Italia zobamba malumba babu’

E’ successo ancora. Ho “solo” 40 anni, ma ogni volta che parlo dell’italia della mia infanzia ed adolescenza mi scontro col fenomeno della perdita della memoria pre-internet. A quei tempi non c’era Internet, quindi google non ricorda nulla, quindi NESSUNO dei piu’ giovani ne sa nulla. Non credo, pero’, nella buonafede dei miei coetanei: in qualche modo, voi RICORDATE il pozzo di merda che era il paese.

Sollevo la questione per il discorso del cosiddetto “declino culturale” del paese. Perche’ vedete, la parola “declino” suppone che in precedenza si siano raggiunte vette piu’ alte, ovvero che si venga da una situazione migliore.

Ebbene, ho brutte notizie per voi: rispetto agli anni ’70, non solo la cultura italiana NON e’ peggiorata, ma e’ di molto migliorata. 

Semplicemente, molti italiani hanno nostalgia del passato, (DI QUELLA MERDA) perche’ non sono mai riusciti a scavarsi un posto decente nel mondo che e’ venuto dopo, con gli anni ’80. Qui occorre aprire una parentesi: i giovani diventano protagonisti del cambiamento sociale solo negli anni ’80. Gli anni della contestazione giovanile, cioe’ ’60 e ’70, non sono anni nei quali i giovani sono protagonisti.
Ovviamente, tutto dipende dall’idea di “protagonista”: se i soldati di Napoleone secondo voi furono “protagonisti”, e non semplicemente arruolati, allora i giovani del 1968 e del 1977 furono “protagonisti”. Se invece pensate che in un movimento che ha i partiti come guide il protagonista sia la guida, allora no.
Nel 1968 e nel 1977 , i giovani non andavano in piazza con idee proprie. Si riconoscevano nei movimenti della politica, nella sinistra o nella destra o nel partito dei cattolici, ma in ogni caso avevano le idee di un partito, il quale partito era, pero’ guidato da persone “non proprio giovani”.
Nel periodo che facciamo coincidere con la “contestazione giovanile”, come fu in USA e UK (e parzialmente Francia), le idee dei giovani erano le idee dei vecchi che guidavano i vari partiti.  Anche uscendo dal solito PCI (tutto tranne che “giovane”) la sinistra extraparlamentare faceva riferimento a Mao, a Trotzki, e a tutto l’armamentario di un mondo che non era esattamente “giovane”: non erano giovani le idee (ormai datate di qualche decennio, almeno) e non erano giovani coloro che decidevano se andare in piazza. A destra, c’erano i fascisti, le cui idee avevano gia’ piu’ di mezzo secolo.
Spiacenti, ma ne’ i giovani italiani del 1968 ne’ quelli del 1977 hanno mai fatto qualcosa come una “contestazione giovanile”: le idee che portavano in piazza quando i partiti di riferimento (non esattamente guidati da giovnai) organizzavano scioperi e manifestazioni  erano vecchie di almeno 40 anni, sia che parliamo di destra che di sinistra. Ed erano propugnate e fatte cadere su di loro da gerontocrati di partiti le cui idee avevano un’eta’ media che andava ben oltre il mezzo secolo. Quando parlavamo di un’ideologia “giovane” quale il Maoismo.

Per tutti gli anni 60 e 70, la “contestazione giovanile” era semplicemente una contestazione organizzata da vecchi, con idee vecchie, mettendo i giovani in prima fila e sfruttando la loro voglia di protagonismo. Gli anni 60 e 70 vedono milioni di giovani scendere in piazza per le idee dei loro padri (comunismo, fascismo, cattolicesimo &co), dei loro nonni (resistenza, fascismo, chiesa) , o dei loro partiti (DC, PCI, MSI), retti normalmente da gerontocrati. Gli “extraparlamentari”, quando andava bene citavano Trotzky, Mao, Lenin a sinistra, Mussolini, Evola, Guenon a destra, Croce e Don Bosco al centro. Tutta merda che , quando andava bene, aveva 50 anni. Altro che contestazione “giovanile”!

