Chi ha ucciso il ceto medio?

Sulla morte del ceto medio si sono fatte molte ipotesi di tipo economico. Personalmente, ieri sera stavo guardando la folla di persone all’aereoporto di Bologna, e stavo cercando di analizzarne la provenienza economica. Osservandoli per qualche tempo mi e’ sorto un dubbio, sul quale poi ho riflettuto bene. Ed in effetti, ho aggiornato la mia teoria su quanto ha causato la scomparsa del “ceto medio” dopo il 2000.

Innanzitutto, sul piano del metodo possiamo individuare le caratteristiche vincenti del nuovo , sebbene piccolo, “ceto medio”. E’ difficile notare come e perche’ il nuovo ceto medio sia tale, ma vorrei soffermarmi un attimino sul “come”. Com’e’ il ceto medio, e qual’e’ la caratteristica che ne riassume piu’ di tutte l’identita’?
Ho fatto qualche ricerca in giro, e mi e’ piaciuta molto l’interpretazione di Prandstraller:

C’è, da noi, un equivoco alla base della disattenzione per il ceto medio: si crede che quello odierno s’identifichi con i gruppi umani che sono stati più o meno eliminati dalla scena sociale negli ultimi due decenni del secolo scorso: cioè i titolari di negozi (eliminati in gran parte per l’apparizione degli ipermercati, degli outlet, eccetera), gli impiegati (che hanno perso gran parte del loro rilievo sociale), i professionisti vecchio stampo (il cui spirito paternalistico non ha più incidenza nel rapporto con i clienti), i cosiddetti “intellettuali”, la cui voce con il tramonto dell’età ideologica è stata pressoché spenta.

Questo pezzo e’ importante perche’, essenzialmente, dipinge il ceto medio che e’ morto. Quello e’ stato il ceto medio italiano degli anni ’80 e dei primi anni ’90. Poi, pero’, qualcosa e’ cambiato, e c’e’ stato il loro collasso completo.
Chi e’ sopravvissuto a questo collasso? Qual’e’, cioe’, il “nuovo” ceto medio? Prandstraller ne fa una interessante analisi:

 

Il primo elemento che compone il nuovo ceto medio è costituito dai piccoli imprenditori (o artigiani) tecnologici, quelli cioè che hanno capito che chi non possiede le tecnologie emergenti e non ha il supporto cognitivo necessario per controllarle, non mantiene oggi alcuna chance di stare sul mercato e di affrontare positivamente la concorrenza. Sono in sostanza i piccoli imprenditori che hanno assimilato l’elemento chiave della società postindustriale, definito da Daniel Bell, Alvin Toffler e altri come “conoscenza scientifica” applicata alla produzione.
Il secondo elemento è formato dai professionisti appartenenti alle professioni riconosciute e alle nuove professioni, nonché dai tecnici, che stanno offrendo sul mercato dei servizi prestazioni qualificate, operando in forma individuale o associata o societaria, consapevoli che per effettuare progetti di grande rilievo, consulenze di alto livello, eccetera, occorrono strutture di supporto organizzate in modo adeguato al rilievo delle richieste e delle proposte. 
Il terzo elemento comprende le frange creative della società attive nella moda, nel design, nell’architettura, nelle arti visive, nello spettacolo, nel giornalismo, nel cinema, nella televisione, nella musica (specie rock e pop) nella canzone d’autore (cantautori). Essi danno luogo a espressioni immateriali tuttavia rilevanti anche sul piano economico. Fanno parte del ceto medio, perché si formano nelle file di quest’ultimo e gli appartengono almeno finché arrivano a una vasta notorietà. 
Il quarto elemento è formato dai membri culturalmente qualificati delle grandi strutture di servizio, come ospedali, musei, scuole, tribunali, università, forze armate, polizie, centri di ricerca, case editrici, televisioni, eccetera.
E’ interessante questa analisi perche’ ci permette di analizzare un curioso fattore di correlazione: la scomparsa del ceto medio italiano e’ avvenuta proprio con l’arrivo delle nuove tecnologie, con il boom di internet e dell’informatica che ha caratterizzato i primi anni dopo il 2000.
E’ possibile affermare in maniera categorica che sia stato l’avvento dell’informatica e delle reti geografiche a causare l’obsolescenza e quindi l’estinzione del vecchio ceto medio? E specialmente, e’ possibile pensare che la loro scomparsa sia stata dovuta ad una ostinata resistenza a queste tecnologie?
Possiamo fare una piccola tabella, probabilmente, e in questa tabella cercare di rappresentare la relazione tra il vecchio ceto medio come descritto da Prandstraller: probabilmente riusciremo a capire in che modo l’ IT si relazioni con loro. Possiamo cioe’ paragonare il modo col quale il ceto medio realizza il proprio output prima del 2000, e paragonarlo con quello che nasce con l’ IT.
Pre-IT
Post-IT
Piccolo negozio. E-commerce.
Agente commerciale intermediario. E-commerce B2B.
Impiegato aziendale. Office Automation.
Impiegato statale. E-government.
Vecchio professionista “coi contatti”. Networked professional.
Piccola distribuzione sul territorio. E-logistics.
Vecchio “intellettuale” Social Generated Content
C’e’ quindi un problema chiaro, che espresso in forma analitica esprime molto chiaramente il perche’ il vecchio ceto medio sia MORTO:

