Il totem del tiranno.

Ogni volta che discuto di liberta’ piombano sul sito i cosiddetti “libertari”, i quali continuano a parlare dei loro fantasmi come se fossero reali. Essenzialmente, si tratta di persone che rispettano il primo teorema della tirannia perfetta. Esso dice la seguente cosa: “l’essere umano non ha bisogno di essere libero. L’essere umano necessita di pensare di non essere schiavo”. Si tratta di due cose diverse, perche’ esse agiscono attraverso la presenza o l’assenza di totem.

Spiegare questo concetto e’ difficile. Andiamo per gradi. Siete piu’ liberi  di mangiare quel che volete quando cucinate a casa o  quando andate al ristorante e scegliete da un menu?
La prima risposta che darete e’ che siete piu’ liberi quando cucinate da soli. Bella risposta. Peccato sia sbagliata. Mi direte che scegliere da un menu e’ diverso da decidere voi cosa fare. Aha. Ma avrete comprato le cose, ovvero avrete scelto da un altro menu’, che e’ l’assortimento del supermercato.
Allora mi direte: si, ma l’assortimento del supermercato e’ vasto, e poi sono io che scelgo come cucinare, le dosi, eccetera.
Allora, introduciamo il nuovo concetto: il totem del dittatore.
Domani lo stato nazionalizza i ristoranti. E da domani sul menu trovate “elenco dei cibi permessi dal Ministero”. Andate al supermercato, e siccome lo stato ha nazionalizzato il supermercato, ci trovate sopra “tutti la merce consentita dallo stato”. Ma sia chiaro, ci trovate esattamente le stesse cose di ora.
Adesso andiamo avanti. Anziche’ “dallo stato”, ci trovate scritto “elenco del cibi consentiti nel giorno di oggi da Uriel Fanelli”. E al supermarket ci trovate una scritta che dice “tutte le merci che Uriel Fanelli permette si vendano”. Eh, cosi’ e’ peggio, vero?
Qual’e’ la differenza materiale? Si sono ridotte le vostre reali possibilita’ di scelta? No. Ma si e’ materializzato di fronte a voi un tiranno. Qualcuno vi ha detto che mangiate quella roba perche’ Uriel Fanelli ve lo consente. E non mangiate niente di diverso , non trovate niente di diverso in giro, perche’ Uriel Fanelli non lo consente.
Cazzo, che rabbia!
Ma che cosa e’ cambiato? Niente. Voi direte: ma non e’ comunque giusto che sia Uriel Fanelli a decidere cosa si vende o meno. Se fosse , che so io, Benito Mussolini andrebbe bene? Giuseppe Rossi? Giampiernaik Brambilla? C’e’ un nome che vi va bene? No.
Eppure, nessuno di quei cibi potrebbe vendersi senza l’autorizzazione di un ministero, di un tribunale, di una camera di commercio, di un istituto dell’igiene. Quindi non e’ che non ci sia nessuno a farlo: se dovessimo scrivere la verita’, dovremmo scrivere COMUNQUE “elenco di cibi consentiti dallo stato”.
Cosi’ gia’ iniziate a sospettare qualcosa. Allora andiamo avanti: da domani, sulla scheda elettorale c’e’ scritto “elenco di partiti permessi da Uriel Fanelli”. Voi dite “cazzo! non sono libero! Uriel Fanelli e’ un dittatore e ha distrutto la democrazia!”. Aha.
Invece non c’e’ scritto nulla, ma un ente ha deciso quali partiti si possano portare alle elezioni.  Non si chiama Uriel Fanelli, ma se anche ci fosse scritto “elenco dei partiti permessi dagli Anziani  di Marte” sarebbe lo stesso: non e’ liberta’!
Questo avviene grazie ad un processo che si attua nella vostra mente. Quando vi chiedo se siete liberi, sto ponendo una domanda complessa. Il vostro cervellino la trasforma in “vedo io un tiranno?”. Per “tiranno” si intende un totem, ovvero una raffigurazione che rappresenti contemporaneamente un ente personalizzato ed un’idea  astratta.
E quando non vedete il totem del tiranno, semplicemente rispondete “sono libero”, ma la risposta corretta sarebbe “non vedo alcun totem di tiranno attorno a me”. Ma attenzione: vedete voi tutto?(1)
Quello che non avete ancora afferrato, cioe’, e’ che per farvi pensare di essere liberi basta nascondervi qualsiasi totem di qualsiasi tiranno, per farvi credere di non essere schiavi, cosa dalla quale dedurrete (erroneamente) di essere liberi.
Per rendere piu’ chiaro quale sia l’errore, mettiamoci al giorno dopo della caduta di Mussolini, o di Saddam Hussein. La gente si e’ svegliata, e sapete che cosa ha fatto ? Nel 99.999% dei casi, esattamente le stesse cose di prima. Qual’era la differenza? Che erano “liberi” di farle. Ma le condizioni materiali non erano cambiate. Allora che cos’e’ la liberta’? L’assenza del dittatore.
Frequentate pochissimi posti, fate pochissime cose, conoscete pochissima gente. Potreste fare le stesse cose sotto una dittatura. Non cambierebbe nulla, se non la presenza VISIBILE del tiranno.
Allora, ritorniamo a bomba. Domani io prendo il potere. Ma NON ve lo dico. Diciamo che costruisco un gruppo di uomini capaci di uccidere chiunque su questo pianeta.
Se diventassi dittatore del mondo creando un regime del terrore potrei decidere come dovete vestirvi. Oppure posso tenermi in disparte, minacciare tutti gli stilisti del mondo e decidere che “il 2012 e’ l’anno del nero”. E tutti vi vestireste di nero. Nei negozi troverete solo roba nera. I giornali parleranno solo di nero.
Qualche settimana fa sono andato in un ristorante di Duesseldorf e ho comprato diverse carni, per assaggiarle. Alligatore, Gnu, Canguro, Cammello, serpente. Ora, almeno l’ alligatore e il serpente in Italia sono vietati. Non so per lo gnu ed il canguro.
Allora torniamo indietro. “Il duce vieta di mangiare alligatori e serpenti” e’ dittatura. Ma voi non trovate queste cose da nessuna parte. E’ la stessa cosa della dittatura, ma NON sapete chi lo abbia vietato. E siccome non lo sapete allora pensate di essere liberi.

