La zona grigia

Nello scorso post, quando ho menzionato il fatto che la gente di merda (la stessa che oggi si lamenta del digital divide) sia quella che ha CAUSATO e che ancora CAUSA il fenomeno (se foste davvero digitali non vedrei gente alla biglietteria della stazione quando c’e’ il sito online, non vedrei la gente che fa check’in in aereoporto quando puo’ farlo online, eccetera, e NO, non serve banda larga per questo , basta un cellulare) mi sento dire “ma SIP la buttava in culo all’utente”. Certo che lo faceva. E se l’utente eravate voi, FACEVA SOLO BENE. Vediamo perche’.

Se prendete il famoso “paese di google che ha la Wifi gratis” , che piace tanto a Grillo, osserverete una cosa: osserverete cioe’ che in quel paese TUTTE le aziende sono cablate con la loro linea (perche’ ovviamente vogliono uno SLA e vogliono un vero controllo di congestione) , e che gli utenti domestici hanno, a casa, la loro bella DSL privata , perche’ ovviamente quando sono  a casa vogliono una linea tutta per loro.
Ora, vorrei fare il paragone con quanto successe a Bologna con il progetto Iperbole. Prima del progetto iperbole a bologna c’erano circa due dozzine di ISP. Si trattava essenzialmente di ex titolari di BBS che si erano buttati a fare l’ ISP, e avevano la loro azienda, con il supporto commerciale e si sforzavano di portare i clienti su internet.
Improvvisamente il comune ha deciso di accordarsi col Cineca e ti spara il progetto iperbole, col quale fornisce un accesso gratis ad Internet , pagando solo la tariffa urbana, piu’ una email.
Il risultato pero’ non fu quello che si verifico’ nella citta’ di Google: non solo tutti gli ISP chiusero in pochi mesi tranne pochi (DSNET si fuse con C&W, e altri si fecero comprare) ma le aziende stesse iniziarono ad usare il servizio di iperbole, col risultato che il mercato degli ISP collasso’.

Stessa cosa avvenne quando , su scala nazionale, si decise di dare “il flat gratis” sull’accesso PSTN e ISDN ad internet, coi numeri 702. Improvvisamente tutti quei pochi ISP che ancora resistevano collassarono. Altrove, gli accessi civici SPINGEVANO la rete. In Italia, gli accessi civici vengono poi usati da professionisti e aziende, e il mercato collassa.