OGNI conquista dell’ IT non e’ altro che la scomparsa di una vecchia classe del ceto medio. Quando nasce una nuova branca dell’ IT, essenzialmente muore un pezzo di “vecchio” ceto medio.

Vista cosi’, la mia affermazione appare piu’ semplice da credere:

La scomparsa del ceto medio e’ stata causata PRINCIPALMENTE dall’arrivo delle nuove tecnologie. Il nuovo ceto medio italiano NON E’ ALTRO che il piccolo sottoinsieme di persone che hanno saputo accettare e MONETIZZARE l’uso di nuove tecnologie.

Non ci vuole molto a capire cosa succede: quando l’ e-commerce cresce (siamo a circa 10 miliardi di euro/anno, in Italia) , i negozi tradizionali si trovano nella merda.  Quei 10 miliardi di euro di e-commerce, in crescita, non sono altro che 10 miliardi/anno di decrescita del ceto medio dei negozianti.

Allo stesso modo, la catena di distribuzione delle merci e’ cambiata con le logiche B2B (Business to Business) che si usano in rete. L’agente commerciale ha perso potere, e mano a mano che cresce il B2B, quello che succede e’ che un altro pezzo del ceto medio scompare. Ci vorra’ un pochino perche’ i baristi smettano di comprare il caffe’ sempre dalla stessa marca e iniziino a comprarlo via internet, ma quando succedera’ il 42% di margine di contribuzione (solo sull’ultimo anello della catena) potranno sognarselo. E una intera classe di “rappresentanti” finira’ di esistere.

Gli impiegati nelle aziende, i cosiddetti “colletti bianchi”, che prima traevano potere dalle burocrazie interne, stanno boccheggiando mano a mano che arrivano nuovi sistemi di Office automation. Ormai quasi nessuna azienda ha ancora “pratiche” cartacee, se non nei casi in cui lo stato le richiede. Che sono sempre meno. Il fatto di poter comprare un biglietto delle FS via internet ha tolto potere (e reddito) a tutta una categoria di impiegati, i bigliettai, per fare un esempio.

Perche’ lo stesso sta accadendo sul piano dello stato, mano a mano che arriva l ‘e-government, e i suoi patetici impiegati sono sempre piu’ inutili. L’agenzia delle entrate chiede sempre meno carta e sempre piu’ comunicazioni elettroniche. E questo sta facendo scomparire un’intera classe di persone che prima traevano il loro reddito dal semplice maneggiare carta.

Il vecchio professionista che prima era “la scelta obbligata” e’ in crisi. Mi ricordo ancora, anni fa, quando un importante studio legale di Milano chiese alla mia azienda un sito web. Eravamo attorno al 1997. Abbiamo proposto un sito interattivo (merda, era tutto scritto in cgi/perl… ovvove!) , e la risposta fu: bello, ma abbiamo chiesto all’ordine e NON POSSIAMO FARCI PUBBLICITA’ SU UN SITO.

Il divieto a farsi pubblicita’ e’ essenzialmente la summa del vecchio professionista: ne esiste uno “dal quale vanno tutti”, dal quale “si serve la banca”, del quale “si appoggia il comune”, e quello e’. Forse ne esistono altri, ma se chiami l’ordine non ti danno i nomi, e non si fanno pubblicita’.

Ma con la rete arriva la rivoluzione, e i professionisti conoscono la concorrenza. Il professionista riesce a lavorare su piu’ sedi: avvocati che improvvisamente riescono a lavorare agevolmente su molti tribunali senza avere studi giganteschi, professionisti che “escono dal territorio”, liste di professionisti online. Un pochino catastrofico, per il vecchio modello di professionista.