Il primo protagonismo giovanile, in Italia, arriva con gli anni ’80. E lo si distingue nella maniera piu’ efficace possibile per una ragione: cessa l’influenza dei partiti. Anziche’ essere semplicemente truppa dei partiti, i giovani degli anni ’80 si dividono in tribu’ urbane che hanno collocazioni politiche ormai incerte (i panozzi , a volte, erano di destra , i punk erano anarchici, alcuni skin erano rossi e altri neri, ma non ne ricordo altri) , e che comunque non fanno dell’impegno politico il loro punto forte.
Le nuove identita’ urbane che nascono con gli anni ’80 non si basano piu’ sull’impegno politico, bensi’ sul modo particolare con cui i ragazzi passano il tempo libero e comprano beni voluttuari. La distinzione e’ “come ti vesti, dove esci la sera, che musica ascolti”. Ovvero, su come si spende il tempo libero e su cosa si compra coi soldi in avanzo.(rispetto alle funzioni di base della famiglia).
La politica, cioe’, viene cacciata a calci dall’orizzonte giovanile, il quale si struttura sull’uso voluttuario dell’identita’: essere paninaro significa vestirsi in un certo modo, ascoltare certa musica, frequentare i primi fast food, essere dark significa vestirsi in un altro modo , ascoltare altra musica, trovarsi in altri ritrovi (1), essere metallari significava sbronzarsi di birra, ascoltare heavy metal, andare in altri ritrovi ancora, eccetera. Solo i punk orbitavano ancora su centri politici come i centri sociali, ma erano gia’ stracotti ed erano pochissimi, negli anni ’80 non erano piu’un movimento di massa.
Il risultato era cosi’ che la prima generazione di “giovani protagonisti”, cioe’ di creatori di cambiamenti sociali, semplicemente getto’ la politica nel cesso. Merda vecchia, si diceva. E avevano ragione.
I politici non tolleravano di essere defenestrati in quel modo, e accusarono quella generazione (e quelle che seguivano) di non “avere valori”, di non “avere ideali”, e tutto il resto. Il problema era, semplicemente, che le sedi dei partiti erano vuote mentre i fast food erano pieni.
Il primo linguaggio veramente giovanile , e la prima contestazione giovanile, non arriva in italia con gli anni ’60 ne’ con gli anni ’70: arriva in Italia con gli anni ’80. E contestualmente la politica, ormai obsoleta,  finisce nel cesso.
Lo spartiacque tra italia “vecchia” e italia “nuova” e’ rappresentato dagli anni ’80. E spesso si fatica a capire bene in che modo quella rottura fu vissuta in provincia. Ma il punto e’ questo:

La liberta’ dei costumi che i giovani italiani hanno, la poca modernita’ che c’e’ in Italia, non nasce ne’ negli anni ’70 ne’ negli anni ’60: arriva con gli anni ’80. Prima potevate solo scegliere tra comunista , ciellino e fascista, ovvero fra tre etichette ciascuna delle quali aveva almeno 50 anni ed era gestita dai vecchissimi dirigenti di partiti altrettanto vecchi.

