‘A monnezz….

Ogni volta che in una citta’ a caso del paese nasce il problema dei rifiuti, per via del destino cinico e baro  e non per qualche pecca locale, ricevo un sacco di email che mi chiedono di parlare del problema. Ora, tendenzialmente parlando di questioni tecniche c’e’ poco da dire: “si faccia quel che va fatto”. Cosi’, spero che questo sia l’ultimo post su una questione banale che essenzialmente e’ artificialmente complicata solo per pescare nel torbido.

Il problema che attenaglia la citta’ di Napoli e’ un tipo di problema che nell’ IT viene chiamato “problema di capacita’”. La citta’ produce tot rifiuti, quindi deve avere capacita’ a sufficienza per riuscire a smaltirli o distruggerli.
Non si tratta di un problema complesso, visto che in TUTTO il mondo civilizzato le municipalita’ riescono a farvi fronte con risorse locali. In tutto il mondo ogni municipalita’ ha i suoi inceneritori, i suoi depositi per marcitura, i suoi sistemi di compostaggio, e tutto cio’ che serve a smaltire i rifiuti.
Anche in Italia, la questione dei rifiuti e’ gestita normalmente bene da sempre, ed e’ gestita da coloro cui spetta gestirla, ovvero dalle municipalita’. Ovviamente, il reperimento sul territorio della capacita’ che serve a smaltire i rifiuti, essendo necessario smaltirli fuori citta’, e’ delle regioni. Che in tutta italia riescono egregiamente nel loro compito.
Qui in Germania il compito e’ delle citta’, con le solite eccezioni delle citta’ stato come Amburgo che e’ anche Lander, e delle citta’ anseatiche che non sono anche dei lander ma hanno i poteri di quelle che noi in Italia chiameremmo “citta’ metropolitane”.
In ogni caso, e’ regola piuttosto consolidata nel mondo intero che lo smaltimento sia un problema locale , delegato alle amministrazioni locali, come accade anche in Italia.
Non credo sia un problema del governo. Il governo di Roma e’ lo stesso per tutte le regioni d’Italia, ma tutte le altre regioni , sporadiche emergenze a parte, possono smaltire i propri rifiuti. Non credo sia un problema di Camorra: altre regioni hanno problemi di criminalita’, ma riescono a smaltire i rifiuti.
Il problema e’ semplice: Napoli produce rifiuti. Quindi deve produrre i mezzi per smaltirli. Inceneritori, discariche, compostaggio, qualsiasi cosa, ma occorre semplicemente capacita’.
Qui entrano in campo i napoletani ed i campani. Essi amano produrre rifiuti, circa come qualsiasi altro popolo, ma non amano avere sul territorio i mezzi per smaltirli perche’ tali mezzi non somigliano abbastanza alla casetta del Mulino Bianco. Cosi’, e’ inevitabile che succeda quanto succede: i rifiuti li sommergono.
Come vedete, il problema non e’ difficile: una determinata zona produce rifiuti ma a differenza delle altre zone NON vuole smaltirseli da se’.
Non e’ un problema nuovo: ci sono zone che non possono ospitare alcuni tipi di discarica, ragione per cui semplicemente PAGANO altre zone per svolgere questo lavoro. La citta’-lander di Amburgo non ha i mezzi per smaltire tutti  i rifiuti in proprio, per cui paga i lander circostanti per farlo in vece sua per alcuni tipi di rifiuti. Si tratta di un rapporto di servizio che non ha nessuna stranezza, e credo che altre regioni italiane (se non erro la Val D’aosta) paghino regioni vicine per smaltire alcune tipologie di rifiuti.
Anche in questo campo, dunque, nulla di nuovo: essenzialmente, se i campani non vogliono smaltire i rifiuti sul LORO territorio, non devono fare altro che mettere mani nel loro portafogli e pagare qualcun altro per farlo. Non credo, onestamente, che ci sia qualche municipalizzata che rifiuterebbe soldi per costruire un nuovo -qualsiasicosa sia- per smaltire i rifiuti campani, a patto di venire pagata abbastanza.
Del resto, anche aziende straniere si sono sempre dette disponibili -a pagamento- per smaltire i rifiuti campani. Esse, tra parentesi, smaltiscono gia’ i rifiuti speciali di alcune regioni italiane.
Anche in questo senso, cioe’, il problema non sembra di difficile soluzione: se il comune di napoli fa una gara per lo smaltimento (fuori Campania) dei suoi rifiuti per un tempo sufficientemente lungo (diciamo 30 anni?) qualcuno disposto a costruire un -qualsiasicosasia- e smaltire i rifiuti lo si trova.