Infine, il vecchio intellettuale. Prima i musicisti impegnati, poi gli intellettuali politici perdono la scena. Arriva il web 2.0. Oggi, con gli e-book, stanno per perdere il potere (ed il reddito) i vecchi scrittori. Cammilleri e’ un dinosauro, Saviano e’ preistoria. Presto 1000, 10000, 100000 napoletani inizieranno a raccontare la camorra. Presto 1000, 10000,100000 siciliani inizieranno a scrivere storie sulla vecchia Sicilia.

E poi? Lo stesso intellettuale politico classico e’ stato surclassato, anche nel mondo della “sinistra chic”, dal nuovo blogger impegnato, dal nuovo intellettuale “scomodo”. Persino i giornalisti impegnati vengono stracciati dal dilettante di WikiLeaks.

Tutte queste figure non hanno perso soltanto la scena. Hanno perso il REDDITO.

Sono, cioe’, il vecchio ceto medio che muore.

Una volta avuta la comprensione chiara di questo fatto, e cioe’ che anche la famosa “grande distribuzione” che colpisce i piccoli negozianti e’ possibile SOLO grazie all’ IT, ovvero alla logistica informatizzata, abbiamo una visione chiara del problema.

Il vecchio ceto medio e’ stato ucciso dall’ Information Tecnology. Sono riusciti a sopravvivere solo alcuni settori protetti, che pero’ non possono  espandersi e quindi hanno i redditi fermi da un decennio, e quei soggetti che sono stati capaci di capire il nuovo mondo e monetizzarlo. Il nuovo ceto medio e’ fatto da coloro che, in qualsiasi settore lavorino, e’ stato capace di monetizzare il mondo dell’ InformationTechnologies. Tutti i cambiamenti che hanno ucciso il ceto medio sono stati, per noi professionisti dell’ IT, semplicemente “una vittoria”. Ogni vittoria dell’ IT fa scomparire un nuovo pezzo del vecchio ceto medio italiano.

Ora, una volta che questo concetto e’ chiaro, sappiamo che cosa abbia annientato il vecchio ceto medio e perche’ il suo annientamento sia avvenuto proprio in un preciso momento della storia, in precisa correlazione con l’esplosione dell’ IT. Una nuova classe di predatori e’ entrata nell’ecosistema, erano piu’ efficaci, e per i dinosauri non c’e’ stata storia.

Adesso pero’ andiamo a chiedere a questi signori del “ceto medio” che cosa pensano delle cause della loro scomparsa, in quel periodo storico. Sapete cosa vi rispondono? Vi rispondono :

“E’ stata colpa dell’Euro”

Ora, sull’ Euro possiamo avere da dire quanto vogliamo, ma dopo aver ragionato come sopra, sappiamo che l’ Euro ha causato alcuni fenomeni che hanno impattato sulle famiglie, cioe’ sulla Working Class. Ma sappiamo anche perche’ il vecchio ceto medio dei negozianti ha avuto bisogno di raddoppiare i prezzi per via dell’ Euro: stavano morendo.

In realta’, l’ Euro permettendo loro di raddoppiare i prezzi e’ stato una fortuna per il ceto medio italiano (e un disastro per le famiglie della classe lavoratrice). Potendo raddoppiare i prezzi, il ceto medio di commercianti e professionisti ha ritardato la propria morte, perche’ altrimenti sarebbero scomparsi ben prima. 

In pratica, stiamo parlando del periodo della loro morte. Non ce la facevano piu’. Hanno raddoppiato i prezzi con l’ Euro, prolungando la propria agonia. E’ servito a poco, perche’ ovviamente il costo della vita e’ aumentato in corrispondenza, e le famiglie di lavoratori invece sono rimaste al palo, comprando di meno.

Ma questa e’ la spiegazione a posteriori. Il problema vero e’ che, una volta compreso che cosa abbia causato l’estinzione di questi dinosauri, quando li sentiamo rispondere che e’ stata tutta colpa dell’euro se si sono estinti, capiamo una cosa:

non solo non hanno capito il mondo e i suoi cambiamenti, ma non hanno capito neanche lontanamente DA CHE PARTE SIA ARRIVATO IL COLPO.

Non c’e’, oggettivamente, un settore dei cambiamenti degli ultimi anni che non sia legato al mondo dell’ IT. Persino la “delocalizzazione” e’ possibile solo grazie a tecnologie di comunicazione mai viste prima, a tecnologie di stoccaggio e di logistica geolocalizzata che non esistevano prima. Forse in futuro potremo dire che non solo abbiamo causato la morte del vecchio ceto medio, ma addirittura della vecchia “clazze opevaia”, per usare un termine di Bertinotti.