E’ difficile capire quel che dico, cioe’, perche’ mi riferisco al periodo che precedette gli anni 80 (nelle citta’) e che continuo’ sino a meta’ degli anni ’80 in periferia e nelle piccole citta’ di provincia.
La societa’ che precedette gli anni ’80 era semplicemente terrorizzata dalla modernita’. Aveva bisogno di imbrigliarla nei deliri futuristi o nei deliri socialisti per la semplice ragione che temeva il futuro. Il fulcro di tutti i timori del futuro erano molto semplici: il futuro richiedeva e richiede un individuo che fa delle scelte, mentre i nostri genitori e i nostri nonni non hanno MAI fatto alcuna scelta. Hanno semplicemente fatto quello che facevano tutti: magari “tutti” erano i compagni , o erano i camerati, o erano gli “amici”, ma tant’e’: erano vite inutili vissute seguendo qualche flusso, inseguendo un leader.(2)
Com’era la vita dei giovani prima delgli anni ’80? Era basata sul concetto di vivere per sposarsi: sia donne che uomini non sognavano altro che di raggiungere questo stato. Le donne perche’ volevano uscire di casa e smettere di essere l’aiutante di mamma nella cura di papa’ , della casa e dei fratelli, gli uomini perche’ volevano  una casa di proprieta’, un’automobile di proprieta’, una fica di proprieta’.
Questa deformazione causava una visione della persona assolutamente miserabile. L’eccesso si aveva nel mondo femminile. Siccome la donna doveva sposare un “buon partito”(3), ma ovviamente le classi sociali esistevano , il ragionamento era circa il seguente: supponiamo che la societa’ abbia 10 livelli. Supponiamo che un uomo benestante sia , diciamo, a livello “8”. Supponiamo che la donna sia a livello “3”. La donna potra’ sposare quell’uomo? Si, se soddisfa un’equazione:
Livello sociale della donna + quantita’ di fica =  livello sociale dell’uomo.
Il ragionamento era: lui e’ ad un livello sociale di 8, io sono ad un livello sociale di 3, siccome la mia fica vale 5, allora 3+5=8 , e il matrimonio si puo’ fare. Poi vedremo come fare a chiamare “Amore” quello che invece si dovrebbe chiamare “quantita’ di fica”, ovvero l’avvenenza della ragazza.
In questa ottica , il piu’ ricco del paese si sposava sempre con una ragazza scelta tra le altrettanto ricche (se non propriamente gnocche) oppure se sceglieva una ragazza meno ricca era tra le piu’ belle.
L’implicita prostituzione contenuta in questo modello sociale era affievolita da due mitologie: l’amore ed il matrimonio in chiesa. Se ti sposi in chiesa (cosa che di per se’ santifica) e lo fai per amore (il detersivo del sesso) , allora non sei una bagascia, ma una donna che , casualmente, si e’ innamorata di un buon partito.
Se pensiamo ad una societa’ del genere, e’ chiaro come si comportassero le donne: tutto dipendeva dal “fattore F”, perche’ in ultima analisi era il modo con cui potevano conquistare il matrimonio morganatico con un fanciullo di classe economica superiore. Tutto, cioe’, dipendeva da quanto valesse la loro fica, perche’ quello era il valore aggiunto che teneva in piedi il commercio etico di se’ stesse.(4)
Dal momento in cui la scala di valore era quella, c’era il problema di limitare chi facesse un gioco scorretto. Cioe’, la cretina analfabeta con belle tette e gran culo, di famiglia contadina, poteva anche sposare il figlio del negoziante ricco del centro paese (detto: “la crema” nella bassa ferrarese) , se era davvero una gran bella ragazza. Ma solo a patto che non ci fossero belle ragazze altrettanto ricche (qui non c’era niente da fare) oppure se non capitava una ragazza piu’ interessante.
La sorella di un mio compagno di scuola faceva la pittrice. Si era iscritta all’istituto d’arte e aveva fatto quello che non si doveva fare: insieme ad amiche della scuola (ed alcuni parenti all’estero) aveva fatto una tessera “Interrail” , grazie alla quale aveva visitato (andando per ostelli) Barcellona, Parigi, Amsterdam, Bruxelles.
Ovviamente al ritorno aveva portato cartoline e regalini agli amici, e una sera al bar del paese aveva mostrato le foto del suo viaggio. E siccome gli unici ad aver viaggiato (per andare in vacanza) erano i figli dei ricchi, aveva qualcosa in comune con loro!
Aveva cioe’ incrinato lo schema locale: certo, c’era quella davvero “bella” del paese, ma se qui basta che una stronza abbia un interesse diverso e faccia qualcosa di diverso per prendere dei punti-fica  nei confronti dei ragazzi-bene del paese. Cosi’, il mondo delle prostitute perbene del paese prese immediatamente provvedimenti:

La ragazza era andata, evidentemente, ad abortire via, per nascondere al paese  il fatto di essere incinta. Si sapeva chi (era ovviamente un uomo sposato) , di quanti mesi, dove avesse abortito, e le foto le aveva scattate la sorella. Inoltre, siccome era anche drogata, ne aveva approfittato per disintossicarsi. Le due versioni potevano coesistere o no, ma tant’e’: la ragazza perse tutte le amiche, e la furia nei suoi confronti si spense solo quando si seppe che “ha un fidanzato, uno di Ferrara”(5). Non essendo piu’ una pericolosa concorrente, le maldicenze scomparvero.