L’italiano, cioe’, e’ un cliente di merda mentre l’americano no.
Qual’e’ la differenza? Perche’ essenzialmente negli USA dando la WIFI gratis in strada la gente la usa SOLO in strada, mentre se la diamo in Italia semplicemente cancelliamo OGNI altro tipo di business? La differenza la fa l’utente.
L’utente telco italiano e’ essenzialmente un pezzo di merda, che non merita ne’ rispetto ne’ onesta’. Egli non e’ onesto in primis, e quindi non merita che si sia onesti con lui. Ho lavorato alla costruzione di una rete di wholesale ADSL in Italia. La rete era destinata all’utenza domestica, la quale e’ , appunto, utenza domestica. Una seconda rete, con SLA migliori e un vero controllo di congestione era destinata alle aziende.
Ma se ci spostiamo sugli helpdesk, abbiamo la sorpresa. Quando si verifica un guasto, iniziano a chiamare persone che gridano “ma io con l’ ADSL CI LAVORO!”. Aha. Ah, ci lavori? E come mai hai fatto un contratto DOMESTICO? Ovviamente, perche’ costava meno.
Al call center di un servizio di ADSL non chiamano solo utenti domestici. Anzi, quelli chiamano poco. Chiamano Professionisti. Chiamano aziende. Chiamano alberghi. Chiamano catene di negozi. Chiamano cliniche. Chiamano tutti quelli che NON dovrebbero chiamare perche’ NON SONO UTENTI DOMESTICI.
Ora, il fenomeno NON e’ nuovo. Quando SIP lavorava, aveva un 60% della popolazione che aveva il telefono a casa “ma solo per ricevere”. “Regolare il telefono solo per ricevere” era la richiesta PIU’ COMUNE che il tecnico installatore di SIP si vedeva fare quando arrivava nelle case delle persone.
A quei tempi, il 60% della popolazione telefonica NON CHIAMAVA. Nei condomini di citta’ si era diffuso “lo squillo”. Siccome “lo squillo” era gratis, si erano stabiliti dei veri e propri codici di comunicazione, con i quali le persone comunicavano SENZA PAGARE.
Nelle zone di campagna si andava nei bar, si prendeva un caffe’, e al bar arrivava una telefonata. I baristi erano diventati dei telefonisti. Cosi’ si faceva lo squillo  al parente che aveva il telefono in azienda o nel posto pubblico che usava (o era emigrato all’estero) e poi si scendeva al bar , e arrivava la chiamata. Tutto per non pagare.
A questo punto, l’utente dice “ma SIP mi incula”. Certo che ti incula, fesso, NON E’ QUELLO CHE CERCHI DI FARE ANCHE TU A LORO? Ah, no, il tuo e’ “legittimo” risparmio.
Il problema sta nel fatto che quando l’utente di merda italiano cerca di “metterlo nel culo” alle aziende fornitrici, si dice che e’ legittimo che tenti di risparmiare. Ma adesso vediamola dall’altra parte: a SIP era chiesto di portare la linea OVUNQUE, ma ol 60% della popolazione usava il telefono SOLO per ricevere telefonate da altri, che normalmente erano dentro uffici pubblici, cabine del telefono oppure bar. I costi erano quelli, ma ovviamente non volevate pagarli voi.
Era OVVIO che in qualche modo i costi di quel 60% dovessero spalmarsi su tutti, dal momento che non venendo usato il servizio non potevano ricaricarsi sul traffico. 
Allo stesso modo in Italia si diede il limite di tempo alla ricarica: dopo tot mesi, se non ricarichi la sim perdi credito e numero. Perche’? Perche’ altrimenti la gente si sarebbe fatta il cellulare SOLO PER RICEVERE. Per non parlare della storia della ricarica ‘se mi chiami mi ricarichi”: sono nati programmi che fanno lo squillo a migliaia di persone e poi riattaccano, gratis. Almeno una percentuale di queste persone richiamera’ per sapere chi ha chiamato e si sentono dire “forse ho sbagliato”, ricaricando la sim del destinatario.
Ora, con un popolo DI MERDA del genere, secondo voi qualcuno si fara’ riguardi a buttarglielo nel culo?
Torniamo all’esempio di prima. Stiamo lavorando alla creazione di un circuito in atm switching per ADSL wholesale. Si tratta di un servizio domestico che NON ha controllo di congestione (se non il minimo indispensabile) e che ha uno sla del 95%, cioe’ sino a 10 giorni su 200 lavorativi, 15 gg su 365.
Poi c’e’ la parte aziendale, che paga (nelle intenzioni del marketing) il backbone, e che ha dei requisiti superiori: tuttavia e’ quella che paga il backbone.
Questo modello funziona quasi ovunque in occidente: tu crei una rete ad alta performance per corporate e business, e su quella poi ci carichi la rete domestica, che paga poco ma il grosso te lo paga la componente aziendale.
Ma il bastardo di cliente italiano semplicemente NON compra l’accesso aziendale. Si limita a comprare ADSL domestiche, ove e’ scritto ESPLICITAMENTE che si tratta di un contratto domestico, dove c’e’ scritto esplicitamente che NON si risponde di danni economici perche’ e’, appunto, un contratto domestico, e poi portarle in studio/azienda/corporate.
Il 55% degli ALBERGHI italiani usa una ADSL concepita per uso domestico, con un contratto che dice ESPLICITAMENTE che si tratta di un contratto domestico. Chiedono ovviamente la fattura dicendo che loro “essendo liberi professionisti la scaricano”. Mica dicono che e’ un albergo e che rivenderanno l’adsl domestica ai clienti.  Ma quando la rete va giu’, arriva la chiamata INCAZZATA perche’ “state bloccando un albergo! Io ho un albergo fermo!” Dopodiche’ partono le associazioni dei consumatori, e quindi si arriva in tribunale.
Puntualmente, al momento della causa, la telco fa presente che NEL CONTRATTO c’era scritto che si trattava di contratto domestico, e che non si rispondeva di danni economici ad aziende perche’ era, appunto, un contratto domestico.
Puntualmente la risposta e’ “le telco ce lo buttano nel culo”.
Eh, no, bello: TU volevi buttarla nel culo alla telco usando un abbonamento domestico ad usi aziendali quando  c’e’ un apposito abbonamento per aziende. Non sono le telco. La nerchia che ti e’ entrata nel culo quando sei rimasto staccato non era quella della telco: era la TUA. Era grossa? Faceva male? Beh, figliolo, fai i complimenti a mamma non rompere i coglioni.
Questo vale IN OGNI settore. Ci si lamenta che al ristorante vi mette il coperto. Ma si dimentica che c’e’ gente che va al bar in gruppo , prende UN caffe’ e tiene il tavolo occupato per ore. Allora, dal punto di vista di chi ha un numero FINITO di tavoli, il problema e’ trovarsi tutti i tavoli impegnati, che non rendono, per cinque caffe’. Cosi’, arriva il coperto totale. Ma questo “mettervela nel culo” e’ semplicemente un inevitabile effetto del fatto che VOI, essenzialmente, volevate metterlo in culo a loro.

Questa e’ la zona grigia nel quale l’italiano vuole vivere.

Il cliente italiano desidera vivere nella zona grigia dei contratti commerciali. Per zona grigia intendo un comportamento che non e’ illegale o esplicitamente vietato, ma permette di ripartire tutti i vantaggi al cliente e tutti i costi al fornitore. Quando il fornitore si attrezza per evitare questi fenomeni, che lo porterebbero al fallimento, allora il cliente inizia a strillare che “glielo mettono nel culo”. Nonostante il fatto che la “zona grigia” altro non sia che …. il fornitore che lo prende nel culo.