Finche’ la tirannide non si materializza e non si personalizza nel totem di un tiranno, essa e’ impercettibile al popolo.

In popolo non crede di essere libero in ragione delle cose che puo’ fare o meno; nella media fara’ sempre le stesse in una dittatura come in una democrazia; in generale si convince di essere libero QUANDO NON SA DARE UN NOME A CHI GLI DICE COSA FARE.
Quando ero in Marina, ricevevamo delle consegne del giorno.  Qualcuno decideva l’orario di sveglia, quanto tempo per la colazione, quanto servizio, quanto riposo, cosa fare in servizio, con chi farlo, a che ora potevamo uscire di bordo, eccetera. Era deciso che si dovesse obbedire a tizio e a caio, e che le cose si facevano cosi’ e non cosa’ per la sola ragione che ce lo ordinava tizio e caio. Si indossava un’uniforme non scelta da noi, e si mangiava in una mensa di bordo con un menu’ deciso da altri.
La gerarchia, essendo riconoscibile, materializzava un totem oppressore: e’ cosi’ perche’ siamo militari.
Oggi sono libero. Mi alzo al mattino ad un’ora necessaria per andare al lavoro, che non ho deciso io. Per la colazione ho il tempo che ho , sempre a seconda del lavoro. Indosso solo cose che trovo nei cataloghi dei negozi. (2) Mangio solo cose permesse dallo stato.
LA differenza? La differenza era che il tiranno non e’ piu’ riconoscibile. Non ha piu’ un totem, non ha piu’ simboli, non ha piu’ un logo. Siccome non riesco a dare un nome al totem, allora penso che non ci siano tiranni. E cosi’, associo questa situazione alla liberta’.
Non siete liberi. Non sono libero. Facciamo esattamente le stesse cose che faremmo se ci fosse un dittatore che abbia emanato le stesse leggi. Solo che non c’e’ il dittatore.
Se domani ci fosse un dittatore, e non cambiasse alcuna legge , a patto semplicemente che chiunque debba obbedire alle sue leggi, per voi non cambierebbe nulla sul piano materiale. Saremmo “liberi” quanto lo siamo ora. Ma non saremmo “liberi” perche’ c’e’ il dittatore.
Cosi’ non vi illudete. Per togliervi la liberta’ e’ sufficiente NON dirvi che un dittatore ha deciso , e non dirvi che c’e’ un dittatore. Se contiamo le libere scelte che avete fatto in vita vostra, sono due o tre, e sono sempre la scelta da un menu’ possibile. Se un dittatore domani nazionalizzasse tutte le industrie dell’auto e vi fornisse un catalogo , con tutte le auto di oggi, con su scritto “le auto che Uriel vi permette di possedere”, vi scandalizzereste.
Cosi’ arriva un tizio e mi dice che lui vuole la liberta’ di fumare. Aha. In un certo senso hai scelto la liberta’ giusta, perche’ l’ultima sigaretta e’ quella che si da ai condannati. Pensi di essere libero di fumare. Aha. Scommettiamo che esistono varieta’ di tabacco non vendute in Italia? Chi ha deciso questo? Lo sai? No. Ma se fosse un dittatore, ti incazzeresti. Ma non hai il totem.
Mussolini disse di andare a spezzare le reni alla Grecia. Il dittatore guerrafondaio. In una democrazia la decisione va presa dal popolo, dal parlamento, e blablabla. Aha. Sapete per caso come mai stiamo andando a spezzare le reni alla Libia, proprio stanotte?
Supermercato “Real-” , Duesseldorf.
Quello che vedete nella foto sopra e’ assenzio. Ma NON e’ rettificato. Significa che contiene un preciso alcaloide dall’effetto che si crede essere allucinogeno. In Italia troverete l’assenzio, ma rettificato. Significa che ha gradazione alcoolica alta, ma non contiene nessuna delle sostanze che rendono vietato l’assenzio in molti stati (peraltro, senza ragione. L’assenzio non contiene nessuna particolare sostanza allucinogena). Tuttavia e’ ancora vietata la sua versione non “rettificata”.
Se un dittatore vietasse di vendere assenzio non gliela perdonereste, vero?
Cosi’, chi straparla di liberta’ dovrebbe ricredersi. Nessuno e’ libero. Tutti, sotto un dittatore come sotto una democrazia, fanno cio’ che le circostanze impongono,  e le circostanze sono molto piu’ stringenti di quel che pensiamo. La nostra liberta’ consiste nello scegliere dal menu’ del consentito, esattamente come sotto un dittatore. Solo che non percepiamo questa mancanza di liberta’ perche’ non sappiamo se siamo liberi o meno, sappiamo solo se c’e’ un dittatore o meno.
La disponibilita’ dei mezzi che scegliamo e’ regolata da leggi. Oggi come ieri. La possibilita’ teorica di fare cose e’ limitata quanto lo sarebbe sotto un dittatore. Ma se non c’e’ il dittatore, le stesse leggi che troveremmo oppressive sotto un dittatore ci sembrano “libertarie”.
Si tratta di una caratteristica della mente umana, quella di percepire le cose per il contrario di cio’ che sono, e cercare la prova contaria.
Se vi chiedo “siete felici” e mi rispondete “si”, in realta’ il processo e’ stato:
  1. Impossibile saperlo.
  2. Scorciatoia.
  3. Sono non(infelice)?
  4. Ovvero, vedo in me il totem dell’infelicita’?
  5. No.
  6. Allora sono felice.