Queste erano le donne italiane prima degli ’80 e, in provincia, sino alla meta’ degli ’80. Solo con gli anni ’80 la nascita di un ceto medio capace di soddisfare le aspirazioni culturali e personali dei giovani era riuscito a scompaginare il gioco. Due ragazze del paese facevano danza classica in una palestra del paese vicino, una era una fanatica di ciclismo e si girava con una tuta attillata e la bici senza venire infamata, eccetera.
Il punto era che nel il 1968 ne’ il 1977 avevano mai inficiato questo: i partiti si guardavano bene dall’incrinare il prezioso ordine sociale.
Se oggi siete ragazze e potete coltivare hobbies, passioni, se potete avere la passione di scrivere libri fantasy, di collezionare manga, di coltivare un qualsiasi interesse che non sia “quello che fanno tutti”, senza sentirvi inquisire con “ma se le altre non lo fanno perche’ devi farlo tu? chi credi di essere per essere diversa dalle altre?”, non e’ per le femministe o per il 68. Quelle vi davano una sola scelta: entra nel partito, credi nel partito , diventa come noi, parla come noi, fai le cose che facciamo noi.
La vera autodeterminazione personale dei giovani e’ arrivata col ceto medio e con gli anni ’80. Ovviamente ebbe eccessi positivi o negativi, ma tant’era.
Lo stesso dicasi del mondo maschile del periodo. Il gioco era molto semplice: vinci quando hai una casa di proprieta’, un’automobile di proprieta’, una fica di proprieta’. Piu’ belle sono queste cose, piu’ hai vinto.
Se una casa di proprieta’ e un’automobile di proprieta’ sono relativamente facili da raggiungere, tutto verteva sul problema della fica di proprieta’. Il problema era, essenzialmente, che la donna usava un “fattore F” in maniera calcolata, ma ne amplificava troppo il valore.
Supponiamo cioe’ che in un paese il livello sociale medio sia di 6. Supponiamo che oscilli tra 3 e 9. Il risultato, statisticamente, e’ che i maschi oscillano fra 3 e 9 quanto le femmine, visto che le nascite sono equamente distribuite.
Ma le donne hanno il “fattore F”, e quindi sommano, diciamo, +3 al loro valore per via del fattore fica. E ci troviamo con un paese nel quale abbiamo i maschi che vanno da un “tasso di sposabilita’” da 3 a 9, mentre le femmine si autopromuovono , passando da 6 a 12. Il risultato e’ che il 50% dei maschi (da 3 a 6, meta’ dell’intervallo da 3 a 9) e’ considerato insposabile, e quindi ignorato. 




