” semprechè restino in esercizio e non sclerotizzino, ne abbiano di più di “connessioni ;))))

marzo 13, 2011

Giorgio Misuri ha detto…


ebbene si,mi sembra questo il vero problema
capita spesso di avere un tecnico chè anche un buon filosofo e troppo spesso filosofi che passano ore a parlare di un problema tecnico….ohhh se il rubinetto perde non è che se gli parli smette!
—–
Mi sembra la migliore risposta.
Gli scienziati possono essere scrittori e filosofi, il contrario no.

Un fisico-filosofo (non ricordo il nome) sostiene che una cosa è il modo in cui la so fare. “Misura” è un numero, e la misura è l’insieme di operazioni che come risultato mi danno quel numero.

Quando parlo con uno psicologo, per me quello che lui chiama “inconscio” io lo chiamo “automatisma decisionale”. Il solo cambio di denominazione implica già un modo diverso di pensare.

marzo 14, 2011

Paolo Bizzarri ha detto…


@Odisseus

Che io ricordi, oltre a Raymond c’erano state alcune cose di Alan Cox, per esempio qui:

http://slashdot.org/story/98/10/13/1423253/FeatureCathedrals-Bazaars-and-the-Town-Council

C’è sicuramente un libro del professor Meo sull’argomento – combinato con una sociologa:

” Informatica solidale. Storia e prospettive del software libero”

Sicuramente ci sono – che io ricordi – alcuni articoli del professor Fuggetta del politecnico di Milano.

Una cosa recente che ho letto:

http://www.codesimplicity.com/post/open-source-community-simplified/

Sicuramente c’è stato altro, ma a quanto ho visto poco che abbia davvero affrontato le cose in modo strutturato.

marzo 14, 2011

Dale ha detto…


Insomma in futuro l’essere umano non varrà più niente, visto che le macchine potranno fare tutto meglio di lui?

marzo 14, 2011

Federico ha detto…


“Considerare come macchina qualcosa di antropomorfo o antropizzabile.”
Ma vuoi mettere invadere lo Spagnogallo con un esercito di Mazinga invece di pezzentissimi carroarmati?

marzo 14, 2011

Minkia Mouse ha detto…


Uriel, una curiosità, ma la quantità di commenti cestinati è proporzionale alla quantità quelli approvati?

marzo 14, 2011

Yossarian ha detto…


@Paolo Giovanni

Un relativismo ideologico è una contraddizione in termini.

E invece no: se parti dalla premessa come fanno i relativisti ideologici che alcuni punti di vista (o culture) sono meglio di altri, diventa ideologia perche’ la premessa e’ che quel punto di vista, quella soggettivita’, e’ migliore di qualsiasi altra.

Come ogni brava ideologia, la premessa spiega tutto e non c’e’ bisogno di altro.

Quanto al relativismo che aiuta la tolleranza, stai enunciando un semplice principio che come tale non significa nulla se non viene applicato.

Se parto dal presupposto che per capire A, B e C posso solo accettare la visione del mondo di A, non sto aiutando il dialogo o la tolleranza.

marzo 14, 2011

Uriel ha detto…


Il ‘900 è stato anche il secolo della bomba atomica, inventata dai fisici, non dagli umanisti. E questo è un fatto.
—–

Si, e per fortuna e’ stata inventata. Perche’ grazie all’atomica voi stronzi umanisti avete smesso di ciarlare di “bel gesto per cui si muore”: ci lasciavate le penne anche voi.

Infatti, da quando sono uscite le atomiche (e quindi in gioco c’e’ stato anche il vostro culo), abbiamo smesso di avere cialtroni che ci parlavano di “bella morte di eroe, il volto al cielo in un campo baciato dal sole”.

Tanto per essere chiari, senza le atomiche l’intera europa occidentale sarebbe finita sotto il dominio sovietico.

Ah, ma dimenticavo: voi in quel periodo emarginavate Orwell perche’ parlava male del comunismo, e poi siete passati a scendere in piazza col libretto rosso di Mao… a voi quella merda piaceva….

Del resto, l’avete inventata voi.

Sono orgoglioso che con l’atomica si sia messo fine alla seconda guerra mondiale. E lo sono altrettanto del fatto che grazie all’atomica non ci sono piu’ stati stronzi come Evola che camminano in mezzo ad un bombardamento per dimostrare che sono protetti dagli dei ariani… perche’ questo e’ stato. Avete cantato la guerra fino a quando le atomiche non ve vi hanno portato il botto in casa.

marzo 14, 2011

Uriel ha detto…


Insomma in futuro l’essere umano non varrà più niente, visto che le macchine potranno fare tutto meglio di lui?
—–

La trovo una semplificazione eccessiva. Un tempo fare di calcolo era attivita’ umana, oggi esistono le calcolatrici. Ma questo non ha cambiato molto il valore dei matematici.

marzo 14, 2011

restodelmondo ha detto…


Un tempo fare di calcolo era attivita’ umana, oggi esistono le calcolatrici. Ma questo non ha cambiato molto il valore dei matematici.

Applauso. Ma per troppi la matematica è ancora “far di conto”.

Poi. Ho appena letto due articoli che potrebbero interessare questa discussione:
http://www.economist.com/node/18276234
e soprattutto
http://www.economist.com/node/18276224

Morale: senza tecnici ormai si va sempre meno avanti. Anche nelle “humanities”.

[restodelmondo]

marzo 14, 2011

Odysseus_Nauticus ha detto…


Sono orgoglioso che con l’atomica si sia messo fine alla seconda guerra mondiale. E lo sono altrettanto del fatto che grazie all’atomica non ci sono piu’ stati stronzi come Evola che camminano in mezzo ad un bombardamento per dimostrare che sono protetti dagli dei ariani… perche’ questo e’ stato. Avete cantato la guerra fino a quando le atomiche non ve vi hanno portato il botto in casa.

Ah, beh, allora non c’è neanche da discutere.

marzo 15, 2011

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