In queste condizioni, faceva benissimo SIP a mettervelo nel culo. Con un 60% di linee attive solo in ricezione, o il costo del 100% della rete ricadeva sui pochi a fare telefonate, oppure si imponeva il balzello.
Oggi ci si lamenta che una ADSL ad uso domestico costi il triplo piu’ che in Francia. Aha. Ma in francia le aziende si fanno la linea corporate (pagandola di piu’), e l’adsl domestica e’ SOLO domestica. Il che significa usata solo la sera durante la settimana e semmai usata il weekend.
In Italia, le adsl “domestiche” sono usate nelle aziende, cioe’ durante le 8 ore di picco giornaliero. In Francia questo picco lo regge la rete delle adsl aziendali, che e’ piu’ costosa e dimensionata. In Italia la rete per le adsl domestiche deve reggere ANCHE il traffico delle aziende. E poi si lamentano se costa di piu’.
La corretta risposta delle telco dovrebbe essere che sino a quando le aziende useranno adsl domestiche, l’ adsl dovra’ reggere un impegno maggiore, e quindi costare di piu’. Ma andare a dire all’italiano “tu, pezzente di merda, meriti di prenderlo in culo mentre il francese no” e’ quello che il marketing definirebbe “strategia di immagine subottimale”.
Cosi’, quello che succedera’ e’ che la telco fara’ finta di credervi quando farete un contratto di ADSL DOMESTICA per il vostro albergo. Fara’ finta di credervi quando gli direte che volete la fattura perche’ cosi’ la scaricate sull’azienda anche se e’ domestica. Tanto, il contratto dice che e’ adsl domestica e non potete chiedere danni lavorativi proprio per questo. Quando succede che va giu’ la rete, o la rete e’ satura, voi chiamate gridando “ma io ho l’ albergo FERMO!”. E loro vi rispondono -in una telefonata privata- che avete un abbonamento domestico e quindi la riparazione avverra’ entro tre giorni. 
La minchia che vi entra nel culo, per cui dite “ma le telco ce lo mettono in culo” non e’, pero’, quella di una telco. E’ esattamente la vostra, solo che avete spinto cosi’ tanto che avete fatto il giro. VOI avete deciso di usare una adsl domestica per l’albergo. A quel punto, VOI avete saturato la rete diversamente dall’utente domestico aumentandone i costi, e poi VOI avete subito lo SLA della rete domestica sul vostro albergo.

L’utente domestico di ADSL in caso di guasti chiama pochissimo durante la settimana. Perche’ in genere lavora. Semmai chiama l’indomani, dal lavoro, ma lo fa nei momenti liberi, tipicamente mezzogiorno/pausa pranzo o quando esce, attorno alle 16.  Quelli che chiamano  nel resto del tempo sono utenti AZIENDALI con adsl domestiche.

Il picco delle adsl domestiche c’e’ la sera, quando la gente torna a casa. Il picco delle reti aziendali e’ nell’orario di lavoro. Basta osservare i grafici di traffico per capire che le aziende stanno usando ADSL domestiche.

DAVVERO CREDETE CHE LE TELCO NON SAPPIANO CHE PEZZENTI SIETE?
Ma voi vi credete furbi. Caricate il traffico aziendale sulle reti fatte per utenze domestiche, POI vi lamentate se pagate di piu’, POI vi incazzate se la rete e’ giu’ perche’ “vi sta bloccando l’azienda”, e poi ODIATE le telco quando vi rispondono “e’ una linea domestica, non c’e’ nessuna azienda da bloccare”. Perche’ SIETE-DELLE-MERDE-DISONESTE. Fine. Per questo fanno bene a buttarvela in culo.

Ripeto : questa abitudine di lavorare e vivere nella “zona grigia” dei contratti, pretendendo di avere tutti i vantaggi e lasciare tutte le spese , e’ tipicamente italiana. E’ chiaro che vi si conta il TTL dei pacchetti per bloccarvi il tethering sui cellulare. Se lo permettessimo, non si venderebbe piu’ una sola adsl domestica.

Negli USA, il tethering si usa per fare i parties. E’ diverso. Il cliente USA e’ diverso.

Se in italia si facessero le wifi pubbliche, semplicemente NESSUNO avrebbe piu’ una adsl in casa. Nessuna AZIENDA avrebbe piu’ una adsl aziendale.
Negli usa, nella famosa citta’ di google, c’e’ la wifi gratis ovunque, ma nelle case ci sono le adsl e nelle aziende ci sono le dedicate.
Quindi, le aziende americane NON lo mettono in culo all’utente americano. Quindi, le telco italiane lo mettono in culo a voi.
Perche’ ve lo meritate.
Semplice ed immediato.
Uriel
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