Cosi’, tutto quello che il mondo maschile faceva prima degli anni ’80 (e fino a meta’ degli stessi) era di gareggiare per apparire piu’ ricco di quanto non fosse, o per mettersi in mostra il piu’ possibile. Oppure semplicemente usciva dal gioco.
Quando mio padre riusci’ ad uscire dalla cassa integrazione e divenne idraulico, nella mia vita successe una qualche catastrofe. Perche’ prima, come figlio di operaio cassintegrato, ero addirittura fuori dall’intervallo da 3 a 9, nel senso che stavo attorno al 2, forse 1. Nella logica del paese avreo dovuto sposare solo qualche disastrata , brutta o con una storia dubbia alle spalle.
Improvvisamente (tempo un anno) la mia famiglia passo’ da 1-2 a qualcosa  , nella scala locale, attorno al 9. Potei dedicarmi all’hobby della prima informatica, ed altre ricche amenita’. Il mondo attorno a me cambio’ radicalmente, diventai improvvisamente uno da frequentare (specialmente quando cambiammo casa, uscendo dalle vetuste “case dello zuccherificio” e il cambiamento di status fu evidente) ma fu esattamente il momento in cui mandai a fare in culo tutto il loro giochino, semplicemente uscendone.
Beh, da quelle parti oscillavo tra “drogato” , “pervertito”, la mia vita sessuale gia’ piuttosto difficile da gestire per me era oggetto di leggende , poi arrivarono anche “satanista” (heavy metal, ricordate?) , e tutta una serie di altre cose che credo di non ricordare nemmeno . Onestamente non mi mancano. Semplicemente mi vedevano andare nella stazione di un paese vicino, parcheggiare il motorino e prendere un treno per Ferrara. Cosa andassi a fare non lo sapevano (fortunatamente) , ma non sapendo inventarono a man bassa.
Il punto? Il punto e’ che con gli anni ”80 e la chiusura degli zuccherifici molti si diedero ad altro, e arricchirono. Era piano di ganzissimi ragazzini col “125” nuovo , il moncler e le timberland che non vedevano l’ora di essere i piccoli berlusconi del posto, pieni di ragazze che in virtu’ del loro nuovo status sociale facessero bunga bunga con loro.
Il punto e’, cioe’, che il Berlusconi del luogo (il ragazzotto che ai 18 anni compro’ una mercedes e non una golf, per intenderci) aveva effettivamente disponibilita’ di tutte le ragazze del luogo, perche’ il fattore fica richiede che la fica sia disponibile.
Queste, signori, erano le vostre madri. Questi erano i vostri padri. Questa e’ la merda da cui veniamo. Questa e’ la carne da cui siamo usciti.
Le nostre madri e le nostre nonne non si sono sposate: hanno venduto quello che oggi si chiamerebbe “un future” sulla propria fica, in un contratto di lungo termine, nel quale il valore della persona comparato a quello dello sposo era semplicemente il confronto tra i due livelli di reddito sommato al valore della fica stessa. Fine. Prostitute ante litteram.
Questo spiega come mai Berlusconi si comporti cosi’: se oggi berlusconi ha disponibilita’ dell’ 80% delle donne italiane (6), a quel tempo il riccozzo del paese aveva disponibilita’ dell’ 80% delle ragazze locali. Fine.
Veniamo al dunque della censura in RAI e del conservatorismo sociale.
Sostenere una societa’ del genere non era facile. Se ci pensate, un simile meccanismo e’ fragilissimo. Nel mondo del mercato della fica , da parte femminile, occorreva evitare QUALSIASI rischio che una ragazza potesse sommare , al fattore fica, anche il fattore cervello.
Capite che se la ragazza con la passione dell’arte improvvisamente inizia a diventare interessante, non vi annoia e dopo 3 frasi e attira cosi’ maschi “di un certo livello”, inizia un problema serio: il fattore fica potrebbe diventare un fattore debole. La ficona del paese, cioe’, puo’ essere battuta da una tizia solo perche’ ad un certo punto durante la fiera del paese fa una specie di esposizione nella biblioteca del comune. Al centro dell’attenzione, ED E’ SENZA TETTE! MA COME OSA QUELLA TROIA?
Per tenere un paese del genere in equilibrio, occorre che la Paola R. della situazione NON POSSA NEPPURE venire in contatto con l’idea di fare la pittrice. Occorre che NESSUNA donna sia rappresentata nell’atto di dipingere, che  la stampa popolare non parli mai di Frida Kahlo,  eccetera.
Figuriamoci se una donna puo’ lanciare i componenti a Jeeg. Ma che, scherziamo?Le altre donne la lincerebbero.
Lo stesso dicasi per gli uomini. Perche’ uno che , quale nobile figlio di idraulico arricchito, semplicemente scegliere la ragazza che gli piace, manda tutto a quel paese, si veste in maniera stravagante e rifiuta tutto il balletto? Si dice che ascolti una musica che nessun altro ascolta. AHA! Allora bisogna evitare che questa satanica cacofonia arrivi ai giovani! Si dice che frequenti persone adulte che hanno strane attenzioni verso i ragazzini. AHA! All’epoca, solo concetti come “milf” o “cougar” erano impensabili, e il corrispondente maschile era qualcosa che si mormorava prima di lavarsi la bocca. Col sapone.
Cosi’, era un equilibrio assolutamente fragile. Si reggeva tutto sull’equazione:
Reddito  donna + fica => reddito uomo,
e ovviamente sul suo inverso. Esso generava famiglie nelle quali se c’erano due stipendi quello grosso era dell’uomo. Lui guadagnava diciamo un milione e ottocentomila lire/mese, lei un milione e duecento, seicento mila lire  al mese era il delta dato dal valore della fica.
Qualsiasi altra cosa, qualsiasi interesse, qualsiasi hobby, qualsiasi altro VALORE che l’essere umano potesse acquisire in qualsiasi modo (perche’ pensa/perche’ ha una passione/perche’ ha un hobby/perche’ ha un sogno/perche’ e’ diverso dagli altri) era semplicemente vietato.
Completamente PROIBITO MENZIONARLO SUI MEDIA.
Eravamo in due, nel paese, a fare arti marziali. Io facevo Judo e un altro faceva Karate. MA il mainstream era il KArate (nei film di avventura il Judo non riesce spettacolare) . Questo, agli occhi dei non combattenti, ci dava valore. Io ero l’unico del mio paesello a praticare “quel gioco inglese, li’, come il futball americano ma senza armatura”, il rugby. Gli altri andavano al massimo a “scuola di calcio”. Un insulto: questo ti da’ valore. LA differenza ti da’ valore.
Ma come cazzo di e’ venuto in mente di fare Rugby? Rischi di scompaginare la graduatoria locale! Dove hai imparato questa cosa? Chi te l’ha detta? Quel sovversivo del Tabbia il prof di educazione fisica! Eccolo!
Com’era la societa’ prima degli anni ’80, riassumendo?