In generale tutti questi sono dinosauri. L’ecosistema e’ cambiato e oggi le regole sono diverse. Gli unici tempi ragionevoli per le transazioni sono secondo, minuti e a volte (ma raramente) si tollerano  le ore.  La carta ormai e’ sempre meno amata. Il lavoro impiegatizio si sta ripiegando su ERP e sistemi collaborativi, collassando e perdendo reddito.

E loro pensano che sia colpa dell’ Euro.

Questo assurdo scherzo del destino, questa beffa, questa incredibile commedia dell’ignoranza, altro non e’ se non la summa dei fatti che hanno portato questa gente ad estinguersi. L’unico cambiamento che essi hanno percepito attorno a se’ e’ stato la moneta che avevano in tasca. Mentre il mondo intero veniva stravolto dalle nuove tecnologie, mentre nessun settore del lavoro era esente dal cambiamento, l’unica cosa che hanno capito e’ stata che e’ cambiata la moneta. Il loro dar la colpa all’ Euro e’ la summa della loro ignoranza e della loro INcapacita’ di capire: non hanno nemmeno capito da dove sia arrivato il colpo.

Lo dico con una certa soddisfazione, lo so. Si nota.

Sapete perche’? Perche’ sono vecchio. Sono un vecchio di Internet.

Nel 1995, quando gli utenti di internet in Italia erano ancora nell’ordine del centinaio di migliaia, siamo andati da Vobis Microcomputer SpA ad offrire un sito web. Il CDA di una delle piu’ importanti catene di informatica italiane ci rispose “Internet e’ solo una moda passeggera, il futuro e’ Compuserve (sic!)”.

Oggi Vobis SpA esiste ancora?  Questo e’ il punto.

All’epoca, dovevamo “evangelizzare” per vendere servizi IT. Ho sentito un tizio che vendeva macchine per la tipografia in giro per il mondo rispondere che “questa internet non serve a niente”. Oggi e’ chiuso. Ho sentito studi di ragionieri commercialisti dire che “noi preferiamo ancora il cartaceo, per certe cose, perche’ rimane”. Oggi sono a fare gli impiegati negli studi che hanno adottato prima l’ IT.

Ma io sono ancora qui, e oggi sono ancora “ceto medio”. Loro no. Qui e’ il punto. La loro ignoranza mi ha fatto star male anni. Le loro risposte supponenti e ignoranti mi hanno nauseato , mi hanno fatto marcire il fegato. La presunzione, l’arroganza con la quale minimizzavano il nostro lavoro, era urtante, disumana, umiliante. Ci trattavano come se fossimo alla porta col cappello in mano a chiedere l’elemosina, il favore di essere ascoltati da loro, i “riusciti”.

Sapere che oggi quel ceto medio sia morto e quel che resta e’ moribondo , in un certo senso mi da’ soddisfazione. Vedere LORO che chiedono col cappello in mano una soluzione ai loro problemi mi fornisce un senso di giustizia. Alla fine quei “pezzenti” vi HANNO SBATTUTI FUORI DAL MONDO.

Oggi siete voi che andate col cappello in mano dalle aziende di prestiti a chiedere soldi per sopravvivere, pagando rate disastrose. Siete voi quelli che hanno paura quando vi chiama la banca. Un tempo quando si apriva un’azienda di IT le banche erano scettiche, perche’ preferivano “la solidita’ dei settori tradizionali”. Oggi quella solidita’ non c’e’ piu’. Quelli solidi siamo noi, oggi.

Sa di vendetta? Non so. Forse dovrei incontrare per strata Mister “Internet e’ una moda passeggera, il futuro e’ Compuserve”, e ridergli in faccia, dargli del buffone, per parlare di vendetta.  Forse dovrei incontrare il pagliaccio che vendeva macchine tipografiche e oggi e’ chiuso per chiedergli come mai non ha avuto nulla da lasciare ai suoi figli, mister “Internet e’ Inutile”? Non so.

Ma di certo mi sa di giustizia. Sa di meritocrazia.

Spero che l’ e-commerce cresca. Ogni volta che comprate online, uccidete uno di questi dinosauri. Ogni volta che comprate un e-book  autoprodotto date un brutto colpo al mondo degli “intellettuali” che hanno la comparsata in TV garantita per pubblicizzare i loro libri. Ogni volta che fate un certificato online spingete nel baratro quel fancazzista dell’ufficio, quel prepotente del cazzo che “c’e’ un problema non si puo”.