Qual’e’ il vero punto? Il vero punto e’ che i napoletani non solo non vogliono smaltire sul proprio territorio la propria immondizia, ma vogliono che a smaltirla sia qualcun altro, e vogliono che questo avvenga GRATIS.
In pratica, essi pretendono che il cittadino di un’altra regione X, coi propri soldi, finanzi lo smaltimento dei rifiuti napoletani, mentre le amministrazioni campane si godono i soldi delle tasse che avrebbero dovuto spendere all’uopo,e che  non spendono e quindi intascano.Perche’, capiamoci, la regione Campania (come l’amministrazione di Napoli)  riceve/o non gli vengono detratti  i soldi che ogni regone riceve per gestire lo smaltimento. Se non smaltisce, in qualche modo quei soldi gli restano in tasca.

In pratica, quindi, chiedono di ricevere soldi come se smaltissero i rifiuti, di NON smaltirli, e che altri lo facciano gratis, cosi’ i soldi gli restano in cassa. Altruismo allo stato puro. Ah, la mediterranea generosita’ di questa popolazione!

E come se non bastasse, accusano di “egoismo” chiunque non si presti al giochino. In pratica, se non gli risolvi i problemi E GRATIS, allora sei un egoista.
Ovviamente, un simile atteggiamento e’ ridicolo. Ci sono zone turistiche le quali non possono costruire inceneritori o depositi: e’ prassi normale pagare altre zone per svolgere quel compito. Certo bisogna pagare, ma evidentemente il gioco vale la candela.
Il napoletano invece vuole che questo sia fatto gratis. Le altre regioni devono fare il lavoro della regione Campania, e gratis.
Tempo fa ho scritto un post nel quale dicevo che le conseguenze delle tue cazzate prima o poi ricadono su di te. Ovviamente, esiste una mentalita’ che dice “butta nel calderone dei costi di tutti, e il problema scompare”. Succede ora che il calderone dei costi di tutti sia pieno a sua volta, e quindi adesso IL PROBLEMA NON SCOMPARE PIU’.
Quindi, oggi i napoletani hanno due alternative: smaltire i rifiuti in Campania, come si smaltiscono in ogni altra regione del paese (e del mondo), oppure pagare qualcun altro per farlo, a seconda del grado di tossicita’ dei rifiuti.
Mi fa ridere De Magistris che vuole praticare la raccolta differenziata. Libero di iniziare, politica del tutto meritevole. Ma la differenziata ha un piccolo vizio: dipende dalle tendenze sociali dei singoli, e dalla percezione locale del bene collettivo. Il che significa che se, per qualsiasi motivo, la raccolta differenziata si fermasse a piccole percentuali della popolazione, diciamo inferiori rispetto a quella di altre regioni, il giudizio sulla popolazione sarebbe inevitabile.
Questa e’ una conseguenza di chi accetta una sfida: ovviamente puo’ perderla o vincerla. Basarsi sulla coscienza civica di un popolo che, se avesse coscienza civica, non si troverebbe in quella situazione e’ una scelta che trovo delirante. E’ vero che De Magistris si e’ candidato credendo nella citta’ che andava a guidare, quindi e’ anche impossibile che un sindaco possa dire “no, questi pezzi di merda incivili non faranno mai una differenziata massiva come in altre regioni”, ma d’altro canto, se la cosa fallisse, lo direbbero altri al posto suo.
Raccolta differenziata per regione.
Qual’e’ il punto? Il punto e’ che a questo bellissimo risultato si e’ arrivati per via di un atteggiamento NIMBY (Not In My Back Yard), che dice “gli inceneritori no, non vicini a casa mia”. Cosi’ come “le discariche no, non vicine a casa mia”. E cosi’ via.
Ma l’atteggiamento NIMBY e’ semplicemente un altro modo per descrivere l’egoismo. Hanno poco i napoletani da chiamare egoisti quelli che nelle altre regioni non vogliono i loro rifiuti vicini a casa, se loro per primi non vogliono quelli che producono. Un atteggiamento “i rifiuti vicino a casa mia non li vogliono perche’ uccidono i miei figli, mandateli a Milano che ammazzano milanesi” non e’ un atteggiamento “egoista”?  Io lo definirei criminale, ma questo e’ un altro problema.