ERA UNA SOCIETA’ CHE EMARGINAVA, CENSURAVA, STIGMATIZZAVA QUALSIASI VARIETA’, CHE NASCONDEVA QUALSIASI COSA TRANNE QUELLO CHE ACCOMUNAVA TUTTI, OVVERO NULLA , CHE VOLEVA EVITARE A TUTTI I COSTI CHE LA PERSONA SVILUPPASSE UNA QUALSIASI QUALITA’ NON ACCEDIBILE PER VIA DEL REDDITO (PER GLI UOMINI) O DEL REDDITO E DELLA FICA (PER LE DONNE):UN’ IDENTITA’ PERSONALE BASATA SU SCELTE.

Per questo, non si doveva parlare in TV di un Actarus. Diverso. Alieno, addirittura, viene da un altro pianeta. Fichissimo. Combatte per un ideale.
Per questo non si doveva parlare di NULLA. Nulla che non fosse mainstream, nulla che non fosse accedibile a tutti. Le donne con personalita’ non-dovevano-esistere, perche’ la personalita’ era una mossa sleale per quelle inutili bambole di carne che si costruivano appetibilita’ matrimoniale davanti allo specchio: poteva esistere un  trucco che dava personalita’, o un vestito che dava personalita’, o un taglio di capelli che dava personalita’. Questo si’: perche’ era possibile per qualsiasi cretina procurarsi tutte queste cose, a patto di avere il fisico. Ma la personalita’ in se’, era vietata. Puttana! Ma come di permetti? Ma chi credi di essere?
Lo stesso dicasi di un uomo. Tutto quello che era consentito era di mostrare il proprio reddito ostentando lo stile di vita. Gli sport erano tollerati solo se erano gli sport di cui si conoscevano i costi, socialmente accettabili E ACCEDIBILI A QUALSIASI CRETINO di tamarro locale. Gli hobbies , stessa cosa.
La sola idea di sviluppare un quid di diversita’  era accolta come una perversione dell’ordine costituito. Il quid di diversita’, inaccedibile, avrebbe rappresentato un vantaggio che nessuno poteva recuperare facilmente.
Il tamarro poteva andare a fare karate se sapeva che il karate era tirare calci e picchiare. Ma il Judo, come lo hai conosciuto? Boh.  Quel “boh” era il punto: un qualcosa che non si compra.
E il Rugby. Bisognava andare alle scuole giuste e avere il prof giusto, e serviva che il prof ti inquadrasse come persona di un certo tipo. Ma no, non era come la “scuola di calcio” : li’ qualsiasi stronzo potesse pagare si iscriveva . (all’epoca c’era UNA SOLA squadra di rugby in provincia, credo. Ricordo che alle femminili c’era UNA SOLA squadra in Italia, e per poter giocare si battevano con noi maschi).
Qualsiasi cosa non fosse accedibile a tutti e potesse dare valore all’individuo per via di una qualche scelta RAGIONATA era PROIBITO, STIGMATIZZATO, EMARGINATO, CENSURATO.
Non si poteva menzionare in TV. Non si doveva menzionare sui giornali. Doveva sparire.
Perche’ la fragile societa’ del periodo era tenuta in piedi da una stupida equazione che determinava l’equilibrio tra domanda ed offerta nel mercato della fica a contratto vitalizio, ovvero del matrimonio. Il valore dell’individuo ne determinava le condizioni di matrimonio, il reddito del maschio decideva quanto fica e ricca potesse essere tua moglie, la qualita’ della fica decideva quanto la donna potesse scalare la scala sociale oltre al proprio status iniziale. Era tutto qui.
Introdurre nuove idee, e specialmente nuove cose che dessero VALORE alla persona, un valore che non tutti potessero procurarsi e che escludesse alcuni su una base di personalita’, intelligenza, giudizio critico, era un pericolo.
Era un pericolo per la DC dei cattolici, che avrebbe visto sgretolarsi la societa’ esistente, era un pericolo per il PCI che non poteva piu’ irreggimentare giovani al servizio di idee di 80 anni prima, era un pericolo per il fascisti che non potevano piu’ sostenere un’idea di “tradizione” morta in guerra 30 anni prima, alla fine di un pessimo governo caduto per sempre.
Con gli anni ’80 il ceto medio rivoluziono’ tutto. La TV commerciale aggiro’ la rigidissima esperta ed invisibile censura della RAI. Contenuti prima considerati pericolosi arrivarono al pubblico, dai cartoni giapponesi ai format anglosassoni (ricordo che Mediaset non ha mai inventato nulla, la “cultura berlusconiana” di mediaset e’ semplicemente cultura pop anglosassone) , e tutto si ruppe, almeno nelle grandi citta’. In provincia qualcosa si smosse, ma le cose stanno ancora cosi’.
E oggi , quello che vedete parlare di declino e’ semplicemente chi ha nostalgia dei vecchi tempi.
Quando tutto il mondo era semplice e il maschio doveva solo procurarsi una casa di proprieta’, un’automobile di proprieta’, una fica di proprieta’. LA donna doveva solo “tenersi” fino al matrimonio, trovare un “lavoretto” (ovviamente non il reddito principale della famiglia , perche’ lo stipendio “grande” sarebbe stato del marito) e specialmente gareggiare con le altre concorrenti di una specie di mostra canina nella quale si vendeva al miglior partito della situazione.
Uomini che pensavano a far soldi per comprare una donna finche’ morte non vi separi, e donne che pensavano solo a mostrare la mercanzia per essere comprate da un uomo ricco.