L’ Italia ha vissuto nella prepotenza di quel ceto medio per decenni. E oggi quelli sono deboli.

Dieci miliardi/anno di e-commerce sono il volto della morte del piccolo negoziante ignorante e gretto. Quello stesso negoziante che “tanto se non compri qui devi fare 40 km e andare a Bologna”. Sorpresa, bello, la merce ma la consegnano a casa. Sei morto.  La tua prepotenza e’ morta.

Sono orgoglioso , nel mio piccolo, di aver lavorato a tutto questo. Sono orgoglioso della prossima generazione di servizi VAS sui cellulari, perche’ c’e’ anche la mia firma. Sono orgoglioso di tutto l’apocalisse che questa generazione di prodotti scatenera’ su questi piccoli feudatari prepotenti.

Metteremo il cittadino, qualsiasi cittadino, nella possibilita’ effettiva ed oggettiva di sapere con esattezza chi, a quale distanza, a quale prezzo, con quale rating , in che tempi, la merce che vuole gli puo’ essere recapitata a casa, semplicemente cliccando su un tablet o su uno smartphone.  Metteremo il cittadino nella possibilita’ di comprare servizi professionali , e di verificare rating e commenti degli altri utenti riguardo ad ogni singolo professionista italiano.

Metteremo il cittadino italiano nella condizione di avere TUTTO quello che vuole comprare direttamente a casa, perche’ il concetto che oggi chiamate “apple shop” non si limitera’ piu’ alle semplici applet, ma alle merci reali. Avrete programmi come Itunes che invece di comprarvi le canzoni vi fa la spesa. Sul cellulare. Sullo smartphone.

Avrete il governo sul cellulare, e non dovrete piu’ andare allo sportello. Pagherete col cellulare, e il conto corrente dovra’ reggere una curiosa concorrenza. Potrete leggere libri , e scriverli, senza passare ne’ per una casa editrice ne’ per un negozio di libri. Sta per arrivare l’affitto del libro: ci metti una settimana a leggerlo, paghi una settimana di libro, cioe’ i diritti di autore  a tempo: e-book item subscription.

Gli attuali attori possono opporre resistenza ancora per poco. Possono formare mafie ancora per poco. Ma prima o poi dovranno cedere. E altri pezzi del vecchio ceto medio salteranno.

Un pochino di questa roba porta la mia firma. Pochissimo, sia chiaro, io sono uno dei tanti. Ma sono orgoglioso di essere un piccolissimo pezzo di questa apocalisse che sta per piombare sul vecchio mondo. Sul suo fetore di dentiere e pannolini da incontinenti. Sull’arroganza di chi ha una targhetta dorata sul muro di un palazzo. Sulla supponenza di chi ha una vetrina che si affaccia su una via del centro. Sulla prepotenza di chi sta dietro uno sportello.

Ecco, la gigantesca nerchia che sta per farvi a pezzi verra’ portata dalle telco, ufficialmente, e dalle software house. Dietro quelle ci sono tecnici, impiegati, e tra le centinaia di migliaia, o i milioni, ci sono io. Non sono niente di speciale. Sono solo una formica in mezzo a milioni di formiche . Sono una stupida, insignificante formica in un sistema fatto di milioni di lavoratori, tecnici, progettisti.

Ma tutti lavoriamo per lo stesso scopo: sterminare i dinosauri sino all’ultimo. Si, il marketing vi dice “portarvi servizi migliori”, che e’ vero, non posso nemmeno accusarli di mentire: come potrei, quando io stesso ho risparmiato quasi 300 euro acquistando elettrodomestici online anziche’ dal negozietto locale? In fondo dicono la verita’. Ma questa verita’ ha due facce: “portarvi servizi migliori”, in se’, si pronuncia anche “sterminare i dinosauri fino all’ultimo, in qualsiasi nicchia del mercato siano rintanati“.

In ogni settore ove ci sia ristagno, ove ci sia il pasto gratis, ove ci sia rendita, c’e’ spazio per l’efficienza, c’e’ spazio per l’ IT.

Mi riempie di orgoglio, aver fatto parte di un’armata , anche come particella insignificante, un’armata che ha annientato il vecchio ceto medio.

Perche’?

Perche’ in fondo, se non sei la soluzione, allora sei il problema.

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2 pensieri su “Chi ha ucciso il ceto medio?

  1. Questa è una riflessione molto interessante ma presenta un errore, che ti riguarda in prima persona e se non riesci a capire quale è la soluzione hai un serio problema. Ne riparleremo tra dieci anni 🙂

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