Un altro modo che in napoletani usano per sviare l’attenzione di coloro che indagano sul LORO comportamento passato e’ di iniziare a straparlare delle amministrazioni passate. Ci riferiamo alle gloriose amministrazioni della Vergine Stridente, detta anche Rosa Russo Jervolino. Con la soave gentilezza di un gesso che stride su una lavagna, la signora e’ rimasta imperturbabile al potere di sindaco, nonostante fallisse una delle funzioni che SONO COMPETENZA DELLA CITTA’, ovvero sue.
C’e’ stato tutto un rimpallo circa la storia della responsabilita’ regione-sindaco, una marea di merda locale nella quale non mi interessa entrare: qualsiasi sia la merda che ha portato a questo rimpallo, il fallimento del sindaco era evidente. E no, non me ne frega un cazzo se ha lottato, se ha fatto tanto, se l’arbitro non ha fischiato un fuorigioco, queste sono cazzate da tifosi di calcio.
E’ compito , ovvero obiettivo, dell’amministrazione cittadina quello di garantire lo smaltimento dei rifiuti. Se i rifiuti non si smaltiscono allora l’amministrazione cittadina ha fallito. Ergo, la Jervolino doveva dimettersi anni ed anni fa, per fallimento. Il fallimento si misura dai risultati: o raggiungi gli obiettivi o non li raggiungi. Se non li raggiungi hai fallito, punto e basta.
Stessa cosa per il presidente della regione: e’ suo compito fare le discariche. Non le fa? Bene, ha fallito. E’ semplice.
Invece, per un qualche motivo il governo centrale CHE NON E’ COMPETENTE nella questione, in passato ha accettato di essere coinvolto nella vicenda. Cosi’ si e’ fatto credere, salvando il culo alla Jervolino, che se a Napoli ci sono i rifiuti la colpa sia del governo di roma. Il che e’ falso, perche’ non e’ del governo la competenza dei rifiuti. I rifiuti sono smaltiti localmente, dal comune che li sposta alla regione che fornisce i siti e i metodi per smaltirli. Fine.
Cosi’, adesso che fare? Assolutamente NULLA.
Lo smaltimento dei rifiuti e’ , e rimane, compito del comune e della regione. Comune e regione devono farlo. Che lo facciano costruendo i mezzi in loco o pagando qualcun altro per smaltire altrove e’ una loro decisione. Ma NON e’ compito del governo, che anzi ha sbagliato ad intervenire in passato.
Lo stesso dicasi delle multe che arrivano dalla UE: le si giri , pari pari, alle amministrazioni locali. Loro hanno fatto il pasticcio, loro pagano.
Non e’ obbligatorio, ripeto, smaltire i rifiuti in loco: paghino qualcuno che li trasporta e qualcuno che li smaltisca, con apposita gara dai termini adeguati, e la cosa si fara’ altrove.
Di certo, pero’, sinche’ qualcuno si affanna a voler risolvere il problema GRATIS, non ci sara’ nessun motivo per il quale loro andranno a risolvere il problema da soli. E’ ora che questa gente capisca che la festa e’ finita, e non c’e’ piu’ il grande conto unico dove buttare tutto e dimenticarsene: adesso la musica e’ cambiata, e se non smaltisci i tuoi rifiuti, te li tieni. Semplicemente.
Questo danneggia l’immagine del paese? Bene, si calcoli una cifra di risarcimento e la si infligga come multa alle amministrazioni locali che hanno fallito. I prodotti alimentari italiani soffrono di questa immagine?  Esiste la class action per questo, no?
Quello che mi aspetto ora e’:
  • Che il governo scarichi sulle amministrazioni locali campane i soldi di eventuali multe ricevute dalla UE.
  • Che le associazioni di esportatori di prodotti italiani facciano una class action contro la municipalita’ di Napoli e contro l’amministrazione regionale campana, a seconda delle responsabilita’, (che stabilira’ un tribunale)
  • Che il governo calcoli il danno d’immagine subito dal paese e faccia pagare i danni alle amministrazioni locali.
  • Che gli stessi cittadini campani inizino azioni di class action contro comune e regione per i danni alla salute.
Come vedete, non sto auspicando nulla che non sia il rispetto di leggi vigenti ed in vigore, come la class action, o il principio del diritto civile secondo cui quando si causano danni si e’ chiamati a risarcirli.
Ma quando si parla di legalita’ e di spirito di legalita’ si intende solo quello che avviene nelle mutande del caimano, I suppose.
Uriel
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