 

Spessissimo, quando interrogati su questioni astratte, non andiamo a provare la proposizione. Andiamo a negare il suo opposto. Il guaio e’ che l’opposto di un concetto astratto e’ inevitabilmente un totem. In assenza di quel totem, erroneamente crediamo che la negazione della negazione sia una affermazione sufficiente. Occorre un certo addestramento nel campo della logica per capire questo processo.
Alla domanda “sono libero” risponderete che siete liberi. Ma se rispondeste “non vedo dittatori”, vi sentireste dire “se ci fosse lo vedresti?” , e questa insufficienza sarebbe lampante: non tutto cio’ che non vedete non esiste. 
L’errore logico, quindi, e’ che non ci troviamo in un mondo ove negare “vedo un dittatore” coincide con “sono libero”, perche’ essenzialmente potrei anche NON vedere il dittatore.
Avete mai parlato con un giapponese? Sarete convinti del fatto che il giappone sia una democrazia, e lo e’. Ma sfortunatamente, sono meno liberi di quanto non fossimo noi durante il fascismo. MA nessuno di voi sa dirmi come si chiami il dittatore del Giappone.
Il trucco e’ semplicissimo. Per ridurre una popolazione in schiavitu’ basta solo spersonalizzare il tiranno, togliergli un volto e un nome, sparpagliarlo in migliaia di entita’ legiferanti, e finisce tutto li’. E’ semplicissimo.
Cosi’, per i libertari non ho molte parole, se non una:
mi fate compassione. Vi hanno fregati come polli, e voi ancora credete di essere liberi.
Questo perche’ l’essere umano non ha bisogno di liberta’, gli basta non sapere chi sia il dittatore.
Scegliete pure dal vostro menu’ di cose permesse dal dittatore. Tanto non sapete chi sia ad aver scelto, non ha un nome.
E quindi siete liberi.
Mi dite, a riguardo della “democrazia” attuale:  “si, ma io preferisco cosi’ che in un altro modo”. Aha.
Perche’ , HAI MAI POTUTO SCEGLIERE?
Uriel
(1) Lo so, sto iniziando a costruire le frasi come farebbe un tedesco. Merda.
(2) Avevo 4 tipi di divisa, quando ero in marina. L’unica discriminante era la stagione. Da civile, per essere elegante posso scegliere un solo modello: giacca e cravatta, come si usa quest’anno. Ma QUELLA la chiamavamo “uniforme”. AHAHAHA. In marina mi era detto quando indossare la divisa di gala con lo spadino e quando no. Oggi so quando devo essere “elegante” e avere la cravatta o meno. Aha.
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