Questo e’ il mondo che ha in mente Berlusconi, e’ vero. Il guaio e’ che e’ ANCHE il mondo che hanno in mente quelli che vogliono tornare “a prima”.
Per questo non vedo alternative. Vedo solo vecchiume che bercia.
Di un’italia che faceva CACARE, che si vuole vendere come    un paradiso di rispetto per la persona e autodeterminazione, quando era solo UN FOTTUTO MERCATO DI CARNE GIOVANE  E REDDITO.
Uriel
(1) Normalmente il fast food dagli interni piu’ ispirati al bauhaus. Spesso il padrone aveva semplicemente rinnovato il locale seguendo i consigli di un architetto, e non si spiegava come mai da quel momento tutti questi ragazzi vestiti di nero riempissero il suo bar.
(2) le tendenze giovanili degli anni ’80 non avevano leaders. Non c’era il capo dei Dark, il capo dei metallari, il capo dei punk, del rockabilly. Al massimo esistevano cantanti, ma non c’era niente come Curcio, Berlinguer , o Almirante o altri. Erano movimenti acefali, o probabilmente autocefali.
(3) Provate a spiegare il concetto di buon partito ad uno straniero: otterrete “richer man” o “reicher mann”. Nient’altro.
(4) Si’, sto dicendo che l’intera popolazione italiana discende da una generazione di donne ontologicamente , interiormente , culturalmente e spiritualmente prostitute. Si tratta essenzialmente del modello “tradizionale” di donna, proprio quella che pretendeva di essere una santa. In seguito agli ’80, alcune si sono emancipate da questo. Ma e’ una minoranza.Per il resto, la media era in vendita al “miglior partito”, e il contratto di vendita si chiamava “matrimonio”.  Nessuna esclusa, inclusa mia madre. Incazzatevi pure, chissenefotte.Io la verita’ l’ho gia’ affrontata anni fa e sono ancora vivo.
(5) Nell’immaginario locale, la lontana “grande citta’” , remota e caotica.
(6) Non lui in persona. Ma tranquilli che se avete il suo stesso reddito, sarete estremamente affascinanti per l’80% delle donne del paese, e le vostre feste saranno ambite da ogni ragazza “perbene” del paese. Essenzialmente, Silvio e’ odiato perche’ mostra il paese cosi’ com’e’. Ed e’ piu’ odiato dalle donne perche’ le mostra come sono.
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